La stazione ferroviaria di Golfo Aranci rappresenta una delle infrastrutture storiche più importanti per lo sviluppo dei trasporti nel nord-est della Sardegna. La sua storia ebbe inizio alla fine dell’Ottocento, quando la Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde realizzò il prolungamento della linea ferroviaria da Terranova Pausania, l’attuale Olbia, fino a Golfo Aranci. La tratta Terranova-Golfo Aranci, lunga poco più di 21 chilometri, entrò in esercizio il 1° luglio 1883, creando un collegamento diretto tra la rete ferroviaria sarda e il nuovo approdo marittimo scelto per i piroscafi provenienti da Civitavecchia. La nascita della ferrovia contribuì profondamente allo sviluppo di Golfo Aranci, favorendo il movimento di passeggeri, merci e posta tra la Sardegna e la penisola. Nel corso del Novecento la stazione e il vicino porto assunsero un’importanza ancora maggiore, soprattutto con l’avvio, nel 1961, del servizio regolare di navi traghetto ferroviarie, che consentiva di imbarcare direttamente i carri ferroviari diretti verso il continente. Per oltre un secolo, quindi, la Stazione Ferroviaria di Golfo Aranci ha rappresentato non soltanto un importante nodo della rete ferroviaria sarda, ma anche un punto strategico di collegamento tra trasporto ferroviario e trasporto marittimo.
- Guarda anche: la storica stazione ferroviaria di Tempio Pausania

Un prolungamento della tratta per Cagliari
La Stazione ferroviaria di Golfo Aranci affonda le sue origini alla fine dell’800 quando la Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde decise di prolungare la tratta Cagliari-Terranova Pausania (oggi Cagliari-Olbia) con ulteriori 23 chilometri per soddisfare le nuove esigenze del porto di Golfo Aranci che, nel 1881, fu destinato all’attracco delle navi passeggeri e postali.
I Reali lo usarono per visitare la Sardegna
Quest’ultimo tratto della ferrovia fu completato nel 1883 e lo scalo ferroviario di Golfo Aranci (allora frazione di Terranova), fu adibito a snodo da e per Civitavecchia. L’importanza logistica di questa nuova infrastruttura raggiunse subito il suo apice quando il 21 aprile del 1899 ospitò il treno dei reali durante la visita di Umberto I e Margherita di Savoia in Sardegna.

Cento anni di vita
La struttura binaria
La Stazione ferroviaria di Golfo Aranci è dotata da un fascio di sette binari a scartamento ordinario, una banchina, una piattaforma girevole, posta nei pressi della torre dell’acqua. Il controllo del movimento avviene – tranne in casi eccezionali – da remoto, in quanto non esiste un servizio di presenza fisso in loco. La Stazione di Golfo Aranci è collegata con Golfo Aranci Marittima che è l’unico scalo sardo attrezzato per imbarcare direttamente i carri ferroviari sul traghetto.


L’ex dormitorio per i ferrovieri e un ristorante tra gli edifici
La Stazione Ferroviaria di Golfo Aranci fino alla metà degli anni ’60 disponeva tra gli edifici di un piccolo albergo e ristorante. Oggi però non ha più questa importanza e l’area è stata progressivamente depotenziata nell’offerta dei servizi. Tra i caseggiati rimangono ovviamente il fabbricato viaggiatori, una grande costruzione rettangolare disposta su due piani (l’albergo e il ristorante si trovavano al primo piano e oggi c’è la foresteria). A nord e a sud del fabbricato viaggiatori si trovano poi altri due piccoli edifici, tra cui l’ex dormitorio per i ferrovieri.


Le Ferrovie dello Stato faticano a resistere alla concorrenza privata
La perdita di importanza dello scalo ferroviario di Golfo Aranci non avvenne improvvisamente: fu un processo iniziato tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, ma la svolta decisiva si colloca tra il 2000 e il 2001.
Fino agli anni Ottanta e ai primi anni Novanta, Golfo Aranci aveva un ruolo strategico perché costituiva il principale punto di collegamento fra la rete ferroviaria sarda e quella della penisola. I carri ferroviari venivano imbarcati direttamente sulle navi traghetto FS per Civitavecchia: fino agli anni Novanta operavano cinque traghetti, capaci complessivamente di movimentare circa 150-200 carri ferroviari al giorno.
Il declino fu determinato dalla combinazione di diversi fattori: la progressiva politica di disimpegno delle Ferrovie dello Stato dal trasporto marittimo verso la Sardegna, gli elevati costi del traghettamento ferroviario, la crescente preferenza della logistica per il trasporto su gomma e per container, e soprattutto la concorrenza delle compagnie di navigazione che operavano su Olbia e Golfo Aranci con traghetti più moderni e veloci. Già negli anni Novanta le FS avevano difficoltà a competere nel trasporto di passeggeri, automobili e mezzi pesanti.
Il passaggio fondamentale arrivò con il Piano d’impresa FS approvato nel luglio 2000. Il piano prevedeva per la Golfo Aranci-Civitavecchia il mantenimento del solo trasporto dei carri merci e la dismissione entro il 2001 del trasporto passeggeri, delle auto al seguito e del gommato pesante. Dal 2001, quindi, il collegamento ferroviario-marittimo rimase sostanzialmente dedicato ai soli carri merci.
Possiamo quindi schematizzare la crisi così:
- anni ’80: periodo ancora molto importante; nel 1985 il traffico risultava addirittura in crescita e nel 1989 entrò in servizio la Logudoro;
- anni ’90: comincia il progressivo ridimensionamento, nonostante alcuni tentativi delle FS di rilanciare il servizio;
- 2000-2001: vera cesura storica, con la decisione aziendale di abbandonare passeggeri, auto e automezzi pesanti;
- 2001-2009: sopravvive essenzialmente il traghettamento dei carri ferroviari merci, ma con frequenze sempre più ridotte;
- 2008-2009: il servizio diventa ormai residuale: dal collegamento giornaliero si passa a quello settimanale su prenotazione e successivamente a corse subordinate alla presenza di un quantitativo sufficiente di merci.
Un aspetto interessante è che il declino dello scalo ferroviario non coincide necessariamente con il declino del porto di Golfo Aranci: diminuì soprattutto la sua funzione di porto ferroviario, mentre il traffico marittimo commerciale e passeggeri si riorganizzò attorno alle compagnie private e ai collegamenti per autoveicoli.



La stazione è oggi al Capolinea
Oggi la stazione ferroviaria di Golfo Aranci svolge principalmente una funzione di trasporto regionale e rappresenta il capolinea della linea che collega il centro gallurese con Olbia. I collegamenti ferroviari consentono di raggiungere anche le fermate costiere di Cala Sabina, Marinella e Rudalza, assumendo particolare interesse durante la stagione turistica per gli spostamenti lungo la costa. Alcuni treni regionali dispongono inoltre di trasporto biciclette e di carrozze attrezzate per passeggeri in sedia a rotelle, anche se RFI indica attualmente Golfo Aranci come stazione priva del servizio di assistenza dedicato alle persone a ridotta mobilità. Dopo gli importanti lavori effettuati tra il 2025 e il 2026, la linea Olbia-Golfo Aranci è tornata operativa il 1° febbraio 2026 e sono tuttora previsti interventi di riqualificazione e potenziamento della stazione. Rispetto al passato, quando Golfo Aranci costituiva uno dei principali nodi del trasporto ferroviario-marittimo tra la Sardegna e la penisola, la stazione ha quindi perso gran parte della sua funzione merci e di interscambio navale, mantenendo soprattutto il ruolo di collegamento ferroviario locale e regionale per residenti e turisti.


L’Automotrice Fiat in servizio a Golfo Aranci
Le ALn 668 serie 3100 furono automotrici diesel delle Ferrovie dello Stato costruite tra il 1980 e il 1983 in 150 esemplari dalla FIAT Ferroviaria di Savigliano e dalle OMECA (Officine Meccaniche Calabresi). Lunghe 23,54 metri e dotate di 68 posti a sedere, erano equipaggiate con due motori diesel sovralimentati e trasmissione meccanica FIAT a cinque marce, raggiungendo una velocità massima di 130 km/h; potevano inoltre funzionare in comando multiplo fino a tre unità.
La Sardegna fu una delle principali aree di impiego di questa serie: già nell’estate del 1981 alcune ALn 668.3100 furono assegnate al deposito locomotive di Cagliari e nel marzo 1983 risultavano presenti nell’isola 29 unità; successivamente una parte del parco venne assegnata anche a Sassari, con 22 unità a Cagliari e 9 a Sassari nel 1995. Grazie alla trazione diesel, all’affidabilità e alla possibilità di essere accoppiate in più unità, queste automotrici risultavano particolarmente adatte alla rete ferroviaria sarda a scartamento ordinario non elettrificata, dove per molti anni furono una presenza caratteristica dei servizi regionali.
Tra le linee percorse rientravano anche i collegamenti del nord dell’isola e quelli verso Olbia e Golfo Aranci, come testimonia l’ALn 668.3193 raffigurata nella fotografia. Le ALn 668 hanno così rappresentato per diversi decenni uno dei simboli del trasporto ferroviario regionale in Sardegna, prima della loro progressiva sostituzione con generazioni più moderne di treni diesel.












