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Home » PREPARAZIONE PER CONCORSI » Patente nautica » Teoria dello scafo: stabilità, galleggiamento, assetto

Teoria dello scafo: stabilità, galleggiamento, assetto

Patente Nautica 5

di user
in Patente nautica
Tempo di lettura: 57 minuti
Teoria dello scafo

La teoria dello scafo è l’insieme dei principi che spiegano come una barca galleggia, si mantiene stabile e si comporta in acqua durante la navigazione. Comprendere la teoria dello scafo è fondamentale per chi studia la nautica e la progettazione delle imbarcazioni, perché permette di capire il funzionamento di elementi come galleggiamento, stabilità e assetto. Questi concetti derivano dalle leggi della fisica e dell’idrodinamica e determinano la sicurezza, l’efficienza e le prestazioni di una barca in mare. Conoscere la teoria dello scafo aiuta quindi a interpretare il comportamento dell’imbarcazione e a navigare in modo più consapevole. ⚓

  • Guarda anche: Moti delle unità galleggianti: definizione, tipi e significato nella navigazione

Bastione San Remy, la terrazza panoramica di Cagliari e punto d’ingresso al quartiere Castello

Cagliari, Bastione San Remy
Cagliari, Bastione San Remy

I comportamenti dell’unità navale descrivono il modo in cui una nave o un’imbarcazione reagisce alle forze fisiche che agiscono durante la navigazione, in particolare in relazione a stabilità, galleggiamento e assetto. Questi tre concetti fondamentali permettono di comprendere perché un’unità resta a galla, come mantiene l’equilibrio e in che modo si dispone rispetto alla superficie dell’acqua in condizioni statiche e dinamiche. La corretta interpretazione di stabilità, galleggiamento e assetto è essenziale per garantire sicurezza, efficienza e comfort di bordo, oltre a rappresentare una conoscenza di base nei programmi di formazione nautica e negli esami per il conseguimento della patente nautica. Lo studio di questi comportamenti consente al comandante di prevenire situazioni di rischio e di gestire consapevolmente l’unità in mare.

Indice degli argomenti:

  1. Dislocamento e Galleggiamento
  2. Gli indici di stabilità dello scafo
  3. L’assetto di navigazione
  4. Principali tipi di carene
  5. Il timone
  6. L’elica
  7. la cavitazione
  8. La manovra di ormeggio

Dislocamento e Galleggiamento

Dislocamento

Il dislocamento di un’unità navale è la massa (o peso) dell’acqua che la nave o l’imbarcazione sposta quando galleggia, ed è uguale al peso totale dell’unità stessa in una determinata condizione di carico.

In termini semplici:
👉 quanto pesa la barca = quanta acqua sposta.

Navigazione a dislocamento

La barca:

  • galleggia “affondata” nella sua carena

  • spinge via l’acqua lateralmente e verso poppa

  • crea onde (onda di prua e di scia)

Più pesa → più acqua deve spostare → più affonda.

Definizione sintetica di dislocamento

Il dislocamento è il peso dell’unità navale, pari al peso dell’acqua da essa spostata quando galleggia.


Principio di Archimede

Il concetto di dislocamento deriva dal principio di Archimede, secondo cui un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del fluido spostato.

Un’unità navale galleggia quando:

  • il peso della nave è uguale al peso dell’acqua dislocata

Questo equilibrio determina la linea di galleggiamento.


Galleggiamento 

Perché la barca non affonda?

Perché l’acqua esercita una spinta verso l’alto (spinta di Archimede) pari al peso dell’acqua spostata.

  • Spinta verso l’alto = peso acqua spostata

  • Spinta verso il basso = peso barca

Finché sono uguali → equilibrio → galleggiamento

Definizione sintetica

Il galleggiamento è la condizione di equilibrio per cui un’unità navale rimane a galla grazie alla spinta dell’acqua, pari al peso dell’unità stessa.


Quando avviene la perdita di galleggiamento

La perdita di galleggiamento si verifica principalmente in questi casi:

  1. 🔹 Allagamento 👉 causa più comune dell’affondamento.
  2. 🔹 Sovraccarico  👉 rischio di perdita progressiva del galleggiamento.
  3. 🔹 Danneggiamento 👉 compromissione dell’opera viva.
  4. 🔹 Distribuzione dei pesi

Rapporto tra acqua e barca in galleggiamento e in navigazione

👉 Barca ferma

  • acqua spostata in modo simmetrico

  • nessuna direzione preferenziale

👉 Marcia avanti

  • acqua spostata ai lati e a poppa

👉 Retromarcia

  • acqua spostata ai lati e a prua


Galleggiamento e navigazione

Il galleggiamento è uno stato statico; la navigazione implica uno spostamento direzionato dell’acqua.


Quando una barca viene messa in acqua, l’acqua viene spostata in tutte le direzioni attorno allo scafo (avanti, dietro, lati, sotto); la quantità d’acqua spostata, pari al volume immerso, genera la spinta che consente il galleggiamento.


Perché la barca non viene spinta di lato o in avanti?

Perché:

  • le spinte laterali si annullano tra loro

  • la spinta in avanti è bilanciata da quella verso poppa

  • ciò che non si annulla è la componente verticale verso l’alto

👉 La risultante di tutte le pressioni idrostatiche è una forza verticale diretta verso l’alto, chiamata spinta idrostatica (o di Archimede).


Punto di applicazione della spinta

La spinta verticale risultante:

  • è applicata in un punto chiamato centro di carena

  • coincide con il baricentro del volume d’acqua spostato


La pressione dell’acqua agisce su tutta la superficie immersa dell’imbarcazione; le componenti orizzontali (avanti, dietro/lato) si equilibrano, mentre la risultante delle pressioni è una forza verticale verso l’alto detta spinta idrostatica.


Punto di applicazione della spinta idrostatica =
centro di carena =
baricentro del volume d’acqua


Da cosa dipende il punto di spinta idrostatica

Il centro di carena dipende da:

  • forma dello scafo
  • volume immerso
  • assetto dell’imbarcazione
  • sbandamento o variazioni di carico

👉 Per questo non è fisso: cambia posizione se cambia come la barca sta in acqua.


Galleggiamento di una petroliera e di una barca a vela 

La petroliera galleggia grazie all’ampio volume immerso dello scafo; la barca a vela utilizza una chiglia profonda per abbassare il baricentro e migliorare la stabilità, ma in entrambi i casi la spinta idrostatica è pari al peso dell’acqua spostata.

Comportamento in acqua:

  • la petroliera, essendo larga e piatta produce un dislocamento d’acqua sviluppato in superficie.
  • la barca a vela, essendo corta e a V, produce un dislocamento d’acqua sviluppato in profondità.

spinta idrostatica di superficie (petroliera)

Spinta idrostatica di profondità (barca a vela)

 Teoria dello scafo. Baricentro petroliera e barca a vela
Teoria dello scafo. Baricentro petroliera e barca a vela

Gli indici di stabilità dello scafo

Gli indici di stabilità dello scafo sono i parametri nautici attraverso cui si valuta il comportamento di una barca quando è in acqua.

I più importanti indici di stabilità dello scafo sono tre, ovvero:

  • 1️⃣ Baricentro (G – Centro di gravità)
  • 2️⃣ Centro di carena (C)
  • 3️⃣ Metacentro (M)

1️⃣ Baricentro (G)

Il baricentro è il punto dove “si concentra” idealmente tutto il peso della barca in quel preciso momento.


2️⃣ Centro di carena (C)

È il punto di applicazione della spinta idrostatica


3️⃣ Metacentro (M)

È il punto d’incontro tra il piano longitudinale dell’asse di simmetria e l’asse verticale del centro di carena.

Metacentro


Significato di metacentro

Metacentro (meta- (μετά) = “oltre”, “al di là”) .

Letteralmente significa “il centro che si trova dopo (lo spostamento del) centro” oppure “il centro oltre il centro”.

Questo riflette esattamente il concetto della nautica:

  • quando una nave si inclina, il centro di spinta idrostatica cambia posizione;

  • la verticale della nuova spinta incontra l’asse della nave in un punto chiamato metacentro.

  • L’etimologia descrive quindi l’idea di:

    ➡️ un nuovo centro che compare quando il centro originario si sposta.


barca con il piano longitudinale di simmetria (A) e la retta verticale passante per il metacentro (S)
barca con il piano longitudinale di simmetria (A) e la retta verticale passante per il metacentro (S)

Come garantire il galleggiamento

Da ciò appare chiara la necessità di tenere basso il baricentro della imbarcazione, per limitare la possibilità che il metacentro (M) venga a trovarsi sotto il baricentro (G).

Baricentro - Metacentro e Centro di carena
Baricentro – Metacentro e Centro di carena

L’assetto di navigazione

L’assetto di navigazione è l’inclinazione longitudinale della barca rispetto al pelo dell’acqua durante il movimento. Dipende da distribuzione dei pesi, velocità e regolazione del trim del motore. Con assetto appruato la prua è bassa e aumenta l’attrito; con assetto appoppato la prua è alta e si perde controllo; l’assetto neutro garantisce il miglior equilibrio. Un assetto corretto migliora stabilità, manovrabilità, consumi e sicurezza di navigazione, permettendo allo scafo di scivolare sull’acqua in modo efficiente e prevedibile.

Nelle unità con motore fuoribordo (trim) l’assetto dipende principalmente da:

  1. la posizione in verticale del piede del propulsore
  2. distribuzione del carico a bordo

Gli assetti della barca possono essere di tre tipi:

  1. Assetto appruato → piede vicino allo specchio di poppa (posizione negativa)
  2. Assetto neutro → piede alla giusta distanza dallo specchio di poppa (posizione neutra)
  3. Assetto appoppato → piede lontano allo specchio di poppa (posizione positiva)
Teoria dello scafo. Assetti di navigazione
Teoria dello scafo. Assetti di navigazione

Il trim del motore di una barca è l’angolo di inclinazione del motore fuoribordo (o entrofuoribordo) rispetto allo specchio di poppa.


 Principali tipi di carene

Le carene possono essere divise in quattro tipi a seconda del comportamento che devono avere in acqua.

  • carene plananti – chiglia piatta o leggermente a V – planano, cioè escono facilmente dall’acqua e sviluppano grandi velocità. Sono stabili in acque tranquille e instabili in acque agitate.
  • carene dislocanti – forma tona o a V profonda – rimangono sempre immerse in acqua durante la navigazione, non planano, fendono facilmente l’acqua e la spostano a destra e a sinistra. Non hanno doti di velocità, ma hanno grandi sabilità in acque agitate.
  • carene semiplananti o semidislocanti – sono il compromesso tra le due soluzioni di sopra e per questo è il tipo più usato nel diporto.
  • carena catamarano – carena costituita da due chiglie collegate da un ponte. E’ particolarmente stabile.
Teoria dello scafo. Tipi di carene
Teoria dello scafo. Tipi di carene

Il timone 

Il timone è l’organo di governo della barca. Esso serve a far cambiare direzione allo scafo.

Posizione del timone

Il timone può essere posizionato in due modi:

  • nelle imbarcazioni entrobordo il timone è una pala indipendente posta dietro l’elica
  • nelle unità entro-fuoribordo e fuoribordo la funzione di timone è svolta dal piede motore orientabile.
Tipo di barcaDove sta il timone
EntrobordoDietro l’elica, sotto carena
Entro-fuoribordoNel piede orientabile
FuoribordoCoincide con il motore

Organo di comando del timone

In una imbarcazione il timone può essere comandato in due modi:

  • con la ruota
  • con la barra

Configurazione del timone

Il timone, a seconda dell’imbarcazione, può essere configurato in tre modi:

  • passante con losca
  • sospeso
  • sullo specchio
ConfigurazionePosizioneTipica di
Passante con loscaAttraversa lo scafoDislocanti, vela
SospesoSotto la carenaBarche moderne
Sullo specchioEsternoBarche tradizionali
Teoria dello scafo.
Teoria dello scafo.
Tipo di timonePosizioneTipo di motorizzazione tipicaComando tipicoNote
Passante con loscaAttraversa lo scafo, a poppaEntrobordoRuota in planciaTimone tradizionale
Sospeso sotto carenaSotto la parte poppieraEntrobordoRuota in planciaSpesso bilanciato
Esterno sullo specchioFissato allo specchio di poppaEntrobordo (piccole unità)Barra in poppa

La pala

La pala è composta da due facce:

  • la faccia frontale – la parte anteriore dove agisce la pressione dell’acqua
  • la faccia dorsale (o spalla) – la parte posteriore

Comportamento del timone 

1️⃣ Marcia avanti: l’acqua arriva da prua → poppa
2️⃣ Avanti: barra o ruota a dritta → prua a dritta
3️⃣ Avanti: barra o ruota a sinistra → prua a sinistra
4️⃣ Retromarcia: l’acqua arriva da poppa → prua
5️⃣ Retro: barra o ruota a dritta → prua a sinistra
6️⃣ Retro: barra o ruota a sinistra → prua a dritta

🧩 Regola chiave: il timone funziona sempre nel verso da cui arriva l’acqua, questo perché l’’effetto del timone porta la prua dallo stesso lato del comando in marcia avanti e dal lato opposto in retromarcia

** l’insieme di leve e tiranti che collegano il timone alla ruota si chiama “agghiaccio“.


La pala

La pala è composta da due facce:

  • la faccia frontale – la parte anteriore dove agisce la pressione dell’acqua
  • la faccia dorsale (o spalla) – la parte posteriore

Effetti del timone

La pala del timone quando viene immersa in acqua ed inclinata di un certo angolo rispetto alla corrente dell’acqua produce due effetti:

  • una spinta laterale
  • una spinta frenante

Queste due spinte danno così origine a:

  • una riduzione della velocità
  • uno spostamento laterale della poppa sul lato opposto a quello dell’accostata (accostata = cambio di rotta) → accostamento a dritta della barca → spostamento a sinistra della poppa
  • uno sbandamento e un leggero appruamento dello scafo

Il flusso dell’acqua

Quando il timone è dritto (in posizione cioè neutra) il flusso dell’acqua ha un andamento parallelo all’asse longitudinale della pala. Quando il timone viene accostato (o angolato), la pala esercita una pressione sull’acqua da lato dell’accostamento e ciò crea una depressione su quello opposto, determinando una forza idrodinamica del timone che tende a riportarlo in posizione neutra.

** L’effetto di ritorno verso la posizione neutra dipende dalla forma della pala e dalla posizione dell’asse del timone, ed è più marcato nei timoni non bilanciati.


Angolo di rotazione ottimale del timone

L’angolo di rotazione ottimale del timone per ottenere il massimo effetto di governo è compreso tra 30 e 40 gradi.

Angolo di rotazione ottimale del timonedrd


Classificazione del timone in base alla forma della pala

I timoni possono essere classificati in base alla posizione della pala rispetto all’asse di rotazione.
Secondo questa classificazione si distinguono tre tipi di timone:

  • timone ordinario
  • timone semicompensato
  • timone compensato

🔹 Timone ordinario

Il timone ordinario è costituito da una pala che si estende interamente (100%) a poppavia dell’asse di rotazione.

  • offre una buona capacità di virata

  • richiede uno sforzo elevato al sistema di governo (barra, ruota, servomeccanismi)

  • è semplice e robusto, ma meno maneggevole


🔹 Timone semicompensato

Il timone semicompensato presenta una pala che si estende:

  • per circa 85% a poppavia dell’asse di rotazione

  • per circa 15% a proravia

  • rappresenta un compromesso tra potenza di governo e facilità di manovra

  • richiede meno sforzo rispetto al timone ordinario

  • mantiene una buona efficacia direzionale


🔹 Timone compensato

Il timone compensato è costituito da una pala che si estende:

  • per circa 70% a poppavia dell’asse di rotazione

  • per circa 30% a proravia

  • ha una minore capacità di virata

  • è molto leggero e rapido da azionare

  • richiede poco sforzo al sistema di governo

  • è tipico di imbarcazioni moderne e veloci


Quale timone è più leggero

Il timone compensato richiede meno sforzo al sistema di governo rispetto al timone semicompensato, grazie alla presenza di una maggiore porzione di pala a proravia dell’asse di rotazione.

Confronto rapido

  • Ordinario (0% davanti) → sforzo massimo

  • Semicompensato (~15% davanti) → sforzo medio

  • Compensato (~30% davanti) → sforzo minimo


Concetti chiave

  • Accostata = correzione di rotta
  • Virata = cambio di rotta in modo netto / torno indietro
  • Manovrabilità = capacità di movimento rapido in spazi stretti (spazi di manovra) → controllo dello spazio
  • Governabilità = capacità di movimento graduale e progressivo per mantenere la rotta → controllo della rotta
  • Abbrivio = movimento residuo di un’imbarcazione che continua a spostarsi per inerzia, anche quando motore ed elica non spingono più.

L’elica 

L’elica è l’organo di propulsione della barca. Tale sistema ha la funzione di trasformare l’energia meccanica prodotta dal motore in spinta idrodinamica.

L’elica è composta da:

  • mozzo
  • due o più pale orientate
L'elica
L’elica

Il mozzo

Il mozzo è la parte centrale dell’elica che collega l’elica all’asse motore e trasmette la coppia motrice alle pale.

Pale dell’elica

Le pale dell’elica sono superfici idrodinamiche inclinate che, ruotando nell’acqua, spostano una massa d’acqua verso poppa generando la spinta propulsiva dell’imbarcazione.

La coppia

La coppia è la forza di rotazione che tende a far girare un corpo attorno a un asse.

coppia = forza di rotazione del motore

  • Il motore produce coppia

  • L’asse trasmette la coppia

  • Il mozzo la porta alle pale

  • Le pale trasformano la coppia in spinta sull’acqua

Perché il termine “coppia” trae in inganno

Nel linguaggio comune:

  • “coppia” = due cose che lavorano insieme ❌

In fisica:

  • “coppia” = rotazione prodotta da una forza ✔️

Stessa parola, significato completamente diverso.

🧠 Frase-memoria

La coppia fa girare, la spinta fa avanzare.

Schema
Motore → coppia → asse → MOZZO → PALE → acqua → spinta

Motore - Asse - Mozzo - Pale
Motore – Asse – Mozzo – Pale

Come agisce l’elica sull’acqua

L’elica agisce sull’acqua attraverso le pale orientate che “pescano” l’acqua e la spingono dall’avanti all’indietro se la barca procede marcia avanti, o dall’indietro all’avanti se la barca procede in marcia indietro.

Le pale orientate

Le pale orientate dell’elica servono a trasformare la rotazione dell’asse in spinta longitudinale, cioè a far avanzare (o arretrare) l’imbarcazione in modo efficiente e controllabile. L’orientamento non è casuale: è studiato per sfruttare al meglio l’acqua come “massa di reazione”.

Perché le pale sono orientate (e non dritte)

Le pale sono inclinate rispetto al piano di rotazione: ruotando, “avvitano” l’acqua all’indietro.
Per reazione, la barca viene spinta in avanti (terza legge di Newton: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria).

👉 Senza orientamento (pale dritte) l’elica mescolerebbe l’acqua, ma non produrrebbe spinta utile.

L’elica NON “spinge la barca”

È importante chiarirlo:
👉 l’elica non spinge direttamente la barca, ma spinge l’acqua.

Il passo dell’elica

L’orientamento determina il passo.

Il passo dell’elica è la distanza teorica che l’elica percorrerebbe in un giro completo. Esso dipende dall’inclinazione delle pale: maggiore è l’inclinazione, maggiore è il passo.

Questo perché il passo dell’elica dipende direttamente dall’angolo con cui sono inclinate le pale rispetto al piano di rotazione.

  • Passo teorico – avanzamento ideale se l’acqua fosse un solido
  • Passo effettivo – avanzamento reale se l’acqua è un liquido

Passo teorico-Passo effettivo = regresso

Se prendi una pala e:

  • la inclini poco → passo corto

  • la inclini molto → passo lungo

👉 A ogni giro:

  • pala poco inclinata → avanza poco

  • pala molto inclinata → avanza molto

👉 ll passo dell’elica è la distanza teorica che l’elica avanzerebbe in un giro completo, se l’acqua fosse solida.


Accelerazione e passo dell’elica

  • elica a passo corto: velocità più bassa/ accelerazione più alta
  • elica a passo lungo: velocità più alta/ accelerazione più bassa

Il compromesso obbligato

Per questo, in pratica:

Se aumenti…Devi ridurre…Perché
Diametro >Passo <muovi più acqua, quindi la spingi meno, >accelerazione, < velocità
Passo >Diametro <spingi forte, quindi meno acqua, < accelerazione, > velocità

È una regola di equilibrio, non una convenzione.


Da cosa dipende il passo dell’elica:

1️⃣ Regime di giri del motore → il passo serve a far lavorare il motore nel range corretto
2️⃣ Coppia e potenza → più coppia = passo più lungo
3️⃣ Peso della barca → barca pesante = passo più corto
4️⃣ Tipo di carena → dislocante corto / planante lungo
5️⃣ Rapporto di riduzione → riduzione alta = passo più lungo
6️⃣ Uso della barca → lavoro-traina corto / velocità lungo

🔧 Cos’è la riduzione del piede

La riduzione del piede è il rapporto di ingranaggi nel piede del motore marino che riduce i giri del motore e li trasmette all’elica

⚙️ Come funziona

  • Il motore lavora a alti giri

  • Nel piede ci sono ingranaggi

  • Gli ingranaggi riducono i giri e aumentano la coppia

  • L’elica riceve meno giri ma più spinta

🔢 Cos’è il rapporto di riduzione

È scritto così: 2,0 : 1 (esempio)

Significa:

2 giri del motore = 1 giro dell’elica

Altri esempi:

  • 1,7 : 1 → elica gira più veloce

  • 2,3 : 1 → elica gira più lenta ma più “forte”


🔗 Perché è importante per il passo

  • Riduzione alta (2,3:1) → puoi usare passo più lungo

  • Riduzione bassa (1,7:1) → serve passo più corto

👉 Perché cambia quanti giri arrivano davvero all’elica.


🧠 Frase da ricordare

La riduzione del piede trasforma alti giri del motore in minori giri dell’elica, aumentando la coppia disponibile.


Il numero delle pale dell’elica 

il numero di pale dell’elica influenza in modo diretto le prestazioni e il comportamento della barca, anche se non determina da solo la velocità massima. È uno dei parametri che vanno bilanciati con diametro, passo, potenza del motore e tipo di scafo.

🔹 Più pale = più superficie attiva / meno velocità / più accelerazione

A parità di diametro e passo, un maggior numero di pale aumenta la superficie attiva dell’elica, migliorando accelerazione e regolarità della spinta, ma tende a ridurre la velocità massima per l’aumento della resistenza idrodinamica (spinge più acqua).


Effetti sulle prestazioni

Elica a 2 pale

  • massima efficienza teorica

  • minore resistenza

  • velocità massima più alta

  • scarsa spinta a basse velocità

  • vibrazioni più marcate

👉 Tipica di barche leggere e veloci.


Elica a 3 pale (la più comune)

  • buon compromesso generale

  • spinta regolare

  • buon controllo in manovra

  • leggera perdita di velocità rispetto a 2 pale

👉 Standard su molte barche da diporto.


Elica a 4 pale

  • eccellente spinta a bassa velocità

  • migliore accelerazione

  • minore cavitazione

  • più controllo in retromarcia

  • lieve perdita di velocità massima

👉 Ideale per barche pesanti o con carene profonde.


Elica a 5 pale

  • spinta molto fluida

  • vibrazioni minime

  • usata su barche professionali o di lusso

  • maggiore resistenza → velocità massima inferiore


Collegamento con cavitazione ed effetto evolutivo

  • più pale → carico distribuito → meno cavitazione

  • più pale → flusso più uniforme → effetto evolutivo più controllabile

  • meno pale → flusso più aggressivo → più rischio di cavitazione


Perché più pale riducono la velocità massima

Ogni pala:

  • genera spinta ✔️

  • ma anche resistenza ❌

Più pale = più attrito idrodinamico.


Non esiste “il numero migliore” in assoluto

Dipende da:

  • peso della barca

  • tipo di scafo

  • regime del motore

  • uso (velocità vs manovra)

Il numero di pale dell’elica influisce sulla distribuzione della spinta, sulla regolarità del funzionamento e sul rendimento, ma deve essere valutato insieme a diametro e passo.

👉 Poche pale → più velocità, meno controllo
👉 Più pale → più spinta e regolarità, meno velocità massima

Tipi di elica

A seconda del senso di rotazione esistono due tipi di elica: l’elica destrosa che -vista da poppa – ruota in senso orario o l’elica sinistrosa che – sempre vista da poppa – ruota in senso antiorario.

Elica destrosa e sinistrosa
Elica destrosa e sinistrosa

Effetto evolutivo

L’effetto evolutivo è la tendenza della poppa a spostarsi lateralmente a causa del getto elicoidale asimmetrico prodotto dall’elica. Questo effetto produce una conseguenza sulla poppa. Quindi ad esempio:

  • elica destrosa, pesca l’acqua a dritta e la spinge a sinistra → effetto: poppa a dritta
  • elica sinistrosa, pesca l’acqua a sinistra e la spige a dritta → effetto: poppa a sinistra

In retromarcia l’elica gira in senso contrario rispetto alla marcia avanti, perché il motore inverte il senso di rotazione (inverter). Quindi:

  • elica destrosa, pesca l’acqua a sinistra e la spinge verso dritta → effetto: poppa a sinistra
  • elica sinistrosa, pesca l’acqua a dritta e la spinge verso sinistra → effetto: poppa a dritta

Relazione Newton/cavitazione/effetto evolutivo

Collegamento azione–reazione (Newton), cavitazione ed effetto evolutivo in un unico quadro coerente. In realtà sono tre facce dello stesso fenomeno: il modo in cui l’elica interagisce con l’acqua.

Newton = l’acqua restituisce una forza uguale e contraria all’elica (reazione)

Cavitazione = la cavitazione dell’elica è un fenomeno fisico per cui, attorno alle pale, si formano bolle di vapore quando, per effetto della rotazione dell’elica, la pressione dell’acqua scende troppo. Queste bolle collassano subito dopo, generando rumore, vibrazioni e danni, formando cavità di vapore.

Effetto evolutivo = l’effetto evolutivo (in inglese propeller walk) è il fenomeno per cui la rotazione dell’elica genera una spinta laterale sulla poppa, facendo tendere la barca a spostarsi di lato, soprattutto a basse velocità e in manovra.

La cavitazione 

La cavitazione è un fenomeno idrodinamico che prende il nome dalla formazione di cavità, ovvero zone di vuoto.

Il vuoto si genera quando la pressione sull’elica scende al di sotto della pressione di vapore dell’acqua. In tali condizioni si formano bolle di vapore acqueo che collassano violentemente al ripristino della pressione, causando perdita di rendimento, vibrazioni ed erosione delle pale.

Il fenomeno può essere favorito da un’elica non correttamente dimensionata, da un numero di giri eccessivo o da un errato accoppiamento tra elica, motore e scafo.

La cavitazione non è la formazione di bolle d’aria, ma di bolle di vapore acqueo dovute a una caduta di pressione sull’elica.

Due eliche controrotanti

L’impiego di eliche controrotanti consente di annullare l’effetto evolutivo e di migliorare la regolarità del flusso propulsivo; tale configurazione, se correttamente progettata, non aumenta la cavitazione e può anzi contribuire a ridurla grazie a una migliore distribuzione del carico sulle pale.

Le eliche controrotanti annullano l’effetto evolutivo e non aumentano la cavitazione, salvo difetti di progettazione o funzionamento.

📝i vantaggi del bielica

Un’unità navale bielica presenta maggiore manovrabilità, sicurezza e controllo alle basse velocità; in tale configurazione l’elica destrorsa è generalmente installata sul lato di dritta e quella sinistrorsa sul lato di sinistra, così da compensare gli effetti evolutivi e garantire simmetria propulsiva. 

  • Guarda anche: I mestieri di bordo, dal sito della Marina Militare 

  • Monoelica = semplicità ed economia
  • Bielica = controllo, sicurezza e precisione

Il getto elicoidale dell’elica

L’elica quando ruota non spinge solo indietro, imprime all’acqua anche un moto elicoidale, cioè una parte della spinta è laterale. Questa componente laterale agisce direttamente sulla poppa.

Getto elicoidale


Quando il timone domina l’effetto evolutivo dell’elica

Aumentando la velocità, il flusso d’acqua generato dall’elica e dal movimento dello scafo investe il timone con maggiore energia, aumentando la forza idrodinamica che esso genera. In queste condizioni il timone diventa l’organo dominante di governo, sovrastando l’effetto evolutivo dell’elica e determinando la direzione di movimento dell’imbarcazione.


Movimento relativo di prua e poppa nelle manovre di accostata

Durante le manovre di ormeggio e di accostata, la poppa descrive un arco di evoluzione sensibilmente maggiore rispetto alla prua, poiché il centro di rotazione dell’imbarcazione è spostato verso prua e perché l’effetto evolutivo dell’elica è maggiore a basse velocità.

Questo scarto può essere sfruttato dal conduttore, che utilizza la poppa per accostare, sapendo che la prua seguirà successivamente nella direzione opposta.

La parte che incontra per prima l’acqua diventa il punto di rotazione.

  • Avanti → prua incontra l’acqua → centro di rotazione avanti

  • Indietro → poppa incontra l’acqua → centro di rotazione dietro


La manovra di ormeggio

La manovra di ormeggio è l’insieme delle operazioni con cui l’unità viene condotta e arrestata presso un punto fisso, compensando vento, corrente ed effetto evolutivo mediante motore, timone e cime.

MANOVRE DI ORMEGGIO

FattoreCasoEffetto / ProblemaStrategia di manovra
Tipo di ormeggioDi pruaControllo facile in avantiGestire abbrivio, arresto dolce
Di poppaRetromarcia criticaAllineare prima di arrivare
Di fiancoDeriva lateraleUso sistematico degli spring
MarciaAvantiPrua attivaCorrezioni con timone
IndietroPoppa attivaEffetto evolutivo dominante
ElicaDestrorsaRetro → poppa a sinistraEsporre lato dritta
SinistrorsaRetro → poppa a destraEsporre lato sinistra
Lato banchinaDrittaCompensa poppa a sinistraFavorisce allineamento
SinistraCompensa poppa a destraFavorisce allineamento
VentoIn pruaRallentaMigliora controllo
In poppaAcceleraAnticipare arresto
Al traversoSposta lateralmenteEntrare controvento
CorrenteIn pruaMigliora governoManovra stabile
In poppaRiduce controlloMaggior anticipo
Al traversoDeriva costanteAngolo + cime
CimeSpring pruaBlocca avantiMotore contro cima
Spring poppaBlocca indietroRotazione controllata
Punto fissoBanchinaAttracco direttoControllo fine
Corpo mortoTensione continuaRegolare lunghezze
AncoraRotazione attorno catenaDosare catena
Regola d’oro—Forza dominanteManovrare contro vento/corrente

Comportamenti dell’unità navale: l’Ormeggio

Ormeggio di poppa (effetto evolutivo dominante)

  • Ormeggio di poppa – elica sinistrosa → espongo giardinetto di dritta perché l’elica scula a dritta
  • Ormeggio di poppa – elica destrosa → espongo il giardinetto di sinistra perché l’elica scula a sinistra

Ormeggio di prua (effetto evolutivo dominante trascurabile, controllare timone e abbrivio)

  • Ormeggio di prua – elica sinistrosa → espongo gavone di dritta
  • Ormeggio di prua – elica destrosa → espongo gavone di sinistra

Ormeggio di fianco (controllare lato banchina, effetto evolutivo, senso di marcia)

  • Ormeggio di fianco – elica sinistrosa – banchina a sinistra → controllo il giardinetto di sinistra
  • Ormeggio di fianco – elica sinistrosa – banchina a dritta → controllo il gavone di dritta a prua
  • Ormeggio di fianco – elica destrosa – banchina a sinistra → controllo il gavone di sinistra
  • Ormeggio di fianco – elica destrosa – banchina a dritta → controllo il giardinetto di dritta

Comportamenti dell’unità navale: Accostare 

Nell’accostata di poppa, essendo la manovra svolta in retromarcia, l’effetto evolutivo dell’elica è determinante: con elica sinistrorsa la poppa tende a dritta e conviene entrare da dritta; con elica destrorsa la poppa tende a sinistra e conviene entrare da sinistra.

  • Accostare di poppa – elica sinistrosa → poppa a dritta – entro da dritta
  • Accostare di poppa – elica destrosa → poppa a sinistra – entro a sinistra
  • Accostare di prua – elica sinistrosa → poppa a sinistra – entro da dritta
  • Accostare di prua – elica destrosa → poppa a dritta – entro da sinistra

  • Guarda anche: Teoria della nave su Agenzia Scuola Nautica.it

✅ Classificazione corretta degli organi della barca

  • Motore → organo energetico
    👉 produce l’energia meccanica

  • Elica → organo di propulsione
    👉 trasforma l’energia del motore in spinta sull’acqua

  • Timone → organo di governo
    👉 consente di dirigere e controllare la rotta


Zinchi

Gli zinchi della barca, detti anche anodi sacrificali, sono componenti metallici montati sulle parti immerse dell’imbarcazione per proteggere i metalli dalla corrosione galvanica causata dall’acqua, soprattutto quella salata. Si consumano al posto di elementi importanti come elica, asse o piede motore, preservando così i componenti più costosi della barca.

Funzione degli zinchi sulla barca:

  • Proteggono le parti metalliche immerse dalla corrosione galvanica

  • Si consumano al posto di componenti come elica, asse, timone e piede del motore

  • Riducono i danni causati da correnti elettrochimiche nell’acqua

  • Contribuiscono ad allungare la durata dei componenti metallici

Manutenzione degli anodi di zinco:

  • Vanno controllati regolarmente, soprattutto durante il rimessaggio

  • Devono essere sostituiti quando sono consumati circa al 50%

  • La sostituzione periodica aiuta a mantenere efficiente la protezione anticorrosione della barca.

Zinchi
Zinchi

Flying bridge 

Il flying bridge è una postazione di comando situata sul ponte superiore di una barca o di uno yacht, generalmente all’aperto e posizionata sopra la cabina principale. Questa struttura consente al comandante di avere una visuale più ampia durante la navigazione e le manovre, migliorando il controllo dell’imbarcazione. Il flying bridge è molto diffuso su yacht a motore, flybridge yacht e imbarcazioni da crociera, perché oltre alla guida offre anche uno spazio aggiuntivo dedicato al relax e alla socialità a bordo.

Caratteristiche del flying bridge:

  • È una seconda postazione di guida sopraelevata

  • Si trova sul tetto della cabina o del ponte principale

  • Offre visibilità panoramica a 360° durante la navigazione

  • È tipico di yacht, motoryacht e cabinati da crociera

Vantaggi del flying bridge:

  • Migliora la visibilità durante le manovre e l’ormeggio

  • Permette di navigare all’aperto con maggiore controllo

  • Può includere sedute, tavolo, prendisole e zona relax

  • Aggiunge uno spazio panoramico ideale per gli ospiti a bordo.

Flying bridge 
Flying bridge

Baglio

** Baglio = Il termine deriva dal latino baculum (“bastone, asta, trave”), che a sua volta viene dalla radice indoeuropea *bak- / *bhak-, con il senso di “bastone, supporto rigido”.

Il baglio della barca è la larghezza massima dell’imbarcazione, cioè la distanza tra il lato sinistro (babordo) e il lato destro (tribordo) nel punto più largo dello scafo. Questo parametro è uno dei dati principali utilizzati per descrivere le dimensioni di una barca, insieme a lunghezza e pescaggio. Il baglio influisce direttamente su stabilità, spazio interno e comfort a bordo, perché uno scafo più largo offre generalmente maggiore equilibrio in acqua e più volume abitabile.

Caratteristiche del baglio della barca:

  • Indica la larghezza massima dello scafo

  • Si misura da babordo a tribordo nel punto più largo

  • È uno dei parametri principali delle dimensioni di una barca

  • Viene utilizzato nella progettazione navale e nella scheda tecnica dell’imbarcazione

Importanza del baglio nelle imbarcazioni:

  • Influisce sulla stabilità durante la navigazione

  • Determina spazi interni e abitabilità a bordo

  • Può influenzare velocità ed efficienza dello scafo

  • Aiuta a definire il comportamento della barca in mare. ⚓


I Candelieri della barca

I candelieri della barca sono montanti verticali in metallo, solitamente in acciaio inox o alluminio, installati lungo il bordo del ponte dell’imbarcazione. Servono a sostenere i cavi di sicurezza chiamati draglie, formando una sorta di ringhiera che aiuta a prevenire cadute in mare e aumenta la sicurezza durante gli spostamenti a bordo.

Caratteristiche dei candelieri:

  • Sono pali verticali fissati al ponte della barca

  • Sostengono le draglie (cavi o funi di sicurezza)

  • Sono realizzati spesso in acciaio inox resistente alla corrosione

  • Sono distribuiti lungo i lati del ponte (murate)

Funzione dei candelieri a bordo:

  • Creano una protezione lungo il perimetro della barca

  • Migliorano la sicurezza dell’equipaggio durante la navigazione

  • Permettono di tendere le draglie e altri cavi di supporto

  • Sono fondamentali soprattutto su barche a vela e yacht da crociera. ⚓

Candelieri
Candelieri

Il Passascafo

Il passascafo è un componente installato nello scafo della barca che permette il passaggio controllato di acqua attraverso lo scafo. Viene utilizzato per collegare l’esterno dell’imbarcazione con gli impianti interni, come ad esempio il raffreddamento del motore, lo scarico dell’acqua, il lavello o il wc marino. Il passascafo è generalmente realizzato in bronzo, ottone marino o materiali compositi resistenti alla corrosione e viene spesso collegato a una valvola di sicurezza chiamata presa a mare (seacock) per aprire o chiudere il flusso d’acqua.

Caratteristiche del passascafo:

  • È un raccordo montato direttamente nello scafo della barca

  • Permette l’ingresso o l’uscita dell’acqua

  • È collegato a tubi e impianti interni dell’imbarcazione

  • Può essere realizzato in bronzo, ottone marino o materiali compositi

Funzioni principali del passascafo:

  • Alimentare il raffreddamento del motore con acqua di mare

  • Scaricare acqua di sentina, lavelli o docce

  • Collegare impianti come wc marino e sistemi di drenaggio

  • Gestire in sicurezza il flusso d’acqua tra interno ed esterno dello scafo. ⚓

Teoria dello scafo. Il passascafo
Teoria dello scafo. Il passascafo

Pozzetto della barca

Il pozzetto della barca è l’area del ponte, solitamente incassata e situata nella parte centrale o verso la poppa dell’imbarcazione, dove si trovano i comandi di navigazione e lo spazio per l’equipaggio. È uno dei punti principali della barca perché da qui si governa l’imbarcazione e si gestiscono molte manovre, soprattutto nelle barche a vela. Il pozzetto è progettato per offrire protezione, visibilità e comfort, con sedute laterali, timone o ruota e spesso strumenti di navigazione.

Caratteristiche del pozzetto:

  • È una zona incassata del ponte della barca

  • Si trova generalmente verso la poppa

  • Ospita timone o ruota del timone e strumenti di navigazione

  • Include spesso sedute laterali per l’equipaggio

Funzioni del pozzetto a bordo:

  • Permette di condurre e governare la barca

  • È il punto da cui si gestiscono molte manovre di navigazione

  • Offre spazio per l’equipaggio durante la navigazione

  • Può diventare anche una zona relax o conviviale quando la barca è ferma. ⚓

Teoria dello scafo. Il pozzetto della barca
Teoria dello scafo. Il pozzetto della barca

Il pulpito 

Il pulpito della barca è una struttura metallica tubolare installata sulla prua dell’imbarcazione, solitamente realizzata in acciaio inox, che serve a proteggere l’equipaggio e a fornire un punto di appoggio durante le operazioni sul ponte di prua. Questa struttura fa parte del sistema di sicurezza della barca insieme a candelieri e draglie, creando una sorta di ringhiera che impedisce di cadere in mare mentre si lavora o ci si muove nella parte anteriore del ponte.

Caratteristiche del pulpito:

  • È una struttura tubolare montata sulla prua della barca

  • Generalmente è realizzato in acciaio inox resistente alla corrosione

  • È collegato alle draglie e ai candelieri

  • Può integrare luci di navigazione o supporti per l’ancora

Funzioni del pulpito:

  • Aumenta la sicurezza dell’equipaggio sul ponte di prua

  • Offre un punto di appoggio durante le manovre con l’ancora

  • Protegge chi si muove nella zona anteriore della barca

  • Aiuta a delimitare il perimetro del ponte a prua. ⚓

 Teoria dello scafo. Il pulpito
Teoria dello scafo. Il pulpito

 

Sezione maestra e ordinata maestra dello scafo: cosa sono

La sezione maestra è la sezione trasversale dello scafo che presenta la massima larghezza (baglio massimo) dell’imbarcazione. Si ottiene immaginando di tagliare lo scafo con un piano verticale perpendicolare all’asse longitudinale della nave nel punto in cui essa è più larga. La sezione maestra è molto importante nella progettazione navale perché contribuisce a:

  • determinare il volume immerso,
  • determinare la stabilità,
  • determinare le prestazioni dell’unità in navigazione.

L’ordinata maestra, invece, è l’elemento strutturale (costola o telaio trasversale) che si trova in corrispondenza della sezione maestra. Essa rappresenta l’ordinata di riferimento dalla quale vengono spesso misurate e numerate le altre ordinate dello scafo.

le ordinate sono le sezioni trasversali.

Nella costruzione navale l’ordinata maestra svolge un ruolo fondamentale per la resistenza strutturale dell’imbarcazione e costituisce uno dei principali riferimenti utilizzati nei piani costruttivi e nei calcoli di stabilità.

Differenza in sintesi

TermineDefinizione
Sezione maestraSezione trasversale dello scafo nel punto di massima larghezza.
Ordinata maestraOrdinata (struttura trasversale) situata in corrispondenza della sezione maestra.

In parole semplici, la sezione maestra è il “taglio” geometrico dello scafo nel suo punto più largo, mentre l’ordinata maestra è la struttura fisica che occupa quella posizione e contribuisce alla robustezza dell’imbarcazione.

La sezione maestra

Parti dello scafo in sezione: elenco per categorie

🟫 Fasciame e Rivestimenti

Il fasciame costituisce il rivestimento esterno e interno dello scafo ed è formato da tavole o lamiere fissate alla struttura portante. La sua funzione principale è quella di dare forma all’imbarcazione, garantire la tenuta stagna e proteggere lo scafo dall’azione dell’acqua e dagli agenti esterni. Oltre a contribuire alla robustezza complessiva della nave, il fasciame distribuisce le sollecitazioni generate dal moto ondoso e dai carichi trasportati, collaborando con ordinate, bagli e chiglia alla resistenza strutturale dell’intera imbarcazione.

  • Fasciame dell’impavesata → riveste la parte superiore delle murate e contribuisce alla robustezza dello scafo.
  • Fasciame del ponte di coperta → costituisce la superficie del ponte principale.
  • Fasciame interno del ponte coperto → rinforza e rifinisce internamente il ponte superiore.
  • Fasciame interno del madiere → rivestimento interno della parte inferiore dello scafo.
  • Fasciame del fondo → costituisce il rivestimento esterno della carena e garantisce la tenuta stagna.

🟧 Corsi e Modanature Longitudinali

I corsi e le modanature longitudinali sono elementi strutturali che si sviluppano lungo la lunghezza dello scafo, da prua a poppa. La loro funzione è collegare, irrigidire e rinforzare il fasciame e le altre strutture della nave, aumentando la resistenza alle sollecitazioni causate dal moto ondoso e dalla flessione dello scafo. Inoltre, contribuiscono a mantenere la corretta forma dell’imbarcazione e a distribuire in modo uniforme i carichi lungo tutta la struttura.

  • Trincarino superiore → collega il ponte alle murate e contribuisce alla rigidità longitudinale.
  • Trincarino del ponte di corridoio → rinforza il collegamento tra ponte laterale e fiancata.
  • Controtrincarino del ponte di corridoio → supporta e irrigidisce il trincarino.
  • Righino → elemento di finitura e rinforzo lungo il bordo superiore della murata.
  • Suola → base di appoggio per elementi strutturali e di rivestimento.

🟦 Ponti e Camminamenti

I ponti e i camminamenti sono le strutture orizzontali che suddividono internamente lo scafo e consentono il movimento delle persone e delle merci a bordo. La loro funzione è chiudere e irrigidire la struttura della nave, distribuire i carichi e creare i diversi livelli e compartimenti interni. Oltre a fornire superfici di lavoro e di transito, i ponti contribuiscono in modo significativo alla resistenza complessiva dello scafo, collaborando con bagli, ordinate e chiglia nel sopportare le sollecitazioni della navigazione.

  • Ponte di coperta → chiude superiormente lo scafo e costituisce il ponte principale.
  • Ponte di corridoio → piano intermedio che consente il passaggio e distribuisce i carichi.
  • Interponte → spazio compreso tra due ponti sovrapposti.

🟩 Bagli e Strutture Orizzontali

I bagli sono travi trasversali che collegano le due murate dello scafo e sostengono i ponti dell’imbarcazione. La loro funzione principale è supportare il peso dei ponti, distribuire i carichi e aumentare la rigidità trasversale della struttura. Insieme agli altri elementi orizzontali, i bagli contribuiscono a mantenere la forma dello scafo, contrastano le deformazioni causate dal moto ondoso e garantiscono la solidità dell’intera nave durante la navigazione.

  • Baglio superiore → trave trasversale che sostiene il ponte di coperta.
  • Baglio inferiore → trave trasversale che sostiene il ponte inferiore.

🟪 Ordinate e Rinforzi Trasversali

Le ordinate sono le principali strutture trasversali dello scafo e possono essere paragonate alle costole di un corpo umano. La loro funzione è dare forma all’imbarcazione, sostenere il fasciame e resistere alle sollecitazioni provenienti dal mare e dai carichi di bordo. I rinforzi trasversali, come ginocchi e altri elementi di collegamento, aumentano ulteriormente la robustezza della struttura, distribuendo gli sforzi tra ponti, murate e fondo dello scafo. Insieme, ordinate e rinforzi garantiscono la stabilità, la resistenza e il mantenimento della forma originaria dell’imbarcazione durante la navigazione.

  • Costa (ordinata) → costola trasversale che conferisce forma e resistenza allo scafo.
  • Serrette → rinforzi longitudinali fissati alle ordinate per irrigidire la struttura.
  • Serrette di sentina → rinforzi situati nella zona della sentina.
  • 2° ginocchio → elemento angolare che collega e rinforza le strutture.
  • 4° ginocchio → rinforzo curvo tra ordinate e ponti.

🟨 Dormienti e Braccioli

I dormienti e i braccioli sono elementi strutturali di rinforzo che collegano tra loro le diverse parti dello scafo. I dormienti, disposti longitudinalmente lungo le murate, hanno la funzione di sostenere i bagli e i ponti, distribuendo i carichi lungo la nave. I braccioli, invece, sono elementi di collegamento e irrigidimento che uniscono ordinate, bagli e dormienti, contribuendo a trasferire le sollecitazioni tra le varie strutture. Insieme aumentano la robustezza dello scafo, migliorano la resistenza alle deformazioni e garantiscono una maggiore solidità dell’intera imbarcazione durante la navigazione.

  • Dormiente superiore → elemento longitudinale di sostegno del ponte superiore.
  • Sottodormiente superiore → rinforzo inferiore del dormiente superiore.
  • Dormiente inferiore → elemento longitudinale di sostegno del ponte inferiore.
  • Sottodormiente inferiore → rinforzo del dormiente inferiore.
  • Bracciolo verticale del ponte superiore → collega ordinata e ponte superiore distribuendo i carichi.
  • Bracciolo verticale inferiore → collega le strutture inferiori dello scafo.

🟢 Puntali e Sostegni Verticali

I puntali e gli altri sostegni verticali sono elementi strutturali che collegano i ponti alle strutture inferiori dello scafo. La loro funzione principale è sostenere i ponti e trasferire i carichi verticali verso la chiglia e il fondo della nave, distribuendo il peso in modo uniforme. Grazie a questi elementi, lo scafo acquisisce maggiore rigidità e resistenza, evitando cedimenti e deformazioni causati dal peso delle strutture, delle persone, delle merci e delle sollecitazioni dovute alla navigazione.

  • Puntale → montante verticale che trasferisce i carichi dei ponti verso il fondo dello scafo.

🔴 Chiglia e Struttura di Fondo

La chiglia e la struttura di fondo costituiscono l’ossatura principale dell’imbarcazione e possono essere considerate la spina dorsale dello scafo. La chiglia si sviluppa longitudinalmente da prua a poppa e svolge la funzione di sostenere l’intera struttura, garantire l’allineamento dello scafo e assorbire le principali sollecitazioni della navigazione. Gli altri elementi del fondo, come madieri, paramezzali e rinforzi di sentina, collaborano nel distribuire i carichi e nel collegare le ordinate alla chiglia, conferendo robustezza, rigidità e stabilità all’imbarcazione. Insieme formano la base strutturale sulla quale viene costruito tutto lo scafo.

  • Chiglia → elemento longitudinale principale dello scafo; è la “spina dorsale” dell’imbarcazione.
  • Paramezzale → rinforzo longitudinale disposto sopra la chiglia.
  • Madiere → elemento trasversale che collega le ordinate nella parte inferiore dello scafo.
  • Torello → elemento di collegamento e rinforzo nella zona della chiglia.
  • Cambioni di sentina → rinforzi che collegano madiere e ordinate nella zona curva della sentina.

⚓ Impavesata e Bordo Superiore

L’impavesata e il bordo superiore costituiscono la parte più alta delle murate dell’imbarcazione. La loro funzione è aumentare la sicurezza a bordo, proteggere persone e attrezzature dal rischio di caduta in mare e contribuire alla robustezza delle fiancate dello scafo. Su questa struttura vengono spesso fissati candelieri, battagliole e altri elementi di protezione. Oltre al ruolo pratico e di sicurezza, l’impavesata contribuisce a irrigidire la parte superiore dello scafo e a proteggerla dagli spruzzi e dall’ingresso dell’acqua durante la navigazione.

  • Candeliere dell’impavesata → montante verticale che sostiene il parapetto o la battagliola.
  • Orlo → bordo superiore terminale della murata.

🌊 Spazi Tecnici Interni

Gli spazi tecnici interni sono i compartimenti e le zone dello scafo destinati ad accogliere impianti, attrezzature, carichi e servizi di bordo. La loro funzione è ottimizzare l’organizzazione degli ambienti interni, garantire il corretto funzionamento degli impianti e contribuire alla sicurezza e all’efficienza dell’imbarcazione. In questi spazi trovano posto la stiva, i serbatoi, i locali tecnici, i canali di aerazione e altri compartimenti necessari alla navigazione. Una corretta progettazione degli spazi interni favorisce inoltre la distribuzione dei pesi, la ventilazione e la manutenzione delle strutture e delle apparecchiature di bordo.

  • Stiva → compartimento inferiore destinato a carichi, materiali e impianti.
  • Canali di aerazione → consentono il ricambio dell’aria e limitano umidità e condensa.

In sintesi

  • Struttura longitudinale (da prua a poppa) → chiglia, paramezzale, dormienti, trincarini, corsi di fasciame.
  • Struttura trasversale (da murata a murata) → coste (ordinate), bagli, madieri, ginocchi, braccioli.
  • Struttura verticale → puntali e candelieri.

L’insieme di tutti questi elementi forma lo scheletro resistente dello scafo, capace di sopportare il peso dell’imbarcazione, dei carichi e le sollecitazioni del mare.

Lo scafo in sezione

⚓ Battagliola, Draglie e Candelieri

🔹 Draglie

Le draglie sono i cavi, le funi o i tondini metallici che corrono lungo il bordo dell’imbarcazione formando una barriera di protezione contro la caduta in mare.

La loro funzione è:

  • impedire la caduta accidentale delle persone;
  • delimitare le zone di passaggio sul ponte;
  • aumentare la sicurezza durante la navigazione.

Normalmente sono disposte su due o tre livelli e sono tese tra i candelieri.

🔹 Candelieri

I candelieri sono i montanti verticali fissati al ponte o all’impavesata che sostengono le draglie.

La loro funzione è:

  • mantenere le draglie in posizione;
  • formare la struttura della battagliola;
  • aumentare la sicurezza del personale a bordo.

Possono essere realizzati in acciaio inox, alluminio o altri materiali resistenti alla corrosione marina.


Come lavorano insieme?

Draglia superiore
────────────────────

     │      │      │
     │      │      │  ← Candelieri
     │      │      │

────────────────────
Draglia inferiore
  • Le draglie sono i cavi orizzontali.
  • I candelieri sono i supporti verticali.
  • L’insieme prende il nome di battagliola.

📚 Origine della parola “draglia”

La parola draglia deriva probabilmente dal francese antico draille o draye, che indicava una fune o una corda tesa utilizzata come guida o protezione.

Nel linguaggio marinaresco è diventata il termine per indicare il cavo di protezione disposto lungo il bordo dell’imbarcazione.


📚 Origine della parola “candeliere”

La parola candeliere deriva dal latino candelabrum e dall’italiano comune “candeliere”, cioè il supporto verticale che regge una candela.

L’associazione nasce dalla somiglianza di forma:

  • 🕯️ Candeliere domestico → sostegno verticale di una candela.
  • ⚓ Candeliere nautico → sostegno verticale di una draglia.

Schema mnemonico

TermineAspettoFunzione
DragliaCavo orizzontaleProtegge dalla caduta in mare
CandeliereMontante verticaleSostiene le draglie
BattagliolaInsieme di draglie e candelieriProtezione perimetrale del ponte

Trucco per ricordarli

  • Candeliere = palo verticale (come un portacandela).
  • Draglia = cavo teso tra un candeliere e l’altro.
  • Battagliola = recinzione completa formata da entrambi.

Battagliola, candeliere e draglie

L’ombrinale

L’ombrinale è un’apertura o un piccolo condotto praticato nelle murate, nell’impavesata o sul ponte di un’imbarcazione che serve a far defluire l’acqua fuori bordo.

La sua funzione principale è evitare che l’acqua proveniente da pioggia, spruzzi, lavaggi del ponte o onde imbarcate si accumuli sul ponte o nei pozzetti, migliorando la sicurezza e la stabilità dell’unità.

La tuga

La tuga è una sovrastruttura costruita sopra il ponte principale di una barca o di una nave, destinata a creare uno spazio abitabile o tecnico all’interno dell’imbarcazione.

In pratica, è quella parte rialzata che si vede sul ponte e che contiene spesso:

  • la cabina di comando;
  • i locali abitabili;
  • le cuccette;
  • la cucina;
  • i servizi igienici;
  • vani tecnici e di stivaggio.

Funzione principale

➡️ Aumentare il volume interno disponibile senza modificare lo scafo.

Dove si trova?

Generalmente:

  • nella zona centrale dell’imbarcazione;
  • talvolta verso prua;
  • raramente occupa l’intera lunghezza della nave.

Il baglio massimo

Il baglio massimo è la massima larghezza dello scafo, misurata trasversalmente da una murata all’altra nel punto più largo dell’imbarcazione.

Baglio =

In altre parole, rappresenta la “larghezza massima” della nave o della barca.

Funzione e importanza

Il baglio massimo è una delle dimensioni fondamentali di un’imbarcazione perché influenza:

  • ⚖️ Stabilità trasversale → in generale, a parità di altre condizioni, uno scafo più largo è più stabile.
  • 🚤 Prestazioni nautiche → incide sulla resistenza all’avanzamento e sulla manovrabilità.
  • 🏠 Spazio interno disponibile → determina il volume abitabile e la capacità di carico.
  • 📐 Calcoli progettuali → è un riferimento essenziale per progettisti e costruttori navali.

Rapporto con la sezione maestra

La sezione maestra è il taglio trasversale effettuato nel punto in cui si trova il baglio massimo.

⚓ Passascafo

Il passascafo è un raccordo stagno che attraversa lo scafo e permette il passaggio dell’acqua o di altri impianti tra l’interno e l’esterno dell’imbarcazione. Viene utilizzato per collegare prese a mare, scarichi, sistemi di raffreddamento del motore, lavelli, WC marini e pompe di sentina. Essendo un’apertura praticata nello scafo, deve garantire la massima tenuta stagna per evitare infiltrazioni e allagamenti.

➡️ Funzione: consentire il passaggio controllato di acqua o impianti attraverso lo scafo mantenendone la tenuta stagna.

** TENUTA STAGNA = ➡️ impermeabilità all’acqua oppure ➡️ assenza di infiltrazioni


⚓ Pozzetto

Il pozzetto è l’area scoperta e generalmente incassata del ponte dove si trovano il timone, i comandi e gli spazi destinati all’equipaggio durante la navigazione. Nelle imbarcazioni da diporto rappresenta uno dei principali spazi di vita all’aperto e deve essere progettato per drenare rapidamente l’acqua tramite gli ombrinali.

➡️ Funzione: ospitare equipaggio e comandi di navigazione, offrendo uno spazio operativo e di permanenza sicuro.


⚓ Pulpito

Il pulpito è una struttura metallica tubolare installata a prua (pulpito di prua) o a poppa (pulpito di poppa) che prolunga e completa la battagliola. Serve a proteggere l’equipaggio dal rischio di caduta in mare e costituisce spesso un punto di supporto per luci di navigazione, ancore, salvagenti, antenne o altre attrezzature di bordo.

➡️ Funzione: aumentare la sicurezza lungo le estremità dell’imbarcazione e fornire punti di fissaggio per accessori e attrezzature nautiche.


Schema riassuntivo

ElementoDove si trovaFunzione principale
PassascafoAttraversa lo scafoPermette il passaggio di acqua e impianti mantenendo la tenuta stagna
PozzettoSul ponte, generalmente a poppa o al centroOspita equipaggio e comandi di navigazione
PulpitoA prua o a poppaProtegge l’equipaggio e sostiene attrezzature di bordo

Trucco per ricordarli

🔹 Passascafo → “passa attraverso lo scafo”.
🔹 Pozzetto → “piccolo spazio operativo sul ponte”.
🔹 Pulpito → “ringhiera rinforzata di prua o poppa”.

Parti dello scafo

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