La transizione dalla carta geografica alla carta nautica rappresenta un passaggio fondamentale per chiunque voglia comprendere e praticare la navigazione in sicurezza, sia a livello professionale che amatoriale. Mentre la carta geografica offre una visione generale del territorio, la carta nautica è uno strumento tecnico indispensabile per orientarsi in mare, grazie a informazioni dettagliate su fondali, rotte, segnali marittimi, correnti e pericoli per la navigazione. In questo articolo scoprirai le principali differenze tra carta geografica e carta nautica, come leggerle correttamente e perché la cartografia nautica, oggi integrata con tecnologie digitali e sistemi GPS, continua a essere un elemento essenziale per una navigazione consapevole, precisa e sicura.

Dal 3D al 2D
Per rendere possibile una navigazione precisa e sicura, nel corso del tempo è stato necessario trasformare la superficie tridimensionale della Terra in una rappresentazione bidimensionale.
Il nostro pianeta, infatti, ha una forma sferica (o più correttamente geoide) e non può essere riportato su un piano senza ricorrere a specifici metodi matematici. Le proiezioni cartografiche nascono proprio con questo obiettivo: trasferire il globo terrestre su una superficie piana in modo leggibile e funzionale, semplificando la visualizzazione di mari, coste e punti di riferimento.
Questa trasformazione dal 3D al 2D ha reso possibile tracciare rotte, misurare distanze, determinare coordinate geografiche e pianificare la navigazione con maggiore facilità e affidabilità, ponendo le basi per lo sviluppo della cartografia moderna e delle carte nautiche utilizzate ancora oggi.
In Olanda si inventa la carta nautica
Frisio
Contributi importanti per lo sviluppo delle carte nautiche vennero da matematico e cosmografo Gemma Frisio (Gemma Friusius – 1508/1555) di origine fiamminga, che applicò le sue conoscenze in matematica all’astronomia, alla geografia e alla costruzione di mappe. Insegnò anche all’università.
Mercatore
Un allievo di Frisio all’università fu il filosofo e geografo fiammingo Geral Krammer (1512-1594), detto Mercatore che si dedicò allo studio della matematica e dell’astronomia. Da lui nasce il modello della moderna carta nautica, detta appunto proiezione di Mercatore.
Obiettivo della carta nautica: come sviluppare una carta nautica che permetta di determinare dove ci troviamo
La battaglia navale
Per rendere più semplice il concetto di Carta Nautica, pensiamo al gioco della battaglia navale. La prima cosa che si fa per giocare a battaglia navale è disegnare un reticolato, impostando due lati di riferimento: uno con le lettere (il lato verticale) e uno con i numeri (il lato orizzontale).
Se si vuole determinare la posizione del bersaglio, quindi dove sparare il colpo nel gioco, bisogna dare due distanze: una dal lato della verticale (che è 3 nell’esempio in grafica) e uno dal lato dell’orizzontale (che è C).
- Dire quindi C-3, determinerà la posizione del bersaglio.

Dalla battaglia navale alla carta geografica e nautica
Lo stesso schema grafico e lo stesso procedimento logico della Battaglia navale viene applicato nella realtà per determinare la posizione di un oggetto sul globo terrestre attraverso le carte geografiche e le carte nautiche.
Anche in questo caso infatti bisogna disegnare un reticolato.
Forma della Terra
Ricordiamo che il pianeta Terra in realtà non è sferico, ma è schiacciato ai poli, questo perché il raggio equatoriale è pari a 6.378,388 km, mentre, il raggio polare è pari a 6.358,988 km, con una differenza di 19,7 km maggiore all”equatore.
La Terra è schiacciata ai poli

Il reticolo geografico
Il reticolo geografico è l’insieme delle linee immaginarie orizzontali e verticali, disegnate sulla superficie terrestre, che servono a individuare un punto specifico sulla Terra.
Il reticolo geografico è composto da linee verticali, i meridiani e da linee orizzontali, i paralleli. Queste linee si incrociano formando un angolo di 90° .
I meridiani
I meridiani sono le semicirconferenze immaginarie verticali che uniscono il Polo Nord al Polo Sud.
I meridiani hanno tutti uguale lunghezza.
I meridiani sarebbero teoricamente delle semicirconferenze infinite, ma per avere dei riferimenti certi ne vengono presi in considerazione 360 (riprendendo il numero di parti in cui i Babilonesi suddividevano una circonferenza).
Il meridiano di riferimento
Il numero totale di meridiani si conta a partire dal meridiano di riferimento, il Meridiano di Greenwich, quello che passa per l’omonima cittadina inglese vicino a Londra.
Il numero di meridiani
Il Meridiano di Greenwich è il meridiano zero e partendo da esso si contano 180 meridiani verso Est (a destra di Greenwich) e 180 meridiani verso Ovest (a sinistra di Greenwich).
La distanza tra i meridiani
La distanza tra due meridiani non è costante. Essendo la Terra una sfera e partendo tutti dai poli, questa distanza è massima all’equatore e diminuisce man mano che ci si avvicina ai poli.
I paralleli
I paralleli sono le circonferenze immaginarie orizzontali che vengono tracciate attorno alla sfera terrestre. Anche i paralleli teoricamente sarebbero infiniti, ma ne vengono presi in considerazione 180 per poter ricavare dei riferimenti geografici.
Il parallelo di riferimento
Il parallelo di riferimento è quello che passa al centro orizzontale della Terra, l’Equatore (detto anche “circolo massimo”) Dall’Equatore si ripetono 90 paralleli verso nord (verso su) e 90 paralleli verso sud (verso giù).
L’Equatore è il parallelo zero. Gli altri si contano da zero a 90 (l’ultimo è il parallelo che corrisponde al Polo Nord o al Polo Sud).
Lunghezza dei paralleli
Il parallelo dell’Equatore è quello più lungo. Man mano che si va verso il Polo Nord o il Polo Sud i paralleli diminuiscono di lunghezza.
360 meridiani : 180 a est + 180 a ovest
180 paralleli : 90 a nord + 90 a sud
Le coordinate geografiche
Le coordinate geografiche insieme al reticolo geografico sono valori utili a individuare una posizione sulla superficie terrestre. Le coordinate geografiche si chiamano Longitudine e Latitudine.
Misure angolari e non lineari
La posizione di un punto sulla Terra è l’incontro in un punto di un meridiano e di un parallelo. La Terra è sferica, quindi per calcolare la posizione di un punto è necessario usare una misura angolare e non una misura lineare. Pertanto le coordinate geografiche, la latitudine e la longitudine sono misure angolari.
Latitudine e Longitudine misure angolari
Longitudine e Latitudine
Longitudine e Latitudine sono dunque le distanze angolari attraverso la cui combinazione è possibile individuare con precisione un punto sulla Terra.
- La Latitudine è la distanza angolare verticale di un punto dall’Equatore. Le Latitudini si classificano in base alla posizione rispetto all’Equatore: Latitudine Nord, sopra l’Equatore (Emisfero Boreale) e la Latitudine Sud, sotto l’Equatore (Emisfero Australe).
- La Longitudine è la distanza angolare orizzontale di un punto dal Meridiano di Greenwich. Le Longitudini si classificano in base alla posizione rispetto al Meridiano di Greenwich, pertanto esistono le Longitudini Est (a destra del Meridiano di Greenwich) e le Longitudini Ovest (a sinistra del Meridiano di Greenwich).
Ad esempio, il paese sardo di Dorgali si trova a: 40°- 17′-19″ di latitudine NORD e 9°- 35′- 51″ di longitudine. EST
Le coordinate che vedi in Google Maps (come 40.28872, 9.59750) sono in gradi decimali (DD).
Per trovare gradi (°), primi (′) e secondi (″) bisogna convertire i decimali.


La Proiezione di Mercatore
La Proiezione di Mercatore è il trasferimento del Reticolo Geografico da una sfera ad un piano. Il noto geografo fiammingo infatti inventò, attraverso puntuali studi matematici e geografici, il modo di “proiettare” lo schema grafico del Reticolo Geografico su una sfera (la sfera terrestre).
La tecnica di proiezione
Per trasferire le coordinate geografiche da una sfera ad un piano, Mercatore pose idealmente la Terra all’interno di un cilindro verticale e fece in modo tale che l’equatore fosse tangente ai lati dello stesso.
Mercatore prese la sfera della Terra e il reticolato terrestre e li ha posti all’interno di un cilindro verticale, facendo in modo tale che l’equatore fosse tangente ai lati del cilindro.
- Partendo dal centro della Terra proiettò i meridiani sul lato del cilindro (1).
- Partendo dal centro della Terra proiettò anche i paralleli sul lato del cilindro (2).
- Tagliò i lati del cilindro e lo svolse (3).
- Poi, con delle modifiche analitiche riuscì a rappresentare meridiani e paralleli con delle linee rette che si intersecavano tra loro con angoli di 90 gradi (4).
Le modifiche analitiche sono formule matematiche che trasformano la superficie curva della Terra in un piano.
Mercatore voleva creare una carta di navigazione che mantenesse gli angoli corretti (cioè per rendere la mappa “conforme”) tra le rotte.

La rotta
Definizione di rotta
La rotta è la direzione lungo la quale un mezzo — come una nave, un aereo o un veicolo — si muove rispetto al Nord di riferimento (Nord vero o Nord magnetico).
LA ROTTA è LA DIREZIONE
- La rotta è espressa come angolo in gradi da 0° a 360°, misurato in senso orario a partire dal Nord.
- In pratica, la rotta indica verso quale punto dell’orizzonte si sta procedendo.
✔️ La rotta è un angolo misurato rispetto al Nord
Rotta ortodromica e lossodromica
In navigazione per raggiungere una destinazione i marinai possono usare due tipi di rotta: la rotta ortodromica e la rotta lossodromica
Differenza tra ortodromico e lossodromico
In navigazione è fondamentale distinguere tra percorso ortodromico e lossodromico.
Il percorso ortodromico (= “che segue una linea retta” o “percorso rettilineo”) è la rotta più breve tra due punti sulla superficie terrestre e segue un arco di cerchio massimo: per questo appare come una curva sulle carte di Mercatore ed è utilizzato per ridurre tempo e consumi nei lunghi viaggi.
Il percorso lossodromico (=“percorso obliquo” oppure “corsa inclinata”), invece, mantiene costante l’angolo rispetto al Nord (rotta costante) e per questo appare come una linea retta sulle carte nautiche tradizionali. Pur essendo più lungo dell’ortodromico, il lossodromico è più semplice da seguire e da calcolare.
Conoscere la differenza tra rotta ortodromica e rotta lossodromica è essenziale per comprendere le strategie di navigazione moderna.
ORTODROMICA – LINEA RETTA
LOSSODROMICA – LINEA OBLIQUA
🔹 Confronto utile:
| Tipo di rotta | Nome | Significato | Tracciato su una carta di Mercatore |
|---|---|---|---|
| Ortodromica orto-dromica retto-cammino | dal gr. orthós + drómos (“cammino retto”) | rotta più breve sulla superficie terrestre (cerchio massimo) | appare curva |
| Lossodromica losso-dromica obliqui-cammino | dal gr. lissós (“obliquo”) + drómos (“cammino”) | rotta che taglia tutti i meridiani con lo stesso angolo (direzione costante) | appare retta |
Rotta ortodromica (linea gialla)
È la rotta più breve tra due punti sulla superficie terrestre.
Segue un arco di cerchio massimo (cioè un cerchio che passa per il centro della Terra).
La direzione della rotta cambia continuamente man mano che ci si sposta, perché la Terra è curva.

Rotta lossodromica (linea nera)
È una rotta che mantiene costante l’angolo con i meridiani (cioè la stessa direzione sulla bussola).
Sulla Terra (che è una sfera) non è la più breve, ma è più semplice da seguire.
Sulla carta di Mercatore appare come una linea retta, anche se in realtà è una spirale che si avvolge verso i poli.

L’obiettivo di Mercatore
Mercatore voleva una carta in cui:
il marinaio potesse tracciare una rotta con la squadra e il righello,
e quella linea corrispondesse alla stessa direzione costante sulla Terra.
Quindi cercava una proiezione in cui: “Le lossodromiche diventassero linee rette”.
📈 Come ci riesce la proiezione di Mercatore
Nella proiezione di Mercatore:
i meridiani sono linee verticali parallele,
i paralleli sono linee orizzontali parallele,
e gli angoli tra meridiani e paralleli sono mantenuti invariati (proiezione conforme).
➡️ Dato che la lossodromica mantiene un angolo costante con i meridiani,
su questa mappa sarà una linea retta che forma lo stesso angolo costante con le verticali.
Ecco perché diciamo che Mercatore “rettifica” le lossodromiche: trasforma una curva (sulla sfera) in una linea retta (sulla carta).
In pratica
Su una carta di Mercatore, se vuoi navigare con rotta costante:
Tracci una linea retta dal punto di partenza a quello di arrivo.
Misuri l’angolo che questa linea fa con il nord (i meridiani).
Mantieni quella direzione con la bussola.
Naturalmente, non è la rotta più corta (quella sarebbe un grande cerchio), ma è la più facile da seguire con strumenti di bordo semplici.
✳️ Riassumendo
| Concetto | Sfera (globo) | Carta di Mercatore |
|---|---|---|
| Lossodromica | Spirale verso i poli | Linea retta |
| Angolo con i meridiani | Costante | Costante |
| Grande cerchio (rotta più breve) | Linea curva | Linea curva |
| Utilità | Difficile da tracciare | Facilissima da tracciare |
🚢 Nave vs ✈️ Aereo: confronto delle Rotte
Obiettivo principale
✈️ AEREO
Minimizzare tempo e carburante.
Limitato da spazi aerei controllati, venti in quota (jet stream) e procedure standard.
🚢 NAVE
Minimizzare carburante, ma anche evitare mare grosso, ghiacci, rotte trafficate.
Libertà molto maggiore nel “dove” può passare.
Tipo di rotta “teorica” ideale
✈️ AEREO → ORTODROMICA
Il percorso più corto è sempre l’obiettivo:
👉 gli aerei seguono un grande cerchio, calcolato dal computer di bordo.
Anche se sulla carta Mercatore sembra una curva verso nord, è la rotta reale più corta.
🚢 NAVE → ORTODROMICA
Anche le navi puntano teoricamente al grande cerchio, perché fa risparmiare miglia.
Tipo di rotta “pratica” realmente seguita
✈️ AEREO → Ortodromica spezzettata in aerovie
Gli aerei non possono viaggiare “liberi” come le navi:
- seguono aerovie e waypoint,
- in Atlantico usano i NAT Tracks, corridoi aerei giornalieri ottimizzati dal vento.
Di fatto la rotta è un’ORTODROMICA, ma realizzata tramite segmenti vincolati.
🚢 NAVE → Ortodromica spezzata in lossodromiche
Le navi non hanno vincoli di spazio come gli aerei, ma:
- spesso evitano mare grosso,
- pianificano rotte meteorologicamente ottimali,
- eseguono un grande cerchio diviso in tratti lossodromici (più facili da governare e da tracciare su carte nautiche).
Di fatto la nave naviga una ORTODROMICA, ma spezzata in lossodromiche.
Influenza del meteo
✈️ AEREO
Molto forte:
- approfitta dei venti favorevoli (jet stream),
- evita turbolenza e temporali,
- quindi la rotta reale può essere deviata anche molto.
🚢 NAVE
Ancora più forte:
- devia per evitare onde di 6–10 metri,
- cerca correnti favorevoli,
- può cambiare rotta di centinaia di miglia per evitare depressioni.
Vincoli operativi
✈️ AEREO
- In quota non ha ostacoli fisici.
- Deve rispettare spazi aerei, altitudini, corridoi e separazioni.
🚢 NAVE
- Piena libertà in alto mare.
- Deve solo evitare secche, ghiacci, zone militari, traffico.
✔ RIASSUNTO FINALE
| Tema | ✈️ Aereo | 🚢 Nave |
|---|---|---|
| Rotta ideale | Ortodromica | Ortodromica |
| Rotta pratica | Ortodromica tramite aerovie | Ortodromica spezzata in lossodromiche |
| Rappresentazione su carta | Curva verso nord (Mercatore) | Segmenti quasi retti |
| Vincoli | Controllo del traffico aereo | Meteo e mare |
| Flessibilità | Bassa | Alta |
| Motivo principale delle deviazioni | Jet stream, meteo, ATC | Onde, venti, correnti, sicurezza |
La rotta ortodromica è più corta; la lossodromica è più lunga ma più facile da navigare
Il miglio nautico
Il miglio nautico è l’unità di misura che si usa in navigazione marittima e aerea. Il miglio è definito in base alla latitudine.
In unità metriche:
1 miglio nautico = 1,852 km
Miglio Nautico e Miglio Terrestre
Il Miglio Nautico (NM) non va confuso con il Miglio Terrestre. Quest’ultimo è un’unità di misura terrestre usata nei paesi angloassoni.
Il Miglio Nautico è invece una unità di misura universale che si usano sia in navigazione che in aviazione.
In aviazione si usa lo stesso “miglio nautico” impiegato nella navigazione marittima.
Perché?
Le carte aeronautiche, come quelle nautiche, si basano sulla geografia terrestre: 1 miglio nautico corrisponde a 1 minuto d’arco di latitudine.
È una misura molto comoda per calcolare distanze e rotte sulla superficie terrestre.
Di conseguenza anche la velocità in aviazione è espressa in nodi (knots), cioè miglia nautiche all’ora.
👉 In sintesi: sì, il miglio nautico è usato sia in navigazione marittima sia in aviazione.
🌍 Perché si usa la latitudine come coordinata di riferimento
Sulla Terra, i meridiani (cioè le linee che vanno da polo a polo) hanno tutti la stessa lunghezza, quindi:
la distanza reale tra due paralleli (cioè la distanza “in verticale” sulla carta) è sempre uguale in ogni punto del globo,
perciò è comodo usare la scala della latitudine per misurare distanze.
👉 In pratica:
Se sulla carta nautica misuri un arco di 1 minuto di latitudine, quello corrisponde sempre a 1 miglio nautico sulla superficie terrestre.
🗺️ Come si misura il miglio
Sulle carte nautiche, il bordo verticale (dove ci sono indicate le latitudini) funziona anche da scala di distanza.
Si usa un compasso: si apre per coprire, ad esempio, 5 minuti di latitudine → quella apertura equivale a 5 miglia nautiche in realtà.
🎯 In sintesi
| Unità | Equivalenza | latitudine |
|---|---|---|
| 1 grado di latitudine | = 60 miglia nautiche | = 60 minuti di latitudine |
| 1 minuto di latitudine | = 1 miglio nautico = 1,852 km = 1 minuto di latitudine | = 1 minuto di latitudine |
| 1 secondo di latitudine | = 1/60 di miglio nautico ≈ 30,9 m | = 1/60 di minuto di lat. |






