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Home » PREPARAZIONE PER CONCORSI » Patente nautica » I nodi marinai per la patente nautica

I nodi marinai per la patente nautica

Capitolo 38

di user
in Patente nautica
Tempo di lettura: 10 minuti
I nodi marinai per la patente nautica. Foto di Vasilis Caravitis su Unsplash

I nodi marinai per la patente nautica. Foto di Vasilis Caravitis su Unsplash

I nodi marinai rappresentano una delle competenze fondamentali richieste a chi si prepara all’esame per la patente nautica e, più in generale, a chiunque voglia navigare in sicurezza. Saper realizzare il nodo giusto nel momento opportuno permette infatti di ormeggiare l’imbarcazione, fissare cime e parabordi, effettuare rimorchi, recuperare persone o oggetti in mare e affrontare numerose situazioni operative. Durante l’esame vengono richiesti i principali nodi nautici, come il nodo parlato, la gassa d’amante, il nodo piano, il nodo savoia, il nodo inglese e altri ancora, ciascuno con caratteristiche e impieghi specifici. In questa guida scoprirai quali sono i nodi marinai più importanti per la patente nautica, come eseguirli passo dopo passo, quando utilizzarli e quali errori evitare, per acquisire una preparazione completa sia dal punto di vista teorico sia pratico.

  • Guarda anche: Rotta e Prora, la navigazione piana: differenze, significato e utilizzo pratico
I nodi marinai per la patente nautica. Foto di Gunnar Ridderström su Unsplash
I nodi marinai per la patente nautica. Foto di Gunnar Ridderström su Unsplash

I sette nodi fondamentali per la patente nautica

Durante l’esame pratico della patente nautica è richiesta la conoscenza dei sette principali nodi marinai, ciascuno progettato per svolgere una specifica funzione a bordo. Il nodo parlato viene utilizzato per fissare rapidamente parabordi e cime a un sostegno; la gassa d’amante permette di realizzare un’asola fissa ideale per l’ormeggio; il nodo a otto impedisce che l’estremità di una cima fuoriesca da bozzelli o passacavi; il nodo piano serve a unire due cime dello stesso diametro; il nodo bandiera è indicato per collegare cime di diametro diverso; il nodo di galloccia consente di assicurare l’imbarcazione alla banchina mediante una corretta legatura sulla galloccia; infine, il nodo di bozza viene impiegato per scaricare la tensione di una cima in trazione, facilitando l’allentamento o lo scioglimento di nodi particolarmente sollecitati, come la gassa d’amante. Conoscere la funzione e la corretta esecuzione di questi nodi è indispensabile non solo per superare l’esame della patente nautica, ma anche per effettuare le principali manovre di bordo in modo rapido, sicuro ed efficace.

  1. Nodo semplice → Nodo d’arresto
  2. Nodo Parlato → Per legare parabordi
  3. Nodo Gassa d’Amante → Per fissare l’imbarcazione all’ormeggio
  4. Nodo Otto → Per impedire che l’estremità di una cima fuoriesca
  5. Nodo Piano → Per unire due cime dello stesso diametro
  6. Nodo Bandiera → Per unire due cime di diverso diametro
  7. Nodo di Galloccia → Per ormeggiare l’unità alla banchina
  8. Nodo di Bozza → Per allentare la tensione della Gassa d’Amante

Terminologia dei nodi marinai

Per imparare a eseguire correttamente i nodi marinai è fondamentale conoscere la terminologia nautica utilizzata nei manuali e durante l’esame della patente nautica. Ogni parte della cima e ogni operazione hanno infatti un nome preciso, indispensabile per comprendere le spiegazioni e realizzare i nodi in modo corretto. Tra i termini più importanti troviamo la corrente, cioè l’estremità libera della cima con cui si eseguono i passaggi del nodo, e il dormiente, la parte fissa che sostiene il carico. Altre parole ricorrenti sono asola, l’anello formato da una cima senza incrociarla; occhio, l’asola permanente ottenuta con un nodo o un’impiombatura; doppino, il tratto di cima ripiegato su sé stesso; collo, il giro completo eseguito attorno a un palo, un anello o un’altra cima; mezzo collo, il passaggio della corrente attorno al dormiente o a un sostegno; volta, uno o più avvolgimenti attorno a un punto di fissaggio per distribuire il carico; assuccare, l’azione di serrare definitivamente un nodo; e disfare, cioè sciogliere un nodo una volta terminato il suo impiego. Acquisire familiarità con questa terminologia permette di comprendere più facilmente le tecniche di esecuzione dei principali nodi nautici e costituisce una base indispensabile per affrontare con sicurezza sia la pratica di bordo sia le prove previste per la patente nautica.

Cima lunga e cima corta

Quando si eseguono i nodi marinai, è fondamentale distinguere le due parti principali della cima: la cima lunga e la cima corta. La cima lunga, chiamata più correttamente corrente, è l’estremità libera della corda con cui si realizzano i passaggi, gli avvolgimenti e le asole necessari per formare il nodo. La cima corta, detta dormiente, è invece la parte che rimane fissa e sostiene il carico, essendo generalmente collegata a un punto di ancoraggio, come una bitta, un anello o un’altra cima. Conoscere la differenza tra corrente e dormiente è essenziale per imparare a eseguire correttamente i principali nodi nautici, come la gassa d’amante, il parlato e il nodo piano, ed è una competenza richiesta anche durante l’esame della patente nautica.


Asola

Un’asola è un anello o un occhiello che si forma all’estremità oppure lungo una cima, ottenuto mediante un nodo o una impiombatura. In ambito nautico l’asola serve a creare un punto di aggancio sicuro per collegare una cima a un gancio, un anello, una bitta, un moschettone o a un’altra cima, senza che questa possa sfilarsi facilmente. A differenza di un semplice cappio, l’asola può essere fissa, mantenendo sempre le stesse dimensioni (come quella ottenuta con la gassa d’amante), oppure scorrevole, restringendosi o allargandosi in base alla trazione esercitata. La realizzazione delle asole è una delle tecniche fondamentali dei nodi marinai e rappresenta una competenza richiesta anche per l’esame della patente nautica, poiché consente di effettuare ormeggi, traini, recuperi e numerose altre manovre in modo rapido, sicuro ed efficace.


Assuccare 

Assuccare è un termine tecnico della nautica che indica l’azione di tirare e serrare una cima o un nodo fino a renderlo ben stretto e stabile. Dopo aver eseguito un nodo marinaio, è buona pratica assuccarlo esercitando una trazione sulle sue parti principali, così da eliminare eventuali laschi e garantirne la massima tenuta. Un nodo ben assuccato è infatti più sicuro, più resistente alle sollecitazioni e meno soggetto a sciogliersi accidentalmente durante la navigazione. Imparare ad assuccare correttamente i principali nodi marinai è una competenza fondamentale anche per chi si prepara all’esame della patente nautica, dove la corretta esecuzione e il serraggio dei nodi rivestono un ruolo importante.


Nodo semplice

Il nodo semplice, conosciuto anche come mezzo nodo o overhand knot nella terminologia inglese, è il più elementare tra i nodi marinai e costituisce la base per la realizzazione di numerosi altri nodi più complessi. Viene utilizzato come nodo di arresto per impedire che l’estremità di una cima sfugga da un anello, da un bozzello o da un passacavo, ma anche come punto di partenza per nodi quali il nodo piano, il nodo bandiera e altri nodi di uso nautico. Per eseguirlo si forma un’asola con la cima, quindi la corrente viene fatta passare all’interno dell’asola e il nodo viene infine assuccato tirando contemporaneamente la corrente e il dormiente fino a ottenere un serraggio uniforme. Pur essendo molto semplice da realizzare, il nodo semplice tende a stringersi notevolmente quando è sottoposto a forti carichi e può risultare difficile da disfare. Per questo motivo viene impiegato soprattutto come nodo di arresto o come elemento costitutivo di nodi più elaborati, rappresentando una delle prime tecniche da apprendere nella marineria e nella preparazione all’esame della patente nautica.

Nodo Semplice

Nodo Parlato

Il nodo parlato è uno dei nodi marinai più utilizzati per fissare rapidamente una cima a un palo, una bitta, un anello o un corrimano. È apprezzato per la sua semplicità di esecuzione, la rapidità con cui può essere realizzato e la facilità con cui può essere sciolto quando non è più in trazione. Trova impiego nelle operazioni di ormeggio, nell’ancoraggio temporaneo di parabordi, nel fissaggio di cime di lavoro e in numerose manovre di bordo. Per eseguire il nodo parlato si compiono due giri attorno al punto di fissaggio: il secondo incrocia il primo e la corrente viene fatta passare sotto l’ultimo tratto della cima, formando due mezzi colli incrociati. Una volta completato, il nodo viene assuccato tirando contemporaneamente corrente e dormiente fino a ottenere un serraggio stabile. Il nodo parlato offre un’ottima tenuta quando la cima rimane costantemente in tensione, mentre può allentarsi se il carico varia frequentemente o viene meno. Per questo motivo, quando è richiesta una maggiore sicurezza, viene spesso completato con un mezzo collo di sicurezza. Grazie alla sua praticità e al largo impiego nelle manovre nautiche, il nodo parlato è uno dei nodi fondamentali da conoscere per l’esame della patente nautica.

Nodo Parlato
Nodo Parlato

Nodo a Otto (o Nodo Savoia)

Il nodo a otto, noto anche come nodo Savoia, è uno dei nodi marinai più semplici, sicuri e utilizzati nella nautica. Deve il suo nome alla caratteristica forma che ricorda il numero 8 ed è impiegato principalmente come nodo di arresto, cioè per impedire che l’estremità di una cima fuoriesca da un bozzello, da un passacavo, da una carrucola o da un altro punto di scorrimento. Rispetto al semplice nodo di arresto, il nodo a otto offre il vantaggio di essere più resistente, di indebolire meno la cima e, soprattutto, di risultare più facile da disfare anche dopo essere stato sottoposto a forti sollecitazioni. Per realizzarlo si forma dapprima un’ansa vicino all’estremità della cima; la corrente viene quindi fatta passare dietro il dormiente e successivamente introdotta all’interno dell’ansa, seguendo un percorso che genera la tipica figura a forma di otto. Infine si assucca il nodo tirando contemporaneamente corrente e dormiente fino a ottenere un serraggio uniforme. Grazie alla sua semplicità, affidabilità e facilità di esecuzione, il nodo a otto è uno dei primi nodi insegnati nei corsi di vela ed è tra quelli più richiesti durante l’esame della patente nautica.

Nodo a otto

Nodo Piano

Il nodo piano, conosciuto anche come nodo diritto, è uno dei nodi marinai più semplici e diffusi, utilizzato per unire due cime dello stesso diametro o per legare le estremità di una stessa cima. È un nodo pratico, rapido da eseguire e facilmente scioglibile dopo l’uso, purché non sia sottoposto a forti sollecitazioni o a carichi variabili. Per questo motivo è impiegato soprattutto per fissaggi leggeri, per chiudere pacchi, assicurare oggetti o eseguire legature temporanee, mentre non è adatto per ormeggi, rimorchi o manovre di sicurezza, dove è preferibile ricorrere a nodi più affidabili. Per realizzarlo si incrociano le due correnti formando un primo mezzo nodo; successivamente si ripete lo stesso passaggio in senso opposto, facendo passare la corrente che era sopra sotto l’altra, secondo la regola tradizionale “destra sopra sinistra, sinistra sopra destra” (o viceversa, purché il secondo passaggio sia opposto al primo). Infine il nodo viene assuccato tirando contemporaneamente le quattro estremità fino a ottenere una forma simmetrica e ben serrata. Grazie alla sua semplicità e alla sua importanza storica nella marineria, il nodo piano rientra tra i principali nodi marinai da conoscere per la patente nautica.

Nodo piano
Nodo piano

Nodo bandiera

Il nodo bandiera, noto anche come gassa di bandiera o sheet bend nella terminologia inglese, è un nodo marinaio utilizzato per unire due cime di diametro diverso o realizzate con materiali differenti. A differenza del nodo piano, che offre una buona tenuta solo con cime dello stesso spessore, il nodo bandiera è più affidabile quando le due corde hanno caratteristiche diverse, motivo per cui è ampiamente impiegato nella nautica, nella vela e nelle operazioni di bordo. Per realizzarlo si forma innanzitutto un’asola con la cima più grossa, mantenendola aperta con il dormiente. La corrente della cima più sottile viene quindi fatta passare attraverso l’asola, fatta girare attorno ai due lati dell’asola stessa e infine ripassata sotto il proprio tratto corrente, senza rientrare nell’asola. A questo punto il nodo viene assuccato tirando contemporaneamente le due cime fino a ottenere un serraggio stabile e compatto. Se il nodo deve sopportare forti sollecitazioni o carichi variabili, è consigliabile eseguire un doppio nodo bandiera, effettuando un ulteriore giro della corrente attorno all’asola prima del serraggio, così da aumentarne la sicurezza. Il nodo bandiera è uno dei principali nodi marinai richiesti per la patente nautica, poiché consente di collegare due cime in modo rapido, efficace e affidabile.

Nodo Bandiera
Nodo Bandiera

Nodo Gassa d’Amante

Il nodo Gassa d’Amante è la legatura più efficiace per fissare l’imbarcazione all’ormeggio, perché è un nodo molto forte, che potrebbe essere definito anche “da fissaggio”. La Gassa d’Amente però ha anche un’altra peculiarità: è facile da slegare da parte dell’operatore. E questa caratteristica lo rende utile e versatile anche in altre situazioni che posso incontrare in navigazione o durante una sosta.

La gassa d’amante è uno dei nodi marinai più importanti e conosciuti, utilizzato per realizzare un’asola fissa all’estremità di una cima che non si stringe sotto trazione. Grazie alla sua elevata affidabilità, è impiegata per l’ormeggio, il rimorchio, il recupero di persone o oggetti in mare, il fissaggio delle cime e in numerose altre manovre di bordo. Il principale vantaggio della gassa d’amante è quello di mantenere costanti le dimensioni dell’asola anche quando è sottoposta a forti carichi, rimanendo al tempo stesso relativamente facile da disfare una volta eliminata la tensione. Per eseguirla si forma innanzitutto una piccola asola sul dormiente; la corrente viene quindi fatta passare attraverso l’asola dal basso verso l’alto, fatta girare attorno al dormiente e infine fatta rientrare nella stessa asola. A questo punto il nodo viene assuccato tirando contemporaneamente il dormiente, la corrente e l’asola fino a ottenere un serraggio stabile e ben conformato. Considerata uno dei nodi fondamentali della marineria, la gassa d’amante è tra quelli più richiesti durante l’esame della patente nautica, dove è indispensabile conoscerne sia l’esecuzione sia i principali impieghi.

Gassa d'Amante
Gassa d’Amante

Nodo Galloccia

Il nodo di galloccia è una delle legature più importanti della marineria e viene utilizzato per fissare rapidamente una cima a una galloccia, l’accessorio metallico o in materiale composito presente su banchine e imbarcazioni per l’ormeggio. Pur essendo comunemente chiamato “nodo”, si tratta in realtà di una legatura ottenuta mediante una serie di avvolgimenti attorno ai due bracci della galloccia. È impiegato per ormeggiare l’imbarcazione, mantenere in tensione una cima e consentire, quando necessario, un rapido rilascio. Per eseguirlo si compie innanzitutto un giro completo della cima attorno alla base della galloccia, così da assorbire il carico principale; successivamente si effettuano alcuni avvolgimenti incrociati a forma di otto attorno ai due corni della galloccia. L’ultimo passaggio consiste nel realizzare una volta con doppino (detta anche mezza chiave rovesciata), che blocca la cima impedendole di sfilarsi accidentalmente. Infine si assucca la legatura tirando il dormiente e sistemando ordinatamente gli avvolgimenti. Grazie alla sua semplicità, alla grande capacità di tenuta e alla rapidità di esecuzione, il nodo di galloccia è una manovra fondamentale da conoscere sia nella navigazione quotidiana sia per il superamento dell’esame della patente nautica.

I nodi marinai per la patente nautica: Nodo Galloccia
I nodi marinai per la patente nautica: Nodo Galloccia

Nodo di Bozza

Questo nodo serve ad allentare la Gassa d’Amante di un’altra cima che magari, a causa di un pò di vento o un pò di mare, è troppo intensione per poterla disfare. A questo punto avendo la cima legata con Gassa d’Amante di traverso rispetto a me, prendo un’altra cima, possibilmente di diametro diverso rispetto a dove vado a formare il nodo e compio tre giri (che si chiamano “colli”). Dopo di che faccio una specie di “Nodo Parlato“, perciò vado sopra la cima lunga, passo anche sopra la cima trasversale (quella legata con Gassa d’Amante che vogliamo allentare) ed entro dentro se stessa. Dopo di che vado ad “assuccare”, ovvero a stringere. A questo punto la legatura è conclusa e se voglio allentare la cima trasversale basta che tiri la cima lunga in direzione opposta alla posizione della gassa per allentarla.

  • Guarda anche i Nodi Nautici su Scuola Nautica Chaope
I nodi marinai per la patente nautica: Nodo di bozza
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