Oristano è il quarto capoluogo della Sardegna ad essere stato istituito, esattamente il 28 agosto del 1974, dopo Cagliari, Sassari e Nuoro. Situata nella Sardegna centro-occidentale si adagia nella propaggine settentrionale del Campidano, si affaccia sull’ominimo golfo nel mare di Sardegna e affonda le sue origini nel tardo medioevo, quando era capitale del Giudicato di Arborea.
Origine del nome Oristano
L’origine del nome di Oristano non è del tutto certa ed è stata oggetto di diverse interpretazioni linguistiche e storiche. Una delle ipotesi tradizionali fa derivare il toponimo dal gentilizio romano Aristius. Un’importante testimonianza antica risale al VII secolo, quando il geografo bizantino Giorgio Ciprio menzionò in greco l’Αριστιάνης λίμνη (Arhistianis límni), espressione riferita allo stagno di Oristano. La più antica attestazione conosciuta del nome della città compare invece in una carta arborense dei primi del XII secolo, nella quale il centro è indicato come Aristanis.
Una diversa interpretazione è stata proposta dallo studioso Alberto G. Areddu, secondo il quale il nome potrebbe avere origini indoeuropee più antiche. L’etimologia sarebbe riconducibile al prefisso ar-, con il significato di “presso”, e al termine ōusta, riferibile a un’“imboccatura”, un “porto” o uno “slargo”. Anche il suffisso -an(a) troverebbe confronti nella toponomastica di possibile origine nuragica. Secondo questa ricostruzione, il nome sarebbe quindi legato alla particolare posizione geografica dell’insediamento, sorto in prossimità del Golfo di Oristano, degli stagni e delle zone umide circostanti.
Nel corso del Medioevo è documentata anche la forma Maristanis, tradizionalmente collegata alla posizione della città tra il mare e lo stagno. L’evoluzione del toponimo ha prodotto successivamente forme differenti nelle varie lingue: in spagnolo Oristano è chiamata Oristán, mentre in catalano è conosciuta come Oristany. Queste denominazioni testimoniano anche l’influenza culturale e linguistica esercitata sulla Sardegna durante i secoli della presenza catalano-aragonese e spagnola.

Importante centro agricolo della Sardegna
Con i suoi poco meno di 30 mila abitanti situato nella porzione settentrionale del Campidano, la più grande e fertile pianura della Sardegna, Oristano è prima di tutto un grande centro agricolo perché il suo territorio ricade su un’area fertilizzata dalle acque del Tirso. In queste piane si concentrano infatti produzioni di eccellenza che vanno dal riso, al grano, all’ortofrutta (carciofi e agrumi di altissima qualità), all’olio, alle viti storiche produttrici della famosa vernaccia, il vitigno a bacca bianca di origine andalusa, uno dei più antichi del mediterraneo.

Clima mediterraneo
Oristano, affacciandosi sulla costa occidentale della Sardegna, è una città particolarmente esposta al vento di maestrale (nord-ovest), ma non solo. La lontananza dai rilievi (monte Arci e Montiferru) pone la città al passaggio di altri venti provenienti da altri quadranti, come lo scirocco, la tramontana e il levante. Il clima è tipicamente mediterraneao, con estati calde e umide e inverni miti, che consentono agli abitanti di condurre quasi tutto l’anno senza rigidità estreme. La stagione piovosa, concentrata in genere tra ottobre e marzo, si aggira su medie di piovosità non superiori alle 580 mm/anno.


Tra Tharros e Santa Giusta
Oristano nacque da un agglomerato sorto attorno alla nuova sede vescovile che l’arcivescovo arborense Theoto volle fondare, dopo aver abbandonato la ormai decadente Tharros bersaglio sempre più facile delle incursioni saracene. A pochi chilometri più a sud invece già era ad un buon livello di urbanizzazione e vitalità economica l’antica città fenicio-punica di Othoca (oggi Santa Giusta). Il nuovo sito invece, grazie alla presenza degli stagni di Santa Giusta e alla barriera naturale del Tirso che qui focia in una intricata biforcazione, godeva di protezioni naturali dalle minacce straniere e poteva garantirsi una prosperità più tranquilla.
Nel medioevo Arsitanis entrò più volte in guerra con gli altri regni sardi, tanto che nel 1195 subì una disastrosa invasione che la sottopose a saccheggio e distruzione quasi totale. Dopo questo tragico evento furono adottate politiche di fortificazione della città che la resero quasi insepugnabile: il giudice Barisone fece costruire 28 torri e innalzare mura fino a 15 metri che racchiudessero tutti i 27 ettari di estensione compresi si sobborghi di Maddalena, Nono, Vasai e San Lazzaro. Il cuore della città era piazza Manno dove si trovava la reggia giudicale.

La forma a fuso di Oristano medievale
Nel 1400 Oristano già poteva contare su una popolazione di 11 mila abitanti. Questa solidità demografica era il frutto di una relativa stabilità sociale, politica ed economica garantita dalle preziose fortificazioni. La città aveva ormai preso le sembianze delle più forti città medievali italiane, con la particolare forma a fuso del suo impianto urbano, dove l’abitato assumerva una configurazione allungata, più larga nella parte centrale e progressivamente più stretta alle estremità, ricordando appunto la forma di un fuso. La città era condizionata da un importante asse viario, lungo il quale si disponevano abitazioni, botteghe, edifici religiosi e spazi pubblici.
La storia di Oristano tra il XIV e il XVIII secolo fu quindi segnata dallo scontro tra il Giudicato di Arborea e la Corona d’Aragona. Dopo una prima alleanza con i catalano-aragonesi nel 1324, l’Arborea divenne la principale forza di opposizione alla conquista aragonese della Sardegna, soprattutto sotto Mariano IV ed Eleonora d’Arborea. Oristano, capitale giudicale, fu coinvolta direttamente nella lunga guerra sardo-catalana e nel 1368 resistette a un assedio aragonese. La situazione cambiò dopo la battaglia di Sanluri del 1409: nel 1410 la città si arrese e il territorio arborense fu trasformato nel Marchesato di Oristano, mentre nel 1420 scomparve definitivamente ciò che restava del Giudicato di Arborea. Nel 1478, con la sconfitta di Leonardo Alagon, anche il Marchesato di Oristano fu annesso alla Corona e l’anno seguente la città divenne città regia. Durante la successiva dominazione spagnola fu rafforzata la difesa del territorio, anche attraverso la costruzione della Torre Grande nel XVI secolo. Nel 1637 Oristano subì inoltre il saccheggio di una flotta francese durante la Guerra dei Trent’anni. Terminata l’età spagnola, nel 1720 Oristano e la Sardegna passarono sotto il dominio dei Savoia.
La Torre di San Cristoforo
La Torre di San Cristoforo di Oristano, conosciuta anche come Torre di Mariano II o Porta Manna, è uno dei monumenti medievali più importanti della città e una delle principali testimonianze delle antiche fortificazioni del Giudicato di Arborea. Fu costruita nel 1290, durante il governo del giudice Mariano II d’Arborea, come parte della cinta muraria destinata a proteggere Oristano, allora capitale giudicale. Realizzata principalmente in blocchi di arenaria, la torre presenta una struttura massiccia a pianta quadrangolare ed era attraversata alla base da un grande arco che costituiva uno dei principali ingressi alla città fortificata. Sulla sommità venne successivamente collocata una torretta con campana, elemento che ne modificò in parte l’aspetto originario. Situata nell’attuale Piazza Roma, la Torre di San Cristoforo rappresenta oggi uno dei simboli del centro storico di Oristano e permette di comprendere l’importanza politica, militare e strategica raggiunta dalla città durante il Medioevo.

Chi era Giudice Barisone
Barisone I d’Arborea fu uno dei più importanti sovrani del Giudicato di Arborea nel Medioevo e governò dalla metà del XII secolo fino alla morte, avvenuta nel 1186. Legato strettamente alla storia di Oristano, capitale del giudicato, Barisone cercò di rafforzare il proprio potere non solo in Arborea, ma sull’intera Sardegna. Il momento più significativo della sua politica arrivò nel 1164, quando l’imperatore Federico I Barbarossa gli conferì il titolo di re di Sardegna. Per ottenere il riconoscimento imperiale, tuttavia, Barisone dovette sostenere ingenti spese e contrarre pesanti debiti, soprattutto con ambienti genovesi, circostanza che limitò le sue ambizioni politiche. Il suo regno si inserì infatti nel complesso confronto tra Genova e Pisa per l’influenza sull’isola. Barisone I rimane una figura centrale della Sardegna giudicale, poiché il suo tentativo di estendere l’autorità arborense rappresentò uno dei primi importanti progetti medievali di unificazione politica della Sardegna.

Cosa visitare ad Oristano
Il centro storico di Oristano conserva importanti testimonianze del periodo giudicale, medievale e della successiva dominazione aragonese e spagnola. Il cuore della città è Piazza Eleonora d’Arborea, elegante spazio urbano dominato dal monumento ottocentesco dedicato alla celebre giudicessa arborense e circondato da edifici rappresentativi come il Palazzo degli Scolopi, oggi sede municipale. Tra i monumenti più importanti da visitare si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, principale edificio religioso della città, di origine medievale ma profondamente trasformato nel XVIII secolo secondo forme prevalentemente barocche; dell’antica struttura romanica rimangono alcune testimonianze, tra cui la caratteristica torre campanaria. Di particolare interesse è anche la Torre di San Cristoforo, o Torre di Mariano II, costruita alla fine del XIII secolo e un tempo parte integrante della cinta muraria medievale: rappresentava uno dei principali accessi alla capitale del Giudicato di Arborea ed è oggi uno dei simboli di Oristano. Poco distante si trova la chiesa di Santa Chiara, importante testimonianza dell’architettura gotica del XIV secolo legata alla dinastia giudicale arborense, mentre la chiesa di San Francesco, ricostruita nell’Ottocento in stile neoclassico, custodisce il celebre Crocifisso di Nicodemo, una delle più significative opere d’arte sacra della Sardegna medievale. Completano la visita le vie e le piazze dell’antico tessuto urbano, dove palazzi, chiese e tracce delle fortificazioni raccontano il ruolo politico e religioso assunto da Oristano nel Medioevo come capitale del Giudicato di Arborea.
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