La fabbrica RWM in Sardegna rappresenta uno dei nodi più controversi del dibattito pubblico regionale e nazionale, perché incrocia temi difficili da conciliare: lavoro, povertà territoriale, industria bellica e scelte politiche obbligate. Il progetto di ampliamento dello stabilimento di Domusnovas si inserisce in un contesto segnato dal riarmo europeo, dalle tensioni geopolitiche internazionali e dalla cronica fragilità economica del Sulcis-Iglesiente. Una vicenda che va oltre la dimensione locale e chiama in causa la responsabilità delle istituzioni, il ruolo dell’Europa e i limiti della politica quando la realpolitik prende il sopravvento sui principi dichiarati.
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Domusnovas e il contesto di povertà strutturale
Il Sulcis-Iglesiente è storicamente una delle aree economicamente più deboli della Sardegna e dell’intero spazio europeo.
Deindustrializzazione, disoccupazione cronica e spopolamento hanno reso il lavoro una risorsa scarsa e preziosa, spesso indipendentemente dal settore di provenienza.
In questo contesto, la presenza della RWM rappresenta una delle poche realtà industriali in grado di garantire occupazione stabile, rendendo il tema dell’ampliamento particolarmente sensibile per la comunità locale.
Fabbrica RWM in Sardegna: l’ampliamento e il riarmo europeo
La richiesta di ampliamento produttivo della fabbrica si colloca in una fase storica segnata dal riarmo europeo, accelerato dalle tensioni internazionali e dal conflitto in Ucraina, con il timore di un’escalation nei rapporti con la Russia.
L’Europa sta aumentando gli investimenti nel settore della difesa, con ricadute dirette sull’industria bellica continentale. In questo quadro, la RWM risponde anche a commesse provenienti da paesi extraeuropei, come Arabia Saudita e Israele, già al centro di controversie internazionali sull’uso degli armamenti.
Il ruolo della sindaca: tutela del lavoro e responsabilità locale
La sindaca di Domusnovas si trova a dover bilanciare due esigenze difficilmente conciliabili:
la tutela dei posti di lavoro
le implicazioni etiche e politiche legate alla produzione di armamenti
In un territorio segnato dalla povertà, difendere l’occupazione non è una scelta ideologica, ma una necessità concreta. Ignorare questo aspetto significherebbe astrarre il dibattito dalla realtà sociale in cui si colloca.
La posizione della Regione e il nodo politico
Anche la Regione si muove in un terreno complesso. La presidente Alessandra Todde, espressione del Movimento 5 Stelle, storicamente legato a posizioni pacifiste, si trova di fronte a un dossier industriale formalmente in regola sotto il profilo normativo.
In assenza di irregolarità giuridiche evidenti, la possibilità di bloccare l’ampliamento risulta limitata. Qui emerge con forza il contrasto tra principi politici dichiarati e vincoli istituzionali.
Realpolitik: quando le scelte diventano obbligate
Il caso RWM è un esempio emblematico di realpolitik:
le decisioni politiche non si muovono nel vuoto ideale, ma dentro rapporti di forza economici, industriali e geopolitici.
Tra:
esigenze occupazionali locali
strategie militari europee
interessi industriali globali
lo spazio per scelte alternative appare estremamente ridotto. La politica si limita spesso a gestire l’esistente, più che a orientare il futuro.
Un dibattito che va oltre Domusnovas
Ridurre il caso RWM a una questione locale sarebbe un errore.
La vicenda interroga il modello di sviluppo della Sardegna, il ruolo dell’Italia nel mercato globale degli armamenti e la coerenza tra valori dichiarati e politiche praticate.
La domanda di fondo resta aperta:
può un territorio povero permettersi di rifiutare lavoro anche quando questo deriva da un’industria eticamente controversa?
Lavoro, etica e assenza di alternative
Il caso della fabbrica RWM di Domusnovas mostra una realtà fatta di scelte obbligate più che di decisioni libere.
Finché non verranno costruite alternative economiche credibili, il conflitto tra lavoro ed etica continuerà a riproporsi, lasciando la politica intrappolata tra necessità immediate e principi di lungo periodo.
Un dilemma che non riguarda solo la Sardegna, ma l’intera Europa in una fase di profonda trasformazione geopolitica.
- Guarda anche: Comitato Riconversione Rwm





































