Ancoraggio e ormeggio rappresentano elementi fondamentali per garantire sicurezza, efficienza e controllo durante ogni fase della navigazione marittima. Questo articolo approfondisce i principi essenziali della gestione dell’imbarcazione, dalle tecniche di manovra in porto e in acque ristrette alla pianificazione della rotta e al monitoraggio delle condizioni meteo-marine. Comprendere le regole della navigazione, l’uso corretto degli strumenti di bordo e le buone pratiche di conduzione consente di prevenire rischi, ottimizzare le prestazioni e navigare nel rispetto delle normative vigenti. Una guida completa pensata per chi desidera migliorare le proprie competenze nella conduzione dell’unità, sia a livello amatoriale che professionale.
- Guarda anche: Patente Nautica – 3 – Il motore delle unità navali e da diporto
- Guarda anche: Sicurezza della navigazione
⚓ Norme sulla navigazione nei porti: regole fondamentali
La navigazione nei porti è regolata da norme specifiche volte a garantire la sicurezza delle persone, delle imbarcazioni e delle strutture portuali. Il porto è un’area ad alto traffico, con spazi ristretti e manovre delicate: per questo motivo il comportamento del comandante deve essere prudente, ordinato e conforme alle regole.
In porto vige sempre il principio generale di massima cautela, indipendentemente dalle dimensioni o dal tipo di unità.
🚤 Velocità e condotta dell’unità
All’interno dei porti è obbligatorio procedere a velocità ridotta, tale da:
non sollevare moto ondoso
non arrecare danni a banchine e imbarcazioni ormeggiate
consentire l’arresto immediato dell’unità
In assenza di limiti specifici indicati dall’Autorità Marittima, la velocità deve essere “di sicurezza”, generalmente assimilabile all’andatura di manovra.
👉 È vietato:
navigare a planata
effettuare virate brusche
compiere manovre pericolose o inutili
🧭 Precedenze e manovre in porto
Durante la navigazione portuale:
le unità in uscita dal porto hanno generalmente la precedenza su quelle in entrata
le unità di grandi dimensioni o con manovrabilità limitata devono essere sempre favorite
chi entra deve mantenersi sul lato destro del canale, se possibile
Le manovre di ormeggio e disormeggio devono avvenire senza intralciare la navigazione e con adeguata attenzione alle correnti e al vento.
🚫 Divieti principali nei porti
Nei porti è vietato:
ancorare, salvo autorizzazione
pescare
fare il bagno
effettuare prove di velocità o manovre sportive
abbandonare rifiuti o sostanze inquinanti
Questi divieti sono finalizzati alla sicurezza collettiva e alla tutela dell’ambiente portuale.
📢 Segnali e ordinanze portuali
Ogni porto è disciplinato da ordinanze dell’Autorità Marittima, che possono stabilire:
limiti di velocità specifici
corridoi di entrata e uscita
divieti temporanei o permanenti
regole particolari per alcune categorie di unità
Il comandante ha l’obbligo di conoscere e rispettare la segnaletica portuale e le ordinanze locali.
🧠 Sintesi didattica
Nei porti si naviga sempre a velocità ridotta, con la massima prudenza, rispettando precedenze, divieti e ordinanze locali. La sicurezza della navigazione ha priorità assoluta su qualsiasi altra esigenza.
✅ Operazioni consentite in porto
| Consentito | Descrizione didattica |
|---|---|
| Navigare a velocità ridotta | Andatura di manovra, senza sollevare moto ondoso |
| Entrare e uscire dal porto | Seguendo corridoi, segnaletica e precedenze |
| Ormeggio e disormeggio | Senza intralciare il traffico e con manovre prudenti |
| Uso del motore al minimo | Per mantenere governo e controllo dell’unità |
| Dare precedenza alle unità in uscita | Principio generale di sicurezza |
| Favorire unità grandi o poco manovrabili | Navi commerciali, traghetti, mezzi di servizio |
| Rispettare ordinanze portuali | Limiti, divieti e disposizioni locali |
| Seguire le indicazioni dei servizi portuali | Piloti, ormeggiatori, VHF se previsto |
🚫 Operazioni non consentite in porto
| Non consentito | Motivazione |
|---|---|
| Navigare a planata | Pericolo per persone e imbarcazioni |
| Superare i limiti di velocità | Rischio collisioni e danni |
| Sollevare moto ondoso | Danni a banchine e barche ormeggiate |
| Effettuare manovre brusche | Spazi ristretti e traffico intenso |
| Ancorare senza autorizzazione | Ostacola la navigazione |
| Pescare o fare il bagno | Grave rischio per l’incolumità |
| Svolgere attività sportive | Incompatibili con la sicurezza portuale |
| Gettare rifiuti o sostanze inquinanti | Vietato per tutela ambientale |
| Navigare senza attenzione o vigilanza | Obbligo di condotta prudente |
🧠 Schema rapido
In porto: velocità minima, manovre lente, precedenza a chi esce, rispetto delle ordinanze.
Vietato: planare, creare onde, pescare, ancorare senza permesso, manovre pericolos
L’Ancora
L’ancora è un dispositivo fondamentale per la sicurezza della navigazione e serve a mantenere l’imbarcazione ferma o limitare la deriva, facendo presa sul fondale mediante una cima o una catena. Il corretto uso dell’ancora dipende dal tipo di fondale, dalle condizioni meteo-marine e dalla tipologia di ancora utilizzata.
Ancorare correttamente significa scegliere l’ancora adatta, il punto giusto e filare una quantità sufficiente di calumo, garantendo così stabilità e sicurezza all’unità.
🧭 Uso corretto dell’ancora
L’ancora deve essere:
calata, non gettata
posizionata contro vento o contro corrente
filata con un rapporto corretto tra lunghezza del calumo e profondità (in genere 3:1 o 5:1)
Una volta filata, è necessario verificare che l’ancora faccia presa, controllando riferimenti a terra o strumenti di bordo.
** calumo = la parte del cavo oppure della catena dell’ancora, che si trova fuori bordo.
👉 Un ancoraggio scorretto può causare:
scarroccio
collisioni
danni all’imbarcazione
⚙️ Principali tipologie di ancore
⚓ Ancora ad ammiragliato
È la forma più tradizionale, con due marre contrapposte. Offre ottima tenuta su fondali duri o rocciosi, ma è ingombrante e poco pratica sulle imbarcazioni moderne.

⚓ Ancora Danforth
Dotata di marre larghe e articolate, è molto efficace su sabbia e fango. Ha un’elevata tenuta rispetto al peso, ma perde efficacia su fondali rocciosi o con alghe.

⚓ Ancora Bruce (o Claw)
Caratterizzata da una forma a artiglio, garantisce una presa progressiva e affidabile su fondali misti. È molto diffusa nella nautica da diporto per la sua versatilità.

⚓ Ancora Delta
Evoluzione moderna, con marra triangolare fissa, offre ottima tenuta e rapido ancoraggio. È adatta a diversi fondali ed è compatibile con il musone di prua.

⚓ Ancora a ombrello (o grappino)
Utilizzata soprattutto su piccole imbarcazioni, gommoni o come ancora di rispetto. È efficace su fondali rocciosi, ma meno affidabile con vento e mare formato.

🌊 Ancora galleggiante (uso speciale)
L’ancora galleggiante non lavora sul fondale, ma in acqua. Serve a ridurre la deriva e stabilizzare l’assetto dell’imbarcazione in caso di mare formato, avaria o attesa dei soccorsi.
🧠 Sintesi didattica
L’ancora serve a mantenere l’imbarcazione stabile. La sua efficacia dipende dal tipo di fondale, dalla quantità di calumo filato e dalla corretta manovra di ancoraggio.
| Tipo di ancora | Fondale ideale | Vantaggi principali | Limiti | Uso consigliato |
|---|---|---|---|---|
| 1 Ammiragliato | Roccia, fondale duro | Ottima presa, molto stabile | Ingombrante, pesante | Navi tradizionali, uso storico |
| 2 Danforth | Sabbia, fango | Elevata tenuta con poco peso | Inefficace su roccia e alghe | Diporto, rada sabbiosa |
| 3 Bruce (Claw) | Sabbia, fango, misto | Versatile, presa progressiva | Tenuta inferiore su alghe | Diporto, fondali vari |
| 4 Delta | Sabbia, fango, misto | Aggancio rapido, stabile | Costo maggiore | Ancora principale di prua |
| 5 Ombrello / Grappino | Roccia, fondale irregolare | Poco ingombrante, economica | Tenuta limitata con vento | Piccole barche, ancora di rispetto |
| 6 Galleggiante | — (non lavora sul fondo) | Riduce deriva e velocità | Non ferma la barca | Emergenza, mare formato |
| Disegno | Tipo di ancora | Fondale ideale | Vantaggi principali | Limiti | Uso consigliato |
|---|---|---|---|---|---|
![]() | Ammiragliato | Roccia, fondale duro | Ottima presa, molto stabile | Ingombrante, pesante | Navi tradizionali, uso storico |
![]() | Danforth | Sabbia, fango | Elevata tenuta con poco peso | Inefficace su roccia e alghe | Diporto, rada sabbiosa |
![]() | Bruce (Claw) | Sabbia, fango, misto | Versatile, presa progressiva | Tenuta inferiore su alghe | Diporto, fondali vari |
![]() | Delta | Sabbia, fango, misto | Aggancio rapido, stabile | Costo maggiore | Ancora principale di prua |
![]() | Ombrello / Grappino | Roccia, fondale irregolare | Poco ingombrante, economica | Tenuta limitata con vento | Piccole barche, ancora di rispetto |
![]() | Galleggiante | — (non lavora sul fondo) | Riduce deriva e velocità | Non ferma la barca | Emergenza, mare formato |
Ancoraggi e Ormeggi delle Unità Navali
L’ancoraggio e l’ormeggio delle unità navali rappresentano operazioni essenziali per la sicurezza in mare e in porto. Una corretta gestione delle manovre consente di mantenere la nave stabile, prevenire danni strutturali e garantire la sicurezza dell’equipaggio, del carico e delle infrastrutture portuali.
Questa guida SEO completa analizza tecniche, attrezzature, normative e buone pratiche per l’ancoraggio e l’ormeggio di navi mercantili, da diporto e unità professionali.
L’ancoraggio: manovra con cui una nave si mantiene ferma in mare o in rada mediante un’ancora collegata allo scafo tramite una catena o cima.
L’ormeggio: consiste nel fissare la nave a una banchina, a un pontile o a una boa mediante cime o cavi.
L’ancoraggio
Obiettivi dell’ancoraggio
- Mantenere la posizione senza uso dei motori
- Attendere l’ingresso in porto
- Ripararsi dal maltempo
- Sostare in sicurezza durante operazioni tecniche
Fattori da valutare prima di ancorare
- Tipo di fondale (sabbia, fango, roccia, posidonia)
- Profondità dell’acqua
- Intensità e direzione di vento e corrente
- Spazio di evoluzione (raggio di giro)
Tipi principali di ancore
- Ancora Hall: comune su navi mercantili
- Ancora Danforth: ideale per sabbia e fango
- Ancora Bruce (Claw): ottima tenuta su vari fondali
- Ancora a ombrello o grappino: utilizzata su piccole imbarcazioni
Componenti del sistema di ancoraggio
- Catena calibrata
- Verricello (salpa-ancora)
- Gallocce e bitte (dispositivi di coperta utilizzati per fissare le cime di ormeggio, ancoraggio o traino)
- Sensori di tensione e lunghezza catena
Tecniche di ancoraggio corrette
Per un ancoraggio sicuro è necessario seguire una procedura precisa:
- Avvicinarsi contro vento o corrente
- Arrestare l’abbrivo
- Calare l’ancora gradualmente
- Filare catena in rapporto alla profondità
- Verificare la tenuta con leggera retromarcia
Errori comuni da evitare
- Catena insufficiente
- Fondale non idoneo
- Ancoraggio troppo vicino ad altre unità
- Mancato controllo del punto di tenuta
Calumo
calumo → da “calare”
Il calumo indica la lunghezza di catena, cima o cavo filata tra l’ancora e l’unità navale, ovvero la quantità di linea lasciata lavorare sul fondo durante l’ancoraggio.
Il corretto calumo determina un giusto angolo di trazione sull’ancora e quindi la sua capacità di presa sul fondale.
Il rapporto di calumo
Il rapporto di calumo è la lunghezza totale del calumo in base alla profondità totale, ovvero la distanza tra la prua e il fondale.
Composizione del calumo
1) Cos’è il calumo
Il calumo è l’insieme di:
- ancora
- catena
- eventuale tratto di cima
- gassa o grillo di collegamento
Un calumo adeguato permette alla catena di distendersi sul fondo, mantenendo la trazione il più possibile orizzontale e riducendo il rischio di scarroccio.
Configurazioni calumo:
- tutto catena
- catena + cima (configurazione mista)
Concetto:
- Fondale + Prua = Profondità totale
A) Calumo tutto catena
Soluzione migliore per sicurezza e tenuta.
Vantaggi
- Maggior peso → migliore angolo di tiro sull’ancora
- Maggiore resistenza all’abrasione
- Migliore tenuta con vento e onda
B) Calumo misto (cima + catena)
Soluzione compromesso tra sicurezza e leggerezza. Soluzione adatta a piccole imbarcazioni
Vantaggi
- Minor peso
Lunghezza calumo
- sempre 10 m di catena sul fondo
Calumo tutto catena:
- Condizioni normali → 5 x profondità
- Vento o rada aperta → 6 x profondità
- Condizioni maltempo → 7 x profondità
Calumo misto:
- Condizioni normali → 5 x profondità
- Vento o rada aperta → 7 x profondità
- Maltempo → 10 x profondità
Tipologia di imbarcazione consigliata
- </= 10 m → misto
- > 10 m → meglio tutto catena
Diametro tutto catena e misto
In base alla lunghezza della imbarcazione variano i diametri della catena e della cima:
- diametro catena tra 6 e 12 mm → per imbarcazioni tra 4 e 16 metri
- diametro cima tra 10 e 20 mm → per imbarcazioni tra 4 e 16 metri

Considerazioni tecniche importanti
La catena serve soprattutto per tenere basso l’angolo di tiro: sotto gli 8–10 m l’efficacia del misto diminuisce.
Con tutto catena è buona pratica montare uno snubber (ammortizzatore).
L’angolo di trazione
L’angolo di trazione è l’angolo formato tra la catena (o cima) dell’ancora e il fondale marino nel punto in cui la trazione viene trasmessa all’ancora. Questo parametro è fondamentale perché determina l’efficacia della presa dell’ancora.
Angolo basso (quasi orizzontale)
→ L’ancora viene tirata parallelamente al fondale
→ Le marre penetrano meglio
→ Massima tenutaAngolo alto (trazione verso l’alto)
→ L’ancora tende a sollevarsi
→ Perde presa o ara il fondale
→ Rischio di scarroccio
In pratica, l’ancora è progettata per lavorare in trazione orizzontale, non verticale.
Cosa influenza l’angolo di trazione
Lunghezza del calumo
Più catena filata → angolo più bassoPeso della catena
La parte appoggiata sul fondo mantiene la trazione orizzontaleProfondità dell’acqua
Vento, onde e corrente
Ecco perché si usano rapporti di calumo 3:1 – 7:1: servono proprio a mantenere un angolo favorevole.
Classificazione pratica degli angoli
| Angolo rispetto al fondale | Valutazione | Effetto sull’ancora |
|---|---|---|
| 0° – 10° | Ottimale | Massima tenuta, trazione quasi orizzontale |
| 10° – 20° | Buono | Tenuta efficace nella maggior parte delle condizioni |
| 20° – 30° | Accettabile | Tenuta ridotta, attenzione con vento o corrente |
| > 30° | Alto / critico | L’ancora tende a sollevarsi e può arare o perdere presa |
| > 45° | Molto alto | Elevato rischio di scarroccio |
Valori operativi reali
Nella pratica nautica:
Con calumo 5:1 – 7:1 → angolo generalmente inferiore a 10–15°
Con calumo 3:1 → angolo spesso 20–30°
Con calumo insufficiente → l’angolo aumenta rapidamente e la tenuta diminuisce
Regola tecnica fondamentale
Un’ancora lavora correttamente solo con trazione quasi orizzontale (idealmente sotto i 15°).
Quando l’angolo supera i 25–30°, la forza esercitata tende a sollevare l’ancora invece di farla penetrare nel fondale.
Angolo di trazione ottimale ancora: inferiore a 10–15°
Angolo critico: superiore a 30°
Regola pratica
Buon ancoraggio = catena lunga + angolo di trazione basso
Se l’ancora non tiene, nella maggior parte dei casi il problema non è l’ancora… ma l’angolo di trazione troppo ripido.

I sistemi di ancoraggio delle imbarcazioni
Per la patente nautica è importante conoscere i principali sistemi di ancoraggio, il loro scopo e quando utilizzarli. Didatticamente, gli ancoraggi si classificano in 6 sistemi principali, in base al numero di ancore e all’obiettivo (tenuta, riduzione del brandeggio, sicurezza, spazio).
- 1) Ancoraggio alla ruota (ancoraggio semplice)
- 2) Ancoraggio a due ancore afforcate (a V)
- 3) Ancoraggio appennellato (in linea)
- 4) Ancoraggio alla romana (prua e poppa)
- 5) Ancoraggio con ancora e cima a terra
- 6) Ancoraggio a più ancore (di sicurezza)
| Tipo | Ancore | Scopo |
|---|---|---|
| Alla ruota | 1 | Ancoraggio standard |
| Afforcato (a V) | 2 | Più tenuta e meno brandeggio |
| Appennellato | 2 in linea | Maggiore tenuta |
| Alla romana | 2 (prua-poppa) | Nessun brandeggio |
| Ancora + cime a terra | 1 + terra | Spazi ristretti |
| Multiplo | 3+ | Maltempo/emergenza |
Ancoraggio alla ruota
Descrizione
- Si utilizza una sola ancora.
- La barca ruota liberamente attorno all’ancora seguendo vento e corrente.
- Descrive un cerchio (raggio di brandeggio).
Quando si usa
- Rada aperta
- Spazio sufficiente
- Condizioni normali
Difetti
È l’ancoraggio standard e più comune.

Ancoraggio a due ancore afforcate
** afforcate = afforcare = afforcato deriva dal termine nautico forca, intesa come biforcazione o apertura a due bracci.
Descrizione
Due ancore calate con un angolo di circa 30°–60° tra loro.
Scopo
- Aumentare la tenuta
- Ridurre il brandeggio
Quando si usa
- Vento sostenuto
- Rada con spazio limitato
- Permanenze prolungate

Ancoraggio appennellato (in linea)
** Si dice appennellato perché il termine deriva dal verbo nautico “appennellare”, che significa collegare in serie più elementi lungo la stessa linea.
Origine del termine
Il verbo viene da pennello, nel senso di gruppo disposto in fila o in successione (come le setole di un pennello o più oggetti legati uno dietro l’altro).
In ambito nautico:
appennellare = disporre più ancore sulla stessa linea di calumo
Descrizione
Due ancore in serie sulla stessa linea di calumo.
Scopo
Aumentare la tenuta sul fondo
Quando si usa
- Maltempo
- Fondali poco tenaci (fango molle, alghe)
- Vento forte
Non riduce molto il raggio di rotazione.

Ancoraggio alla romana (prua e poppa)
Descrizione
Un’ancora a prua e una a poppa (in direzioni opposte).
Scopo
- Bloccare la barca
- Eliminare il brandeggio
Quando si usa
- Rade affollate
- Spazi ristretti
- Ormeggi tipici del Mediterraneo

Ancoraggio con ancora e cima a terra
Descrizione
Ancora a prua + cime portate a terra da poppa.
Quando si usa
- Calette strette
- Costa rocciosa o con alberi
- Spazio molto limitato

Ancoraggio a più ancore (di sicurezza)
Descrizione
Uso di tre o più ancore.
Quando si usa
- Situazioni eccezionali
- Tempeste o emergenze

La grippia
Grippia deriva dallinglese grip → presa/aggancio: è la “cima della presa”, cioè il mezzo per recuperare un’ancora che si è troppo ben aggrappata al fondo.
La grippia è una cima di recupero dell’ancora collegata alla parte opposta alla catena, cioè alla marra o alla corona dell’ancora, e segnalata in superficie da un piccolo galleggiante.
Serve principalmente per liberare l’ancora se rimane incattivata (incastrata tra rocce, relitti, catene o altri ostacoli).

Come è fatta
Una cima leggera fissata alla testa/corona dell’ancora.
La cima sale verticalmente fino a un grippiale (boetta o galleggiante).
La lunghezza della cima è pari o leggermente superiore alla profondità del fondale.
A cosa serve
Disincagliare l’ancora
Se l’ancora resta bloccata:si recupera la catena fino a metterla in bando;
si tira la grippia;
l’ancora viene estratta al contrario, liberandosi dall’ostacolo.
Segnalare la posizione dell’ancora
Utile:in baie affollate;
per evitare che altri diano fondo sopra la tua catena.
Quando è consigliata
Fondali rocciosi o misti.
Zone con relitti, cavi o corpi morti.
Ancoraggi temporanei dove il rischio di incaglio è elevato.
Attenzioni operative
In rade affollate la grippia può:
impigliarsi nelle eliche di altre unità.
Il galleggiante deve essere:
piccolo e ben visibile, ma non ingombrante.
Evita la grippia se c’è molto traffico o movimento di barche.
Ancoraggio in baia
Nelle baie si usano tre configurazioni principali per ridurre l’ingombro e gestire gli spazi: ancoraggio libero, alla francese (ancora + poppa) e con cima a terra. La differenza sta in quanti punti di tenuta usi e quanto l’unità può ruotare.
Tre configurazioni di ancoraggio in baia:
- ancoraggio libero,
- ancoraggio alla francese (ancora + poppa)
- ancoraggio con cima a terra
Ancoraggio libero
Cos’è
La barca è tenuta da una sola ancora a prua e può ruotare liberamente attorno ad essa (cerchio di evoluzione).
Caratteristiche
Calumo: in genere 4–7 volte il fondale.
L’unità si orienta automaticamente su vento o corrente.
Richiede molto spazio laterale.
Quando usarlo
Baie ampie e poco affollate.
Fondali buoni e meteo stabile.
Pro
Sistema più semplice e sicuro.
Migliore tenuta con maltempo.
Contro
Grande ingombro.
Rischio di collisione in baie affollate.

Ancoraggio “alla francese”
Cos’è
Si dà fondo all’ancora a prua, poi si indietreggia e si mantiene la barca ferma con cime di poppa (verso terra, banchina o verso altre unità).
Caratteristiche
Calumo ridotto (2–4 volte il fondale).
Le barche restano allineate e ravvicinate.
Oscillazione molto limitata.
Quando usarlo
Baie affollate.
Rade strette tipiche del Mediterraneo.
Pro
Massimo sfruttamento dello spazio.
Assetto ordinato e stabile.
Contro
Più complesso da manovrare.
Sensibile a cambi di vento laterale.
Possibile stress su ancora o cime se il vento gira.

Ancoraggio con cima a terra (Mediterranean mooring)
Cos’è
Si dà fondo all’ancora a prua e si porta una o due cime di poppa a terra (rocce, alberi, anelli).
Caratteristiche
Oscillazione quasi nulla.
Permette di stare molto vicino alla costa.
Spesso usata in calette strette.
Quando usarlo
Baie molto piccole o profonde.
Fondali ripidi vicino a riva.
Pro
Massimo controllo della posizione.
Evita il contatto con altre unità.
Ottimo in spazi ristretti.
Contro
Richiede tender o equipaggio a terra.
Attenzione a sfregamenti, variazione di livello acqua e vento da terra.

Differenza in sintesi
| Tipo | Punti di tenuta | Oscillazione | Spazio richiesto | Uso tipico |
|---|---|---|---|---|
| Libero | 1 (ancora) | Alta | Molto | Baie ampie |
| Alla francese | Ancora + cime poppa | Bassa | Medio-basso | Baie affollate |
| Cima a terra | Ancora + terra | Minima | Minimo | Calette strette |
Salpare l’ancora
Ancoraggio e ormeggio controcorrente e contro vento
L’ormeggio in banchina richiede preparazione, controllo della velocità e corretta sequenza delle cime. La regola fondamentale è: manovra lenta, sempre contro l’elemento dominante (vento o corrente).
1) Preparazione prima dell’ingresso
Prima di avvicinarti:
Valuta vento e corrente.
Decidi il tipo di ormeggio:
di poppa (alla mediterranea) – il più comune
di fianco (all’inglese).
Prepara:
parabordi sul lato interessato
cime di prua e di poppa
eventuali spring (traversini di sicurezza)
Equipaggio istruito: chi prende quale cima e dove.
Una buona preparazione evita manovre affrettate vicino alla banchina.
2) Avvicinamento
- Procedi molto lentamente, con piccoli colpi di marcia.
- Mantieni sempre il governo (un minimo di abbrivio è necessario).
- Entra controvento o controcorrente quando possibile.
- Allinea la barca allo spazio assegnato.
Ormeggio di poppa (più frequente)
- Supera leggermente il posto.
- Inserisci la retromarcia.
- Scendi lentamente verso la banchina mantenendo la barca allineata.
3) Presa delle prime cime
La sequenza corretta è fondamentale.
Ormeggio di poppa:
- Passa prima una cima di poppa (sottovento, se possibile).
- Poi la seconda cima di poppa.
- Metti leggermente in tensione per fermare la barca.
- Recupera o regola la cima di prua (o il corpo morto).
Ormeggio di fianco:
- Prima una cima di prua o uno spring.
- Poi la cima di poppa.
- Infine regola tutte le altre.
4) Regolazione finale delle cime
Un ormeggio corretto prevede:
- Prua e poppa: tengono la posizione longitudinale.
- Spring: impediscono movimenti avanti/indietro.
- Parabordi ben posizionati.
- Tensione equilibrata: le cime non devono né penzolare né essere eccessivamente in tiro.
Configurazione tipica in banchina:
- 2 cime di prua
- 2 di poppa
- almeno 1–2 spring
5) Errori da evitare
- Arrivare troppo veloce.
- Usare le cime per “fermare” la barca invece del motore.
- Non preparare parabordi in anticipo.
- Lasciare una sola cima sotto carico.
- Non considerare l’effetto del vento laterale.
Sequenza rapida
Preparazione → approccio lento controvento → allineamento → prima cima sottovento → seconda cima → regolazione completa con spring.
Tipi di ormeggio in banchina

Le cime
- Cime semplici
- Spring
- Traversini
Cime semplici
- Sono quelle che vanno direttamente dalla barca al punto d’ormeggio più vicino
- Servono a tenere la barca ferma lateralmente rispetto alla banchina
Spring (dall’inglese to spring, contrastare/spingere contro) perché lavorano in opposizione al movimento longitudinale
- Sono le cime che lavorano in diagonale lungo la barca.
- Servono a impedire lo spostamento avanti o indietro
Traversini
- Sono le cime laterali che partono dal traverso della barca
- Cavi che nell’ormeggio di fianco hanno il compito di non far scostare l’unità navale dalla banchina o da altra imbarcazione affiancata
Le cime in base alla posizione
- Cima di prua: tiene la barca vicino alla banchina a prua
- Cima di poppa: tiene la barca vicino alla banchina a poppa
- Spring di prua:: va da poppa verso un punto a prua sulla banchina → impedisce che la barca vada indietro
- Spring di poppa: va da prua verso un punto a poppa sulla banchina → impedisce che la barca vada avanti
- Traversine: partono dal traverso della barca

- 1 – 2 semplici e 2 spring (ormeggio all’inglese)
- 2 – 2 Semplici e 2 spring (ormeggio all’inglese)
- 3 – 2 Semplici

- 4 – 2 cime semplici lunge (verde) + 2 traversine (viola)
- 5 – 2 cime semplici lunghe (verde) + 2 traversine (viola) + 2 spring alla boa

- 6 – di poppa con 2 spring e 2 semplici
- 7 – di poppa con 2 spring → ottima contro risacca (evita che la poppa si muova lateralmente)
- 8 – di poppa con 2 cime convergenti

- 9 – di poppa con due semplici divergenti a poppa e due divergenti a prua su boa/corpo morto/ancora
- 10 – di poppa con due spring a poppa e una singola a prua su boa/corpo morto/ancora → ottima contro risacca (evita che la poppa si muova lateralmente)
- 11 – di poppa con due semplci divergenti e una singola a prua su boa/corpo morto/ancora

- 12 – di prua con due semplici divergenti e a poppa due divergenti a due boe distinte
- 13 – di prua con spring e a poppa due divergenti
- 14 – di prua con due semplici divergenti e a poppa una singola
** In andana è un termine nautico che indica un modo di ormeggiare le barche affiancate una all’altra, parallele alla banchina o tra loro.
Ormeggio / disormeggio di poppa con vento laterale













