Il Museo dell’Ossidiana di Pau è uno dei due musei al mondo dedicati all’ “oro nero” della preistoria, la famosa roccia vulcanica che ebbe un’importanza cruciale nella storia dell’uomo, in particolare quello mediterraneo, durante la preistoria.

Il Museo dell’Ossidiana di Pau è organizzato in un itinerario multisensoriale che intreccia aspetti geologici, geografici, archeologici e antropologici. Lungo il percorso è possibile ammirare anche le realizzazioni di manufatti ad opera di artisti, come quelle dei fratelli Atzori o di Karmina Piras.
Accompagnano il visitatore al Museo dell’Ossidiana di Pau, un personale di guide specializzate nell’argomento e una dotazione esaustiva di materiali didattici e divulgativi, come fotografie, cartografie, schede, descrizioni interattive in modalità audiovisiva e tattile, video e suoni che richiamano le lavorazioni degli artigiani che nella preistoria portavano questo materiale grezzo a diventare raffinati strumenti di vita quotidiana o micidiali armi da guerra.

I musei dell’ossidiana di Pau e Nagawa
Il Museo dell’Ossidiana di Pau, in Sardegna, e l’Obsidian Museum di Nagawa, in Giappone, sono due rare strutture dedicate all’ossidiana. Il museo di Pau racconta la formazione e lo sfruttamento preistorico dell’ossidiana del Monte Arci, mentre quello di Nagawa documenta l’utilizzo dell’ossidiana giapponese fin dal Paleolitico. Entrambi testimoniano l’importanza di questo vetro vulcanico naturale nella storia delle popolazioni preistoriche.

Il museo e il territorio del Monte Arci
La posizione del Museo dell’Ossidiana di Pau non è casuale: il paese sorge infatti sul versante orientale del Monte Arci, uno dei più importanti distretti di approvvigionamento dell’ossidiana del Mediterraneo occidentale. Il museo permette quindi di collegare ciò che viene osservato nelle sale espositive con il territorio circostante, dove la presenza di questo vetro vulcanico testimonia l’intensa attività geologica che ha interessato il massiccio. Durante la Preistoria le comunità raggiungevano queste aree per raccogliere la materia prima, lavorarla almeno parzialmente e successivamente trasportarla verso altri insediamenti della Sardegna e oltre il mare.
- Guarda anche: Il Museo dell’Ossidiana di Pau, Oristano

Un punto di partenza per conoscere l’ossidiana sul territorio
La visita al museo può diventare anche un punto di partenza per approfondire direttamente il rapporto tra Pau, il Monte Arci e l’ossidiana. Nel territorio sono infatti presenti aree archeologiche e luoghi legati all’antico sfruttamento della materia prima, che consentono di comprendere meglio quanto questa risorsa abbia influenzato le attività e gli scambi delle popolazioni preistoriche. L’ossidiana del Monte Arci raggiunse nel corso del Neolitico diverse regioni del Mediterraneo occidentale, facendo della Sardegna uno dei principali centri di produzione e distribuzione. Il Museo dell’Ossidiana contribuisce così a raccontare una storia che non riguarda soltanto la geologia locale, ma anche la nascita di reti di scambio, contatti e relazioni tra le comunità preistoriche del Mediterraneo.








