I segnali luminosi costieri rappresentano uno degli strumenti più importanti per la sicurezza della navigazione marittima, soprattutto durante le ore notturne o in condizioni di scarsa visibilità. Fari, fanali, boe luminose e luci di riferimento permettono ai naviganti di riconoscere la posizione della costa, individuare porti, ingressi sicuri, secche, scogli e altri pericoli presenti lungo il litorale.
Ogni luce possiede caratteristiche precise, come colore, ritmo, portata e altezza, utili per essere identificata sulle carte nautiche e durante la navigazione reale. Conoscere il significato dei segnali luminosi costieri è fondamentale non solo per chi prepara la patente nautica, ma anche per diportisti, pescatori e appassionati del mare che desiderano muoversi in sicurezza.
- Guarda anche: Segnali nautofoni e ottici: guida completa ai segnali acustici e luminosi nella navigazione

Segnali luminosi costieri: i fanali dei porti
I fanali dei porti sono segnali luminosi costieri installati normalmente all’estremità dei moli foranei, delle dighe di protezione o presso l’imboccatura portuale. La loro funzione principale è indicare ai naviganti l’ingresso del porto e delimitare il passaggio sicuro per entrare o uscire.
Di regola, osservando il porto dal mare verso terra, il fanale rosso individua il lato sinistro dell’imboccatura, mentre il fanale verde segnala il lato destro. Ci sono poi le luci bianche per gli eventuali fanali situati sulle propaggini dei moli interni.
La portata di queste luci è molto limitata, inferiore a 10 miglia.
Questi fanali possono avere luce fissa, lampeggiante, intermittente o con ritmo caratteristico, come indicato sulle carte nautiche e negli Elenchi dei Fari e Segnali da Nebbia. Per l’esame di patente nautica è importante ricordare che i fanali dei porti servono a riconoscere l’accesso in sicurezza, mantenere il corretto allineamento durante la manovra e prevenire urti contro moli, scogliere artificiali o bassi fondali vicini all’ingresso portuale.

Segnali luminosi costieri: il mono fanale per un porticciolo
Nei piccoli porticcioli o approdi minori capita spesso che l’imboccatura sia protetta da un solo molo di riparo principale, mentre dall’altro lato vi è una scogliera naturale, una banchina interna, una spiaggia riparata oppure un semplice braccio secondario non segnalato. In questi casi può essere presente un solo fanale portuale, rosso oppure verde, collocato sul molo esterno più esposto e utile come riferimento notturno.
I moli di riparo
Generalmente vengono indicati come:
- Molo di sopraflutto → il braccio principale che protegge il porto dal moto ondoso dominante; spesso è il più lungo e può ospitare il fanale.
- Molo sottoflutto → braccio secondario più riparato, interno o più corto.
- Diga foranea → struttura esterna di protezione dal mare aperto.
- Molo guardiano → termine usato in alcuni porti per il molo che difende l’ingresso.
- Braccio di levante / ponente / nord / sud → denominazione in base all’orientamento geografico.
Perché c’è un solo fanale
Un solo fanale viene installato quando:
- l’imboccatura è molto semplice e facilmente riconoscibile;
- un lato è naturale e non necessita di segnalazione;
- il porto è piccolo e destinato a pesca o diporto locale;
- il fanale serve più come punto cospicuo che come coppia di ingresso.
Per patente nautica: cosa ricordare
Se vedi un solo fanale portuale, non devi dare per scontato l’altro lato dell’imboccatura. Occorre:
- consultare carta nautica o portolano;
- entrare a velocità ridotta;
- verificare fondali e ostacoli;
- usare prudenza soprattutto di notte.
Esempio tipico
Un porticciolo con un solo lungo molo esterno e fanale verde in testata, mentre il lato opposto è una costa rocciosa riparata senza struttura artificiale. Il fanale segnala il lato utile dell’accesso.

I fari marittimi
Cosa sono i fari marittimi e come funzionano? Guida didattica per la patente nautica
I fari marittimi sono strutture costiere o offshore (off + shore = fuori + giurisdizione / a largo dalla costa) progettate per segnalare la presenza della costa, indicare pericoli alla navigazione e aiutare i navigatori a orientarsi in mare.
Da secoli rappresentano un punto di riferimento essenziale per la sicurezza nautica, soprattutto durante la navigazione notturna o con scarsa visibilità. Per chi prepara la patente nautica, conoscere il significato dei fari marittimi è fondamentale, perché rientra tra gli argomenti principali di carteggio e segnalamento marittimo.
A cosa servono i fari marittimi
La funzione principale dei fari marittimi è quella di fornire un riferimento visivo ai comandanti delle imbarcazioni. Possono indicare l’ingresso di un porto, segnalare scogli affioranti, secche, promontori pericolosi oppure aiutare a determinare la posizione dell’unità in navigazione. Ogni faro emette una luce riconoscibile, diversa dalle altre, così da permettere al navigante di identificarlo sulle carte nautiche.
Come funzionano i fari marittimi
Il funzionamento dei fari marittimi si basa su un sistema luminoso installato in cima alla torre. In passato si utilizzavano fuochi alimentati a legna, carbone o olio; oggi i fari impiegano lampade elettriche ad alta intensità, spesso a LED, abbinate a lenti speciali chiamate lenti di Fresnel. Queste lenti concentrano e amplificano il fascio luminoso, rendendolo visibile anche a molte miglia di distanza.
Molti fari moderni sono automatizzati e controllati da remoto. Possono essere alimentati dalla rete elettrica oppure da pannelli solari con batterie di accumulo, garantendo il funzionamento continuo anche in zone isolate.
I segnali luminosi dei fari marittimi
Ogni faro marittimo possiede una propria caratteristica luminosa, cioè una sequenza specifica di lampi, eclissi o luce fissa. Questa caratteristica consente di distinguerlo dagli altri fari presenti nella zona. Ad esempio:
- Luce fissa: resta costantemente accesa
- Luce lampeggiante: emette lampi a intervalli regolari
- Luce isofase: periodi uguali di luce e oscurità
- Luce a gruppi di lampi: lampi raggruppati secondo una sequenza precisa
Per la patente nautica è importante saper leggere queste sigle riportate sulle carte nautiche e negli elenchi fari.
Le portate dei fari
Le portate dei fari sono le distanze massime alle quali la luce di un faro può essere visibile e riconoscibile da un osservatore in mare.
Le portate dei fari sono in tutto tre:
- La portata geografica → è la distanza massima alla quale la luce del faro può essere vista a causa della curvatura terrestre. Dipende dall’altezza del faro e dell’osservatore sul livello del mare.
- La portata luminosa → è la distanza massima alla quale la luce del faro è visibile in funzione della sua intensità luminosa e delle condizioni di visibilità atmosferica.
- La portata nominale → è la portata luminosa del faro in condizioni standard di visibilità meteorologica pari a 10 miglia nautiche.

Regola pratica
- Geografica = limite geometrico / orizzonte terrestre
- Luminosa = limite ottico / potenza della luce
Esempio semplice
Un faro alto 40 m può avere:
- portata geografica: 12 M
- portata luminosa: 18 M
Significa che la luce potrebbe essere abbastanza potente per 18 miglia, ma il faro comparirà solo quando la curvatura terrestre lo consente, cioè a 12 M.
➡️ Quindi nella pratica conta la minore tra le due.
✔ Portata geografica = visibilità del faro rispetto all’orizzonte
✔ Portata luminosa = visibilità della sua luce
Dove si trovano i fari marittimi
I fari marittimi si trovano generalmente su promontori, isole, scogliere, ingressi portuali e punti strategici della costa. In alcuni casi sono installati su piattaforme in mare aperto o su boe luminose. In Italia esistono numerosi fari storici gestiti dalla Marina Militare e da enti competenti per la sicurezza della navigazione.
Perché studiare i fari marittimi per la patente nautica
Chi sostiene l’esame per la patente nautica deve conoscere i fari marittimi perché rappresentano un sistema fondamentale di segnalamento. Saper riconoscere un faro sulla carta nautica e interpretarne i lampi luminosi consente di navigare in sicurezza, evitare pericoli e determinare la propria posizione con maggiore precisione.
I fari marittimi sono strumenti indispensabili per la navigazione, ieri come oggi. Anche nell’era del GPS e dei moderni sistemi elettronici, continuano a essere un riferimento sicuro e immediato per i naviganti. Per superare l’esame della patente nautica, è essenziale comprenderne funzionamento, caratteristiche luminose e utilizzo pratico in mare.

I settori di visibilità di un faro
Il settore di visibilità di un faro è la porzione angolare dell’orizzonte entro la quale la luce del faro è visibile da un osservatore in mare. In pratica, indica da quali direzioni il faro può essere visto.
Non tutti i fari illuminano a 360° in modo uniforme: spesso la luce è limitata a determinati settori per segnalare zone sicure o pericolose. Questi settori sono definiti da angoli (espressi in gradi) rispetto al Nord e vengono riportati sulle carte nautiche.
🔎 In sintesi:
- È un angolo di visibilità, non una distanza
- Indica dove si vede il faro, non quanto lontano
- Serve a fornire informazioni utili alla navigazione
⚓ Tipi di settori
- Settore bianco → generalmente indica acque sicure
- Settore rosso → segnala un pericolo (es. scogli, secche)
- Settore verde → può indicare limiti o lati di canali navigabili
👉 In pratica, osservando il colore e il settore del faro, il navigante capisce se si trova in una zona sicura o a rischio e può correggere la rotta di conseguenza.

Differenza tra faro e fanale (concettuale e sintetica)
Faro
È un segnalamento marittimo principale, di grande portata, installato su torri o edifici costieri. Serve come riferimento alla navigazione d’altura e costiera, visibile da molte miglia. Ha caratteristiche luminose riportate nelle pubblicazioni nautiche.
👉 Grande distanza, funzione primaria di orientamento.
Fanale
È un segnalamento luminoso minore, con portata più ridotta, installato spesso su moli, dighe foranee, imboccature portuali, boe o punti locali.
👉 Breve distanza, funzione locale o portuale.
Faro = importante e lontano
Fanale = locale e vicino
Esempio pratico
- Un grande segnale su un promontorio = faro
- Luce rossa o verde all’ingresso del porto = fanale
Fase e periodo di un segnalamento marittimo
Nel segnalamento marittimo luminoso (fari, fanali, boe luminose), fase e periodo servono a descrivere il ritmo con cui appare la luce. Sono concetti fondamentali per riconoscere un segnale in mare e molto richiesti per la patente nautica.
Fase
La fase è ciascun intervallo elementare del ciclo luminoso del segnalamento. Può essere:
- fase di luce = quando il segnale è acceso
- fase di oscurità (eclisse) = quando il segnale è spento
👉 In pratica, ogni accensione o spegnimento è una fase.
Esempio
Un fanale che fa:
- 2 secondi acceso
- 3 secondi spento
ha 2 fasi: una luminosa e una oscura.
Periodo
Il periodo è il tempo totale necessario per completare un intero ciclo, dopo il quale la sequenza si ripete identica.
👉 Si misura in secondi.
Esempio
Se un faro compie:
- 2 s acceso
- 3 s spento
il periodo è 5 secondi.
Differenza sintetica
- Fase = singola parte del ciclo (luce o buio)
- Periodo = durata completa del ciclo
Formula da ricordare per la patente nautica
Il periodo è la somma di tutte le fasi del segnalamento.
Esempio tipico su carta nautica
Fl(3) 15s
Significa:
- luce lampeggiante
- gruppo di 3 lampi
- periodo totale 15 secondi
In una riga
La fase è ogni accensione o spegnimento della luce; il periodo è il tempo complessivo dopo cui la sequenza ricomincia.
Caratteristiche di emissione dei fari marittimi
Le caratteristiche di emissione descrivono come un faro emette la luce nel tempo. Sono fondamentali per riconoscere un segnalamento sulla carta nautica e distinguerlo dagli altri. Ecco tutti i principali casi, spiegati in modo sintetico e chiaro per la patente nautica.
- 1. Luce fissa (F = Fixed light) → sempre accesa
- 2. Luce intermittente (Oc = occulting) → Luce lunga / Buio corto
- 3. Luce lampeggiante (Fl = flashing) → Luce corta / Buio lungo
- 4. Luce uguale a buio – isofase (Iso = uguale) → Luce = Buio
- 5. Luce a luce lunga (LFl – long flashing)→ ≥ 2 secondi)/ + buio
- 6. Luce a gruppi di luce → da gruppi di 2 lampi a gruppi di 9 max
- 7. Luce a gruppi di buio → da gruppi di 2 buio a gruppi di 9 max
- 8. Luce composta (gruppo composto)→ Es: Fl(2+1) = 2 lampi + pausa + 1 lampo
Luce scintillante
- 9. Luce lampeggio lento (Q – quick) → Oltre 50 lampi al minuto
- 10. Luce lampeggio medio (VQ – very quick)→ Oltre 100 lampi al minuto
- 11. Luce lampeggio ultrarapido (UQ)→ Oltre 160 lampi al minuto
- 12. Luce alternata iso (Al) → Luce che cambia colore (es. bianco/rosso) mantenendo lo stesso ritmo.
Schema riassuntivo per la patente nautica
- F = sempre accesa
- Oc = luce lunga, buio breve
- Fl = luce breve, buio lungo
- Iso = tempi uguali
- LFl = lampo lungo
- Q / VQ / UQ = velocità crescente
- (2), (3) = numero di lampi o oscurità
- F = sempre accesa → segnale semplice, poco distintivo (uso base, riferimento generale)
- Oc = luce lunga, buio breve → presenza costante, segnale “tranquillo” e continuo
- Fl = luce breve, buio lungo → segnale ben visibile e distintivo, facile da riconoscere
- Iso = tempi uguali → segnale regolare ed equilibrato, facilmente identificabile
- LFl = lampo lungo → segnale marcato, evidenzia un punto importante
- Q / VQ / UQ = velocità crescente → attenzione elevata, spesso pericoli o segnalamenti critici
- (2), (3) = numero di lampi o oscurità → identificazione precisa del singolo segnalamento
- Sc. (3) = scintillante a gruppi di 3
- Alt.b.r. = bianco = rosso
- Int. (2) = intermittente a gruppi di 2 eclissi
Cararatteristiche di un faro: esempi riportati nel questionario d’esame per la patente nautica
- FI(3) WRG 15s 21m 15-11M
Falshing Light di 3 lampi – colore bianco/rosso/verde – periodo 15 secondi – altezza luce: 21 metri – portata nominale: 15 miglia verde/11 miglia rossa
- FI (3) 10s 37m 12M
Flashing Light di 3 lampi – periodo 10 secondi – altezza luce: 30 metri – Portata Nominale: 12 miglia nautiche
- Lam (2) 8s 30m 11M
2 lampi bianchi con 8 secondi di periodo – altezza luce: 30 metri – Portata Nominale: 11 miglia nautiche
- Lam (2) 12s 27m 17M
2 lampi bianci con 12 secondi di periodo – altezza luce: 27 metri – Portata Nominale: 17 miglia
- FI(3) W 10s
Flixed Light di 3 lampi bianchi con 10 secondi di periodo
- FI G 5s
Flixed Light Verde con 5 secondi di periodo
- F.r. 18M
Luce fissa rossa – Portata Nominale: 18 miglia
- Int(2) 10s 26m 20M
2 intermittenze di luce bianche con periodo di 10 secondi – altezza luce: 26 metri – Portata Nominale: 20 migla
- Oc (3) W 5s
Intermittente bianco di 3 secondi con periodo di 5 secondi
| # | Voce | Descrizione | Esempio |
|---|---|---|---|
| 1 | Codice | Codice nazionale e internazionale del faro | 2140 / E1476 |
| 2 | Località | Nome e ubicazione del segnalamento | Baia di Talamone |
| 3 | Coordinate | Latitudine e longitudine | 42°33.1 N – 11°08.0 E |
| 4 | Caratteristiche luminose | Tipo di luce e periodo | Fl(2) W 10s |
| 5 | Altezza luce | Altezza sul livello del mare (m) | 30 m |
| 6 | Portata | Portata luminosa o geografica | 11 NM |
| 7 | Struttura | Tipo di torre e caratteristiche | Torre bianca 18 m |
| 8 | Fasi e settori | Sequenza luce/buio e settori | 1-2 / 1-6 |
Frase chiave da ricordare
👉 Più la luce è complessa o veloce, più aumenta la sua capacità di identificare e segnalare situazioni importanti.
Regola fondamentale
👉 La caratteristica luminosa + il periodo identificano univocamente il faro.
Funzione comunicativa delle caratteristiche luminose
Le sigle che hai scritto (F, Oc, Fl, Iso, ecc.) servono a trasmettere informazioni al navigante, in modo chiaro e universale.
👉 In pratica, ogni faro “parla” attraverso il suo ritmo di luce.
Cosa comunicano concretamente
1. Identità del segnalamento
Ogni faro ha una firma luminosa unica (caratteristica + periodo).
👉 Permette di rispondere alla domanda:
“Quale faro sto vedendo?”
2. Posizione geografica
Riconoscendo il faro sulla carta nautica, puoi:
👉 Determinare la tua posizione
👉 Fare il punto nave
3. Tipo di segnalamento
Il tipo di luce può suggerire anche la funzione del segnale:
- Luci rapide (Q, VQ, UQ) → spesso segnali di pericolo o attenzione
- Gruppi di lampi → identificazione precisa in zone affollate
- Luci semplici (F, Oc) → segnalamenti meno critici o secondari
4. Informazioni sulla sicurezza
In combinazione con:
- colore (bianco, rosso, verde)
- posizione
- portata
👉 indicano:
- pericoli
- accessi portuali
- canali navigabili
Concetto chiave da esame
👉 Le caratteristiche luminose NON servono a “illuminare”,
ma a identificare e comunicare informazioni nautiche.
Sintesi finale
✔ Sono un codice comunicativo standard internazionale
✔ Identificano univocamente ogni faro
✔ Permettono orientamento e sicurezza
✔ Si leggono insieme a periodo e colore
Il radar

I Radiofari
- Fari luminosi – usano la luce come segnale
- Radio fari – Usano onde radio come segnale

Radiofaro e GPS
I radiofari sono stati introdotti all’inizio del XX secolo, con i primi sviluppi significativi intorno agli anni 1900 –1920, quando la tecnologia radio iniziò a essere applicata alla navigazione marittima. Il loro utilizzo si diffuse rapidamente tra gli anni ’20 e ’40, diventando uno strumento fondamentale per la determinazione della direzione (radiogoniometria), soprattutto prima dell’avvento dei sistemi elettronici più avanzati.
I sistemi di navigazione satellitare come il GPS (Global Positioning System) sono stati sviluppati negli anni ’70 (in ambito militare statunitense) e sono diventati operativi a partire dagli anni ’90, con apertura all’uso civile nel 1995. Da quel momento, i radiofari hanno iniziato a essere progressivamente affiancati — e in molti casi sostituiti — dal GPS, che offre una precisione molto maggiore e una copertura globale. Tuttavia, i radiofari sono stati mantenuti per diversi anni come sistema di backup e, in alcuni contesti, continuano ancora oggi ad avere un ruolo secondario nella sicurezza della navigazione.
Segnali luminosi costieri o segnalamenti marittimi
I segnalamenti marittimi sono dispositivi fissi o galleggianti posizionati in mare o lungo le coste, progettati per essere visibili o rilevabili dai naviganti e fornire informazioni utili alla sicurezza della navigazione, come pericoli, limiti di canali o punti di riferimento.
Gli elementi che li caratterizzano sono:
- forma
- colore
- segnali luminosi
- segnali sonori o radio (in alcuni casi)
Esempi di segnalamenti marittimi sono:
- Fari
- Fanali
- Mede (o segnali fissi)
- Le boe
- I gavitelli
- I dromi
- I semafori marittimi
- I risponditori radar
- I miragli – struttura di metallo, con forma geometria e dimensioni che possono variare, disposta sopra alcuni segnali marittimi, tipo boe o mede, per renderli visibili.
Ausili elettronici alla navigazione:
- Radiofari
- Radar
- RACON – dispositivo elettronico installato su boe, fari o altre strutture in mare.
Quando viene “colpito” dal segnale radar di una nave, risponde automaticamente trasmettendo un segnale di ritorno.


Differenza tra Onde radio e Impulsi elettromagnetici
📡 Onde radio e onde elettromagnetiche
👉 Non sono diverse!
✔️ Le onde radio sono un tipo di onde elettromagnetiche
📊 In pratica:
- Onde elettromagnetiche = famiglia generale
(luce, raggi X, microonde, radio…) - Onde radio = una parte di questa famiglia
👉 quelle con frequenza più bassa e lunghezza d’onda più lunga
💡 Quindi:
- tutte le onde radio sono elettromagnetiche
- ma non tutte le onde elettromagnetiche sono radio
⚓ Differenza tra radiofaro e radar marittimo
📡 Radiofaro
- Trasmette continuamente onde radio
- Invia un segnale proprio (codice)
👉 Serve a:
- dare direzione/posizione
💡 È passivo per chi riceve:
👉 tu ascolti il segnale
📡 Radar marittimo
- Trasmette impulsi elettromagnetici
- Riceve l’eco di ritorno
👉 Serve a:
- vedere navi, coste, ostacoli
- calcolare distanza e direzione
💡 È attivo:
👉 “illumina” e poi ascolta il ritorno
⚖️ Differenza chiave (semplicissima)
- Radiofaro = trasmette informazioni
- Radar = crea informazioni dagli echi
💡 Frase finale super chiara
- Onde radio = tipo di onde elettromagnetiche
- Radiofaro = ti manda un segnale
- Radar = manda un impulso e guarda cosa torna indietro
📡 Onde radio
- Sono un tipo di onde elettromagnetiche
- Possono essere:
- continue (trasmesse senza interruzione)
- oppure anche a impulsi
👉 Sono il “mezzo fisico” che trasporta il segnale
💡 Esempio:
- radiofaro → onde radio continue
⚡ Impulsi elettromagnetici
- Sono onde elettromagnetiche trasmesse a “pacchetti” (impulsi)
- Non sono continue:
👉 partono → si fermano → ripartono
👉 Sono un modo di trasmettere le onde
💡 Esempio:
- radar → impulsi per misurare distanza
⚖️ Differenza semplice
- Onde radio = tipo di onda
- Impulsi = modo di inviarla
💡 Frase chiave
👉 Il radar usa onde elettromagnetiche (spesso radio) ma le invia a impulsi
👉 Il radiofaro usa onde radio continue
La I.A.L.A.
La IALA (International Association of Lighthouse Authorities) è:
- Organizzazione internazionale
- Standardizza segnalamento marittimo
⚓ In parole semplici
È l’ente che stabilisce regole uguali in tutto il mondo per:
- fari
- boe
- fanali
- segnali marittimi
👉 Così i naviganti capiscono i segnali ovunque si trovino.
🌍 Esempio importante
La IALA ha definito i due sistemi:
- Regione A (Europa, Africa, ecc.)
- Regione B (Americhe, Giappone, ecc.)
👉 Cambia il colore delle boe (rosso/verde) in entrata al porto.
💡 Riassunto:
👉 IALA = “regole globali per i segnali in mare”
Il sistema di segnalazione marittima
Il sistema prevede 5 tipologie di segnali:
- di pericolo isolato
- di acque sicure
- laterali
- cardinali
- speciali
Le strutture possono avere varie forme:
- a cono
- a sfera
- a fuso
- ad asta
Il segnale di pericolo isolato
Il segnale di pericolo isolato è un segnale marittimo utilizzato per indicare la presenza di un pericolo circoscritto (come uno scoglio, un relitto o una secca) circondato da acque navigabili. Serve quindi ad avvisare il navigante che in quel punto preciso esiste un ostacolo, ma che è possibile passare in sicurezza tutto intorno mantenendo una certa distanza. È riconoscibile per la sua struttura tipicamente nera con una o più bande rosse e per il caratteristico miraglio formato da due sfere nere sovrapposte; di notte emette una luce bianca con ritmo specifico.
👉 In sintesi, indica: “qui c’è un pericolo, ma puoi girarci intorno in sicurezza”.

I segnali di acque sicure
Il segnale di pericolo isolato è un segnale marittimo utilizzato per indicare la presenza di un pericolo circoscritto (come uno scoglio, un relitto o una secca) circondato da acque navigabili. Serve quindi ad avvisare il navigante che in quel punto preciso esiste un ostacolo, ma che è possibile passare in sicurezza tutto intorno mantenendo una certa distanza. È riconoscibile per la sua struttura tipicamente nera con una o più bande rosse e per il caratteristico miraglio formato da due sfere nere sovrapposte; di notte emette una luce bianca con ritmo specifico. 👉 In sintesi, indica: “qui c’è un pericolo, ma puoi girarci intorno in sicurezza”.

Segnali laterali
I segnali laterali fanno parte del sistema IALA e servono a indicare i limiti di un canale navigabile, mostrando al navigante da quale lato passare in sicurezza.
Sono costituiti da boe o fanali di colore rosso e verde, che identificano rispettivamente il lato sinistro e destro del canale (con differenze tra Regione A e Regione B). Seguendo correttamente questi segnali, le imbarcazioni possono mantenere la rotta sicura durante l’ingresso o l’uscita da porti e canali. 👉 In sintesi, indicano: “segui questo lato per restare nel canale sicuro”.

Segnali luminosi costieri: le regioni A e B
Le Regioni A e B sono una suddivisione internazionale stabilita dalla IALA per standardizzare i segnali laterali (boe e fanali).
🌍 Cosa significano
Servono a indicare da che lato tenere le boe rosse e verdi quando si entra in porto (dal mare verso l’interno).
⚓ Regione A (Europa, Africa, Asia…)
- Rosso a sinistra
- Verde a destra
⚓ Regione B (Americhe, Giappone…)
- Rosso a destra
- Verde a sinistra
💡 In breve
👉 Cambia solo il significato dei colori
👉 Le forme e le luci restano uguali
🧠 Trucco per ricordare
- Regione B = “Red Right Returning” (rosso a destra entrando)
Segnali cardinali che indicano zone pericolose
I segnali cardinali che delimitano le zone pericolose nei corsi d’acqua sono quattro (Nord, Sud, Est e Ovest) e servono a indicare dove si trova l’acqua sicura rispetto a un ostacolo o a una zona pericolosa. A differenza dei segnali laterali, non delimitano un canale, ma segnalano un pericolo indicando il lato sicuro da cui passare: ad esempio, un segnale cardinale Nord indica che il pericolo si trova a sud del segnale e che bisogna transitare a nord. Sono riconoscibili per la colorazione nero e giallo e per il miraglio con due coni neri sovrapposti orientati in modo diverso a seconda del punto cardinale. 👉 In sintesi, guidano il navigante attorno ai pericoli indicando la direzione sicura di passaggio.
Tali segnali sono muniti di fanale a luce bianca scintillante con le seguenti caratteristiche:
- CARDINALE NORD – PASSARE A NORD (ore 12)
- CARDINALE EST – PASSARE A EST (ore 3)
- CARDINALE SUD – PASSARE A SUD (ore 6)
- CARDINALE OVEST – PASSARE A OVEST (ore 9)
Mirgali cardinali


I dispositivi AISM-IALA nelle carte nautiche
- BOA LUMINOSA – emissione: luci scintillanti a gruppi di 9 ogni 15 secondi, visibile da 5 MIGLIA – Osservando la boa, l’imbarcazione dovrà passare a Ovest
- BOA LUMONSA – emissione: scintillante a gruppi di 3 ogni 10 secondi, visibile da 5 MIGLIA – Osservando la boa, l’imbarcazione dovrà passare a Est
- BOA LUMINOSA – emissione: scintillante continua visibile da 4 MIGLIA – Osservando la boa, l’imbarcazione dovrà passare a Nord
- BOA AD ASTA – Osservando la boa, l’imbarcazione dovrà passare a Sud

Segnali speciali
I segnali speciali indicano al navigante di fare molta attenzione perchè possono indicare:
- zone adibite ad attività particolari (cavi, diporto nautico, stazioni di raccolta dati…)
- discariche
- speratori di traffico
I segnali speciali sono di colore giallo e di 5 forme con un miraglio a forma di X sempre di colore giallo


Segnalazione di “nuovi relitti”
I segnali speciali (boe) utilizzati per indicare la presenza di relitti rappresentano un elemento fondamentale della sicurezza della navigazione secondo le linee guida IMO (International Maritime Organization).
Queste boe, generalmente di colore giallo e con forma variabile (spesso cilindrica o sferica), sono impiegate per segnalare aree o pericoli non coperti dalle altre categorie di segnalamento marittimo.
- Guarda anche: I segnali marittimi ottici su Nauticando.it
Nel caso di un nuovo relitto, la boa speciale può essere temporaneamente posizionata per evidenziare la zona pericolosa fino all’adozione di segnalamenti più specifici, come i segnali di pericolo isolato.
È spesso dotata di luce gialla con ritmo caratteristico (ad esempio lampeggiante) e può essere accompagnata da marcature radar (RACON) o sistemi AIS per migliorarne la rilevabilità. La funzione principale di queste boe è attirare l’attenzione del navigante su un’area di rischio, invitandolo a consultare carte nautiche aggiornate e avvisi ai naviganti, in conformità con le raccomandazioni IMO e il sistema IALA, contribuendo così a prevenire incidenti e garantire una navigazione sicura.











