Un fotografo radicato nella natura dell’isola
La personalità fotografica di Cristian Mascia nasce da un legame profondo con la Sardegna e con i suoi ambienti più selvaggi. Originario di Gairo, dedica il suo lavoro alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio naturale dell’isola, raccontandone la biodiversità attraverso un approccio attento e rispettoso. Il suo sguardo si concentra su luoghi dove la presenza umana è minima e dove la natura conserva i propri ritmi: zone umide, aree montane, ambienti costieri e territori ancora poco esplorati. Questa scelta rivela una sensibilità autentica e una ricerca di verità, lontana da una rappresentazione spettacolare e più vicina all’essenza del paesaggio.
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La meraviglia motore dello sguardo di Cristian Mascia
Al centro del suo lavoro c’è un senso costante di meraviglia verso gli ecosistemi naturali, in particolare verso le zone umide, ambienti che considera tra i più ricchi e sorprendenti dal punto di vista biologico. La frequentazione di altri fotografi naturalisti ha contribuito a rafforzare la sua sensibilità, trasformando la passione iniziale in una consapevolezza più profonda. La sua personalità fotografica si costruisce così attraverso l’osservazione, l’apprendimento e il confronto, elementi che alimentano uno sguardo curioso, umile e in continua evoluzione.
L’importanza dell’attesa e dell’incontro
La fotografia di Cristian Mascia è fatta di tempo, pazienza e disponibilità all’imprevisto. Lo dimostra l’episodio dello scatto al fratino, nato in modo fortuito e compreso pienamente solo in un secondo momento. Questo tipo di esperienza racconta un approccio non controllante, aperto alla sorpresa e alla scoperta. La natura, nei suoi lavori, non è mai qualcosa da “catturare”, ma un incontro da accogliere. È proprio questa disponibilità all’ascolto che definisce una personalità fotografica rispettosa e profondamente connessa con l’ambiente.
La fotografia di Cristian Mascia come strumento di consapevolezza
Per Cristian, l’immagine ha un valore che va oltre l’estetica. La fotografia è uno strumento fondamentale per raccontare la bellezza e, allo stesso tempo, la fragilità degli ecosistemi. I suoi scatti diventano veri e propri racconti visivi capaci di avvicinare il pubblico a una natura spesso poco conosciuta. Il suo obiettivo è stimolare una maggiore responsabilità verso la tutela ambientale, mostrando ciò che rischia di scomparire se non viene protetto.
Educare al rispetto, a partire dai più giovani
Un aspetto centrale della sua visione è il ruolo educativo della fotografia. Cristian è convinto che la sensibilizzazione debba partire dalle scuole, portando le immagini nelle classi e raccontando ai ragazzi il valore dei territori che li circondano. La sua personalità emerge qui in una dimensione civica e impegnata: la fotografia diventa un mezzo per trasmettere conoscenza, stimolare curiosità e costruire una cultura del rispetto verso la natura.
Difendere la natura dalla falsa valorizzazione
Nel suo racconto emerge anche una posizione critica verso interventi invasivi realizzati in nome della “valorizzazione”. La distruzione di habitat delicati, spesso causata da mancanza di competenze e da interventi eccessivi, rappresenta per lui una delle principali minacce agli ecosistemi. La sua visione è chiara: la vera valorizzazione passa attraverso lo studio, la prudenza e, soprattutto, la capacità di lasciare la natura intatta. Questo approccio riflette una personalità consapevole, concreta e profondamente orientata alla tutela.








