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Home » PREPARAZIONE PER CONCORSI » Patente nautica » Rotta e Prora, la navigazione piana: differenze, significato e utilizzo pratico

Rotta e Prora, la navigazione piana: differenze, significato e utilizzo pratico

Patente Nautica 37

di user
in Patente nautica
Tempo di lettura: 44 minuti
Rotta e Prora. Foto di Glenn Carstens-Peters su Unsplash

Tra i concetti più importanti della navigazione piana vi sono senza dubbio rotta e prora. Sebbene questi termini vengano spesso utilizzati come sinonimi nel linguaggio comune, in ambito nautico indicano due elementi differenti e svolgono funzioni specifiche nella conduzione di una nave o di un’imbarcazione.

Comprendere la differenza tra rotta e prora è fondamentale per interpretare correttamente una carta nautica, utilizzare la bussola e pianificare una navigazione sicura.

  • Guarda anche: Magnetismo terrestre e uso della bussola: come funziona l’orientamento in navigazione

La prora: la direzione verso cui punta la nave

In navigazione, la prora è la direzione verso cui è orientata la prua dell’imbarcazione in un determinato momento.

Concetto di prora
Concetto di prora

Essa viene espressa come un angolo compreso tra 0° e 360°, misurato in senso orario a partire dal Nord di riferimento (vero, magnetico o bussola).

Se una nave punta verso Nord la sua prora sarà 000°, verso Est 090°, verso Sud 180° e verso Ovest 270°.

La prora
La prora

Rotta ≠ Prora

La prora rappresenta quindi l’orientamento dell’asse longitudinale della nave, cioè la direzione indicata dalla sua parte anteriore. È importante distinguere la prora dalla rotta: la prora indica dove la nave è rivolta, mentre la rotta indica il percorso realmente seguito sull’acqua. A causa di vento, correnti e deriva, una nave può infatti avere una prora diversa dalla rotta effettiva.

La conoscenza della prora è fondamentale per il governo dell’imbarcazione, per la lettura della bussola e per l’esecuzione del carteggio nautico. In sintesi, la prora può essere definita come la direzione verso cui punta la prua della nave, costituendo uno dei concetti fondamentali dell’orientamento e della navigazione marittima.

In assenza di vento e correnti rotta e prora coincidono
(condizione ideale)

Rotta e prora

Rotta vera, magnetica e bussola

Nella navigazione piana la rotta può essere espressa in diversi modi:

Rotta Vera (Rv)

  • È l’angolo misurato rispetto al Nord Geografico o Nord Vero.
  • È la rotta che si rileva direttamente sulla carta nautica.

Rotta Magnetica (Rm)

  • È la rotta riferita al Nord Magnetico terrestre.
  • Si ottiene correggendo la rotta vera con la declinazione magnetica.

Rotta Bussola (Rb)

  • È la rotta letta direttamente sulla bussola di bordo.
  • Tiene conto sia della declinazione magnetica sia della deviazione magnetica causata dai campi magnetici presenti sull’imbarcazione.

Prora vera, magnetica e bussola

Anche la prora può essere espressa con diversi riferimenti:

  • Prora Vera (Pv): riferita al Nord Vero;
  • Prora Magnetica (Pm): riferita al Nord Magnetico;
  • Prora Bussola (Pb): letta direttamente sulla bussola.

Le correzioni applicate sono le stesse utilizzate per le rotte.


Il ruolo della navigazione piana

La navigazione piana è il metodo utilizzato per rappresentare la navigazione su brevi e medie distanze assumendo la superficie terrestre come un piano.

Questo approccio consente di:

  • tracciare rotte sulla carta nautica;
  • misurare distanze;
  • calcolare rilevamenti;
  • convertire rotte e prore tra Nord Vero, Magnetico e Bussola.

Per la navigazione costiera e da diporto è il sistema più utilizzato.

La navigazione piana e la rotta lossodromica

ì. La navigazione piana assume come riferimento la rotta lossodromica.

Il motivo è semplice:

  • Navigazione piana → considera la superficie terrestre come se fosse un piano (approssimazione valida per distanze relativamente brevi).
  • Rotta lossodromica → è una rotta che taglia tutti i meridiani con lo stesso angolo, cioè mantiene una prora costante.

Poiché nella navigazione piana si lavora su piccole distanze e si trascurano gli effetti della curvatura terrestre, la lossodromia viene assimilata a una linea retta. Questo semplifica enormemente i calcoli di rotta e distanza.

NavigazioneRotta di riferimentoCaratteristica
Navigazione pianaLossodromicaProra costante, Terra considerata piana
Navigazione su grandi distanzeOrtodromicaDistanza minima, ma prora variabile

Navigazione piana = Terra piana = rotta lossodromica = prora costante.

L’ortodromia, invece, entra in gioco quando le distanze sono molto grandi e conviene seguire il percorso più breve sulla superficie terrestre (arco di cerchio massimo), accettando però di modificare continuamente la prora durante la navigazione.


Differenza tra angolo di rotta e angolo di prora

  • L’angolo di rotta è l’angolo compreso tra il Nord di riferimento (Vero, Magnetico o Bussola) e la direzione del percorso seguito dall’imbarcazione.
  • L’angolo di prora è l’angolo compreso tra il Nord di riferimento (Vero, Magnetico o Bussola) e l’asse longitudinale della nave, cioè la direzione verso cui punta la prua.

 

 

 

 

Angolo di rotta

L’angolo di rotta è l’angolo compreso tra il Nord di riferimento (Vero, Magnetico o Bussola) e la direzione del percorso seguito dall’imbarcazione.

In pratica indica dove sta andando la nave.

Esempio:

  • Nord Vero → 0°
  • Direzione del percorso → 090°

L’angolo di rotta è quindi:

Rv = 090°

L’angolo di rotta vera (Rv) è l’angolo compreso tra:

  • il Nord geografico (Nord Vero);
  • la direzione del percorso effettivamente seguito o da seguire.

Si misura da 0° a 360° in senso orario a partire dal Nord.

Angolo di rotta vera

Angolo di prora

L’angolo di prora è l’angolo compreso tra il Nord di riferimento e l’asse longitudinale della nave, cioè la direzione verso cui punta la prua.

In pratica indica dove è orientata la nave.

Esempio:

  • Nord Vero → 0°
  • Prua orientata verso 095°

L’angolo di prora è:

Pv = 095°


Quando coincidono?

Se non ci sono vento, corrente o deriva:

  • Rotta = 090°
  • Prora = 090°

La nave punta esattamente nella direzione in cui si muove.


Quando sono diverse?

Supponiamo una corrente che spinge la nave verso sud.

Per mantenere una rotta di 090° (Est), il timoniere potrebbe dover orientare la prua a 095°.

Quindi:

  • Angolo di rotta = 090°
  • Angolo di prora = 095°

La nave punta leggermente a nord-est ma avanza effettivamente verso est.

  • Angolo di rotta = angolo che identifica la direzione del percorso seguito.
  • Angolo di prora = angolo che identifica la direzione verso cui punta la prua.

Per questo motivo si dice spesso:

La rotta riguarda il movimento della nave, la prora riguarda il suo orientamento.

Dal punto di vista geometrico entrambi sono angoli misurati da 0° a 360° a partire dal Nord; cambia però la linea che viene presa come riferimento: il percorso navigato per la rotta e l’asse della nave per la prora.

Angolo di prora e angolo di rotta

La navigazione stimata: che cos’è e come si determina

La navigazione stimata è il metodo che consente di determinare la posizione presunta di una nave partendo da una posizione nota e calcolando gli spostamenti effettuati nel tempo.

Si tratta della forma più semplice e antica di navigazione e si basa sull’idea che, conoscendo la rotta seguita, la velocità mantenuta e il tempo di navigazione, sia possibile stimare il punto raggiunto senza effettuare osservazioni esterne.

Dal punto di vista tecnico, il navigante parte da un punto noto sulla carta nautica, chiamato punto di partenza, e traccia la rotta prevista. Successivamente calcola la distanza percorsa mediante la formula:

S=V×T

dove:

  • S = spazio percorso (miglia nautiche);
  • V = velocità (nodi);
  • T = tempo di navigazione (ore).

Ad esempio, navigando a 10 nodi per 2 ore si percorreranno circa 20 miglia nautiche. Riportando questa distanza lungo la rotta sulla carta nautica si ottiene il punto stimato, cioè la posizione teorica della nave.

La navigazione stimata assume che la nave mantenga costanti rotta e velocità e non considera inizialmente gli effetti di vento, correnti e deriva. Per questo motivo il punto stimato può differire dalla posizione reale. Nella pratica nautica, il navigante aggiorna periodicamente la propria posizione mediante rilevamenti costieri, GPS o altri sistemi di controllo, correggendo gli eventuali errori accumulati.

Per questo motivo la navigazione stimata rappresenta ancora oggi una competenza fondamentale: anche nell’era dei sistemi satellitari permette di comprendere il movimento dell’imbarcazione e costituisce un indispensabile metodo di sicurezza in caso di avaria degli strumenti elettronici.

  • Guarda anche: Rotta e Prora su Scuola Nautica.it

Il punto stimato: significato e funzione nella navigazione

Il punto stimato (PS) è la posizione presunta dell’imbarcazione ottenuta mediante i calcoli della navigazione stimata. Si determina partendo da una posizione nota e riportando sulla carta nautica la distanza percorsa lungo la rotta seguita in un determinato intervallo di tempo.

In pratica, il punto stimato rappresenta il luogo in cui la nave dovrebbe trovarsi sulla base della rotta mantenuta, della velocità e del tempo trascorso, senza effettuare osservazioni dirette della sua posizione reale. Per determinarlo, il navigante traccia sulla carta la rotta prevista, calcola la distanza percorsa e la riporta lungo la linea di navigazione fino a individuare il nuovo punto.

Ad esempio, se una nave parte da una posizione nota, segue una rotta di 090° e naviga a 10 nodi per 3 ore, il punto stimato sarà collocato 30 miglia nautiche più a est rispetto alla posizione di partenza.

V = S 7 t → V x t = S → 10 x 3 = 30 miglia

È importante ricordare che il punto stimato non coincide necessariamente con la posizione reale della nave. Vento, correnti marine, deriva e piccoli errori di governo possono infatti spostare l’imbarcazione rispetto alla traiettoria teorica. Per questo motivo il punto stimato viene periodicamente verificato e corretto mediante rilevamenti costieri, osservazioni astronomiche o sistemi satellitari come il GPS.

Nella simbologia nautica il punto stimato viene generalmente rappresentato con un piccolo triangolo, accompagnato dall’ora a cui si riferisce il calcolo, consentendo al navigante di ricostruire con precisione la propria progressione lungo la rotta. Il punto stimato costituisce quindi uno degli elementi fondamentali della navigazione tradizionale, permettendo di seguire e controllare l’evoluzione del viaggio anche in assenza di strumenti elettronici.

Esempio: 

La relazione fondamentale è:

V=S /t​

Da cui si ricava:

S= V x t

dove:

  • V = velocità (nodi)
  • S = spazio percorso (miglia nautiche)
  • t = tempo (ore)

Nel tuo esempio:

  • V = 10 nodi
  • t = 3 ore

quindi:

S = 10 × 3 = 30 miglia nautiche

Ad esempio, se una nave parte da una posizione nota, segue una rotta di 090° e naviga a una velocità costante di 10 nodi per 3 ore, percorrerà 30 miglia nautiche. In assenza di vento, correnti e deriva, il punto stimato sarà quindi collocato 30 miglia nautiche a est della posizione di partenza.

Questa precisazione è importante perché, nella realtà, il punto stimato è una posizione teorica, mentre la posizione reale può risultare diversa a causa degli effetti dell’ambiente marino.

Punto stimato

Differenza tra punto stimato e punto nave

La differenza tra punto stimato e punto nave è fondamentale nella navigazione.

Punto Stimato (PS)Punto Nave (PN)
Posizione calcolataPosizione determinata realmente
Deriva dalla navigazione stimataDeriva da osservazioni o strumenti
È una posizione teoricaÈ una posizione verificata
Può contenere errori accumulatiÈ generalmente più precisa
Si ottiene con rotta, velocità e tempoSi ottiene con rilevamenti, GPS, radar, osservazioni astronomiche, ecc.

Che cos’è il Punto Stimato?

Il Punto Stimato (PS) è la posizione che la nave dovrebbe occupare in base ai calcoli effettuati dal navigante.

Ad esempio:

  • Ore 09:00 → posizione nota.
  • Rotta = 090°.
  • Velocità = 10 nodi.
  • Tempo trascorso = 3 ore.

Il navigante calcola:

10 × 3 = 30 miglia nautiche

e riporta sulla carta il nuovo punto.

Quello è il punto stimato.


Che cos’è il Punto Nave?

Il Punto Nave (PN) è la posizione effettiva della nave determinata mediante osservazioni o strumenti di navigazione.

Può essere ottenuto tramite:

  • GPS;
  • rilevamenti di fari o punti cospicui;
  • radar;
  • osservazioni astronomiche;
  • allineamenti costieri.

Il punto nave rappresenta quindi il luogo in cui la nave si trova realmente.


Esempio pratico

Supponiamo che alle ore 12:00 il tuo punto stimato sia:

  • Latitudine: 40° 00′ N
  • Longitudine: 009° 00′ E

Successivamente effettui un rilevamento GPS e scopri che la posizione reale è:

  • Latitudine: 39° 58′ N
  • Longitudine: 009° 03′ E

Questa seconda posizione è il Punto Nave.

La differenza tra le due posizioni è dovuta a:

  • correnti;
  • vento;
  • deriva;
  • errori di governo;
  • variazioni di velocità.

Un modo semplice per ricordarlo

  • 🔺 Punto Stimato (PS) = Dove penso di essere.
  • ⚫ Punto Nave (PN) = Dove sono realmente.

Per questo motivo il navigante aggiorna continuamente il punto stimato e, quando possibile, lo confronta con il punto nave per verificare eventuali errori e correggere la navigazione.

Punto stimato: insostituibile ma insicuro

Il punto stimato è considerato insostituibile perché rappresenta la base di ogni navigazione: anche quando si dispone di GPS, radar o osservazioni costiere, il navigante deve sempre avere un’idea della posizione teorica della nave ottenuta dalla prora seguita, dalla velocità e dal tempo trascorso. In assenza di riferimenti esterni, il punto stimato è infatti l’unico metodo che consente di continuare a seguire una rotta e pianificare la navigazione.

Tuttavia, il punto stimato è anche insufficiente per condurre la navigazione in sicurezza, poiché si basa esclusivamente su calcoli teorici e non tiene conto con precisione di tutti i fattori che possono modificare il movimento reale della nave. Correnti marine, vento, moto ondoso, errori di governo della prora, imprecisioni della bussola e variazioni della velocità possono infatti allontanare progressivamente la posizione effettiva da quella stimata. Più lungo è il tempo trascorso senza una verifica della posizione, maggiore sarà l’errore accumulato.

Per questo motivo il punto stimato deve essere periodicamente controllato e corretto mediante il punto nave, ottenuto attraverso osservazioni costiere, rilevamenti radar, sistemi satellitari o tecniche astronomiche. In altre parole, il punto stimato è il filo conduttore della navigazione, ma da solo non garantisce la certezza della posizione reale dell’unità e quindi non può assicurare una navigazione completamente sicura.

Il punto stimato è insostituibile perché permette di sapere dove si dovrebbe trovare la nave; è insufficiente perché non garantisce dove la nave si trovi realmente.


Navigazione stimata, Navigazione costiera e Navigazione astronomica

La navigazione marittima può essere condotta attraverso diverse tecniche, ciascuna caratterizzata da differenti livelli di precisione e da specifici strumenti di riferimento.

  • La navigazione stimata consiste nel determinare la posizione della nave calcolando il percorso effettuato a partire da un punto noto, utilizzando dati come prora, velocità e tempo di navigazione. Si tratta di un metodo semplice e sempre disponibile, ma soggetto a errori dovuti all’azione di vento, correnti e imprecisioni strumentali.
  • La navigazione costiera, invece, consente di individuare il punto nave osservando elementi riconoscibili della costa, come fari, promontori, campanili o allineamenti, risultando generalmente più precisa della navigazione stimata quando la terra è visibile.
  • La navigazione astronomica permette di determinare la posizione osservando gli astri, in particolare il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle, mediante strumenti come il sestante e l’orologio nautico. Per secoli questa tecnica ha rappresentato il principale sistema di orientamento in mare aperto prima dell’avvento dei moderni sistemi satellitari.

Oggi, nonostante il diffuso impiego del GPS, la conoscenza di queste tre forme di navigazione rimane fondamentale per comprendere i principi dell’arte nautica e garantire la sicurezza della navigazione in qualsiasi condizione.

La navigazione stimata (dead reckoning) consiste nel determinare la posizione della nave partendo da una posizione nota e calcolando dove dovrebbe trovarsi in base a:

  • prora seguita;
  • velocità della nave;
  • tempo di navigazione.

Poiché: Spazio=Velocità x Tempo

si possono calcolare le miglia percorse e riportarle sulla carta nautica ottenendo il punto stimato.


Quando il punto nave è in funzione degli elementi in vista della costa

Questa non è navigazione stimata ma navigazione costiera o pilotaggio, dove la posizione viene determinata osservando fari, promontori, torri, allineamenti e altri punti cospicui.

Riassunto semplice

  • Navigazione stimata → posizione calcolata con prora + velocità + tempo.
  • Navigazione costiera → posizione determinata osservando la costa.
  • Navigazione astronomica → posizione determinata osservando gli astri.

Un esempio pratico:

  • Punto di partenza: Cala Gonone.
  • Prora vera: 090°.
  • Velocità: 10 nodi.
  • Tempo: 3 ore.

Distanza percorsa:

S=V⋅ t=10⋅ 3 = 30

Il punto stimato sarà quindi collocato 30 miglia a est del punto di partenza, salvo effetti di vento e corrente.

ConcettoDomanda a cui risponde
ProraDove punta la nave?
RottaDove sta andando la nave?
Punto StimatoDove dovrebbe trovarsi la nave?
Punto NaveDove si trova realmente la nave?
Navigazione StimataCalcolo teorico della posizione
Navigazione Costiera ( o Pilotaggio )Posizione ottenuta osservando la costa
Navigazione AstronomicaPosizione ottenuta osservando gli astri

L’angolo di rotta vera (Rv) è l’angolo compreso tra:

  • il Nord geografico (Nord Vero);
  • la direzione del percorso effettivamente seguito o da seguire.

Si misura da 0° a 360° in senso orario a partire dal Nord.


Lo scarroccio

Lo scarroccio è l’angolo tra la prora (dove punta la barca) e la rotta effettiva (dove la barca si muove realmente sull’acqua), causato principalmente dal vento laterale.

Si distingue in positivo e negativo in base al lato verso cui il vento fa derivare l’imbarcazione.

Scarroccio positivo (+)

  • La barca viene spinta verso dritta (destra).
  • La rotta effettiva si trova a destra della prora.
  • Lo scarroccio si considera positivo (+).

Esempio:
Prora = 090°
Rotta effettiva = 095°
➡️ Scarroccio = +5°


Scarroccio negativo (−)

  • La barca viene spinta verso sinistra (babordo).
  • La rotta effettiva si trova a sinistra della prora.
  • Lo scarroccio si considera negativo (−).

Esempio:
Prora = 090°
Rotta effettiva = 085°
➡️ Scarroccio = −5°

Regola pratica da ricordare

  • Rotta a destra della prora → scarroccio positivo (+).
  • Rotta a sinistra della prora → scarroccio negativo (−).

La deriva

La deriva è lo spostamento laterale dell’imbarcazione causato dalla corrente marina.

In altre parole:

La corrente trascina la barca lateralmente, modificando la sua rotta rispetto al fondo del mare.

Da non confondere con lo scarroccio

È una delle domande più frequenti all’esame.

DerivaScarroccio
Causata dalla corrente marinaCausato dal vento
Agisce sullo scafo immersoAgisce sulla parte emersa dell’imbarcazione
Modifica la rotta sul fondoModifica la rotta rispetto all’acqua

Esempio

  • Mantieni una prora di 090° (Est).
  • Una corrente spinge la barca verso Sud.

Anche se il timone rimane puntato a Est, la traiettoria reale sarà verso Est-Sud-Est: questa deviazione è la deriva.

Regola semplice da ricordare

  • 🌊 Corrente → Deriva
  • 🌬️ Vento → Scarroccio

Il moto effettivo e il moto proprio

  • Moto proprio → movimento della barca rispetto all’acqua.
  • Moto effettivo → movimento della barca rispetto al fondo del mare.

Il moto effettivo è il movimento reale della barca rispetto al fondo del mare, cioè la direzione e la velocità con cui essa si sposta realmente.

In pratica:

Il moto effettivo è il risultato dell’azione del motore (o delle vele), della corrente e del vento.

Se non ci fossero né vento né corrente:

  • il moto proprio della barca coinciderebbe con il moto effettivo.

Ma nella realtà:

  • 🌬️ il vento provoca lo scarroccio;
  • 🌊 la corrente provoca la deriva.

La combinazione di questi effetti modifica il percorso reale dell’imbarcazione.

Schema semplice

Moto proprio (prora + velocità nell'acqua)
                +
      Corrente (deriva)
                +
      Vento (scarroccio)
                ↓
        MOTO EFFETTIVO
 (direzione e velocità reali sul fondo)

Esempio

  • La barca procede verso Est (090°) a 10 nodi nell’acqua.
  • Una corrente la spinge verso Sud.
  • Un vento laterale la spinge leggermente verso Nord.

Il risultato finale sarà un moto effettivo con una direzione diversa da 090° e una velocità rispetto al fondo diversa da 10 nodi.

Il moto effettivo è il movimento reale dell’imbarcazione rispetto al fondo del mare, risultante dal moto proprio e dagli effetti di corrente (deriva) e vento (scarroccio).

Da ricordare

  • ⚓ Moto proprio = come la barca si muove nell’acqua grazie a motore o vele.
  • 🌊 Deriva = effetto della corrente.
  • 🌬️ Scarroccio = effetto del vento.
  • 🧭 Moto effettivo = traiettoria e velocità reali della barca sul fondo del mare.

Il solcometro & il GPS

Il solcometro misura la velocità propria dell’imbarcazione, cioè la velocità rispetto all’acqua.

Questa è proprio la velocità del moto proprio, non quella rispetto al fondo del mare.

Esempio 1 – Acqua ferma

  • Solcometro = 10 nodi
  • Corrente = 0 nodi

➡️ Velocità sul fondo = 10 nodi


Esempio 2 – Corrente favorevole di 2 nodi

  • Solcometro = 10 nodi
  • Corrente = +2 nodi

➡️ Velocità sul fondo = 12 nodi


Esempio 3 – Corrente contraria di 2 nodi

  • Solcometro = 10 nodi
  • Corrente = −2 nodi

➡️ Velocità sul fondo = 8 nodi

Perché?

Il solcometro misura quanto velocemente lo scafo si muove attraverso l’acqua, utilizzando sensori (a girante, elettromagnetici o a ultrasuoni). Non può “vedere” se tutta la massa d’acqua si sta muovendo a causa della corrente.

Per conoscere la velocità sul fondo (SOG, Speed Over Ground), si utilizza invece il GPS.

Da ricordare per l’esame

StrumentoCosa misura
SolcometroVelocità rispetto all’acqua (moto proprio)
GPSVelocità rispetto al fondo (moto effettivo)

Regola mnemonica:

  • ⚓ Solcometro → acqua.
  • 🛰️ GPS → fondo (Terra).

L’Azimuth

L’azimuth è l’angolo orizzontale compreso tra il Nord di riferimento e la direzione di un oggetto osservato, misurato in senso orario da 0° a 360°.

È uno dei concetti fondamentali della navigazione.

Definizione

L’azimuth è l’angolo tra il Nord (vero, magnetico o bussola) e la direzione di un punto, un faro, una nave o un astro.

Come si misura

  • Si parte sempre dal Nord (0°).
  • Si ruota in senso orario.
  • Si legge l’angolo fino all’oggetto.

Ad esempio:

  • 🧭 Faro esattamente a Est → Azimuth = 090°
  • 🧭 Faro a Sud → Azimuth = 180°
  • 🧭 Faro a Ovest → Azimuth = 270°

Differenza tra prora e azimuth

ProraAzimuth
Direzione verso cui è orientata la prua della barcaDirezione di un oggetto osservato
Riguarda l’imbarcazioneRiguarda un bersaglio (faro, boa, nave, astro, costa)

Esempio pratico

Immagina di navigare con:

  • Prora = 090° (Est)

Osservi un faro che si trova:

  • verso Sud-Est.

Misurando dal Nord, ottieni:

  • Azimuth del faro = 135°

Quindi:

  • la prora dice dove è diretta la barca;
  • l’azimuth dice dove si trova il faro rispetto al Nord.

Da ricordare per la patente nautica

  • 🧭 Prora = dove punta la barca.
  • 👀 Azimuth = dove si trova un oggetto.
  • 📐 Entrambi sono angoli misurati dal Nord in senso orario da 0° a 360°.

Etimologia: il termine azimuth deriva dall’arabo as-sumūt (السُّموت), plurale di as-samt, che significa “le direzioni” o “i cammini”. Gli astronomi medievali introdussero questo termine in Europa per indicare la direzione di un astro rispetto al Nord. Oggi è usato sia in astronomia sia in navigazione.


Il luogo di posizione di egual differenza d’azimuth

“È quel luogo formato da una circonferenza i cui punti vedono due punti cospicui sulla costa sempre con lo stesso angolo e quindi con la stessa differenza di azimuth.”

✅ È corretta.

Perché?

Immagina due fari sulla costa:

  • Faro A
  • Faro B

Tu sei in mare.

Se, ovunque ti trovi, la differenza tra l’azimuth del faro A e quello del faro B rimane sempre la stessa (ad esempio 40°), allora tutti quei punti appartengono allo stesso luogo di posizione.

Dal punto di vista geometrico, tutti i punti dai quali un segmento (AB) è visto sotto lo stesso angolo appartengono a una circonferenza. È un noto teorema della geometria.

Azimuth
Azimuth

Il punto nave costiero

Il punto nave costiero è la posizione dell’imbarcazione determinata mediante l’osservazione di punti cospicui della costa, come fari, campanili, boe, promontori o torri, riportando poi queste osservazioni sulla carta nautica.

Definizione da esame

Il punto nave costiero è la posizione della barca ottenuta mediante rilevamenti o allineamenti di punti cospicui visibili dalla costa.

Come si determina

Il navigante osserva dalla barca due o più riferimenti ben identificabili sulla costa e ne misura i rilevamenti (o sfrutta un allineamento). Riportando queste linee sulla carta nautica, il loro punto di intersezione individua il punto nave costiero.

Esempio

Stai navigando vicino alla costa e vedi:

  • 🗼 un faro;
  • ⛪ un campanile.

Misuri il rilevamento di entrambi con la bussola e li riporti sulla carta nautica. Il punto in cui le due linee si incrociano è la tua posizione reale, cioè il punto nave costiero.

Caratteristiche

  • ✅ È un punto nave reale, non stimato.
  • ✅ È generalmente molto preciso, se i rilevamenti sono corretti.
  • ✅ Si utilizza quando la costa è ben visibile.

Da non confondere

Tipo di punto naveCome si ottiene
Punto nave costieroRilevamenti o allineamenti di punti cospicui della costa
Punto stimatoCalcoli di prora, velocità e tempo, senza osservazioni dirette
Punto GPSCoordinate fornite dal ricevitore satellitare

Se la posizione deriva da osservazioni della costa, si tratta di un punto nave costiero. È uno dei metodi classici e più affidabili della navigazione costiera, soprattutto quando si desidera verificare la propria posizione senza fare affidamento esclusivamente sugli strumenti satellitari.


Punti cospicui

I punti cospicui sono elementi della costa facilmente riconoscibili e riportati sulla carta nautica, utilizzati come riferimenti per la navigazione.

La parola cospicuo significa:

ben visibile, evidente, facilmente riconoscibile perché spicca rispetto a ciò che lo circonda.

Esempi di punti cospicui

  • 🚨 Fari
  • ⛪ Campanili
  • 🗼 Torri
  • 🏰 Castelli
  • ⛰️ Promontori
  • 🏭 Ciminiere
  • 🏢 Grandi edifici isolati
  • 🌳 Alberi monumentali (se riportati in carta)

A cosa servono?

Servono per:

  • determinare il punto nave costiero;
  • eseguire rilevamenti;
  • effettuare allineamenti;
  • verificare la propria posizione sulla carta nautica.

Esempio

Stai navigando e riconosci:

  • un faro;
  • un campanile.

Misuri il rilevamento di entrambi e lo riporti sulla carta nautica. L’intersezione dei due rilevamenti individua il punto nave, cioè la posizione della tua imbarcazione.

Schema semplice

Punto cospicuo A (Faro)  ───────┐
                                │
                                ●  Punto nave
                                │
Punto cospicuo B (Campanile) ───┘

I punti cospicui sono elementi della costa facilmente identificabili, rappresentati sulla carta nautica e utilizzati come riferimenti per determinare il punto nave mediante rilevamenti o allineamenti.

  • 📍 Punto cospicuo = riferimento visibile sulla costa.
  • ⚓ Punto nave = posizione della barca ottenuta utilizzando uno o più punti cospicui.

I luoghi di posizione

I luoghi di posizione sono delle linee tracciate sulla carta nautica sulle quali si sa con certezza che si trova l’imbarcazione.

In altre parole:

Un luogo di posizione è l’insieme di tutti i punti in cui la barca potrebbe trovarsi in base a una singola osservazione.

Da una sola osservazione non si ottiene un punto, ma una linea. Servono almeno due luoghi di posizione che si intersecano per individuare il punto nave.

Esempio

Immagina di rilevare un faro con un azimuth di 045°.

Questa informazione ti dice che:

La barca si trova da qualche parte lungo una determinata retta, detta luogo di posizione.

Se poi rilevi anche un campanile, ottieni un secondo luogo di posizione.

L’intersezione delle due linee è il punto nave.

           Faro
             ▲
             │
             │  1° luogo di posizione
             │
-------------●----------------
             │
             X  ← Punto nave
            /
           /
2° luogo di posizione
         Campanile

I principali luoghi di posizione

  • 📏 Retta di rilevamento → ottenuta da un rilevamento di un punto cospicuo.
  • 📐 Allineamento → quando due punti cospicui sono perfettamente allineati.
  • ⭕ Cerchio di distanza → tutti i punti alla stessa distanza da un faro o da una boa.
  • 🌊 Iperbole → usata nei sistemi elettronici di radionavigazione (ad esempio il vecchio LORAN).

Il luogo di posizione è una linea sulla quale si trova certamente l’imbarcazione, determinata mediante una singola osservazione o misura. L’intersezione di due o più luoghi di posizione individua il punto nave.

  • 📍 1 luogo di posizione = una linea → sai che la barca è da qualche parte su quella linea.
  • 📍📍 2 luoghi di posizione = un punto → trovi il punto nave.
  • 📍📍📍 3 luoghi di posizione = controllo → se le tre linee non si incontrano perfettamente, formano un piccolo triangolo di errore che permette di stimare la posizione più probabile.

Differenza tra punto nave e luogo di posizione

La differenza è semplice:

  • Il luogo di posizione è una linea.
  • Il punto nave è un punto.

Tabella comparativa

Luogo di posizionePunto nave
È una linea sulla quale si trova la barca.È la posizione esatta della barca.
Si ottiene con una sola osservazione (es. un rilevamento).Si ottiene dall’intersezione di due o più luoghi di posizione.
Indica dove la barca potrebbe essere.Indica dove la barca si trova realmente.

Esempio pratico

Supponiamo di osservare un faro.

📍 Con un solo rilevamento del faro ottieni una retta di rilevamento:

───────────────
      🚤
───────────────

Sai soltanto che la barca si trova da qualche parte su quella linea. Questa è un luogo di posizione.

Ora osservi anche un campanile.

Le due rette si incrociano:

        Faro
         │
         │
─────────●─────────
         X 🚤
        /
       /
 Campanile

L’intersezione delle due linee è il punto nave.

Un modo semplice per ricordarlo

Immagina di cercare una persona su una mappa.

  • Un indizio dice: “È su questa strada.” → hai una linea (luogo di posizione).
  • Un secondo indizio dice: “È anche su quest’altra strada.” → dove le due strade si incrociano trovi la persona, cioè il punto.

  • Luogo di posizione: linea sulla quale si trova certamente l’imbarcazione, ricavata da una singola osservazione.
  • Punto nave: posizione dell’imbarcazione ottenuta dall’intersezione di due o più luoghi di posizione.

Regola mnemonica

  • 📏 1 osservazione = 1 luogo di posizione = 1 linea
  • 📍 2 luoghi di posizione = 1 punto nave

Il rilevamento polare

Il rilevamento polare è il rilevamento di un oggetto rispetto all’asse longitudinale della propria imbarcazione, cioè rispetto alla prua.

In altre parole, indica di quanti gradi un oggetto si trova a destra (dritta) o a sinistra (babordo) della prua.

Il rilevamento polare è l’angolo formato tra l’asse prua-poppa della nave e la direzione dell’oggetto osservato.

Il punto di partenza è sempre la prora (0°).


Esempio

Immagina di navigare con la prua rivolta verso Nord.

  • Un faro è esattamente davanti a te.
    • Rilevamento polare = 0°
  • Un’altra barca si trova 30° sulla tua destra.
    • Rilevamento polare = 30° a dritta
  • Una boa è 70° sulla tua sinistra.
    • Rilevamento polare = 70° a babordo

Differenza con l’azimuth (rilevamento vero)

Rilevamento polareAzimuth (rilevamento vero)
Misurato dalla pruaMisurato dal Nord geografico
Dipende dall’orientamento della barcaNon dipende dall’orientamento della barca
Va da 0° fino a 180° a dritta o a babordoVa da 000° a 360°

Esempio numerico

Supponiamo che:

  • la tua prora sia 070°
  • il faro sia 30° a dritta rispetto alla prua.

Allora:

  • Rilevamento polare = 30° a dritta
  • Azimuth del faro = 070° + 030° = 100°

Se invece il faro fosse 20° a babordo:

  • Rilevamento polare = 20° a babordo
  • Azimuth = 070° − 020° = 050°

Rilevamento polare e Azimuth


Regola da ricordare

  • Rilevamento polare → parte dalla PRUA.
  • Azimuth (o rilevamento vero) → parte dal NORD.

Il rilevamento polare è quindi un riferimento relativo alla nave, mentre l’azimuth è un riferimento assoluto, legato ai punti cardinali.


Allineamento

L’allineamento è uno dei luoghi di posizione più semplici e precisi utilizzati nella navigazione costiera.

L’allineamento è il luogo di posizione costituito da tutti i punti dai quali due punti cospicui appaiono perfettamente allineati.

In pratica, osservando dalla barca:

  • un faro,
  • un campanile,
  • una torre,
  • due boe,

i due riferimenti devono apparire uno esattamente dietro l’altro, come se fossero un unico punto.

Quando ciò accade, la tua imbarcazione si trova sulla retta che prolunga l’allineamento dei due punti.


Esempio

Immagina due fari sulla costa:

Faro A
     ●
     │
     │
     │
Faro B
     ●
     │
     │
     │
 Barca
     ⛵

Se dalla barca il Faro B copre perfettamente il Faro A, significa che sei sull’allineamento dei due fari.

Se ti sposti anche solo di qualche metro a destra o a sinistra, i due fari non appariranno più sovrapposti.


Perché è un luogo di posizione?

Perché tutti i punti che soddisfano questa condizione appartengono alla stessa linea retta.

Diversamente:

  • egual distanza → circonferenza;
  • egual differenza di azimuth → arco di circonferenza;
  • allineamento → retta.

A cosa serve?

L’allineamento è molto utilizzato per:

  • entrare in un porto in sicurezza;
  • evitare bassi fondali o scogli;
  • determinare il punto nave insieme a un secondo luogo di posizione (ad esempio un rilevamento).

L’intersezione di un allineamento con un altro luogo di posizione fornisce il punto nave.


Trucchetto per ricordarlo

  • Due punti perfettamente sovrapposti = allineamento.
  • L’allineamento genera una linea retta, non una circonferenza.

Il cerchio capace

Il cerchio capace è un concetto geometrico fondamentale che viene applicato nella navigazione costiera per costruire il luogo di posizione di egual differenza di azimuth.

Definizione

Il cerchio capace è la circonferenza formata da tutti i punti dai quali un segmento viene visto sotto lo stesso angolo.

Supponiamo di avere due fari sulla costa:

  • Faro A
  • Faro B

Il segmento AB è fisso.

Se da una barca osservi i due fari con un angolo costante, ad esempio 40°, allora la tua barca può trovarsi in qualsiasi punto del cerchio capace.

Cerchio capace


Immagina due fari:

            ⛵
         •
      .       .
    .           .
 A •-------------• B
    .           .
      .       .
         •
  • A e B sono i due fari.
  • La linea AB è fissa.
  • Tutti i punti della circonferenza vedono il segmento AB con lo stesso angolo.

Per questo motivo quella circonferenza prende il nome di cerchio capace.


Nella navigazione

Quando misuri la differenza di azimuth tra due punti cospicui:

  • Faro A = 070°
  • Faro B = 110°

Differenza = 40°

non stai individuando un solo punto, ma un cerchio capace.

Successivamente, intersecando questo luogo di posizione con un altro (ad esempio un rilevamento o un allineamento), ottieni il punto nave.


Da ricordare

  • Cerchio capace → concetto geometrico.
  • Luogo di posizione di egual differenza di azimuth → applicazione nautica del cerchio capace.

In pratica:

Il luogo di posizione di egual differenza di azimuth è un arco del cerchio capace costruito sui due punti cospicui.

Questo è il motivo per cui, nel quesito 250 della patente nautica, la risposta corretta parla di una circonferenza i cui punti vedono due punti cospicui sempre con lo stesso angolo: sta descrivendo proprio il cerchio capace.

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