Dal 16 al 18 ottobre 2026, Nuoro ospita la prima edizione del Filosofest, tre giornate dedicate alla filosofia, alla cultura e al confronto sui grandi temi della società contemporanea. Al centro della manifestazione lo spopolamento delle aree interne, il diritto a restare nel proprio territorio e il rapporto tra identità, comunità e cambiamento.
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Filosofest Nuoro 2026: la filosofia per ripensare il futuro dei territori
Il Filosofest Nuoro 2026 si svolgerà dal 16 al 18 ottobre presso l’Auditorium Giovanni Lilliu dell’ISRE, in via Mereu a Nuoro, con un programma di conferenze, dibattiti e laboratori filosofici rivolti agli studenti e alla cittadinanza.
La manifestazione, intitolata «Esistenza in bilico. Filosofia, spopolamento e diritto a restare», è promossa dall’associazione culturale Semenes in su bentu, presieduta da Amedeo Spagnuolo, con il patrocinio della Regione Sardegna, dell’ISRE e del Comune di Nuoro, il contributo della Fondazione di Sardegna e la collaborazione dell’associazione A.Pensare e del Centro Studi Casa Brezza.
L’obiettivo è creare uno spazio di riflessione e partecipazione nel quale la filosofia possa confrontarsi con questioni concrete, come l’abbandono dei piccoli paesi, l’emigrazione giovanile, la perdita dei servizi e le difficoltà di sviluppo delle aree interne.
Il tema del diritto a restare assume un significato particolarmente importante in Sardegna, dove numerose comunità affrontano da decenni un progressivo declino demografico. La questione non riguarda soltanto l’economia, ma coinvolge anche la libertà individuale, l’identità culturale e il rapporto tra le persone e i luoghi.
È davvero libera una persona costretta ad abbandonare il proprio paese per mancanza di lavoro o servizi? Quali responsabilità hanno le istituzioni nel garantire condizioni di vita dignitose nei territori periferici? E come possono le comunità conservare la propria identità senza rinunciare al cambiamento?
Sono alcuni degli interrogativi che accompagneranno le tre giornate del festival.
Il programma del Filosofest Nuoro: 16, 17 e 18 ottobre 2026
Il Filosofest si articolerà in tre giornate tematiche, alternando attività didattiche, incontri con studiosi e momenti di confronto pubblico.
Venerdì 16 ottobre: restare, pensare e trasformare
La giornata inaugurale sarà dedicata al tema «Restare, pensare e trasformare: la filosofia dell’abitare per resistere nelle aree interne».
Durante la mattinata si svolgeranno i laboratori filosofici per gli studenti dell’Istituto Tecnico Chironi Satta e del Liceo Scientifico Enrico Fermi, a cura dell’associazione A.Pensare.
Il programma pomeridiano inizierà alle 17:00 con i saluti istituzionali, seguiti da tre appuntamenti:
- Ore 17:30 – Amedeo Spagnuolo: «Il diritto di non partire», una riflessione sulla libertà di scegliere di vivere nel proprio territorio.
- Ore 18:00 – Giovanni Gusai: «Pienezza del vuoto. Un paese è un laboratorio d’immaginazione», dedicato alle potenzialità culturali e sociali dei piccoli centri.
- Ore 18:30 – Luciana Petrocelli e Rosita Levrieri: dialogo su «Ripensare il margine: spazio, cultura e rigenerazione nell’esperienza di Castel del Giudice».
Sabato 17 ottobre: etica dei luoghi, filosofia e politica
La seconda giornata approfondirà il rapporto tra territorio, responsabilità individuale e decisioni collettive.
Al mattino proseguiranno i laboratori filosofici per le scuole, mentre nel pomeriggio Giacomo Chironi e Lino Meli dialogheranno sul tema «Etica dei luoghi», affrontando il valore culturale e morale degli spazi abitati e delle comunità.
Alle 18:30 è prevista la tavola rotonda «Filosofia e politica: pensare prima di agire?», dedicata al rapporto tra riflessione critica, responsabilità politica e azione concreta.
Domenica 18 ottobre: recuperare, curare e pensare
La giornata conclusiva, intitolata «Recuperare, curare e pensare: radici filosofiche e nuove prospettive di cambiamento», sarà dedicata al rapporto tra identità, benessere, relazioni e appartenenza.
Alle 10:30 si terranno i laboratori filosofici per la cittadinanza, a cura di A.Pensare. Le iscrizioni potranno essere effettuate il venerdì e il sabato pomeriggio presso il desk di accoglienza dell’Auditorium Giovanni Lilliu. I posti sono limitati.
Nel pomeriggio sono previsti tre interventi:
- Ore 17:30 – Graziella Monni: «Ethos e polis: abitare sé stessi e la città secondo Platone», sul rapporto tra formazione dell’individuo, etica e comunità politica.
- Ore 18:15 – Anna Chiara Franquillo: incontro psicologico esperienziale «Identità e relazione: in quali luoghi si vive davvero bene?», dedicato al benessere personale e alla qualità delle relazioni.
- Ore 19:15 – Stefano Biancu: «Abitare è ospitare», una riflessione sul significato dell’abitare come esperienza di relazione, apertura e accoglienza.

Filosofia e spopolamento: il significato del diritto a restare
Uno degli aspetti più significativi del Filosofest è il collegamento tra la riflessione filosofica e i problemi delle comunità contemporanee.
Il concetto di abitare, infatti, non indica soltanto la presenza fisica in un determinato luogo, ma comprende anche la costruzione di relazioni sociali, il senso di appartenenza e la partecipazione alla vita collettiva.
Già nella filosofia greca, Platone e Aristotele avevano riconosciuto il ruolo fondamentale della comunità nella formazione dell’individuo. Per Platone, la polis rappresentava lo spazio nel quale interrogarsi sulla giustizia e sull’organizzazione della convivenza; Aristotele considerava invece l’essere umano un essere naturalmente politico, destinato a realizzarsi anche attraverso la vita comunitaria.
Nella filosofia contemporanea, pensatori come Martin Heidegger hanno ulteriormente approfondito il significato dell’abitare, mettendo in evidenza il rapporto tra l’essere umano e il mondo.
Queste riflessioni acquistano particolare attualità nelle aree interne della Sardegna, dove lo spopolamento rischia di compromettere non soltanto la continuità demografica, ma anche la trasmissione delle tradizioni, delle conoscenze e della memoria collettiva.
Il diritto a restare diventa così una questione di libertà e giustizia sociale: non semplicemente la possibilità di continuare a vivere nel proprio paese, ma quella di poterlo scegliere senza essere penalizzati dalla mancanza di opportunità.

Nuoro e la cultura come strumento di partecipazione
La scelta di Nuoro come sede della prima edizione del Filosofest valorizza una città storicamente legata alla cultura letteraria, artistica e intellettuale della Sardegna.
L’iniziativa intende rafforzare questa vocazione, promuovendo il dialogo tra studiosi, studenti, cittadini e istituzioni.
Secondo la visione espressa da Amedeo Spagnuolo, presidente dell’associazione organizzatrice, il festival vuole essere non soltanto un appuntamento culturale, ma anche un’occasione di crescita sociale, incontro e partecipazione, capace di contribuire all’attrattività della città e alla valorizzazione del territorio.
La cultura non può risolvere da sola le difficoltà economiche e demografiche dei piccoli centri, ma può favorire una maggiore consapevolezza collettiva e stimolare la ricerca di nuove prospettive.
In questo senso, il Filosofest propone la filosofia come uno strumento per comprendere il presente, mettere in discussione idee consolidate e immaginare possibilità differenti per il futuro.

Filosofest Nuoro 2026: dove e quando
- Evento: Filosofest Nuoro 2026 – Prima edizione
- Date: 16, 17 e 18 ottobre 2026
- Luogo: Auditorium Giovanni Lilliu, ISRE, via Mereu, Nuoro
- Tema: Esistenza in bilico. Filosofia, spopolamento e diritto a restare
- Organizzazione: Associazione culturale Semenes in su bentu
- Attività: Conferenze, dialoghi, tavole rotonde e laboratori filosofici
- Laboratori per la cittadinanza: Domenica 18 ottobre, ore 10:30, con iscrizione presso il festival e posti limitati
Filosofest Nuoro 2026: una riflessione sul futuro della Sardegna
Il Filosofest Nuoro 2026 rappresenta un’occasione per riportare la filosofia al centro del dibattito pubblico, affrontando questioni che riguardano direttamente il futuro delle comunità sarde.
Attraverso il confronto tra pensiero filosofico, esperienze culturali e problematiche sociali, la manifestazione invita a riflettere sul significato dell’abitare, sulla libertà di scegliere dove vivere e sulla necessità di costruire nuove opportunità per le aree interne.
In una Sardegna segnata da profondi cambiamenti demografici, pensare il diritto a restare significa anche interrogarsi su quale futuro vogliamo costruire per i nostri paesi, riconoscendo nella cultura, nella partecipazione e nel pensiero critico strumenti fondamentali per comprendere e affrontare le trasformazioni della società.










