Informati Sardegna
Ads
  • SPIAGGE
  • MARE
  • MONTAGNA
  • TERRITORI
  • LUOGHI
  • STORIA
  • CULTURA
  • GASTRONOMIA
  • Chi siamo
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • SPIAGGE
  • MARE
  • MONTAGNA
  • TERRITORI
  • LUOGHI
  • STORIA
  • CULTURA
  • GASTRONOMIA
  • Chi siamo
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Informati Sardegna
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Home » PREPARAZIONE PER CONCORSI » Patente nautica » Ancoraggio e ormeggio

Ancoraggio e ormeggio

Patente nautica 5

di user
in Patente nautica
Tempo di lettura: 40 minuti
Ancoraggio e ormeggio

Ancoraggio e ormeggio rappresentano elementi fondamentali per garantire sicurezza, efficienza e controllo durante ogni fase della navigazione marittima. Questo articolo approfondisce i principi essenziali della gestione dell’imbarcazione, dalle tecniche di manovra in porto e in acque ristrette alla pianificazione della rotta e al monitoraggio delle condizioni meteo-marine. Comprendere le regole della navigazione, l’uso corretto degli strumenti di bordo e le buone pratiche di conduzione consente di prevenire rischi, ottimizzare le prestazioni e navigare nel rispetto delle normative vigenti. Una guida completa pensata per chi desidera migliorare le proprie competenze nella conduzione dell’unità, sia a livello amatoriale che professionale.

  • Guarda anche: Patente Nautica – 3 – Il motore delle unità navali e da diporto
  • Guarda anche: Sicurezza della navigazione

⚓ Norme sulla navigazione nei porti: regole fondamentali

La navigazione nei porti è regolata da norme specifiche volte a garantire la sicurezza delle persone, delle imbarcazioni e delle strutture portuali. Il porto è un’area ad alto traffico, con spazi ristretti e manovre delicate: per questo motivo il comportamento del comandante deve essere prudente, ordinato e conforme alle regole.

In porto vige sempre il principio generale di massima cautela, indipendentemente dalle dimensioni o dal tipo di unità.


🚤 Velocità e condotta dell’unità

All’interno dei porti è obbligatorio procedere a velocità ridotta, tale da:

  • non sollevare moto ondoso

  • non arrecare danni a banchine e imbarcazioni ormeggiate

  • consentire l’arresto immediato dell’unità

In assenza di limiti specifici indicati dall’Autorità Marittima, la velocità deve essere “di sicurezza”, generalmente assimilabile all’andatura di manovra.

👉 È vietato:

  • navigare a planata

  • effettuare virate brusche

  • compiere manovre pericolose o inutili


🧭 Precedenze e manovre in porto

Durante la navigazione portuale:

  • le unità in uscita dal porto hanno generalmente la precedenza su quelle in entrata

  • le unità di grandi dimensioni o con manovrabilità limitata devono essere sempre favorite

  • chi entra deve mantenersi sul lato destro del canale, se possibile

Le manovre di ormeggio e disormeggio devono avvenire senza intralciare la navigazione e con adeguata attenzione alle correnti e al vento.


🚫 Divieti principali nei porti

Nei porti è vietato:

  • ancorare, salvo autorizzazione

  • pescare

  • fare il bagno

  • effettuare prove di velocità o manovre sportive

  • abbandonare rifiuti o sostanze inquinanti

Questi divieti sono finalizzati alla sicurezza collettiva e alla tutela dell’ambiente portuale.


📢 Segnali e ordinanze portuali

Ogni porto è disciplinato da ordinanze dell’Autorità Marittima, che possono stabilire:

  • limiti di velocità specifici

  • corridoi di entrata e uscita

  • divieti temporanei o permanenti

  • regole particolari per alcune categorie di unità

Il comandante ha l’obbligo di conoscere e rispettare la segnaletica portuale e le ordinanze locali.


🧠 Sintesi didattica

Nei porti si naviga sempre a velocità ridotta, con la massima prudenza, rispettando precedenze, divieti e ordinanze locali. La sicurezza della navigazione ha priorità assoluta su qualsiasi altra esigenza.

✅ Operazioni consentite in porto

ConsentitoDescrizione didattica
Navigare a velocità ridottaAndatura di manovra, senza sollevare moto ondoso
Entrare e uscire dal portoSeguendo corridoi, segnaletica e precedenze
Ormeggio e disormeggioSenza intralciare il traffico e con manovre prudenti
Uso del motore al minimoPer mantenere governo e controllo dell’unità
Dare precedenza alle unità in uscitaPrincipio generale di sicurezza
Favorire unità grandi o poco manovrabiliNavi commerciali, traghetti, mezzi di servizio
Rispettare ordinanze portualiLimiti, divieti e disposizioni locali
Seguire le indicazioni dei servizi portualiPiloti, ormeggiatori, VHF se previsto

🚫 Operazioni non consentite in porto

Non consentitoMotivazione
Navigare a planataPericolo per persone e imbarcazioni
Superare i limiti di velocitàRischio collisioni e danni
Sollevare moto ondosoDanni a banchine e barche ormeggiate
Effettuare manovre bruscheSpazi ristretti e traffico intenso
Ancorare senza autorizzazioneOstacola la navigazione
Pescare o fare il bagnoGrave rischio per l’incolumità
Svolgere attività sportiveIncompatibili con la sicurezza portuale
Gettare rifiuti o sostanze inquinantiVietato per tutela ambientale
Navigare senza attenzione o vigilanzaObbligo di condotta prudente

🧠 Schema rapido

In porto: velocità minima, manovre lente, precedenza a chi esce, rispetto delle ordinanze.
Vietato: planare, creare onde, pescare, ancorare senza permesso, manovre pericolos


L’Ancora 

L’ancora è un dispositivo fondamentale per la sicurezza della navigazione e serve a mantenere l’imbarcazione ferma o limitare la deriva, facendo presa sul fondale mediante una cima o una catena. Il corretto uso dell’ancora dipende dal tipo di fondale, dalle condizioni meteo-marine e dalla tipologia di ancora utilizzata.

Ancorare correttamente significa scegliere l’ancora adatta, il punto giusto e filare una quantità sufficiente di calumo, garantendo così stabilità e sicurezza all’unità.

  • Guarda anche: Teoria della Nave e manovre su Agenzia della Scuola Nautica AGSW

🧭 Uso corretto dell’ancora

L’ancora deve essere:

  • calata, non gettata

  • posizionata contro vento o contro corrente

  • filata con un rapporto corretto tra lunghezza del calumo e profondità (in genere 3:1 o 5:1)

Una volta filata, è necessario verificare che l’ancora faccia presa, controllando riferimenti a terra o strumenti di bordo.

** calumo = la parte del cavo oppure della catena dell’ancora, che si trova fuori bordo.

👉 Un ancoraggio scorretto può causare:

  • scarroccio

  • collisioni

  • danni all’imbarcazione


⚙️ Principali tipologie di ancore

⚓ Ancora ad ammiragliato

È la forma più tradizionale, con due marre contrapposte. Offre ottima tenuta su fondali duri o rocciosi, ma è ingombrante e poco pratica sulle imbarcazioni moderne.

Ancora ad ammiragliato
Ancora ad ammiragliato

⚓ Ancora Danforth

Dotata di marre larghe e articolate, è molto efficace su sabbia e fango. Ha un’elevata tenuta rispetto al peso, ma perde efficacia su fondali rocciosi o con alghe.

Ancora Danforth
Ancora Danforth

⚓ Ancora Bruce (o Claw)

Caratterizzata da una forma a artiglio, garantisce una presa progressiva e affidabile su fondali misti. È molto diffusa nella nautica da diporto per la sua versatilità.

Ancora Bruce
Ancora Bruce

⚓ Ancora Delta

Evoluzione moderna, con marra triangolare fissa, offre ottima tenuta e rapido ancoraggio. È adatta a diversi fondali ed è compatibile con il musone di prua.

Ancora delta
Ancora delta

⚓ Ancora a ombrello (o grappino)

Utilizzata soprattutto su piccole imbarcazioni, gommoni o come ancora di rispetto. È efficace su fondali rocciosi, ma meno affidabile con vento e mare formato.

Ancora a ombrello (o grappino)
Ancora a ombrello (o grappino)

🌊 Ancora galleggiante (uso speciale)

L’ancora galleggiante non lavora sul fondale, ma in acqua. Serve a ridurre la deriva e stabilizzare l’assetto dell’imbarcazione in caso di mare formato, avaria o attesa dei soccorsi.


🧠 Sintesi didattica

L’ancora serve a mantenere l’imbarcazione stabile. La sua efficacia dipende dal tipo di fondale, dalla quantità di calumo filato e dalla corretta manovra di ancoraggio.

Tipo di ancoraFondale idealeVantaggi principaliLimitiUso consigliato
1 AmmiragliatoRoccia, fondale duroOttima presa, molto stabileIngombrante, pesanteNavi tradizionali, uso storico
2 DanforthSabbia, fangoElevata tenuta con poco pesoInefficace su roccia e algheDiporto, rada sabbiosa
3 Bruce (Claw)Sabbia, fango, mistoVersatile, presa progressivaTenuta inferiore su algheDiporto, fondali vari
4 DeltaSabbia, fango, mistoAggancio rapido, stabileCosto maggioreAncora principale di prua
5 Ombrello / GrappinoRoccia, fondale irregolarePoco ingombrante, economicaTenuta limitata con ventoPiccole barche, ancora di rispetto
6 Galleggiante— (non lavora sul fondo)Riduce deriva e velocitàNon ferma la barcaEmergenza, mare formato

DisegnoTipo di ancoraFondale idealeVantaggi principaliLimitiUso consigliato
Disegno ancora ad ammiragliatoAmmiragliatoRoccia, fondale duroOttima presa, molto stabileIngombrante, pesanteNavi tradizionali, uso storico
Disegno ancora DanforthDanforthSabbia, fangoElevata tenuta con poco pesoInefficace su roccia e algheDiporto, rada sabbiosa
Disegno ancora Bruce o ClawBruce (Claw)Sabbia, fango, mistoVersatile, presa progressivaTenuta inferiore su algheDiporto, fondali vari
Disegno ancora DeltaDeltaSabbia, fango, mistoAggancio rapido, stabileCosto maggioreAncora principale di prua
Disegno ancora a ombrello o grappinoOmbrello / GrappinoRoccia, fondale irregolarePoco ingombrante, economicaTenuta limitata con ventoPiccole barche, ancora di rispetto
Disegno ancora galleggianteGalleggiante— (non lavora sul fondo)Riduce deriva e velocitàNon ferma la barcaEmergenza, mare formato

Ancoraggi e Ormeggi delle Unità Navali

L’ancoraggio e l’ormeggio delle unità navali rappresentano operazioni essenziali per la sicurezza in mare e in porto. Una corretta gestione delle manovre consente di mantenere la nave stabile, prevenire danni strutturali e garantire la sicurezza dell’equipaggio, del carico e delle infrastrutture portuali.

Questa guida SEO completa analizza tecniche, attrezzature, normative e buone pratiche per l’ancoraggio e l’ormeggio di navi mercantili, da diporto e unità professionali.

L’ancoraggio: manovra con cui una nave si mantiene ferma in mare o in rada mediante un’ancora collegata allo scafo tramite una catena o cima.

L’ormeggio: consiste nel fissare la nave a una banchina, a un pontile o a una boa mediante cime o cavi.

L’ancoraggio

Obiettivi dell’ancoraggio

  • Mantenere la posizione senza uso dei motori
  • Attendere l’ingresso in porto
  • Ripararsi dal maltempo
  • Sostare in sicurezza durante operazioni tecniche

Fattori da valutare prima di ancorare

  • Tipo di fondale (sabbia, fango, roccia, posidonia)
  • Profondità dell’acqua
  • Intensità e direzione di vento e corrente
  • Spazio di evoluzione (raggio di giro)

Tipi principali di ancore

  • Ancora Hall: comune su navi mercantili
  • Ancora Danforth: ideale per sabbia e fango
  • Ancora Bruce (Claw): ottima tenuta su vari fondali
  • Ancora a ombrello o grappino: utilizzata su piccole imbarcazioni

Componenti del sistema di ancoraggio

  • Catena calibrata
  • Verricello (salpa-ancora)
  • Gallocce e bitte (dispositivi di coperta utilizzati per fissare le cime di ormeggio, ancoraggio o traino)
  • Sensori di tensione e lunghezza catena

Tecniche di ancoraggio corrette

Per un ancoraggio sicuro è necessario seguire una procedura precisa:

  1. Avvicinarsi contro vento o corrente
  2. Arrestare l’abbrivo
  3. Calare l’ancora gradualmente
  4. Filare catena in rapporto alla profondità
  5. Verificare la tenuta con leggera retromarcia

Errori comuni da evitare

  • Catena insufficiente
  • Fondale non idoneo
  • Ancoraggio troppo vicino ad altre unità
  • Mancato controllo del punto di tenuta

Calumo 

calumo → da “calare”

Il calumo indica la lunghezza di catena, cima o cavo filata tra l’ancora e l’unità navale, ovvero la quantità di linea lasciata lavorare sul fondo durante l’ancoraggio.

Il corretto calumo determina un giusto angolo di trazione sull’ancora e quindi la sua capacità di presa sul fondale.

Il rapporto di calumo

Il rapporto di calumo è la lunghezza totale del calumo in base alla profondità totale, ovvero la distanza tra la prua e il fondale.

Composizione del calumo

1) Cos’è il calumo

Il calumo è l’insieme di:

  1. ancora
  2. catena
  3. eventuale tratto di cima
  4. gassa o grillo di collegamento

Un calumo adeguato permette alla catena di distendersi sul fondo, mantenendo la trazione il più possibile orizzontale e riducendo il rischio di scarroccio.

Configurazioni calumo:

  1. tutto catena
  2. catena + cima (configurazione mista)

Concetto:

  • Fondale + Prua = Profondità totale 

A) Calumo tutto catena

Soluzione migliore per sicurezza e tenuta.

Vantaggi

  • Maggior peso → migliore angolo di tiro sull’ancora
  • Maggiore resistenza all’abrasione
  • Migliore tenuta con vento e onda

B) Calumo misto (cima + catena)

Soluzione compromesso tra sicurezza e leggerezza. Soluzione adatta a piccole imbarcazioni

Vantaggi

  • Minor peso

Lunghezza calumo

  • sempre 10 m di catena sul fondo

Calumo tutto catena:

  • Condizioni normali → 5 x profondità
  • Vento o rada aperta → 6 x profondità
  • Condizioni maltempo → 7 x profondità

Calumo misto:

  • Condizioni normali → 5 x profondità
  • Vento o rada aperta → 7 x profondità
  • Maltempo → 10 x profondità

Tipologia di imbarcazione consigliata

  • </= 10 m → misto
  • > 10 m → meglio tutto catena

Diametro tutto catena e misto

In base alla lunghezza della imbarcazione variano i diametri della catena e della cima:

  • diametro catena tra 6 e 12 mm → per imbarcazioni tra 4 e 16 metri
  • diametro cima tra 10 e 20 mm → per imbarcazioni tra 4 e 16 metri

Rapporto di calumo

Considerazioni tecniche importanti

  • La catena serve soprattutto per tenere basso l’angolo di tiro: sotto gli 8–10 m l’efficacia del misto diminuisce.

  • Con tutto catena è buona pratica montare uno snubber (ammortizzatore).


L’angolo di trazione

L’angolo di trazione è l’angolo formato tra la catena (o cima) dell’ancora e il fondale marino nel punto in cui la trazione viene trasmessa all’ancora. Questo parametro è fondamentale perché determina l’efficacia della presa dell’ancora.

  • Angolo basso (quasi orizzontale)
    → L’ancora viene tirata parallelamente al fondale
    → Le marre penetrano meglio
    → Massima tenuta

  • Angolo alto (trazione verso l’alto)
    → L’ancora tende a sollevarsi
    → Perde presa o ara il fondale
    → Rischio di scarroccio

In pratica, l’ancora è progettata per lavorare in trazione orizzontale, non verticale.

Cosa influenza l’angolo di trazione

  1. Lunghezza del calumo
    Più catena filata → angolo più basso

  2. Peso della catena
    La parte appoggiata sul fondo mantiene la trazione orizzontale

  3. Profondità dell’acqua

  4. Vento, onde e corrente

Ecco perché si usano rapporti di calumo 3:1 – 7:1: servono proprio a mantenere un angolo favorevole.

Classificazione pratica degli angoli

Angolo rispetto al fondaleValutazioneEffetto sull’ancora
0° – 10°OttimaleMassima tenuta, trazione quasi orizzontale
10° – 20°BuonoTenuta efficace nella maggior parte delle condizioni
20° – 30°AccettabileTenuta ridotta, attenzione con vento o corrente
> 30°Alto / criticoL’ancora tende a sollevarsi e può arare o perdere presa
> 45°Molto altoElevato rischio di scarroccio

Valori operativi reali

Nella pratica nautica:

  • Con calumo 5:1 – 7:1 → angolo generalmente inferiore a 10–15°

  • Con calumo 3:1 → angolo spesso 20–30°

  • Con calumo insufficiente → l’angolo aumenta rapidamente e la tenuta diminuisce


Regola tecnica fondamentale

Un’ancora lavora correttamente solo con trazione quasi orizzontale (idealmente sotto i 15°).

Quando l’angolo supera i 25–30°, la forza esercitata tende a sollevare l’ancora invece di farla penetrare nel fondale.


Angolo di trazione ottimale ancora: inferiore a 10–15°
Angolo critico: superiore a 30°


Regola pratica

Buon ancoraggio = catena lunga + angolo di trazione basso

Se l’ancora non tiene, nella maggior parte dei casi il problema non è l’ancora… ma l’angolo di trazione troppo ripido.

Angolo di trazione del calumo
Angolo di trazione del calumo

I sistemi di ancoraggio delle imbarcazioni

Per la patente nautica è importante conoscere i principali sistemi di ancoraggio, il loro scopo e quando utilizzarli. Didatticamente, gli ancoraggi si classificano in 6 sistemi principali, in base al numero di ancore e all’obiettivo (tenuta, riduzione del brandeggio, sicurezza, spazio).

  • 1) Ancoraggio alla ruota (ancoraggio semplice)
  • 2) Ancoraggio a due ancore afforcate (a V)
  • 3) Ancoraggio appennellato (in linea)
  • 4) Ancoraggio alla romana (prua e poppa)
  • 5) Ancoraggio con ancora e cima a terra
  • 6) Ancoraggio a più ancore (di sicurezza)
TipoAncoreScopo
Alla ruota1Ancoraggio standard
Afforcato (a V)2Più tenuta e meno brandeggio
Appennellato2 in lineaMaggiore tenuta
Alla romana2 (prua-poppa)Nessun brandeggio
Ancora + cime a terra1 + terraSpazi ristretti
Multiplo3+Maltempo/emergenza

Ancoraggio alla ruota

Descrizione

  • Si utilizza una sola ancora.
  • La barca ruota liberamente attorno all’ancora seguendo vento e corrente.
  • Descrive un cerchio (raggio di brandeggio).

Quando si usa

  • Rada aperta
  • Spazio sufficiente
  • Condizioni normali

Difetti

 

È l’ancoraggio standard e più comune.

Ancoraggio alla ruota


Ancoraggio a due ancore afforcate

** afforcate = afforcare = afforcato deriva dal termine nautico forca, intesa come biforcazione o apertura a due bracci.

Descrizione

  • Due ancore calate con un angolo di circa 30°–60° tra loro.

Scopo

  • Aumentare la tenuta
  • Ridurre il brandeggio

Quando si usa

  • Vento sostenuto
  • Rada con spazio limitato
  • Permanenze prolungate

 

 

Ancoraggio a due ancore afforcate


Ancoraggio appennellato (in linea)

** Si dice appennellato perché il termine deriva dal verbo nautico “appennellare”, che significa collegare in serie più elementi lungo la stessa linea.

Origine del termine

Il verbo viene da pennello, nel senso di gruppo disposto in fila o in successione (come le setole di un pennello o più oggetti legati uno dietro l’altro).

In ambito nautico:

  • appennellare = disporre più ancore sulla stessa linea di calumo

Descrizione

  • Due ancore in serie sulla stessa linea di calumo.

Scopo

  • Aumentare la tenuta sul fondo

Quando si usa

  • Maltempo
  • Fondali poco tenaci (fango molle, alghe)
  • Vento forte

Non riduce molto il raggio di rotazione.

Ancoraggio appannellato


Ancoraggio alla romana (prua e poppa)

Descrizione

  • Un’ancora a prua e una a poppa (in direzioni opposte).

Scopo

  • Bloccare la barca
  • Eliminare il brandeggio

Quando si usa

  • Rade affollate
  • Spazi ristretti
  • Ormeggi tipici del Mediterraneo

Ancoraggio a cima e a prua o Ancoraggo alla romana


Ancoraggio con ancora e cima a terra

Descrizione

  • Ancora a prua + cime portate a terra da poppa.

Quando si usa

  • Calette strette
  • Costa rocciosa o con alberi
  • Spazio molto limitato
Ancoraggio con ancora e cima a terra
Ancoraggio con ancora e cima a terra

Ancoraggio a più ancore (di sicurezza)

Descrizione

  • Uso di tre o più ancore.

Quando si usa

  • Situazioni eccezionali
  • Tempeste o emergenze

Ancoraggio a 3 ancore


La grippia

Grippia deriva  dallinglese grip →  presa/aggancio: è la “cima della presa”, cioè il mezzo per recuperare un’ancora che si è troppo ben aggrappata al fondo.

La grippia è una cima di recupero dell’ancora collegata alla parte opposta alla catena, cioè alla marra o alla corona dell’ancora, e segnalata in superficie da un piccolo galleggiante.

Serve principalmente per liberare l’ancora se rimane incattivata (incastrata tra rocce, relitti, catene o altri ostacoli).

Grippia


Come è fatta

  • Una cima leggera fissata alla testa/corona dell’ancora.

  • La cima sale verticalmente fino a un grippiale (boetta o galleggiante).

  • La lunghezza della cima è pari o leggermente superiore alla profondità del fondale.


A cosa serve

  1. Disincagliare l’ancora
    Se l’ancora resta bloccata:

    • si recupera la catena fino a metterla in bando;

    • si tira la grippia;

    • l’ancora viene estratta al contrario, liberandosi dall’ostacolo.

  2. Segnalare la posizione dell’ancora
    Utile:

    • in baie affollate;

    • per evitare che altri diano fondo sopra la tua catena.


Quando è consigliata

  • Fondali rocciosi o misti.

  • Zone con relitti, cavi o corpi morti.

  • Ancoraggi temporanei dove il rischio di incaglio è elevato.


Attenzioni operative

  • In rade affollate la grippia può:

    • impigliarsi nelle eliche di altre unità.

  • Il galleggiante deve essere:

    • piccolo e ben visibile, ma non ingombrante.

  • Evita la grippia se c’è molto traffico o movimento di barche.


Ancoraggio in baia

Nelle baie si usano tre configurazioni principali per ridurre l’ingombro e gestire gli spazi: ancoraggio libero, alla francese (ancora + poppa) e con cima a terra. La differenza sta in quanti punti di tenuta usi e quanto l’unità può ruotare.

Tre configurazioni di ancoraggio in baia:

  1. ancoraggio libero,
  2. ancoraggio alla francese (ancora + poppa)
  3. ancoraggio con cima a terra

Ancoraggio libero 

Cos’è

La barca è tenuta da una sola ancora a prua e può ruotare liberamente attorno ad essa (cerchio di evoluzione).

Caratteristiche

  • Calumo: in genere 4–7 volte il fondale.

  • L’unità si orienta automaticamente su vento o corrente.

  • Richiede molto spazio laterale.

Quando usarlo

  • Baie ampie e poco affollate.

  • Fondali buoni e meteo stabile.

Pro

  • Sistema più semplice e sicuro.

  • Migliore tenuta con maltempo.

Contro

  • Grande ingombro.

  • Rischio di collisione in baie affollate.

Ancoraggio libero

 


Ancoraggio “alla francese” 

Cos’è
Si dà fondo all’ancora a prua, poi si indietreggia e si mantiene la barca ferma con cime di poppa (verso terra, banchina o verso altre unità).

Caratteristiche

  • Calumo ridotto (2–4 volte il fondale).

  • Le barche restano allineate e ravvicinate.

  • Oscillazione molto limitata.

Quando usarlo

  • Baie affollate.

  • Rade strette tipiche del Mediterraneo.

Pro

  • Massimo sfruttamento dello spazio.

  • Assetto ordinato e stabile.

Contro

  • Più complesso da manovrare.

  • Sensibile a cambi di vento laterale.

  • Possibile stress su ancora o cime se il vento gira.

Ancoraggio alla francese

Ancoraggio con cima a terra (Mediterranean mooring)

Cos’è
Si dà fondo all’ancora a prua e si porta una o due cime di poppa a terra (rocce, alberi, anelli).

Caratteristiche

  • Oscillazione quasi nulla.

  • Permette di stare molto vicino alla costa.

  • Spesso usata in calette strette.

Quando usarlo

  • Baie molto piccole o profonde.

  • Fondali ripidi vicino a riva.

Pro

  • Massimo controllo della posizione.

  • Evita il contatto con altre unità.

  • Ottimo in spazi ristretti.

Contro

  • Richiede tender o equipaggio a terra.

  • Attenzione a sfregamenti, variazione di livello acqua e vento da terra.

Ancoraggio con cima a terra

Differenza in sintesi

TipoPunti di tenutaOscillazioneSpazio richiestoUso tipico
Libero1 (ancora)AltaMoltoBaie ampie
Alla franceseAncora + cime poppaBassaMedio-bassoBaie affollate
Cima a terraAncora + terraMinimaMinimoCalette strette

Salpare l’ancora 

Preparazione e coordinamento

Prima di iniziare a salpare, avvia il motore e lascialo scaldare, verificando che l’area intorno all’unità sia libera da ostacoli o altre imbarcazioni. Se sei in rada affollata, osserva la direzione del vento e il comportamento delle unità vicine. La manovra deve essere sempre coordinata tra timoniere e uomo a prua, con comunicazioni chiare (a voce o con segnali).

Recupero del calumo: la barca fa il lavoro

Un principio fondamentale è che non deve essere il verricello a tirare la barca verso l’ancora. Il timoniere avanza lentamente in direzione dell’ancora, mantenendo la catena in linea con la prua, mentre a prua si recupera il calumo. L’obiettivo è portare progressivamente la catena in bando (la catena dell’ancora è senza tensione, cioè molle e non in tiro) e poi quasi verticale, riducendo lo sforzo sul salpa-ancora e sull’impianto di coperta.

Il momento dello “sgrippo”

Quando la catena è verticale, l’ancora è sotto la prua. A questo punto:

  • fermare il recupero;

  • avanzare leggermente con il motore.
    La trazione orizzontale farà rompere la presa (sgrippare) dell’ancora dal fondale. Spesso si avverte un alleggerimento improvviso della catena. Solo dopo lo sgrippo si riprende a recuperare.

Recupero finale e sicurezza

Durante la risalita, rallenta il recupero negli ultimi metri per evitare urti contro lo scafo o il musone. Se l’ancora esce carica di fango o alghe, è buona pratica fermarsi un attimo per lavarla con l’acqua di mare. Una volta a posto sul rullo di prua, blocca la catena con fermo o grillo di sicurezza: il salpa-ancora non deve sostenere il peso durante la navigazione.

Attenzioni particolari

  • Se la barca non avanza e la catena resta tesa, probabilmente l’ancora è ancora in presa: non forzare con il verricello.

  • In fondali rocciosi o con possibile incaglio, può essere necessario cambiare leggermente direzione o usare una grippia.

  • Con vento forte, mantieni sempre la prua al vento durante la manovra.

In sintesi: avanza verso l’ancora, porta la catena in verticale, sgrippa con il motore e recupera senza sforzi inutili.
Se vuoi, posso prepararti anche una checklist rapida da plancia (10 passi) oppure gli errori più comuni nel salpare che causano danni a verricello e coperta.


Ormeggio a 2 boe (fuori banchina)

L’ormeggio a due boe (una a prua e una a poppa, oppure due laterali) è utilizzato per mantenere l’unità ferma in posizione senza rotazione, tipicamente fuori banchina o in campi boe organizzati.

1) Preparazione

Prima dell’avvicinamento:

  • Valuta vento e corrente: la manovra va eseguita contro l’elemento prevalente.

  • Prepara:

    • una cima a prua

    • una cima a poppa (o due laterali, se richiesto)

  • Equipaggio pronto:

    • una persona a prua

    • una a poppa (se necessario)

  • Avvicinamento molto lento, con barca sempre governabile.


2) Presa della prima boa

Procedura standard:

  1. Avvicinati controvento/corrente alla boa di prua.

  2. Arresta l’abbrivio quando la boa è a portata.

  3. L’addetto aggancia l’anello o la cima della boa con mezzo marinaio.

  4. Passa una cima dalla prua e mettila in tensione.

A questo punto la barca è temporaneamente assicurata e orientata.


3) Collegamento alla seconda boa

  • Mantieni un leggero controllo con il motore (minimi avanti o indietro).

  • Porta l’imbarcazione verso la seconda boa (di poppa o laterale).

  • L’addetto:

    • aggancia la boa;

    • passa la cima;

    • regola la lunghezza.

Quando entrambe le cime sono in posizione:

  • regola le tensioni fino a mantenere la barca centrata e senza sforzi eccessivi.


4) Regolazione finale

Un corretto assetto richiede:

  • tensione equilibrata tra prua e poppa;

  • la barca allineata al vento/corrente;

  • assenza di sfregamenti su pulpiti o specchio di poppa;

  • verifica dei nodi e delle protezioni (parabordi se necessario).

Con due boe ben regolate:

  • l’unità non ruota;

  • i movimenti sono limitati;

  • si evita il contatto con altre imbarcazioni.


5) Errori da evitare

  • Avvicinarsi con troppa velocità.

  • Assicurare prima la boa sottovento (perdita di controllo).

  • Lasciare una cima troppo lunga → la barca oscilla.

  • Mettere entrambe le cime troppo in tiro → carichi eccessivi sugli ormeggi.


Sequenza corretta:
Preparazione → approccio controvento → prua alla prima boa → controllo barca → collegamento seconda boa → regolazione delle tensioni.


Ancoraggio e ormeggio controcorrente e contro vento

In linea generale sia l’ancoraggio sia l’ormeggio vanno eseguiti controvento o controcorrente. Il principio è lo stesso in entrambi i casi: mantenere il controllo della velocità e della direzione dell’imbarcazione durante la manovra.

Vediamo perché e quando.


Il principio generale

Un’imbarcazione è più controllabile quando procede contro l’elemento dominante (vento o corrente), perché:

  • la velocità relativa sull’acqua è più bassa;
  • la risposta al timone è migliore;
  • la barca può essere fermata facilmente con piccoli colpi di motore;
  • si evita di arrivare lunghi o perdere il controllo.

Regola pratica:

Si manovra contro l’elemento che prevale tra vento e corrente.

Se la corrente è più forte del vento, si manovra contro corrente.


Ancoraggio

Durante l’ancoraggio:

  • si dà fondo controvento/corrente;
  • poi si indietreggia filando catena.

Questo permette:

  • all’ancora di posarsi correttamente;
  • alla trazione di essere progressiva e allineata;
  • una migliore presa sul fondo.

Se si ancora sottovento:

  • la barca deriva in avanti;
  • l’ancora può trascinare o posarsi male.

Ormeggio

Anche nell’ormeggio (boe, gavitelli, banchina, campi boe):

  • l’approccio va fatto contro l’elemento prevalente;
  • la barca rimane governabile a bassa velocità;
  • è più facile arrestare l’abbrivio nel punto desiderato.

Eccezione operativa:

  • in alcune manovre particolari (es. ingresso in porto con vento forte da poppa) si possono adottare tecniche diverse, ma sono casi specifici, non la regola.


Come capire cosa prevale

Osserva:

  • le altre barche all’ancora (come sono orientate);
  • la direzione delle increspature sull’acqua;
  • eventuali boe o oggetti galleggianti;
  • la risposta della barca al minimo motore.

In sintesi

  • Ancoraggio → controvento o controcorrente
  • Ormeggio → controvento o controcorrente
  • Sempre contro l’elemento dominante, per avere controllo e precisione.

Come capire qual è l’elemento dominante

1) Osserva le barche all’ancora

  • Tutte nella stessa direzione → quello è l’elemento dominante.
  • Direzione opposta al vento apparente → probabilmente prevale la corrente.

2) Guarda l’acqua

  • Increspature superficiali → indicano il vento.
  • Detriti, schiuma o boe che scorrono → indicano la corrente.

3) Prova pratica (se in dubbio)

  • Metti il motore al minimo in folle.
  • Osserva la direzione in cui la barca deriva.

Applicazione pratica

ManovraDirezione
AncoraggioContro elemento dominante
Presa di boa/gavitelloContro elemento dominante
Ormeggio in banchinaContro elemento dominante
SalpataPrua contro elemento dominante

Perché è importante

Manovrare contro l’elemento dominante permette di:

  • ridurre la velocità relativa;
  • mantenere il governo della barca;
  • fermarsi con precisione;
  • evitare urti o manovre correttive brusche.

Ormeggio in banchina: procedura corretta

L’ormeggio in banchina richiede preparazione, controllo della velocità e corretta sequenza delle cime. La regola fondamentale è: manovra lenta, sempre contro l’elemento dominante (vento o corrente).


1) Preparazione prima dell’ingresso

Prima di avvicinarti:

  • Valuta vento e corrente.

  • Decidi il tipo di ormeggio:

    • di poppa (alla mediterranea) – il più comune

    • di fianco (all’inglese).

  • Prepara:

    • parabordi sul lato interessato

    • cime di prua e di poppa

    • eventuali spring (traversini di sicurezza)

  • Equipaggio istruito: chi prende quale cima e dove.

Una buona preparazione evita manovre affrettate vicino alla banchina.


2) Avvicinamento

  • Procedi molto lentamente, con piccoli colpi di marcia.
  • Mantieni sempre il governo (un minimo di abbrivio è necessario).
  • Entra controvento o controcorrente quando possibile.
  • Allinea la barca allo spazio assegnato.

Ormeggio di poppa (più frequente)

  1. Supera leggermente il posto.
  2. Inserisci la retromarcia.
  3. Scendi lentamente verso la banchina mantenendo la barca allineata.

3) Presa delle prime cime

La sequenza corretta è fondamentale.

Ormeggio di poppa:

  1. Passa prima una cima di poppa (sottovento, se possibile).
  2. Poi la seconda cima di poppa.
  3. Metti leggermente in tensione per fermare la barca.
  4. Recupera o regola la cima di prua (o il corpo morto).

Ormeggio di fianco:

  1. Prima una cima di prua o uno spring.
  2. Poi la cima di poppa.
  3. Infine regola tutte le altre.

4) Regolazione finale delle cime

Un ormeggio corretto prevede:

  • Prua e poppa: tengono la posizione longitudinale.
  • Spring: impediscono movimenti avanti/indietro.
  • Parabordi ben posizionati.
  • Tensione equilibrata: le cime non devono né penzolare né essere eccessivamente in tiro.

Configurazione tipica in banchina:

  • 2 cime di prua
  • 2 di poppa
  • almeno 1–2 spring

5) Errori da evitare

  • Arrivare troppo veloce.
  • Usare le cime per “fermare” la barca invece del motore.
  • Non preparare parabordi in anticipo.
  • Lasciare una sola cima sotto carico.
  • Non considerare l’effetto del vento laterale.

Sequenza rapida

Preparazione → approccio lento controvento → allineamento → prima cima sottovento → seconda cima → regolazione completa con spring.


Tipi di ormeggio in banchina

Tipi di ormeggio


Le cime 

  • Cime semplici
  • Spring
  • Traversini

Cime semplici

  • Sono quelle che vanno direttamente dalla barca al punto d’ormeggio più vicino
  • Servono a tenere la barca ferma lateralmente rispetto alla banchina

Spring (dall’inglese to spring, contrastare/spingere contro) perché lavorano in opposizione al movimento longitudinale

  • Sono le cime che lavorano in diagonale lungo la barca.
  • Servono a impedire lo spostamento avanti o indietro

Traversini

  • Sono le cime laterali che partono dal traverso della barca
  • Cavi che nell’ormeggio di fianco hanno il compito di non far scostare l’unità navale dalla banchina o da altra imbarcazione affiancata

Le cime in base alla posizione

  • Cima di prua: tiene la barca vicino alla banchina a prua
  • Cima di poppa: tiene la barca vicino alla banchina a poppa
  • Spring di prua:: va da poppa verso un punto a prua sulla banchina → impedisce che la barca vada indietro
  • Spring di poppa: va da prua verso un punto a poppa sulla banchina → impedisce che la barca vada avanti
  • Traversine: partono dal traverso della barca

  • 1 – 2 semplici e 2 spring (ormeggio all’inglese)
  • 2 – 2 Semplici e 2 spring (ormeggio all’inglese)
  • 3 – 2 Semplici 

Tipi di ormeggio - banchina laterale doppia

  • 4 – 2 cime semplici lunge (verde) + 2 traversine (viola)
  • 5 – 2 cime semplici lunghe (verde) + 2 traversine (viola) + 2 spring alla boa

Tipi di ormeggio - di poppa

  • 6 – di poppa con 2 spring e 2 semplici 
  • 7 – di poppa con 2 spring → ottima contro risacca (evita che la poppa si muova lateralmente)
  • 8 – di poppa con 2 cime convergenti

Tipi di ormeggio - di poppa con boa

  • 9 – di poppa con due semplici divergenti a poppa e due divergenti a prua su boa/corpo morto/ancora
  • 10 – di poppa con due spring a poppa e una singola a prua su boa/corpo morto/ancora → ottima contro risacca (evita che la poppa si muova lateralmente)
  • 11 – di poppa con due semplci divergenti e una singola a prua su boa/corpo morto/ancora

Tipi di ormeggio - di prua

  • 12 – di prua con due semplici divergenti e a poppa due divergenti a due boe distinte
  • 13 – di prua con spring e a poppa due divergenti
  • 14 – di prua con due semplici divergenti e a poppa una singola

** In andana è un termine nautico che indica un modo di ormeggiare le barche affiancate una all’altra, parallele alla banchina o tra loro.


Ormeggio / disormeggio di poppa con vento laterale

Ormeggio disormeggio con vento laterale

 

CondividiInviaCondividi

Nelle stesse categorie

Ancoraggio e ormeggio test
Patente nautica

Ancoraggio e ormeggio – Test

Patente Nautica 5
Motore delle unità navali e da diporto
Patente nautica

Patente Nautica – 3 – Il motore delle unità navali e da diporto

Patente Nautica - 3 - 1
Il motore delle unità navali e da diporto - TEST
Patente nautica

Patente Nautica – 3 – Il motore delle unità navali e da diporto – TEST

Patente Nautica - 3
Prossimo articolo
Fame di soldi dopo Harry

Fame di soldi dopo Harry

Informati Sardegna

  • ARTE, CULTURA e RELIGIONE
    • Religioni e storia delle religioni
    • Storia dell'Arte
  • ATTUALITÀ
    • Cronaca della Sardegna
    • Cronaca di Dorgali & Cala Gonone
    • Cronaca internazionale
    • Cronaca italiana
    • Fatti di Sport
    • Fatti di Sport in Sardegna
  • Classic Car & Motori Storici
  • Cultura
    • Allevamento e agricoltura
    • Animali della Sardegna
    • Archeologia e Musei della Sardegna
    • Architettura e urbanistica in Sardegna
    • Architettura industriale della Sardegna
    • Artigianato sardo
    • Aziende storiche della Sardegna
    • Carnevali di Sardegna
    • Chiese della Sardegna
      • Chiese campestri
      • Chiese costiere
      • Chiese urbane
    • Costumi sardi
    • Fontane storiche
    • Fotografi di Sardegna
    • Letteratura sarda
    • Murales di Sardegna
    • Musica e canti popolari sardi
    • Oreficeria
      • Filigrana sarda
    • Osservatori e Centri di Ricerca
    • Sport in Sardegna
      • Surf in Sardegna
    • Storia dell'Arte della Sardegna
    • Tradizioni religiose
    • Turismo in Sardegna
  • ECONOMIA E MARKETING
    • Compravendita
    • Marketing
  • EDUCAZIONE CIVICA e DIRITTO
    • Diritto
    • Educazione civica
  • EVENTI IN SARDEGNA
  • FISICA E CHIMICA
    • Chimica
  • Gastronomia
    • Dolci sardi
    • Frutta di Sardegna
    • Gelati tipici sardi
    • Liquori sardi
    • Mieli di Sardegna
    • Pani di Sardegna
    • Pasta di Sardegna
    • Piatti di carne della Sardegna
    • Piatti poveri
    • Prodotti tipici della Sardegna
  • GEOGRAFIA
    • Geografia astronomica
    • Geografia fisica
    • Geografia politica
    • Geografia storica
  • LINGUA INGLESE
  • LINGUA ITALIANA
    • Grammatica italiana
  • Luoghi
    • Aree umide
    • Carceri storiche
    • Geografia della Sardegna
    • Giardini pubblici
    • Luoghi di preghiera
    • Luoghi identitari
    • Monumenti naturali
    • Monumenti storici
    • Opere pubbliche
    • Parchi termali
    • Rioni identitari
    • Ruderi in Sardegna
    • Siti minerari
    • Subregioni storiche
    • Teatri storici
  • Mare
    • Aree marine protette
    • Grotte di mare
    • Isole minori della Sardegna
    • Itinerari costieri
    • Mare di storia
    • Mari identitari
    • Punti panoramici costieri
    • Scogliere
    • Villaggi di pescatori
  • MATEMATICA, GEOMTERIA e LOGICA
    • Aritmetica
    • Geometria
    • Insiemistica
    • Logica
  • Moffeti palestra e lezioni online
    • Alimentazione e Movimento
    • Arti Marziali
    • Atletica Leggera
    • Attrezzistica
    • Benessere
    • Biotipo
    • Calisthenics
    • Fitness
    • Ginnastica classica
    • Ginnastica correttiva
    • Ginnastica posturale
    • Gravidanza
    • Igiene
    • Inquinamento
    • Mobilità articolare
    • Post-trauma
    • Psicologia dello sviluppo
    • Sala Pesi & Body building
    • Sala Pesi & Fitness
    • Scienze Motorie Applicate
    • Streching
    • Yoga
  • Montagna
    • Aree protette di montagna
    • Botanica Sardegna
      • Piante d'importazione
      • Piante della Sardegna
    • Cascate della Sardegna
    • Fiumi della Sardegna
    • Foreste della Sardegna
    • Insetti di Sardegna
    • Ovili di montagna
    • Passi di montagna
    • Punti panoramici montani
    • Tacchi d'Ogliastra
    • Trekking in Sardegna
  • Musica
  • NATURA E ANIMALI
  • PREPARAZIONE PER CONCORSI
    • Patente nautica
    • TFA Sostegno
  • SALUTE E BENESSERE
    • Alimentazione
    • Anatomia umana
    • Fisiologia umana
    • Fitness
    • Igiene della casa
    • Salute
    • Traumatologia
  • SCIENZE DELLA TERRA
    • Agricoltura
    • Geologia
    • Mineralogia
  • SCIENZE NATURALI
    • Biologia
    • Botanica
    • Scienze della vita
  • Senza categoria
  • SPARE PARTS
  • Spiagge
    • Spiagge del Nord Sardegna
    • Spiagge del Nord-Est della Sardegna
    • Spiagge del Nord-Ovest della Sardegna
    • Spiagge del Sud della Sardegna
    • Spiagge del Sud-Est della Sardegna
    • Spiagge del Sud-Ovest della Sardegna
    • Spiagge della Sardegna centro-occidentale
    • Spiagge della Sardegna centro-orientale
  • Storia
    • Animali sardi estinti
    • Banditismo sardo
    • Castelli della Sardegna
    • Età Giolittiana
    • Età Nuragica
    • Fenicio-punico
    • Ferrovie storiche della Sardegna
    • Medioevo sardo
    • Prenuragico
    • Prima Guerra Mondiale in Sardegna
    • Sardegna romana
    • Sardegna sabauda
    • Seconda Guerra Mondiale in Sardegna
    • Secondo dopoguerra in Sardegna
    • Sessantotto in Sardegna
    • Ventennio fascista in Sardegna
  • STORIA e FILOSOFIA
    • Cultura generale
    • Filosofia
    • Grandi politici italiani
    • Medioevo
    • Monografie dei grandi filosofi
    • Preistoria
    • Seconda Guerra Mondiale
    • Storia Antica
    • Storia contemporanea
    • Storia dei popoli
    • Storia dell'economia
    • Storia della filosofia
    • Storia moderna
  • TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
    • Computer & Informatica
    • Comunicazione
    • Fotografia
    • Ingegneria nucleare
    • Videografia
  • Territori
    • Antichi villaggi
    • Borghi Autentici
    • Capoluogo della Sardegna
    • Città di fondazione
    • Città e paesi abbandonati
    • Subregioni della Sardegna
      • Anglona
      • Barbagia
      • Campidano di Oristano
      • Gallura
      • Logudoro
      • Mandrolisai
      • Marmilla
      • Medio Campidano
      • Monteacuto
      • Montiferru
      • Nurra
      • Ogliastra
      • Planargia
      • Sulcis Iglesiente

Tag

Aritmetica Barbagia Baronia Biologia Botanica Cagliari Cala Gonone Chiese di Sardegna Costa Occidentale Sarda Costa Orientale Sarda Cultura Domus de janas Dorgali Fiori Fotografia Gallura Gastronomia Golfo dell'Asinara Golfo di Orosei Islamismo Israele Località Mare Matematica Medioevo Medioriente Montagna Nord Sardegna Nuraghe Nuraghi Nuragici Ogliastra Olbia Orosei Palestina Preistoria della Sardegna Primavera Scuola Primaria Scuola Secondaria Spiagge Storia Storia della Sardegna Sud Sardegna Sulcis Iglesiente Villasimius

Sponsor

Palestra Dorgali Moffeti Gym

INFORMATI SARDEGNA

INFORMATI SARDEGNA è un portale di approfondimenti, reportage, divulgazione e opinione on line dal novembre del 2010.

SEGUI INFORMATI SARDEGNA

 

Facebook

Youtube

SOSTIENI INFORMATI SARDEGNA!

INFORMATI SARDEGNA è un portale di approfondimenti, reportage, divulgazione e opinione.
SE TI PIACE QUESTO PROGETTO EDITORIALE PUOI SOSTENERLO ANCHE CON UNA DONAZIONE

Clicca qui per fare la tua donazione

© 2010-2024 | INFORMATI SARDEGNA | Tutti i diritti riservati | redazione@informati-sardegna.it

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • SPIAGGE
  • MARE
  • MONTAGNA
  • TERRITORI
  • LUOGHI
  • STORIA
  • CULTURA
  • GASTRONOMIA
  • Chi siamo