La teoria dello scafo è l’insieme dei principi che spiegano come una barca galleggia, si mantiene stabile e si comporta in acqua durante la navigazione. Comprendere la teoria dello scafo è fondamentale per chi studia la nautica e la progettazione delle imbarcazioni, perché permette di capire il funzionamento di elementi come galleggiamento, stabilità e assetto. Questi concetti derivano dalle leggi della fisica e dell’idrodinamica e determinano la sicurezza, l’efficienza e le prestazioni di una barca in mare. Conoscere la teoria dello scafo aiuta quindi a interpretare il comportamento dell’imbarcazione e a navigare in modo più consapevole. ⚓
Bastione San Remy, la terrazza panoramica di Cagliari e punto d’ingresso al quartiere Castello

I comportamenti dell’unità navale descrivono il modo in cui una nave o un’imbarcazione reagisce alle forze fisiche che agiscono durante la navigazione, in particolare in relazione a stabilità, galleggiamento e assetto. Questi tre concetti fondamentali permettono di comprendere perché un’unità resta a galla, come mantiene l’equilibrio e in che modo si dispone rispetto alla superficie dell’acqua in condizioni statiche e dinamiche. La corretta interpretazione di stabilità, galleggiamento e assetto è essenziale per garantire sicurezza, efficienza e comfort di bordo, oltre a rappresentare una conoscenza di base nei programmi di formazione nautica e negli esami per il conseguimento della patente nautica. Lo studio di questi comportamenti consente al comandante di prevenire situazioni di rischio e di gestire consapevolmente l’unità in mare.
Indice degli argomenti:
- Dislocamento e Galleggiamento
- Gli indici di stabilità dello scafo
- L’assetto di navigazione
- Principali tipi di carene
- Il timone
- L’elica
- la cavitazione
- La manovra di ormeggio
Dislocamento e Galleggiamento
Dislocamento
Il dislocamento di un’unità navale è la massa (o peso) dell’acqua che la nave o l’imbarcazione sposta quando galleggia, ed è uguale al peso totale dell’unità stessa in una determinata condizione di carico.
In termini semplici:
👉 quanto pesa la barca = quanta acqua sposta.
Navigazione a dislocamento
La barca:
galleggia “affondata” nella sua carena
spinge via l’acqua lateralmente e verso poppa
crea onde (onda di prua e di scia)
Più pesa → più acqua deve spostare → più affonda.
Definizione sintetica di dislocamento
Il dislocamento è il peso dell’unità navale, pari al peso dell’acqua da essa spostata quando galleggia.
Principio di Archimede
Il concetto di dislocamento deriva dal principio di Archimede, secondo cui un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del fluido spostato.
Un’unità navale galleggia quando:
il peso della nave è uguale al peso dell’acqua dislocata
Questo equilibrio determina la linea di galleggiamento.
Galleggiamento
Perché la barca non affonda?
Perché l’acqua esercita una spinta verso l’alto (spinta di Archimede) pari al peso dell’acqua spostata.
Spinta verso l’alto = peso acqua spostata
Spinta verso il basso = peso barca
Finché sono uguali → equilibrio → galleggiamento
Definizione sintetica
Il galleggiamento è la condizione di equilibrio per cui un’unità navale rimane a galla grazie alla spinta dell’acqua, pari al peso dell’unità stessa.
Quando avviene la perdita di galleggiamento
La perdita di galleggiamento si verifica principalmente in questi casi:
- 🔹 Allagamento 👉 causa più comune dell’affondamento.
- 🔹 Sovraccarico 👉 rischio di perdita progressiva del galleggiamento.
- 🔹 Danneggiamento 👉 compromissione dell’opera viva.
- 🔹 Distribuzione dei pesi
Rapporto tra acqua e barca in galleggiamento e in navigazione
👉 Barca ferma
acqua spostata in modo simmetrico
nessuna direzione preferenziale
👉 Marcia avanti
acqua spostata ai lati e a poppa
👉 Retromarcia
acqua spostata ai lati e a prua
Galleggiamento e navigazione
Il galleggiamento è uno stato statico; la navigazione implica uno spostamento direzionato dell’acqua.
Quando una barca viene messa in acqua, l’acqua viene spostata in tutte le direzioni attorno allo scafo (avanti, dietro, lati, sotto); la quantità d’acqua spostata, pari al volume immerso, genera la spinta che consente il galleggiamento.
Perché la barca non viene spinta di lato o in avanti?
Perché:
le spinte laterali si annullano tra loro
la spinta in avanti è bilanciata da quella verso poppa
ciò che non si annulla è la componente verticale verso l’alto
👉 La risultante di tutte le pressioni idrostatiche è una forza verticale diretta verso l’alto, chiamata spinta idrostatica (o di Archimede).
Punto di applicazione della spinta
La spinta verticale risultante:
è applicata in un punto chiamato centro di carena
coincide con il baricentro del volume d’acqua spostato
La pressione dell’acqua agisce su tutta la superficie immersa dell’imbarcazione; le componenti orizzontali (avanti, dietro/lato) si equilibrano, mentre la risultante delle pressioni è una forza verticale verso l’alto detta spinta idrostatica.
Punto di applicazione della spinta idrostatica =
centro di carena =
baricentro del volume d’acqua
Da cosa dipende il punto di spinta idrostatica
Il centro di carena dipende da:
- forma dello scafo
- volume immerso
- assetto dell’imbarcazione
- sbandamento o variazioni di carico
👉 Per questo non è fisso: cambia posizione se cambia come la barca sta in acqua.
Galleggiamento di una petroliera e di una barca a vela
La petroliera galleggia grazie all’ampio volume immerso dello scafo; la barca a vela utilizza una chiglia profonda per abbassare il baricentro e migliorare la stabilità, ma in entrambi i casi la spinta idrostatica è pari al peso dell’acqua spostata.
Comportamento in acqua:
- la petroliera, essendo larga e piatta produce un dislocamento d’acqua sviluppato in superficie.
- la barca a vela, essendo corta e a V, produce un dislocamento d’acqua sviluppato in profondità.



Gli indici di stabilità dello scafo
Gli indici di stabilità dello scafo sono i parametri nautici attraverso cui si valuta il comportamento di una barca quando è in acqua.
I più importanti indici di stabilità dello scafo sono tre, ovvero:
- 1️⃣ Baricentro (G – Centro di gravità)
- 2️⃣ Centro di carena (C)
- 3️⃣ Metacentro (M)
1️⃣ Baricentro (G)
Il baricentro è il punto dove “si concentra” idealmente tutto il peso della barca in quel preciso momento.
2️⃣ Centro di carena (C)
È il punto di applicazione della spinta idrostatica
3️⃣ Metacentro (M)
È il punto d’incontro tra il piano longitudinale dell’asse di simmetria e l’asse verticale del centro di carena.

Significato di metacentro
Metacentro (meta- (μετά) = “oltre”, “al di là”) .
Letteralmente significa “il centro che si trova dopo (lo spostamento del) centro” oppure “il centro oltre il centro”.
Questo riflette esattamente il concetto della nautica:
quando una nave si inclina, il centro di spinta idrostatica cambia posizione;
la verticale della nuova spinta incontra l’asse della nave in un punto chiamato metacentro.
L’etimologia descrive quindi l’idea di:
➡️ un nuovo centro che compare quando il centro originario si sposta.

Come garantire il galleggiamento
Da ciò appare chiara la necessità di tenere basso il baricentro della imbarcazione, per limitare la possibilità che il metacentro (M) venga a trovarsi sotto il baricentro (G).

L’assetto di navigazione
Il trim del motore di una barca è l’angolo di inclinazione del motore fuoribordo (o entrofuoribordo) rispetto allo specchio di poppa.
Angolo di rotazione ottimale del timone
L’angolo di rotazione ottimale del timone per ottenere il massimo effetto di governo è compreso tra 30 e 40 gradi.
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Classificazione del timone in base alla forma della pala
I timoni possono essere classificati in base alla posizione della pala rispetto all’asse di rotazione.
Secondo questa classificazione si distinguono tre tipi di timone:
- timone ordinario
- timone semicompensato
- timone compensato
🔹 Timone ordinario
Il timone ordinario è costituito da una pala che si estende interamente (100%) a poppavia dell’asse di rotazione.
offre una buona capacità di virata
richiede uno sforzo elevato al sistema di governo (barra, ruota, servomeccanismi)
è semplice e robusto, ma meno maneggevole
🔹 Timone semicompensato
Il timone semicompensato presenta una pala che si estende:
per circa 85% a poppavia dell’asse di rotazione
per circa 15% a proravia
rappresenta un compromesso tra potenza di governo e facilità di manovra
richiede meno sforzo rispetto al timone ordinario
mantiene una buona efficacia direzionale
🔹 Timone compensato
Il timone compensato è costituito da una pala che si estende:
per circa 70% a poppavia dell’asse di rotazione
per circa 30% a proravia
ha una minore capacità di virata
è molto leggero e rapido da azionare
richiede poco sforzo al sistema di governo
è tipico di imbarcazioni moderne e veloci
Quale timone è più leggero
Il timone compensato richiede meno sforzo al sistema di governo rispetto al timone semicompensato, grazie alla presenza di una maggiore porzione di pala a proravia dell’asse di rotazione.
Confronto rapido
Ordinario (0% davanti) → sforzo massimo
Semicompensato (~15% davanti) → sforzo medio
Compensato (~30% davanti) → sforzo minimo
Concetti chiave
- Accostata = correzione di rotta
- Virata = cambio di rotta in modo netto / torno indietro
- Manovrabilità = capacità di movimento rapido in spazi stretti (spazi di manovra) → controllo dello spazio
- Governabilità = capacità di movimento graduale e progressivo per mantenere la rotta → controllo della rotta
- Abbrivio = movimento residuo di un’imbarcazione che continua a spostarsi per inerzia, anche quando motore ed elica non spingono più.
L’elica
L’elica è l’organo di propulsione della barca. Tale sistema ha la funzione di trasformare l’energia meccanica prodotta dal motore in spinta idrodinamica.
L’elica è composta da:
- mozzo
- due o più pale orientate

La coppia
La coppia è la forza di rotazione che tende a far girare un corpo attorno a un asse.
coppia = forza di rotazione del motore
Il motore produce coppia
L’asse trasmette la coppia
Il mozzo la porta alle pale
Le pale trasformano la coppia in spinta sull’acqua
Perché il termine “coppia” trae in inganno
Nel linguaggio comune:
“coppia” = due cose che lavorano insieme ❌
In fisica:
“coppia” = rotazione prodotta da una forza ✔️
Stessa parola, significato completamente diverso.
🧠 Frase-memoria
La coppia fa girare, la spinta fa avanzare.
Schema
Motore → coppia → asse → MOZZO → PALE → acqua → spinta

Come agisce l’elica sull’acqua
L’elica agisce sull’acqua attraverso le pale orientate che “pescano” l’acqua e la spingono dall’avanti all’indietro se la barca procede marcia avanti, o dall’indietro all’avanti se la barca procede in marcia indietro.
Le pale orientate
Le pale orientate dell’elica servono a trasformare la rotazione dell’asse in spinta longitudinale, cioè a far avanzare (o arretrare) l’imbarcazione in modo efficiente e controllabile. L’orientamento non è casuale: è studiato per sfruttare al meglio l’acqua come “massa di reazione”.
Perché le pale sono orientate (e non dritte)
Le pale sono inclinate rispetto al piano di rotazione: ruotando, “avvitano” l’acqua all’indietro.
Per reazione, la barca viene spinta in avanti (terza legge di Newton: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria).
👉 Senza orientamento (pale dritte) l’elica mescolerebbe l’acqua, ma non produrrebbe spinta utile.
L’elica NON “spinge la barca”
È importante chiarirlo:
👉 l’elica non spinge direttamente la barca, ma spinge l’acqua.
Il passo dell’elica
L’orientamento determina il passo.
Il passo dell’elica è la distanza teorica che l’elica percorrerebbe in un giro completo. Esso dipende dall’inclinazione delle pale: maggiore è l’inclinazione, maggiore è il passo.
Questo perché il passo dell’elica dipende direttamente dall’angolo con cui sono inclinate le pale rispetto al piano di rotazione.
- Passo teorico – avanzamento ideale se l’acqua fosse un solido
- Passo effettivo – avanzamento reale se l’acqua è un liquido
Passo teorico-Passo effettivo = regresso
Se prendi una pala e:
la inclini poco → passo corto
la inclini molto → passo lungo
👉 A ogni giro:
pala poco inclinata → avanza poco
pala molto inclinata → avanza molto
👉 ll passo dell’elica è la distanza teorica che l’elica avanzerebbe in un giro completo, se l’acqua fosse solida.
Accelerazione e passo dell’elica
- elica a passo corto: velocità più bassa/ accelerazione più alta
- elica a passo lungo: velocità più alta/ accelerazione più bassa
Il compromesso obbligato
Per questo, in pratica:
| Se aumenti… | Devi ridurre… | Perché |
|---|---|---|
| Diametro > | Passo < | muovi più acqua, quindi la spingi meno, >accelerazione, < velocità |
| Passo > | Diametro < | spingi forte, quindi meno acqua, < accelerazione, > velocità |
È una regola di equilibrio, non una convenzione.
Da cosa dipende il passo dell’elica:
1️⃣ Regime di giri del motore → il passo serve a far lavorare il motore nel range corretto
2️⃣ Coppia e potenza → più coppia = passo più lungo
3️⃣ Peso della barca → barca pesante = passo più corto
4️⃣ Tipo di carena → dislocante corto / planante lungo
5️⃣ Rapporto di riduzione → riduzione alta = passo più lungo
6️⃣ Uso della barca → lavoro-traina corto / velocità lungo
🔧 Cos’è la riduzione del piede
La riduzione del piede è il rapporto di ingranaggi nel piede del motore marino che riduce i giri del motore e li trasmette all’elica
⚙️ Come funziona
Il motore lavora a alti giri
Nel piede ci sono ingranaggi
Gli ingranaggi riducono i giri e aumentano la coppia
L’elica riceve meno giri ma più spinta
🔢 Cos’è il rapporto di riduzione
È scritto così: 2,0 : 1 (esempio)
Significa:
2 giri del motore = 1 giro dell’elica
Altri esempi:
1,7 : 1 → elica gira più veloce
2,3 : 1 → elica gira più lenta ma più “forte”
🔗 Perché è importante per il passo
Riduzione alta (2,3:1) → puoi usare passo più lungo
Riduzione bassa (1,7:1) → serve passo più corto
👉 Perché cambia quanti giri arrivano davvero all’elica.
🧠 Frase da ricordare
La riduzione del piede trasforma alti giri del motore in minori giri dell’elica, aumentando la coppia disponibile.
Il numero delle pale dell’elica
il numero di pale dell’elica influenza in modo diretto le prestazioni e il comportamento della barca, anche se non determina da solo la velocità massima. È uno dei parametri che vanno bilanciati con diametro, passo, potenza del motore e tipo di scafo.
🔹 Più pale = più superficie attiva / meno velocità / più accelerazione
A parità di diametro e passo, un maggior numero di pale aumenta la superficie attiva dell’elica, migliorando accelerazione e regolarità della spinta, ma tende a ridurre la velocità massima per l’aumento della resistenza idrodinamica (spinge più acqua).
Effetti sulle prestazioni
Elica a 2 pale
massima efficienza teorica
minore resistenza
velocità massima più alta
scarsa spinta a basse velocità
vibrazioni più marcate
👉 Tipica di barche leggere e veloci.
Elica a 3 pale (la più comune)
buon compromesso generale
spinta regolare
buon controllo in manovra
leggera perdita di velocità rispetto a 2 pale
👉 Standard su molte barche da diporto.
Elica a 4 pale
eccellente spinta a bassa velocità
migliore accelerazione
minore cavitazione
più controllo in retromarcia
lieve perdita di velocità massima
👉 Ideale per barche pesanti o con carene profonde.
Elica a 5 pale
spinta molto fluida
vibrazioni minime
usata su barche professionali o di lusso
maggiore resistenza → velocità massima inferiore
Collegamento con cavitazione ed effetto evolutivo
più pale → carico distribuito → meno cavitazione
più pale → flusso più uniforme → effetto evolutivo più controllabile
meno pale → flusso più aggressivo → più rischio di cavitazione
Perché più pale riducono la velocità massima
Ogni pala:
genera spinta ✔️
ma anche resistenza ❌
Più pale = più attrito idrodinamico.
Non esiste “il numero migliore” in assoluto
Dipende da:
peso della barca
tipo di scafo
regime del motore
uso (velocità vs manovra)
Il numero di pale dell’elica influisce sulla distribuzione della spinta, sulla regolarità del funzionamento e sul rendimento, ma deve essere valutato insieme a diametro e passo.
👉 Poche pale → più velocità, meno controllo
👉 Più pale → più spinta e regolarità, meno velocità massima
Tipi di elica
A seconda del senso di rotazione esistono due tipi di elica: l’elica destrosa che -vista da poppa – ruota in senso orario o l’elica sinistrosa che – sempre vista da poppa – ruota in senso antiorario.

Effetto evolutivo
L’effetto evolutivo è la tendenza della poppa a spostarsi lateralmente a causa del getto elicoidale asimmetrico prodotto dall’elica. Questo effetto produce una conseguenza sulla poppa. Quindi ad esempio:
- elica destrosa, pesca l’acqua a dritta e la spinge a sinistra → effetto: poppa a dritta
- elica sinistrosa, pesca l’acqua a sinistra e la spige a dritta → effetto: poppa a sinistra
In retromarcia l’elica gira in senso contrario rispetto alla marcia avanti, perché il motore inverte il senso di rotazione (inverter). Quindi:
- elica destrosa, pesca l’acqua a sinistra e la spinge verso dritta → effetto: poppa a sinistra
- elica sinistrosa, pesca l’acqua a dritta e la spinge verso sinistra → effetto: poppa a dritta
Relazione Newton/cavitazione/effetto evolutivo
Collegamento azione–reazione (Newton), cavitazione ed effetto evolutivo in un unico quadro coerente. In realtà sono tre facce dello stesso fenomeno: il modo in cui l’elica interagisce con l’acqua.
Newton = l’acqua restituisce una forza uguale e contraria all’elica (reazione)
Cavitazione = la cavitazione dell’elica è un fenomeno fisico per cui, attorno alle pale, si formano bolle di vapore quando, per effetto della rotazione dell’elica, la pressione dell’acqua scende troppo. Queste bolle collassano subito dopo, generando rumore, vibrazioni e danni, formando cavità di vapore.
Effetto evolutivo = l’effetto evolutivo (in inglese propeller walk) è il fenomeno per cui la rotazione dell’elica genera una spinta laterale sulla poppa, facendo tendere la barca a spostarsi di lato, soprattutto a basse velocità e in manovra.
La cavitazione
La cavitazione è un fenomeno idrodinamico che prende il nome dalla formazione di cavità, ovvero zone di vuoto.
Il vuoto si genera quando la pressione sull’elica scende al di sotto della pressione di vapore dell’acqua. In tali condizioni si formano bolle di vapore acqueo che collassano violentemente al ripristino della pressione, causando perdita di rendimento, vibrazioni ed erosione delle pale.
Il fenomeno può essere favorito da un’elica non correttamente dimensionata, da un numero di giri eccessivo o da un errato accoppiamento tra elica, motore e scafo.
La cavitazione non è la formazione di bolle d’aria, ma di bolle di vapore acqueo dovute a una caduta di pressione sull’elica.
Due eliche controrotanti
L’impiego di eliche controrotanti consente di annullare l’effetto evolutivo e di migliorare la regolarità del flusso propulsivo; tale configurazione, se correttamente progettata, non aumenta la cavitazione e può anzi contribuire a ridurla grazie a una migliore distribuzione del carico sulle pale.
Le eliche controrotanti annullano l’effetto evolutivo e non aumentano la cavitazione, salvo difetti di progettazione o funzionamento.
📝i vantaggi del bielica
Un’unità navale bielica presenta maggiore manovrabilità, sicurezza e controllo alle basse velocità; in tale configurazione l’elica destrorsa è generalmente installata sul lato di dritta e quella sinistrorsa sul lato di sinistra, così da compensare gli effetti evolutivi e garantire simmetria propulsiva.
- Guarda anche: I mestieri di bordo, dal sito della Marina Militare
- Monoelica = semplicità ed economia
- Bielica = controllo, sicurezza e precisione
Il getto elicoidale dell’elica
L’elica quando ruota non spinge solo indietro, imprime all’acqua anche un moto elicoidale, cioè una parte della spinta è laterale. Questa componente laterale agisce direttamente sulla poppa.

Quando il timone domina l’effetto evolutivo dell’elica
Aumentando la velocità, il flusso d’acqua generato dall’elica e dal movimento dello scafo investe il timone con maggiore energia, aumentando la forza idrodinamica che esso genera. In queste condizioni il timone diventa l’organo dominante di governo, sovrastando l’effetto evolutivo dell’elica e determinando la direzione di movimento dell’imbarcazione.
Movimento relativo di prua e poppa nelle manovre di accostata
Durante le manovre di ormeggio e di accostata, la poppa descrive un arco di evoluzione sensibilmente maggiore rispetto alla prua, poiché il centro di rotazione dell’imbarcazione è spostato verso prua e perché l’effetto evolutivo dell’elica è maggiore a basse velocità.
Questo scarto può essere sfruttato dal conduttore, che utilizza la poppa per accostare, sapendo che la prua seguirà successivamente nella direzione opposta.
La parte che incontra per prima l’acqua diventa il punto di rotazione.
Avanti → prua incontra l’acqua → centro di rotazione avanti
Indietro → poppa incontra l’acqua → centro di rotazione dietro

La manovra di ormeggio
La manovra di ormeggio è l’insieme delle operazioni con cui l’unità viene condotta e arrestata presso un punto fisso, compensando vento, corrente ed effetto evolutivo mediante motore, timone e cime.
MANOVRE DI ORMEGGIO
| Fattore | Caso | Effetto / Problema | Strategia di manovra |
|---|---|---|---|
| Tipo di ormeggio | Di prua | Controllo facile in avanti | Gestire abbrivio, arresto dolce |
| Di poppa | Retromarcia critica | Allineare prima di arrivare | |
| Di fianco | Deriva laterale | Uso sistematico degli spring | |
| Marcia | Avanti | Prua attiva | Correzioni con timone |
| Indietro | Poppa attiva | Effetto evolutivo dominante | |
| Elica | Destrorsa | Retro → poppa a sinistra | Esporre lato dritta |
| Sinistrorsa | Retro → poppa a destra | Esporre lato sinistra | |
| Lato banchina | Dritta | Compensa poppa a sinistra | Favorisce allineamento |
| Sinistra | Compensa poppa a destra | Favorisce allineamento | |
| Vento | In prua | Rallenta | Migliora controllo |
| In poppa | Accelera | Anticipare arresto | |
| Al traverso | Sposta lateralmente | Entrare controvento | |
| Corrente | In prua | Migliora governo | Manovra stabile |
| In poppa | Riduce controllo | Maggior anticipo | |
| Al traverso | Deriva costante | Angolo + cime | |
| Cime | Spring prua | Blocca avanti | Motore contro cima |
| Spring poppa | Blocca indietro | Rotazione controllata | |
| Punto fisso | Banchina | Attracco diretto | Controllo fine |
| Corpo morto | Tensione continua | Regolare lunghezze | |
| Ancora | Rotazione attorno catena | Dosare catena | |
| Regola d’oro | — | Forza dominante | Manovrare contro vento/corrente |
Comportamenti dell’unità navale: l’Ormeggio
Ormeggio di poppa (effetto evolutivo dominante)
- Ormeggio di poppa – elica sinistrosa → espongo giardinetto di dritta perché l’elica scula a dritta
- Ormeggio di poppa – elica destrosa → espongo il giardinetto di sinistra perché l’elica scula a sinistra
Ormeggio di prua (effetto evolutivo dominante trascurabile, controllare timone e abbrivio)
- Ormeggio di prua – elica sinistrosa → espongo gavone di dritta
- Ormeggio di prua – elica destrosa → espongo gavone di sinistra
Ormeggio di fianco (controllare lato banchina, effetto evolutivo, senso di marcia)
- Ormeggio di fianco – elica sinistrosa – banchina a sinistra → controllo il giardinetto di sinistra
- Ormeggio di fianco – elica sinistrosa – banchina a dritta → controllo il gavone di dritta a prua
- Ormeggio di fianco – elica destrosa – banchina a sinistra → controllo il gavone di sinistra
- Ormeggio di fianco – elica destrosa – banchina a dritta → controllo il giardinetto di dritta
Comportamenti dell’unità navale: Accostare
Nell’accostata di poppa, essendo la manovra svolta in retromarcia, l’effetto evolutivo dell’elica è determinante: con elica sinistrorsa la poppa tende a dritta e conviene entrare da dritta; con elica destrorsa la poppa tende a sinistra e conviene entrare da sinistra.
- Accostare di poppa – elica sinistrosa → poppa a dritta – entro da dritta
- Accostare di poppa – elica destrosa → poppa a sinistra – entro a sinistra
- Accostare di prua – elica sinistrosa → poppa a sinistra – entro da dritta
- Accostare di prua – elica destrosa → poppa a dritta – entro da sinistra
- Guarda anche: Teoria della nave su Agenzia Scuola Nautica.it
✅ Classificazione corretta degli organi della barca
Motore → organo energetico
👉 produce l’energia meccanicaElica → organo di propulsione
👉 trasforma l’energia del motore in spinta sull’acquaTimone → organo di governo
👉 consente di dirigere e controllare la rotta
Zinchi
Baglio
** Baglio = Il termine deriva dal latino baculum (“bastone, asta, trave”), che a sua volta viene dalla radice indoeuropea *bak- / *bhak-, con il senso di “bastone, supporto rigido”.
Il baglio della barca è la larghezza massima dell’imbarcazione, cioè la distanza tra il lato sinistro (babordo) e il lato destro (tribordo) nel punto più largo dello scafo. Questo parametro è uno dei dati principali utilizzati per descrivere le dimensioni di una barca, insieme a lunghezza e pescaggio. Il baglio influisce direttamente su stabilità, spazio interno e comfort a bordo, perché uno scafo più largo offre generalmente maggiore equilibrio in acqua e più volume abitabile.
Caratteristiche del baglio della barca:
Indica la larghezza massima dello scafo
Si misura da babordo a tribordo nel punto più largo
È uno dei parametri principali delle dimensioni di una barca
Viene utilizzato nella progettazione navale e nella scheda tecnica dell’imbarcazione
Importanza del baglio nelle imbarcazioni:
Influisce sulla stabilità durante la navigazione
Determina spazi interni e abitabilità a bordo
Può influenzare velocità ed efficienza dello scafo
Aiuta a definire il comportamento della barca in mare. ⚓
I Candelieri della barca
I candelieri della barca sono montanti verticali in metallo, solitamente in acciaio inox o alluminio, installati lungo il bordo del ponte dell’imbarcazione. Servono a sostenere i cavi di sicurezza chiamati draglie, formando una sorta di ringhiera che aiuta a prevenire cadute in mare e aumenta la sicurezza durante gli spostamenti a bordo.
Caratteristiche dei candelieri:
Sono pali verticali fissati al ponte della barca
Sostengono le draglie (cavi o funi di sicurezza)
Sono realizzati spesso in acciaio inox resistente alla corrosione
Sono distribuiti lungo i lati del ponte (murate)
Funzione dei candelieri a bordo:
Creano una protezione lungo il perimetro della barca
Migliorano la sicurezza dell’equipaggio durante la navigazione
Permettono di tendere le draglie e altri cavi di supporto
Sono fondamentali soprattutto su barche a vela e yacht da crociera. ⚓

Il Passascafo
Il passascafo è un componente installato nello scafo della barca che permette il passaggio controllato di acqua attraverso lo scafo. Viene utilizzato per collegare l’esterno dell’imbarcazione con gli impianti interni, come ad esempio il raffreddamento del motore, lo scarico dell’acqua, il lavello o il wc marino. Il passascafo è generalmente realizzato in bronzo, ottone marino o materiali compositi resistenti alla corrosione e viene spesso collegato a una valvola di sicurezza chiamata presa a mare (seacock) per aprire o chiudere il flusso d’acqua.
Caratteristiche del passascafo:
È un raccordo montato direttamente nello scafo della barca
Permette l’ingresso o l’uscita dell’acqua
È collegato a tubi e impianti interni dell’imbarcazione
Può essere realizzato in bronzo, ottone marino o materiali compositi
Funzioni principali del passascafo:
Alimentare il raffreddamento del motore con acqua di mare
Scaricare acqua di sentina, lavelli o docce
Collegare impianti come wc marino e sistemi di drenaggio
Gestire in sicurezza il flusso d’acqua tra interno ed esterno dello scafo. ⚓

Pozzetto della barca
Il pozzetto della barca è l’area del ponte, solitamente incassata e situata nella parte centrale o verso la poppa dell’imbarcazione, dove si trovano i comandi di navigazione e lo spazio per l’equipaggio. È uno dei punti principali della barca perché da qui si governa l’imbarcazione e si gestiscono molte manovre, soprattutto nelle barche a vela. Il pozzetto è progettato per offrire protezione, visibilità e comfort, con sedute laterali, timone o ruota e spesso strumenti di navigazione.
Caratteristiche del pozzetto:
È una zona incassata del ponte della barca
Si trova generalmente verso la poppa
Ospita timone o ruota del timone e strumenti di navigazione
Include spesso sedute laterali per l’equipaggio
Funzioni del pozzetto a bordo:
Permette di condurre e governare la barca
È il punto da cui si gestiscono molte manovre di navigazione
Offre spazio per l’equipaggio durante la navigazione
Può diventare anche una zona relax o conviviale quando la barca è ferma. ⚓

Il pulpito
Il pulpito della barca è una struttura metallica tubolare installata sulla prua dell’imbarcazione, solitamente realizzata in acciaio inox, che serve a proteggere l’equipaggio e a fornire un punto di appoggio durante le operazioni sul ponte di prua. Questa struttura fa parte del sistema di sicurezza della barca insieme a candelieri e draglie, creando una sorta di ringhiera che impedisce di cadere in mare mentre si lavora o ci si muove nella parte anteriore del ponte.
Caratteristiche del pulpito:
È una struttura tubolare montata sulla prua della barca
Generalmente è realizzato in acciaio inox resistente alla corrosione
È collegato alle draglie e ai candelieri
Può integrare luci di navigazione o supporti per l’ancora
Funzioni del pulpito:
Aumenta la sicurezza dell’equipaggio sul ponte di prua
Offre un punto di appoggio durante le manovre con l’ancora
Protegge chi si muove nella zona anteriore della barca
Aiuta a delimitare il perimetro del ponte a prua. ⚓

Sezione maestra e ordinata maestra dello scafo: cosa sono
La sezione maestra è la sezione trasversale dello scafo che presenta la massima larghezza (baglio massimo) dell’imbarcazione. Si ottiene immaginando di tagliare lo scafo con un piano verticale perpendicolare all’asse longitudinale della nave nel punto in cui essa è più larga. La sezione maestra è molto importante nella progettazione navale perché contribuisce a:
- determinare il volume immerso,
- determinare la stabilità,
- determinare le prestazioni dell’unità in navigazione.
L’ordinata maestra, invece, è l’elemento strutturale (costola o telaio trasversale) che si trova in corrispondenza della sezione maestra. Essa rappresenta l’ordinata di riferimento dalla quale vengono spesso misurate e numerate le altre ordinate dello scafo.
le ordinate sono le sezioni trasversali.
Nella costruzione navale l’ordinata maestra svolge un ruolo fondamentale per la resistenza strutturale dell’imbarcazione e costituisce uno dei principali riferimenti utilizzati nei piani costruttivi e nei calcoli di stabilità.
Differenza in sintesi
| Termine | Definizione |
|---|---|
| Sezione maestra | Sezione trasversale dello scafo nel punto di massima larghezza. |
| Ordinata maestra | Ordinata (struttura trasversale) situata in corrispondenza della sezione maestra. |
In parole semplici, la sezione maestra è il “taglio” geometrico dello scafo nel suo punto più largo, mentre l’ordinata maestra è la struttura fisica che occupa quella posizione e contribuisce alla robustezza dell’imbarcazione.

Parti dello scafo in sezione: elenco per categorie
🟫 Fasciame e Rivestimenti
Il fasciame costituisce il rivestimento esterno e interno dello scafo ed è formato da tavole o lamiere fissate alla struttura portante. La sua funzione principale è quella di dare forma all’imbarcazione, garantire la tenuta stagna e proteggere lo scafo dall’azione dell’acqua e dagli agenti esterni. Oltre a contribuire alla robustezza complessiva della nave, il fasciame distribuisce le sollecitazioni generate dal moto ondoso e dai carichi trasportati, collaborando con ordinate, bagli e chiglia alla resistenza strutturale dell’intera imbarcazione.
- Fasciame dell’impavesata → riveste la parte superiore delle murate e contribuisce alla robustezza dello scafo.
- Fasciame del ponte di coperta → costituisce la superficie del ponte principale.
- Fasciame interno del ponte coperto → rinforza e rifinisce internamente il ponte superiore.
- Fasciame interno del madiere → rivestimento interno della parte inferiore dello scafo.
- Fasciame del fondo → costituisce il rivestimento esterno della carena e garantisce la tenuta stagna.
🟧 Corsi e Modanature Longitudinali
I corsi e le modanature longitudinali sono elementi strutturali che si sviluppano lungo la lunghezza dello scafo, da prua a poppa. La loro funzione è collegare, irrigidire e rinforzare il fasciame e le altre strutture della nave, aumentando la resistenza alle sollecitazioni causate dal moto ondoso e dalla flessione dello scafo. Inoltre, contribuiscono a mantenere la corretta forma dell’imbarcazione e a distribuire in modo uniforme i carichi lungo tutta la struttura.
- Trincarino superiore → collega il ponte alle murate e contribuisce alla rigidità longitudinale.
- Trincarino del ponte di corridoio → rinforza il collegamento tra ponte laterale e fiancata.
- Controtrincarino del ponte di corridoio → supporta e irrigidisce il trincarino.
- Righino → elemento di finitura e rinforzo lungo il bordo superiore della murata.
- Suola → base di appoggio per elementi strutturali e di rivestimento.
🟦 Ponti e Camminamenti
I ponti e i camminamenti sono le strutture orizzontali che suddividono internamente lo scafo e consentono il movimento delle persone e delle merci a bordo. La loro funzione è chiudere e irrigidire la struttura della nave, distribuire i carichi e creare i diversi livelli e compartimenti interni. Oltre a fornire superfici di lavoro e di transito, i ponti contribuiscono in modo significativo alla resistenza complessiva dello scafo, collaborando con bagli, ordinate e chiglia nel sopportare le sollecitazioni della navigazione.
- Ponte di coperta → chiude superiormente lo scafo e costituisce il ponte principale.
- Ponte di corridoio → piano intermedio che consente il passaggio e distribuisce i carichi.
- Interponte → spazio compreso tra due ponti sovrapposti.
🟩 Bagli e Strutture Orizzontali
I bagli sono travi trasversali che collegano le due murate dello scafo e sostengono i ponti dell’imbarcazione. La loro funzione principale è supportare il peso dei ponti, distribuire i carichi e aumentare la rigidità trasversale della struttura. Insieme agli altri elementi orizzontali, i bagli contribuiscono a mantenere la forma dello scafo, contrastano le deformazioni causate dal moto ondoso e garantiscono la solidità dell’intera nave durante la navigazione.
- Baglio superiore → trave trasversale che sostiene il ponte di coperta.
- Baglio inferiore → trave trasversale che sostiene il ponte inferiore.
🟪 Ordinate e Rinforzi Trasversali
Le ordinate sono le principali strutture trasversali dello scafo e possono essere paragonate alle costole di un corpo umano. La loro funzione è dare forma all’imbarcazione, sostenere il fasciame e resistere alle sollecitazioni provenienti dal mare e dai carichi di bordo. I rinforzi trasversali, come ginocchi e altri elementi di collegamento, aumentano ulteriormente la robustezza della struttura, distribuendo gli sforzi tra ponti, murate e fondo dello scafo. Insieme, ordinate e rinforzi garantiscono la stabilità, la resistenza e il mantenimento della forma originaria dell’imbarcazione durante la navigazione.
- Costa (ordinata) → costola trasversale che conferisce forma e resistenza allo scafo.
- Serrette → rinforzi longitudinali fissati alle ordinate per irrigidire la struttura.
- Serrette di sentina → rinforzi situati nella zona della sentina.
- 2° ginocchio → elemento angolare che collega e rinforza le strutture.
- 4° ginocchio → rinforzo curvo tra ordinate e ponti.
🟨 Dormienti e Braccioli
I dormienti e i braccioli sono elementi strutturali di rinforzo che collegano tra loro le diverse parti dello scafo. I dormienti, disposti longitudinalmente lungo le murate, hanno la funzione di sostenere i bagli e i ponti, distribuendo i carichi lungo la nave. I braccioli, invece, sono elementi di collegamento e irrigidimento che uniscono ordinate, bagli e dormienti, contribuendo a trasferire le sollecitazioni tra le varie strutture. Insieme aumentano la robustezza dello scafo, migliorano la resistenza alle deformazioni e garantiscono una maggiore solidità dell’intera imbarcazione durante la navigazione.
- Dormiente superiore → elemento longitudinale di sostegno del ponte superiore.
- Sottodormiente superiore → rinforzo inferiore del dormiente superiore.
- Dormiente inferiore → elemento longitudinale di sostegno del ponte inferiore.
- Sottodormiente inferiore → rinforzo del dormiente inferiore.
- Bracciolo verticale del ponte superiore → collega ordinata e ponte superiore distribuendo i carichi.
- Bracciolo verticale inferiore → collega le strutture inferiori dello scafo.
🟢 Puntali e Sostegni Verticali
I puntali e gli altri sostegni verticali sono elementi strutturali che collegano i ponti alle strutture inferiori dello scafo. La loro funzione principale è sostenere i ponti e trasferire i carichi verticali verso la chiglia e il fondo della nave, distribuendo il peso in modo uniforme. Grazie a questi elementi, lo scafo acquisisce maggiore rigidità e resistenza, evitando cedimenti e deformazioni causati dal peso delle strutture, delle persone, delle merci e delle sollecitazioni dovute alla navigazione.
- Puntale → montante verticale che trasferisce i carichi dei ponti verso il fondo dello scafo.
🔴 Chiglia e Struttura di Fondo
- Chiglia → elemento longitudinale principale dello scafo; è la “spina dorsale” dell’imbarcazione.
- Paramezzale → rinforzo longitudinale disposto sopra la chiglia.
- Madiere → elemento trasversale che collega le ordinate nella parte inferiore dello scafo.
- Torello → elemento di collegamento e rinforzo nella zona della chiglia.
- Cambioni di sentina → rinforzi che collegano madiere e ordinate nella zona curva della sentina.
⚓ Impavesata e Bordo Superiore
L’impavesata e il bordo superiore costituiscono la parte più alta delle murate dell’imbarcazione. La loro funzione è aumentare la sicurezza a bordo, proteggere persone e attrezzature dal rischio di caduta in mare e contribuire alla robustezza delle fiancate dello scafo. Su questa struttura vengono spesso fissati candelieri, battagliole e altri elementi di protezione. Oltre al ruolo pratico e di sicurezza, l’impavesata contribuisce a irrigidire la parte superiore dello scafo e a proteggerla dagli spruzzi e dall’ingresso dell’acqua durante la navigazione.
- Candeliere dell’impavesata → montante verticale che sostiene il parapetto o la battagliola.
- Orlo → bordo superiore terminale della murata.
🌊 Spazi Tecnici Interni
Gli spazi tecnici interni sono i compartimenti e le zone dello scafo destinati ad accogliere impianti, attrezzature, carichi e servizi di bordo. La loro funzione è ottimizzare l’organizzazione degli ambienti interni, garantire il corretto funzionamento degli impianti e contribuire alla sicurezza e all’efficienza dell’imbarcazione. In questi spazi trovano posto la stiva, i serbatoi, i locali tecnici, i canali di aerazione e altri compartimenti necessari alla navigazione. Una corretta progettazione degli spazi interni favorisce inoltre la distribuzione dei pesi, la ventilazione e la manutenzione delle strutture e delle apparecchiature di bordo.
- Stiva → compartimento inferiore destinato a carichi, materiali e impianti.
- Canali di aerazione → consentono il ricambio dell’aria e limitano umidità e condensa.
In sintesi
- Struttura longitudinale (da prua a poppa) → chiglia, paramezzale, dormienti, trincarini, corsi di fasciame.
- Struttura trasversale (da murata a murata) → coste (ordinate), bagli, madieri, ginocchi, braccioli.
- Struttura verticale → puntali e candelieri.
L’insieme di tutti questi elementi forma lo scheletro resistente dello scafo, capace di sopportare il peso dell’imbarcazione, dei carichi e le sollecitazioni del mare.

⚓ Battagliola, Draglie e Candelieri
🔹 Draglie
Le draglie sono i cavi, le funi o i tondini metallici che corrono lungo il bordo dell’imbarcazione formando una barriera di protezione contro la caduta in mare.
La loro funzione è:
- impedire la caduta accidentale delle persone;
- delimitare le zone di passaggio sul ponte;
- aumentare la sicurezza durante la navigazione.
Normalmente sono disposte su due o tre livelli e sono tese tra i candelieri.
🔹 Candelieri
I candelieri sono i montanti verticali fissati al ponte o all’impavesata che sostengono le draglie.
La loro funzione è:
- mantenere le draglie in posizione;
- formare la struttura della battagliola;
- aumentare la sicurezza del personale a bordo.
Possono essere realizzati in acciaio inox, alluminio o altri materiali resistenti alla corrosione marina.
Come lavorano insieme?
Draglia superiore
────────────────────
│ │ │
│ │ │ ← Candelieri
│ │ │
────────────────────
Draglia inferiore- Le draglie sono i cavi orizzontali.
- I candelieri sono i supporti verticali.
- L’insieme prende il nome di battagliola.
📚 Origine della parola “draglia”
La parola draglia deriva probabilmente dal francese antico draille o draye, che indicava una fune o una corda tesa utilizzata come guida o protezione.
Nel linguaggio marinaresco è diventata il termine per indicare il cavo di protezione disposto lungo il bordo dell’imbarcazione.
📚 Origine della parola “candeliere”
La parola candeliere deriva dal latino candelabrum e dall’italiano comune “candeliere”, cioè il supporto verticale che regge una candela.
L’associazione nasce dalla somiglianza di forma:
- 🕯️ Candeliere domestico → sostegno verticale di una candela.
- ⚓ Candeliere nautico → sostegno verticale di una draglia.
Schema mnemonico
| Termine | Aspetto | Funzione |
|---|---|---|
| Draglia | Cavo orizzontale | Protegge dalla caduta in mare |
| Candeliere | Montante verticale | Sostiene le draglie |
| Battagliola | Insieme di draglie e candelieri | Protezione perimetrale del ponte |
Trucco per ricordarli
- Candeliere = palo verticale (come un portacandela).
- Draglia = cavo teso tra un candeliere e l’altro.
- Battagliola = recinzione completa formata da entrambi.

L’ombrinale
L’ombrinale è un’apertura o un piccolo condotto praticato nelle murate, nell’impavesata o sul ponte di un’imbarcazione che serve a far defluire l’acqua fuori bordo.
La sua funzione principale è evitare che l’acqua proveniente da pioggia, spruzzi, lavaggi del ponte o onde imbarcate si accumuli sul ponte o nei pozzetti, migliorando la sicurezza e la stabilità dell’unità.
La tuga
La tuga è una sovrastruttura costruita sopra il ponte principale di una barca o di una nave, destinata a creare uno spazio abitabile o tecnico all’interno dell’imbarcazione.
In pratica, è quella parte rialzata che si vede sul ponte e che contiene spesso:
- la cabina di comando;
- i locali abitabili;
- le cuccette;
- la cucina;
- i servizi igienici;
- vani tecnici e di stivaggio.
Funzione principale
➡️ Aumentare il volume interno disponibile senza modificare lo scafo.
Dove si trova?
Generalmente:
- nella zona centrale dell’imbarcazione;
- talvolta verso prua;
- raramente occupa l’intera lunghezza della nave.
Il baglio massimo
Il baglio massimo è la massima larghezza dello scafo, misurata trasversalmente da una murata all’altra nel punto più largo dell’imbarcazione.
Baglio =
In altre parole, rappresenta la “larghezza massima” della nave o della barca.
Funzione e importanza
Il baglio massimo è una delle dimensioni fondamentali di un’imbarcazione perché influenza:
- ⚖️ Stabilità trasversale → in generale, a parità di altre condizioni, uno scafo più largo è più stabile.
- 🚤 Prestazioni nautiche → incide sulla resistenza all’avanzamento e sulla manovrabilità.
- 🏠 Spazio interno disponibile → determina il volume abitabile e la capacità di carico.
- 📐 Calcoli progettuali → è un riferimento essenziale per progettisti e costruttori navali.
Rapporto con la sezione maestra
La sezione maestra è il taglio trasversale effettuato nel punto in cui si trova il baglio massimo.
⚓ Passascafo
Il passascafo è un raccordo stagno che attraversa lo scafo e permette il passaggio dell’acqua o di altri impianti tra l’interno e l’esterno dell’imbarcazione. Viene utilizzato per collegare prese a mare, scarichi, sistemi di raffreddamento del motore, lavelli, WC marini e pompe di sentina. Essendo un’apertura praticata nello scafo, deve garantire la massima tenuta stagna per evitare infiltrazioni e allagamenti.
➡️ Funzione: consentire il passaggio controllato di acqua o impianti attraverso lo scafo mantenendone la tenuta stagna.
** TENUTA STAGNA = ➡️ impermeabilità all’acqua oppure ➡️ assenza di infiltrazioni
⚓ Pozzetto
Il pozzetto è l’area scoperta e generalmente incassata del ponte dove si trovano il timone, i comandi e gli spazi destinati all’equipaggio durante la navigazione. Nelle imbarcazioni da diporto rappresenta uno dei principali spazi di vita all’aperto e deve essere progettato per drenare rapidamente l’acqua tramite gli ombrinali.
➡️ Funzione: ospitare equipaggio e comandi di navigazione, offrendo uno spazio operativo e di permanenza sicuro.
⚓ Pulpito
Il pulpito è una struttura metallica tubolare installata a prua (pulpito di prua) o a poppa (pulpito di poppa) che prolunga e completa la battagliola. Serve a proteggere l’equipaggio dal rischio di caduta in mare e costituisce spesso un punto di supporto per luci di navigazione, ancore, salvagenti, antenne o altre attrezzature di bordo.
➡️ Funzione: aumentare la sicurezza lungo le estremità dell’imbarcazione e fornire punti di fissaggio per accessori e attrezzature nautiche.
Schema riassuntivo
| Elemento | Dove si trova | Funzione principale |
|---|---|---|
| Passascafo | Attraversa lo scafo | Permette il passaggio di acqua e impianti mantenendo la tenuta stagna |
| Pozzetto | Sul ponte, generalmente a poppa o al centro | Ospita equipaggio e comandi di navigazione |
| Pulpito | A prua o a poppa | Protegge l’equipaggio e sostiene attrezzature di bordo |
Trucco per ricordarli
🔹 Passascafo → “passa attraverso lo scafo”.
🔹 Pozzetto → “piccolo spazio operativo sul ponte”.
🔹 Pulpito → “ringhiera rinforzata di prua o poppa”.















