Rosa Maria Dore, fotografa originaria di Tortolì, ha costruito il proprio percorso professionale a partire da un legame profondo e autentico con l’ambiente naturale della Sardegna. Cresciuta a stretto contatto con paesaggi selvaggi e ambienti incontaminati, ha sviluppato nel tempo uno sguardo sensibile e attento, capace di cogliere dettagli, atmosfere e dinamiche della natura spesso impercettibili a un’osservazione superficiale.
- Guarda anche: Natura Condivisa: i fotografi raccontano la magia delle zone umide alla Torre di Marceddì
Il territorio come racconto
Il suo lavoro si concentra sulla documentazione dei paesaggi più autentici dell’isola, con particolare attenzione ai territori montani del Gennargentu e ai rilievi dell’Ogliastra. Attraverso escursioni in luoghi spesso difficili da raggiungere, Dore racconta ambienti incontaminati, fauna selvatica ed ecosistemi di grande valore, contribuendo alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio naturale sardo.

Le zone umide: ambienti fragili e vitali
Una parte significativa della sua attività è dedicata alle zone umide, protagoniste di mostre e iniziative di sensibilizzazione. Questi ambienti, spesso considerati marginali, svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione delle acque e nella conservazione della biodiversità, ospitando una vita ricca e in continua evoluzione. Attraverso le sue immagini, la fotografa intende trasmettere un messaggio chiaro: conoscere la natura è il primo passo per imparare a rispettarla e proteggerla.
Rosa Maria Dore: l’emozione dell’incontro
Ogni scatto nasce dall’esperienza diretta sul campo e porta con sé una storia. Tra i momenti più significativi del suo percorso, Rosa Maria Dore ricorda l’avvistamento del pollo sultano, comparso timidamente tra i canneti di una piccola area umida e, anni dopo, osservato insieme al proprio pullo. Un incontro che racconta la continuità della vita e l’importanza di preservare ambienti ancora integri.

La fotografia come strumento di sensibilizzazione
La fotografia non è solo documentazione dunque, ma uno strumento fondamentale di testimonianza e consapevolezza. Le immagini hanno la capacità di rendere visibile ciò che spesso resta ignorato, suscitando curiosità ed empatia e superando barriere culturali e linguistiche. Raccontare la bellezza e la fragilità degli ecosistemi significa contribuire alla costruzione di una coscienza collettiva, indispensabile per la tutela della biodiversità.
Rosa Maria Dore: un impegno per la natura della Sardegna
Il percorso professionale della fotografa di Tortolì si configura come un impegno costante nella valorizzazione e nella difesa dell’ambiente. Attraverso un approccio rispettoso e paziente, trasforma la fotografia in uno strumento di racconto e responsabilità, mettendo al centro la conoscenza e la protezione del patrimonio naturale della Sardegna.












