La IALA, International Association of Lighthouse Authorities, è l’organizzazione internazionale che standardizza il segnalamento marittimo in tutto il mondo. Grazie alle sue regole, fari, boe, fanali e altri dispositivi nautici seguono criteri comuni per garantire sicurezza e facilità di navigazione. La IALA ha inoltre definito i due principali sistemi di segnalamento marittimo, Regione A e Regione B, utilizzati in diverse aree del pianeta e caratterizzati dall’inversione dei colori delle boe rosse e verdi in ingresso ai porti. Conoscere il sistema IALA è fondamentale per chi pratica nautica, navigazione da diporto o professionale, poiché consente di interpretare correttamente la segnaletica marittima internazionale.
- Guarda anche: Segnali nautofoni e ottici: guida completa ai segnali acustici e luminosi nella navigazione

Cosa disciplina la IALA
La International Association of Lighthouse Authorities disciplina tutti i principali aiuti alla navigazione marittima, stabilendo standard internazionali per garantire sicurezza e uniformità nella navigazione. Tra i dispositivi regolamentati rientrano:
- fari costieri;
- fanali portuali;
- boe laterali e cardinali;
- mede e segnali fissi;
- boe luminose;
- radiofari e sistemi elettronici;
- segnalazioni sonore da nebbia;
- sistemi AIS e VTS per il controllo del traffico marittimo;
- colori, forme e ritmi luminosi dei segnali;
- simboli e convenzioni del segnalamento nautico.
Le norme IALA permettono ai navigatori di riconoscere immediatamente i segnalamenti marittimi in qualunque parte del mondo.
La IALA
La IALA (International Association of Lighthouse Authorities) è:
- Organizzazione internazionale
- Standardizza segnalamento marittimo
È l’ente che stabilisce regole uguali in tutto il mondo per i dispositivi marittimi tipo fari, boe, fanali etc
🌍 Esempio importante
La IALA ha definito i due sistemi:
- Regione A (Europa, Africa, ecc.)
- Regione B (Americhe, Giappone, ecc.)
👉 Cambia il colore delle boe (rosso/verde) in entrata al porto.
⚓ Regione A (Europa, Africa, Asia…)
- Rosso a sinistra
- Verde a destra
⚓ Regione B (Americhe, Giappone…)
- Rosso a destra
- Verde a sinistra
I segnalamenti marittimi
I segnalamenti marittimi sono dispositivi fissi o galleggianti posizionati in mare o lungo le coste, progettati per essere visibili o rilevabili dai naviganti e fornire informazioni utili alla sicurezza della navigazione, come pericoli, limiti di canali o punti di riferimento.
Gli elementi che li caratterizzano sono:
- la forma
- il colore
- il tipo di segnale che producono (luminoso, sonoro o radio)
I segnalamenti marittimi si dividono in due tipologie:
- dispositivi visivi
- dispositivi elettronici
I dispositivi visivi:
- I Fari
- I Fanali
- Le Mede (o segnali fissi)
- Le boe
- I gavitelli
- I dromi
- I semafori
- I riflettori radar
- I miragli
I dispositivi elettronici sono:
- Radiofari
- Radar
- RACON

I segnali luminosi costieri
I segnali luminosi costieri rappresentano uno degli strumenti più importanti per la sicurezza della navigazione marittima, soprattutto durante le ore notturne o in condizioni di scarsa visibilità. Fari, fanali, boe luminose e luci di riferimento permettono ai naviganti di riconoscere la posizione della costa, individuare porti, ingressi sicuri, secche, scogli e altri pericoli presenti lungo il litorale.
Ogni luce possiede caratteristiche precise, come colore, ritmo, portata e altezza, utili per essere identificata sulle carte nautiche e durante la navigazione reale. Conoscere il significato dei segnali luminosi costieri è fondamentale non solo per chi prepara la patente nautica, ma anche per diportisti, pescatori e appassionati del mare che desiderano muoversi in sicurezza.

I fari marittimi
I fari marittimi sono strutture costiere o offshore (off + shore = fuori + giurisdizione / a largo dalla costa) progettate per segnalare la presenza della costa, indicare pericoli alla navigazione e aiutare i navigatori a orientarsi in mare.
Da secoli rappresentano un punto di riferimento essenziale per la sicurezza nautica, soprattutto durante la navigazione notturna o con scarsa visibilità. Per chi prepara la patente nautica, conoscere il significato dei fari marittimi è fondamentale, perché rientra tra gli argomenti principali di carteggio e segnalamento marittimo.
A cosa servono i fari marittimi
La funzione principale dei fari marittimi è quella di fornire un riferimento visivo ai comandanti delle imbarcazioni. Possono indicare l’ingresso di un porto, segnalare scogli affioranti, secche, promontori pericolosi oppure aiutare a determinare la posizione dell’unità in navigazione. Ogni faro emette una luce riconoscibile, diversa dalle altre, così da permettere al navigante di identificarlo sulle carte nautiche.
Come funzionano i fari marittimi
Il funzionamento dei fari marittimi si basa su un sistema luminoso installato in cima alla torre. In passato si utilizzavano fuochi alimentati a legna, carbone o olio; oggi i fari impiegano lampade elettriche ad alta intensità, spesso a LED, abbinate a lenti speciali chiamate lenti di Fresnel. Queste lenti concentrano e amplificano il fascio luminoso, rendendolo visibile anche a molte miglia di distanza.
Molti fari moderni sono automatizzati e controllati da remoto. Possono essere alimentati dalla rete elettrica oppure da pannelli solari con batterie di accumulo, garantendo il funzionamento continuo anche in zone isolate.
I segnali luminosi dei fari marittimi
Ogni faro marittimo possiede una propria caratteristica luminosa, cioè una sequenza specifica di lampi, eclissi o luce fissa. Questa caratteristica consente di distinguerlo dagli altri fari presenti nella zona. Ad esempio:
- Luce fissa: resta costantemente accesa
- Luce lampeggiante: emette lampi a intervalli regolari
- Luce isofase: periodi uguali di luce e oscurità
- Luce a gruppi di lampi: lampi raggruppati secondo una sequenza precisa
Per la patente nautica è importante saper leggere le sigle riportate sulle carte nautiche e negli elenchi fari.
Le portate dei fari
Le portate dei fari sono le distanze massime alle quali la luce di un faro può essere visibile e riconoscibile da un osservatore in mare.
Le portate dei fari sono in tutto tre:
- La portata geografica → è la distanza massima alla quale la luce del faro può essere vista a causa della curvatura terrestre. Dipende dall’altezza del faro e dell’osservatore sul livello del mare.
- La portata luminosa → è la distanza massima alla quale la luce del faro è visibile in funzione della sua intensità luminosa e delle condizioni di visibilità atmosferica.
- La portata nominale → è la portata luminosa del faro in condizioni standard di visibilità meteorologica pari a 10 miglia nautiche.

Regola pratica
- Geografica = limite geometrico / orizzonte terrestre
- Luminosa = limite ottico / potenza della luce
Esempio semplice
Un faro alto 40 m può avere:
- portata geografica: 12 M
- portata luminosa: 18 M
Significa che la luce potrebbe essere abbastanza potente per 18 miglia, ma il faro comparirà solo quando la curvatura terrestre lo consente, cioè a 12 M.
➡️ Quindi nella pratica conta la minore tra le due.
✔ Portata geografica = visibilità del faro rispetto all’orizzonte
✔ Portata luminosa = visibilità della sua luce
I settori di visibilità di un faro
Il settore di visibilità di un faro è la porzione angolare dell’orizzonte entro la quale la luce del faro è visibile da un osservatore in mare. In pratica, indica da quali direzioni il faro può essere visto.
Non tutti i fari illuminano a 360° in modo uniforme: spesso la luce è limitata a determinati settori per segnalare zone sicure o pericolose. Questi settori sono definiti da angoli (espressi in gradi) rispetto al Nord e vengono riportati sulle carte nautiche.
🔎 In sintesi:
- È un angolo di visibilità, non una distanza
- Indica dove si vede il faro, non quanto lontano
- Serve a fornire informazioni utili alla navigazione
⚓ Tipi di settori
- Settore bianco → generalmente indica acque sicure
- Settore rosso → segnala un pericolo (es. scogli, secche)
- Settore verde → può indicare limiti o lati di canali navigabili
👉 In pratica, osservando il colore e il settore del faro, il navigante capisce se si trova in una zona sicura o a rischio e può correggere la rotta di conseguenza.

Caratteristiche di emissione dei fari marittimi
Le caratteristiche di emissione descrivono come un faro emette la luce nel tempo. Sono fondamentali per riconoscere un segnalamento sulla carta nautica e distinguerlo dagli altri. Ecco tutti i principali casi, spiegati in modo sintetico e chiaro per la patente nautica.
- 1. Luce fissa (F = Fixed light) → sempre accesa
- 2. Luce intermittente (Oc = occulting) → Luce lunga / Buio corto
- 3. Luce lampeggiante (Fl = flashing) → Luce corta / Buio lungo
- 4. Luce uguale a buio – isofase (Iso = uguale) → Luce = Buio
- 5. Luce a luce lunga (LFl – long flashing)→ ≥ 2 secondi)/ + buio
Gruppi di luce
- 6. Luce a gruppi di luce → da gruppi di 2 lampi a gruppi di 9 max
- 7. Luce a gruppi di buio → da gruppi di 2 buio a gruppi di 9 max
Luce composta
- 8. Luce composta (gruppo composto)→ Es: Fl(2+1) = 2 lampi + pausa + 1 lampo
Luci scintillanti
- 9. Luce lampeggio lento (Q – quick) → Oltre 50 lampi al minuto
- 10. Luce lampeggio medio (VQ – very quick)→ Oltre 100 lampi al minuto
- 11. Luce lampeggio ultrarapido (UQ)→ Oltre 160 lampi al minuto
- 12. Luce alternata iso (Al) → Luce che cambia colore (es. bianco/rosso) mantenendo lo stesso ritmo.
Fase e periodo di un segnalamento marittimo
Nel segnalamento marittimo luminoso (fari, fanali, boe luminose), fase e periodo servono a descrivere il ritmo con cui appare la luce. Sono concetti fondamentali per riconoscere un segnale in mare e molto richiesti per la patente nautica.
Il faro si illumina a periodi. Ogni periodo è composto da due fasi: fase di luce e fase di buio.
Fase di luce + Fase di buio (eclissi) = Periodo
Esempio tipico su carta nautica
Fl(3)15s
Significa:
- luce lampeggiante
- gruppo di 3 lampi
- periodo totale 15 secondi
Schema riassuntivo:
- F = fixed = sempre accesa
- Oc = occulting = luce lunga, buio breve
- Fl = falashing = luce breve, buio lungo
- Iso = uguae = tempi uguali
- LFl = long flashing = lampo lungo
- Q / VQ / UQ = quick / very quick / ultra quick = velocità crescente
- (2), (3) = numero di lampi o oscurità
- F = sempre accesa → segnale semplice, poco distintivo (uso base, riferimento generale)
- Oc = luce lunga, buio breve → presenza costante, segnale “tranquillo” e continuo
- Fl = luce breve, buio lungo → segnale ben visibile e distintivo, facile da riconoscere
- Iso = tempi uguali → segnale regolare ed equilibrato, facilmente identificabile
- LFl = lampo lungo → segnale marcato, evidenzia un punto importante
- Q / VQ / UQ = velocità crescente → attenzione elevata, spesso pericoli o segnalamenti critici
- (2), (3) = numero di lampi o oscurità → identificazione precisa del singolo segnalamento
- Sc. (3) = scintillante a gruppi di 3
- Alt.b.r. = bianco = rosso
- Int. (2) = intermittente a gruppi di 2 eclissi
Denominazioni del faro nella carta nautica
- FI(3) WRG 15s 21m 15-11M
Falshing Light di 3 lampi – colore bianco/rosso/verde – periodo 15 secondi – altezza luce: 21 metri – portata nominale: 15 miglia verde/11 miglia rossa
- FI (3) 10s 37m 12M
Flashing Light di 3 lampi – periodo 10 secondi – altezza luce: 30 metri – Portata Nominale: 12 miglia nautiche
- Lam (2) 8s 30m 11M
2 lampi bianchi con 8 secondi di periodo – altezza luce: 30 metri – Portata Nominale: 11 miglia nautiche
- Lam (2) 12s 27m 17M
2 lampi bianci con 12 secondi di periodo – altezza luce: 27 metri – Portata Nominale: 17 miglia
- FI(3) W 10s
Flixed Light di 3 lampi bianchi con 10 secondi di periodo
- FI G 5s
Flixed Light Verde con 5 secondi di periodo
- F.r. 18M
Luce fissa rossa – Portata Nominale: 18 miglia
- Int(2) 10s 26m 20M
2 intermittenze di luce bianche con periodo di 10 secondi – altezza luce: 26 metri – Portata Nominale: 20 migla
- Oc (3) W 5s
Intermittente bianco di 3 secondi con periodo di 5 secondi
| # | Voce | Descrizione | Esempio |
|---|---|---|---|
| 1 | Codice | Codice nazionale e internazionale del faro | 2140 / E1476 |
| 2 | Località | Nome e ubicazione del segnalamento | Baia di Talamone |
| 3 | Coordinate | Latitudine e longitudine | 42°33.1 N – 11°08.0 E |
| 4 | Caratteristiche luminose | Tipo di luce e periodo | Fl(2) W 10s |
| 5 | Altezza luce | Altezza sul livello del mare (m) | 30 m |
| 6 | Portata | Portata luminosa o geografica | 11 NM |
| 7 | Struttura | Tipo di torre e caratteristiche | Torre bianca 18 m |
| 8 | Fasi e settori | Sequenza luce/buio e settori | 1-2 / 1-6 |
Cosa comunicano i fari marittimi
Identità del segnalamento
Ogni faro ha una firma luminosa unica (caratteristica + periodo).
👉 Permette di rispondere alla domanda:
“Quale faro sto vedendo?”
Posizione geografica
Riconoscendo il faro sulla carta nautica, puoi:
👉 Determinare la tua posizione
👉 Fare il punto nave
Informazioni sulla sicurezza
In combinazione con:
- colore (bianco, rosso, verde)
- posizione
- portata
👉 indicano:
- pericoli
- accessi portuali
- canali navigabili
Concetto chiave da esame
👉 Le caratteristiche luminose NON servono a “illuminare”,
ma a identificare e comunicare informazioni nautiche.
Sintesi finale
✔ Sono un codice comunicativo standard internazionale
✔ Identificano univocamente ogni faro
✔ Permettono orientamento e sicurezza
✔ Si leggono insieme a periodo e colore
I fanali dei porti
Segnali luminosi costieri: i fanali dei porti
I fanali dei porti sono segnali luminosi costieri installati normalmente all’estremità dei moli foranei, delle dighe di protezione o presso l’imboccatura portuale. La loro funzione principale è indicare ai naviganti l’ingresso del porto e delimitare il passaggio sicuro per entrare o uscire.
Di regola, osservando il porto dal mare verso terra, il fanale rosso individua il lato sinistro dell’imboccatura, mentre il fanale verde segnala il lato destro. Ci sono poi le luci bianche per gli eventuali fanali situati sulle propaggini dei moli interni.
La portata di queste luci è molto limitata, inferiore a 10 miglia.
Questi fanali possono avere luce fissa, lampeggiante, intermittente o con ritmo caratteristico, come indicato sulle carte nautiche e negli Elenchi dei Fari e Segnali da Nebbia.
Per l’esame di patente nautica è importante ricordare che i fanali dei porti servono a riconoscere l’accesso in sicurezza, mantenere il corretto allineamento durante la manovra e prevenire urti contro moli, scogliere artificiali o bassi fondali vicini all’ingresso portuale.

Il mono fanale per un porticciolo
Nei piccoli porticcioli o approdi minori capita spesso che l’imboccatura sia protetta da un solo molo di riparo principale, mentre dall’altro lato vi è una scogliera naturale, una banchina interna, una spiaggia riparata oppure un semplice braccio secondario non segnalato. In questi casi può essere presente un solo fanale portuale, rosso oppure verde, collocato sul molo esterno più esposto e utile come riferimento notturno.
I moli di riparo
Generalmente vengono indicati come:
- Molo di sopraflutto → il braccio principale che protegge il porto dal moto ondoso dominante; spesso è il più lungo e può ospitare il fanale.
- Molo sottoflutto → braccio secondario più riparato, interno o più corto.
- Diga foranea → struttura esterna di protezione dal mare aperto.
- Molo guardiano → termine usato in alcuni porti per il molo che difende l’ingresso.
- Braccio di levante / ponente / nord / sud → denominazione in base all’orientamento geografico.
Perché c’è un solo fanale
Un solo fanale viene installato quando:
- l’imboccatura è molto semplice e facilmente riconoscibile;
- un lato è naturale e non necessita di segnalazione;
- il porto è piccolo e destinato a pesca o diporto locale;
- il fanale serve più come punto cospicuo che come coppia di ingresso.
Se vedi un solo fanale portuale, non devi dare per scontato l’altro lato dell’imboccatura. Occorre:
- consultare carta nautica o portolano;
- entrare a velocità ridotta;
- verificare fondali e ostacoli;
- usare prudenza soprattutto di notte.
Esempio tipico
Un porticciolo con un solo lungo molo esterno e fanale verde in testata, mentre il lato opposto è una costa rocciosa riparata senza struttura artificiale. Il fanale segnala il lato utile dell’accesso.

IALA. I dispositivi elettromagnetici
Riflettore radar
Il riflettore radar è un dispositivo passivo utilizzato per aumentare la visibilità di un’imbarcazione sugli schermi radar di altre navi. È costituito da superfici metalliche disposte con angoli particolari, progettate per riflettere le onde elettromagnetiche emesse dai radar marini. Quando il segnale radar colpisce il riflettore, viene rimandato indietro verso l’apparato trasmittente, facendo apparire l’imbarcazione più evidente sul display.
Questo dispositivo è particolarmente importante per le unità di piccole dimensioni, come barche a vela o gommoni, che normalmente hanno una “traccia radar” molto debole. Il riflettore radar non emette segnali propri e non necessita di alimentazione elettrica: funziona esclusivamente grazie alla riflessione delle onde radar ricevute. Viene generalmente installato in alto, sull’albero o su una struttura elevata, per migliorare la portata e l’efficacia della riflessione.
Radiofaro
Il radiofaro è una stazione radio terrestre che trasmette segnali elettromagnetici utili alla navigazione. I navigatori possono ricevere tali segnali tramite appositi radiogoniometri e determinare la direzione da cui provengono, ottenendo così un rilevamento utile per stabilire la propria posizione.
Storicamente, i radiofari sono stati molto utilizzati nella navigazione marittima e aerea prima della diffusione dei sistemi satellitari come il GPS. Esistono radiofari circolari, che trasmettono in tutte le direzioni, e radiofari direzionali, che inviano segnali concentrati lungo specifiche rotte. Alcuni radiofari possono anche trasmettere identificativi in codice Morse per permettere il riconoscimento della stazione.
- Il vantaggio principale del radiofaro è la possibilità di fornire informazioni di navigazione anche in condizioni di scarsa visibilità o lontano dalla costa.
- Tuttavia, oggi il loro impiego è diminuito a causa della maggiore precisione dei sistemi satellitari moderni.

Radiogoniometro
Il radiogoniometro è uno strumento di navigazione radioelettrica installato a bordo delle imbarcazioni che serve a determinare la direzione di provenienza di un segnale radio trasmesso da un radiofaro o da un’altra stazione radio.
Il suo funzionamento si basa sulla ricezione delle onde radio mediante un’antenna particolare, detta spesso antenna direzionale. Ruotando elettronicamente o meccanicamente l’antenna, il dispositivo individua il punto in cui il segnale risulta massimo o minimo e calcola così il rilevamento radio della stazione trasmittente. In pratica, il navigatore può sapere in quale direzione si trova il radiofaro rispetto alla propria nave.
Una volta ottenuto il rilevamento, esso viene riportato sulla carta nautica come una linea di posizione. Incrociando più rilevamenti provenienti da radiofari diversi, è possibile determinare la posizione dell’imbarcazione con una buona precisione.
Il radiogoniometro era molto utilizzato prima dell’avvento del GPS, soprattutto nella navigazione costiera e in condizioni di scarsa visibilità. Oggi è meno diffuso, ma rimane importante dal punto di vista storico e didattico perché rappresenta uno dei primi sistemi elettronici di radionavigazione.
Componenti principali del radiogoniometro
- Antenna direzionale → riceve il segnale radio e ne individua la direzione.
- Ricevitore radio → amplifica e interpreta il segnale ricevuto.
- Indicatore di rilevamento → mostra l’angolo di provenienza del segnale rispetto alla prua o al nord.
- Scala graduata → consente di leggere il rilevamento in gradi.
Differenza tra radiofaro e radiogoniometro
| Dispositivo | Funzione |
|---|---|
| Radiofaro | Trasmette il segnale radio |
| Radiogoniometro | Riceve il segnale e ne determina la direzione |


Radiofaro e GPS
I radiofari sono stati introdotti all’inizio del XX secolo, con i primi sviluppi significativi intorno agli anni 1900 –1920, quando la tecnologia radio iniziò a essere applicata alla navigazione marittima. Il loro utilizzo si diffuse rapidamente tra gli anni ’20 e ’40, diventando uno strumento fondamentale per la determinazione della direzione (radiogoniometria), soprattutto prima dell’avvento dei sistemi elettronici più avanzati.
I sistemi di navigazione satellitare come il GPS (Global Positioning System) sono stati sviluppati negli anni ’70 (in ambito militare statunitense) e sono diventati operativi a partire dagli anni ’90, con apertura all’uso civile nel 1995. Da quel momento, i radiofari hanno iniziato a essere progressivamente affiancati — e in molti casi sostituiti — dal GPS, che offre una precisione molto maggiore e una copertura globale. Tuttavia, i radiofari sono stati mantenuti per diversi anni come sistema di backup e, in alcuni contesti, continuano ancora oggi ad avere un ruolo secondario nella sicurezza della navigazione.

Radar
Il radar (Radio Detection And Ranging = Rilevamento e misurazione della distanza tramite onde radio) è uno strumento elettronico che consente di individuare oggetti e misurarne distanza e direzione mediante l’emissione di onde radio. Il funzionamento si basa sull’invio di impulsi elettromagnetici che, colpendo un ostacolo come una nave, una costa o una boa, vengono riflessi verso l’antenna ricevente del radar.
Misurando il tempo impiegato dall’eco per ritornare, il sistema calcola la distanza dell’oggetto, mentre la direzione dell’antenna al momento della ricezione permette di determinarne il rilevamento. Sullo schermo radar gli oggetti vengono rappresentati come echi luminosi che aiutano il navigatore a evitare collisioni e a riconoscere punti cospicui della costa.
Il radar è uno strumento fondamentale soprattutto con nebbia, pioggia intensa o navigazione notturna, poiché permette di “vedere” anche quando la visibilità è limitata. Oltre alla sicurezza anticollisione, viene utilizzato per il controllo della rotta, il pilotaggio in porto e il monitoraggio del traffico marittimo.

Riflettore radar
Il riflettore radar è un dispositivo passivo utilizzato per aumentare la visibilità di un’imbarcazione sugli schermi radar di altre navi. È costituito da superfici metalliche disposte con angoli particolari, progettate per riflettere le onde elettromagnetiche emesse dai radar marini. Quando il segnale radar colpisce il riflettore, viene rimandato indietro verso l’apparato trasmittente, facendo apparire l’imbarcazione più evidente sul display.
Questo dispositivo è particolarmente importante per le unità di piccole dimensioni, come barche a vela o gommoni, che normalmente hanno una “traccia radar” molto debole. Il riflettore radar non emette segnali propri e non necessita di alimentazione elettrica: funziona esclusivamente grazie alla riflessione delle onde radar ricevute. Viene generalmente installato in alto, sull’albero o su una struttura elevata, per migliorare la portata e l’efficacia della riflessione.

Differenza tra radiofaro e radar
| Radiofaro | Radar |
|---|---|
| Trasmette un segnale continuo | Trasmette impulsi radio |
| Serve come riferimento | Serve a rilevare oggetti |
| Non riceve echi | Riceve e analizza echi |
| Non misura distanze | Misura distanza e direzione |
| È una stazione fissa | È uno strumento installato sulla nave |
Differenza principale:
- il radiofaro emette segnali continui per essere localizzato,
- il radar usa impulsi per rilevare e misurare gli oggetti attraverso l’eco riflessa.
RACON
Il RACON (Radar Beacon = faro radar risponditore) è un radiofaro radar attivo utilizzato come ausilio alla navigazione. A differenza del riflettore radar, il RACON non si limita a riflettere il segnale radar ricevuto, ma risponde attivamente trasmettendo un segnale codificato quando viene “interrogato” dal radar di una nave.
Sul display radar dell’imbarcazione il RACON appare come un simbolo o una traccia identificativa, spesso sotto forma di linea tratteggiata o di caratteri Morse, che consente di riconoscere immediatamente il punto in cui è installato.
I RACON vengono collocati su fari, boe, piattaforme offshore o punti pericolosi della costa per facilitarne l’individuazione anche in condizioni meteorologiche avverse, ma possono essere anche installati sulle imbarcazioni (navi militari, di soccorso … etc).
Il principale vantaggio del RACON è l’elevata riconoscibilità sul radar, che permette al navigatore di identificare con precisione punti di riferimento importanti o pericoli per la navigazione. Per questo motivo è considerato uno degli ausili elettronici più efficaci nelle aree trafficate o con visibilità ridotta.

| Dispositivo | Tipo | Funzionamento | Alimentazione | Informazioni fornite | Utilizzo principale |
|---|---|---|---|---|---|
| Riflettore radar | Passivo | Riflette le onde radar ricevute | Non necessaria | Aumenta la visibilità radar | Rendere visibili piccole imbarcazioni |
| Radiofaro | Attivo | Trasmette segnali radio | Necessaria | Direzione e posizione | Navigazione radioelettrica |
| Radar | Attivo | Emette e riceve onde radio | Necessaria | Distanza e direzione degli ostacoli | Anticollisione e navigazione |
| RACON | Attivo | Risponde ai segnali radar con un codice identificativo | Necessaria | Identificazione precisa di punti notevoli | Segnalazione di fari, boe e pericoli |
Onde radio continue e impulsi elettromagnetici
Le onde radio continue (radiofaro → radiogoniometro) sono onde elettromagnetiche che si propagano nello spazio trasportando energia e informazioni senza bisogno di cavi o supporti materiali. Vengono utilizzate nelle telecomunicazioni, nella navigazione e nei sistemi radar perché possono percorrere grandi distanze anche in condizioni di scarsa visibilità.
Gli impulsi elettromagnetici (radar → riflettore radar/RACON)sono invece brevi emissioni di onde radio inviate a intervalli regolari: nel radar questi impulsi colpiscono un oggetto e tornano indietro sotto forma di eco, permettendo di calcolare distanza e direzione del bersaglio.
In sintesi, le onde radio rappresentano il segnale trasmesso, mentre gli impulsi elettromagnetici sono emissioni brevi e controllate di tali onde usate per il rilevamento e la misurazione.
- il radiofaro trasmette normalmente onde radio continue (o periodicamente ripetute) per essere ricevuto dai navigatori tramite il radiogoniometro;
- il radar emette impulsi elettromagnetici, cioè brevi “pacchetti” di onde radio le cui eco vengono riflessi passivamente dal riflettore radar presenti sulle imbarcazioni, oppure dai RACON presenti sulle boe o suoi punti pericolosi o anche sulle imbarcazioni stesse.
In pratica, anche il radar utilizza onde radio, ma invece di trasmetterle continuamente le invia a impulsi molto rapidi.
Altri aiuti alla navigazione: dromo, meda e miraglio
Gli aiuti alla navigazione marittima come il dromo, la meda e il miraglio sono strumenti e segnalamenti utilizzati per orientare i navigatori durante la navigazione costiera e d’altura. Tra questi rientrano dromi, mede e miragli, elementi fondamentali per identificare rotte, allineamenti e punti di riferimento visivi in mare. Questi segnalamenti, insieme a fari, boe e fanali, contribuiscono a rendere la navigazione più sicura, permettendo alle imbarcazioni di evitare pericoli, seguire canali navigabili e riconoscere correttamente la posizione lungo la costa. La International Association of Lighthouse Authorities definisce standard internazionali per molti di questi sistemi di segnalamento nautico.
Il dromo
Il dromo è la direttrice o linea di navigazione seguita da un’imbarcazione durante il percorso in mare. In ambito nautico, il termine indica la rotta consigliata o abituale utilizzata per raggiungere una determinata destinazione in sicurezza. Il dromo rappresenta un importante riferimento per la navigazione marittima, soprattutto nelle aree costiere e nei canali di accesso ai porti, dove consente di mantenere una traiettoria corretta evitando ostacoli e bassi fondali. Insieme a mede, miragli, fari e boe, costituisce uno degli aiuti alla navigazione disciplinati dagli standard internazionali della International Association of Lighthouse Authorities.
👉 Cosa vedi:
- 2 o più segnali
- in linea (allineati)
- spesso boe in acqua
👉 Funzione:
- indica una rotta da seguire
✔️ Parola chiave: LINEA

La Meda
La meda è un segnalamento marittimo fisso utilizzato come punto di riferimento visivo per la navigazione. Generalmente installata lungo le coste, nei porti o in prossimità di canali navigabili, la meda aiuta i navigatori a identificare rotte sicure, allineamenti e aree di passaggio. Può avere diverse forme e colori ed essere dotata di segnali luminosi o miragli per aumentarne la visibilità. In ambito nautico, la meda rappresenta uno dei principali aiuti alla navigazione, insieme a fari, boe e fanali, contribuendo alla sicurezza della navigazione marittima secondo gli standard della International Association of Lighthouse Authorities.
👉 Cosa vedi:
- 1 solo segnale
- palo o struttura semplice
- isolato
👉 Funzione:
- indica una posizione o pericolo
✔️ Parola chiave: PUNTO

Il Miraglio
Il miraglio è un elemento distintivo posto sulla sommità di un segnalamento marittimo per renderlo facilmente riconoscibile anche a distanza. Può assumere diverse forme geometriche, come sfere, coni, cilindri o croci, e viene utilizzato su boe, mede e altri segnali nautici per identificarne rapidamente il significato durante la navigazione. Il miraglio svolge un ruolo fondamentale negli aiuti visivi alla navigazione, soprattutto di giorno o in condizioni di buona visibilità, permettendo ai navigatori di distinguere i diversi tipi di segnalamenti marittimi. La International Association of Lighthouse Authorities ne standardizza forme e utilizzo all’interno del sistema internazionale di segnalamento nautico.
👉 Cosa vedi:
- 2 segnali fissi a terra
- spesso torri o pali
- uno più alto/dietro
👉 Funzione:
- creare un allineamento visivo
✔️ Parola chiave: ALLINEAMENTO (ma a terra)

- DROMO → linea in acqua → rotta
- MEDA → punto → posizione
- MIRAGLIO → linea a terra → allineamento
I segnali di pericolo isolato
Il segnale di pericolo isolato è un segnale marittimo utilizzato per indicare la presenza di un pericolo circoscritto (come uno scoglio, un relitto o una secca) circondato da acque navigabili. Serve quindi ad avvisare il navigante che in quel punto preciso esiste un ostacolo, ma che è possibile passare in sicurezza tutto intorno mantenendo una certa distanza. È riconoscibile per la sua struttura tipicamente nera con una o più bande rosse e per il caratteristico miraglio formato da due sfere nere sovrapposte; di notte emette una luce bianca con ritmo specifico.
👉 In sintesi, indica: “qui c’è un pericolo, ma puoi girarci intorno in sicurezza”.

I segnali di acque sicure
Il segnale di pericolo isolato è un segnale marittimo utilizzato per indicare la presenza di un pericolo circoscritto (come uno scoglio, un relitto o una secca) circondato da acque navigabili. Serve quindi ad avvisare il navigante che in quel punto preciso esiste un ostacolo, ma che è possibile passare in sicurezza tutto intorno mantenendo una certa distanza. È riconoscibile per la sua struttura tipicamente nera con una o più bande rosse e per il caratteristico miraglio formato da due sfere nere sovrapposte; di notte emette una luce bianca con ritmo specifico. 👉 In sintesi, indica: “qui c’è un pericolo, ma puoi girarci intorno in sicurezza”.

IALA. I segnali laterali
I segnali laterali fanno parte del sistema IALA e servono a indicare i limiti di un canale navigabile, mostrando al navigante da quale lato passare in sicurezza.
Sono costituiti da boe o fanali di colore rosso e verde, che identificano rispettivamente il lato sinistro e destro del canale (con differenze tra Regione A e Regione B). Seguendo correttamente questi segnali, le imbarcazioni possono mantenere la rotta sicura durante l’ingresso o l’uscita da porti e canali. 👉 In sintesi, indicano: “segui questo lato per restare nel canale sicuro”.

Segnali cardinali che indicano zone pericolose
I segnali cardinali che delimitano le zone pericolose nei corsi d’acqua sono quattro (Nord, Sud, Est e Ovest) e servono a indicare dove si trova l’acqua sicura rispetto a un ostacolo o a una zona pericolosa. A differenza dei segnali laterali, non delimitano un canale, ma segnalano un pericolo indicando il lato sicuro da cui passare: ad esempio, un segnale cardinale Nord indica che il pericolo si trova a sud del segnale e che bisogna transitare a nord. Sono riconoscibili per la colorazione nero e giallo e per il miraglio con due coni neri sovrapposti orientati in modo diverso a seconda del punto cardinale. 👉 In sintesi, guidano il navigante attorno ai pericoli indicando la direzione sicura di passaggio.
Tali segnali sono muniti di fanale a luce bianca scintillante con le seguenti caratteristiche:
- CARDINALE NORD – PASSARE A NORD (ore 12)
- CARDINALE EST – PASSARE A EST (ore 3)
- CARDINALE SUD – PASSARE A SUD (ore 6)
- CARDINALE OVEST – PASSARE A OVEST (ore 9)
IALA. I miragli cardinali


IALA. I dispositivi AISM-IALA nelle carte nautiche
- BOA LUMINOSA – emissione: luci scintillanti a gruppi di 9 ogni 15 secondi, visibile da 5 MIGLIA – Osservando la boa, l’imbarcazione dovrà passare a Ovest
- BOA LUMONSA – emissione: scintillante a gruppi di 3 ogni 10 secondi, visibile da 5 MIGLIA – Osservando la boa, l’imbarcazione dovrà passare a Est
- BOA LUMINOSA – emissione: scintillante continua visibile da 4 MIGLIA – Osservando la boa, l’imbarcazione dovrà passare a Nord
- BOA AD ASTA – Osservando la boa, l’imbarcazione dovrà passare a Sud

IALA. I segnali speciali
I segnali speciali indicano al navigante di fare molta attenzione perchè possono indicare:
- zone adibite ad attività particolari (cavi, diporto nautico, stazioni di raccolta dati…)
- discariche
- separatori di traffico
I segnali speciali sono di colore giallo e di 5 forme con un miraglio a forma di X sempre di colore giallo


IALA. Le segnalazione di “nuovi relitti”
I segnali speciali (boe) utilizzati per indicare la presenza di relitti rappresentano un elemento fondamentale della sicurezza della navigazione secondo le linee guida IMO (International Maritime Organization).
Queste boe, generalmente di colore giallo e con forma variabile (spesso cilindrica o sferica), sono impiegate per segnalare aree o pericoli non coperti dalle altre categorie di segnalamento marittimo.
- Guarda anche: I segnali marittimi ottici su Nauticando.it
Nel caso di un nuovo relitto, la boa speciale può essere temporaneamente posizionata per evidenziare la zona pericolosa fino all’adozione di segnalamenti più specifici, come i segnali di pericolo isolato.
È spesso dotata di luce gialla con ritmo caratteristico (ad esempio lampeggiante) e può essere accompagnata da marcature radar (RACON) o sistemi AIS per migliorarne la rilevabilità. La funzione principale di queste boe è attirare l’attenzione del navigante su un’area di rischio, invitandolo a consultare carte nautiche aggiornate e avvisi ai naviganti, in conformità con le raccomandazioni IMO e il sistema IALA, contribuendo così a prevenire incidenti e garantire una navigazione sicura.

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