Marco Corda è uno dei più interessanti fotografi naturalisti della Sardegna, impegnato da oltre quindici anni nello studio e nella documentazione della fauna selvatica dell’isola, con particolare attenzione ai rapaci come l’aquila reale. Nato a Cagliari e originario di Dolianova, unisce competenze scientifiche, esperienza sul campo e passione autentica per la natura, raccontando attraverso immagini e ricerche la straordinaria biodiversità della Sardegna. Il suo lavoro, tra fotografia naturalistica, divulgazione ambientale ed educazione, rappresenta un punto di riferimento per chi vuole scoprire i segreti più nascosti dell’isola.

Chi è Marco Corda, fotografo naturalista sardo
Marco Corda, nato a Cagliari nel 1995 e originario di Dolianova, è un fotografo naturalista e operatore del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna. Da sempre profondamente legato alla sua terra, dedica la sua vita allo studio e alla valorizzazione della fauna selvatica sarda.
Autore e coautore di articoli scientifici e divulgativi, Marco collabora con importanti riviste di settore come Asferico, InNatura, Simbiosi Magazine e La Rivista della Natura. Le sue opere sono presenti anche in pubblicazioni online, libri ed enciclopedie.
Socio AFNI (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani), è attivamente coinvolto in progetti di conservazione ambientale, censimenti faunistici e attività educative nelle scuole. È inoltre autore del libro “Gli abitanti dell’isola – immagini e storie di vita della fauna sarda”, pubblicato da Edizioni E. Spanu.
La passione per la fauna selvatica della Sardegna
Fin da bambino, Marco Corda nutre una passione profonda per la natura incontaminata della Sardegna. Da oltre quindici anni esplora montagne, foreste, zone umide e scogliere alla ricerca delle specie più elusive.
Armato di binocolo, macchina fotografica e quaderno di campo, percorre l’isola in lungo e in largo, documentando comportamenti e abitudini degli animali nel loro habitat naturale. Il suo approccio si basa su osservazione paziente, studio etologico e minimo disturbo per la fauna.
La fotografia naturalistica, per lui, non è un fine ma un mezzo: uno strumento per raccontare la biodiversità e sensibilizzare il pubblico alla tutela dell’ambiente.

Fotografare i rapaci in Sardegna: tecnica, pazienza e sacrificio
La più grande passione di Marco Corda sono i rapaci, simbolo di libertà e perfezione evolutiva. Fotografarli richiede competenze tecniche, resistenza fisica e una straordinaria capacità di attesa.
Le sue giornate sono spesso segnate da condizioni estreme: vento gelido, pioggia battente, caldo intenso e lunghe ore di solitudine. Per ottenere uno scatto autentico, costruisce capanni fotografici in luoghi impervi, dove resta nascosto anche per giorni.
Le attese possono durare settimane o mesi, ma quando arriva il momento giusto, la ricompensa è unica: catturare il volo di un’aquila reale, la picchiata del falco della regina o il lento planare dell’avvoltoio grifone.
Il rapporto tra uomo e natura: una simbiosi profonda
Lo studio dei rapaci ha portato Marco a sviluppare un legame profondo con l’ambiente naturale. Con il tempo ha superato paure ancestrali come il buio, il silenzio e le vertigini, entrando in una vera e propria simbiosi con la natura.
Attraverso osservazioni sistematiche annotate nei suoi taccuini, ha raccolto preziose informazioni su comportamenti, orari e dinamiche delle specie studiate. Il binocolo è lo strumento fondamentale per un approccio rispettoso e non invasivo.
Questa immersione totale nella natura si trasforma in una forma di meditazione, in cui l’uomo diventa parte integrante dell’ecosistema.

L’aquila reale: il simbolo e il “totem” di Marco Corda
Tra tutte le specie osservate, l’aquila reale occupa un posto speciale nel cuore di Marco Corda. Considerata il suo “totem”, ogni incontro con questo magnifico rapace riaccende le emozioni del primo avvistamento.
I suoi studi sull’aquila reale iniziano in condizioni climatiche difficili, quelle che lui stesso definisce “dies pro abilas”, ovvero i “giorni per aquile”: giornate fredde, umide e ventose.
Gli avvistamenti iniziali erano rari e quasi casuali, ma ogni incontro lasciava un segno profondo. La vista dell’aquila in volo, dominante e silenziosa, rappresenta un’esperienza intensa e quasi mistica.
Il primo incontro con l’aquila nel Supramonte di Dorgali
Uno degli episodi più significativi della sua carriera avviene nel Supramonte di Dorgali, lungo la cresta calcarea del Monte Oddeu, affacciata sul canyon di Gorroppu.
Durante un’escursione, Marco assiste all’improvvisa apparizione di un’aquila reale che vola sotto di lui, perlustrando la valle. In pochi istanti, il rapace guadagna quota sfruttando le correnti termiche, fino a scomparire all’orizzonte.
Quell’incontro segna una svolta: da quel momento nasce un’ossessione positiva che lo porterà a dedicare anni di studio e ricerca a questa specie.
- Guarda anche: Dominico Ruiu, fotografo naturalista sardo. La biografia

Anni di studio e i primi scatti fotografici di Marco Corda
Per ottenere le prime fotografie significative dell’aquila reale, Marco ha impiegato oltre tre anni di osservazioni, appostamenti e costruzione di capanni.
La fotografia naturalistica richiede costanza, resilienza e capacità di accettare fallimenti. Tuttavia, ogni successo ripaga ampiamente gli sforzi.
Oggi segue e documenta diverse coppie di aquile in Sardegna, contribuendo alla conoscenza e alla conservazione di questa specie iconica.
La fotografia naturalistica come strumento di educazione ambientale
Per Marco Corda, la fotografia è uno strumento potente di divulgazione. Attraverso le immagini, riesce a portare il pubblico a contatto con la natura più autentica e selvaggia.
Il suo lavoro nelle scuole e nei progetti educativi mira a sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della biodiversità e della tutela ambientale.
La Sardegna, con i suoi ecosistemi unici, diventa così un laboratorio naturale e un patrimonio da proteggere.
Marco Corda: raccontare la Sardegna attraverso la natura
Marco Corda rappresenta una figura chiave nel panorama della fotografia naturalistica sarda. Il suo lavoro unisce ricerca scientifica, passione e divulgazione, contribuendo a far conoscere la straordinaria biodiversità dell’isola.
Attraverso i suoi scatti e le sue parole, la Sardegna si racconta nella sua forma più autentica: selvaggia, silenziosa e incredibilmente viva.






