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Home » EDUCAZIONE CIVICA e DIRITTO » Educazione civica » Contrasto al bullismo e al cyberbullismo nella scuola

Contrasto al bullismo e al cyberbullismo nella scuola

TFA - SOSTEGNO 6

di Redazione
in Educazione civica
Tempo di lettura: 9 minuti
Contrasto al bullismo e al cyberbullismo

Contrasto al bullismo e al cyberbullismo

Il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo rappresenta oggi una vera emergenza sociale ed educativa in Italia. Sempre più spesso studenti e adolescenti si trovano coinvolti in episodi di prevaricazione, sia nei contesti scolastici tradizionali sia negli spazi digitali come social network e chat.

L’impatto di queste forme di violenza non è solo immediato, ma produce conseguenze psicologiche e relazionali profonde, che minano l’autostima, il rendimento scolastico e il benessere dei ragazzi. La diffusione del cyberbullismo, in particolare, ha reso il problema ancora più complesso, poiché amplifica la portata degli atti aggressivi, li rende persistenti e difficili da controllare. Per questo motivo, scuole, famiglie e istituzioni sono chiamate ad affrontare con urgenza questa sfida, promuovendo percorsi di educazione al rispetto, inclusione e cittadinanza attiva.

  • Guarda anche l’articolo sul Piano nazionale per l’educazione al rispetto: cos’è e come funziona a scuola

Il bullismo

Il termine bullismo deriva dall’inglese bullying, che a sua volta proviene da bully, parola usata nel XVII secolo con il significato di “prepotente” o “prevaricatore”. Inizialmente, però, in inglese bully indicava anche un “compagno caro” o “amico”, e solo nel tempo ha assunto il valore negativo con cui è conosciuto oggi.

In italiano, la parola è stata introdotta nella seconda metà del Novecento per descrivere quei comportamenti di prevaricazione intenzionale, sistematica e ripetuta che un individuo o un gruppo esercita ai danni di una vittima più debole.

L’uso del termine si è diffuso soprattutto negli anni ’90, in concomitanza con studi pedagogici e psicologici sul fenomeno nelle scuole.

👉 Oggi, il concetto di bullismo non si limita al contesto scolastico, ma si estende a tutti gli ambienti sociali, includendo anche il cyberbullismo, nuova forma di aggressione resa possibile dalle tecnologie digitali.

Chiesa di San Giovanni di Sinis, Cabras
Chiesa di San Giovanni di Sinis, Cabras

Il bullismo è dunque un comportamento aggressivo, ripetuto nel tempo, messo in atto da uno o più individui nei confronti di una vittima percepita come più debole o incapace di difendersi.

Gli elementi principali che lo caratterizzano sono:

  • Intenzionalità: l’azione è deliberata e non casuale.

  • Ripetizione: gli episodi non sono isolati, ma si ripetono nel tempo.

  • Squilibrio di potere: chi compie il gesto ha un vantaggio (fisico, psicologico, sociale) rispetto alla vittima.

Il bullismo può manifestarsi in diverse forme:

  • fisico (spinte, botte, danneggiamento di oggetti),

  • verbale (insulti, minacce, offese),

  • relazionale o sociale (esclusione dal gruppo, diffusione di voci, isolamento),

  • cyberbullismo (uso di social, chat, messaggi o video per colpire la vittima).

Le conseguenze del bullismo possono essere gravi: ansia, depressione, calo del rendimento scolastico, isolamento sociale, perdita di autostima. Per questo è considerato un fenomeno da contrastare con azioni educative, prevenzione e sostegno psicologico.


Il cyberbullismo

Il termine cyberbullismo nasce dall’unione della parola inglese cyber (che rimanda al mondo digitale, alle reti informatiche e a internet) e bullying (da bully, “prepotente”), cioè “bullismo”.

➡️ Letteralmente, quindi, significa bullismo elettronico o digitale, ed è usato per indicare tutte le forme di aggressione, molestia o prevaricazione che avvengono attraverso strumenti tecnologici: social network, chat, e-mail, forum, videogiochi online.

Il concetto si è diffuso a partire dagli anni 2000, parallelamente all’aumento dell’uso di internet e dei cellulari tra i più giovani.

Il cyberbullismo, a differenza del bullismo tradizionale, ha caratteristiche proprie: anonimato, rapida diffusione dei contenuti e assenza di limiti di tempo e spazio, che rendono più difficile difendersi e più durature le conseguenze psicologiche sulla vittima.

👉 In sintesi, l’origine del termine mette in evidenza come la tecnologia abbia trasformato un fenomeno antico, il bullismo, amplificandone gli effetti e rendendolo un problema sociale ancora più complesso.

Il cyberbullismo è una forma di bullismo che avviene tramite strumenti digitali come social network, chat, e-mail, forum o videogiochi online.

Si distingue dal bullismo tradizionale perché sfrutta la rete per amplificare e rendere costante l’atto persecutorio.

Le caratteristiche principali del cyberbullismo sono:

  • Anonimato: spesso chi agisce si nasconde dietro profili falsi.

  • Diffusione rapida: foto, video o messaggi offensivi possono circolare in pochi secondi e raggiungere un vasto pubblico.

  • Assenza di limiti spazio-temporali: la vittima può essere colpita in qualsiasi momento, anche al di fuori della scuola o del gruppo sociale.

  • Persistenza: i contenuti diffusi online possono restare a lungo in rete, rendendo difficile rimuoverli del tutto.

Esempi di cyberbullismo:

  • insulti e minacce tramite chat o social,

  • diffusione di foto o video imbarazzanti senza consenso,

  • creazione di profili falsi per deridere qualcuno,

  • esclusione intenzionale da gruppi virtuali (cyber-ostracismo).

Le conseguenze possono essere gravi: ansia, isolamento, calo del rendimento scolastico, fino a veri e propri traumi psicologici. Per questo motivo il cyberbullismo è considerato un fenomeno sociale di forte rilevanza e in Italia è stato affrontato con la Legge n. 71/2017, che prevede misure specifiche di prevenzione e tutela per i minori.


Bullismo e Cyberbullismo
Scheda Informativa

Il bullismo e il cyberbullismo sono forme di prevaricazione intenzionale e ripetuta caratterizzate da uno
squilibrio di potere tra aggressore e vittima. Il primo si manifesta soprattutto in presenza (scuola, strada, gruppi),
il secondo usa strumenti digitali (social, chat, e-mail, giochi online) che amplificano la portata e la persistenza degli attacchi.

CaratteristicaBullismoCyberbullismo
DefinizioneComportamento aggressivo intenzionale e ripetuto in presenza, con squilibrio di potere.Aggressione e molestie online tramite strumenti digitali; stessi elementi chiave, ma in rete.
ContestoScuola, spazi pubblici, sport, gruppi di pari, famiglia allargata.Social network, chat, e-mail, forum, piattaforme di gaming, gruppi/messaggistica.
MezziFisico (spinte, botte), verbale (insulti), relazionale (esclusione).Messaggi offensivi, doxing, diffusione di immagini/video, profili fake, esclusione digitale.
Caratteristiche chiaveVisibilità circoscritta al luogo; intervento di adulti più immediato.Anonimato, viralità, assenza di limiti spazio-temporali, contenuti persistenti.
EsempiSpintoni, minacce faccia a faccia, umiliazioni davanti al gruppo, danneggiamento di oggetti.Insulti in chat, condivisione non consensuale di foto, hate speech, gruppi per deridere la vittima.
Segnali nella vittimaLividi/oggetti rovinati, paura di andare a scuola, isolamento, calo del rendimento.Ansia all’uso del telefono, cancellazione profili, ritiro sociale, disturbi del sonno, ipervigilanza online.
ConseguenzeBassa autostima, ansia, depressione, assenteismo, fobie sociali.Effetti psicologici amplificati dalla persistenza e pubblicità degli atti online.
PrevenzioneEducazione al rispetto, sorveglianza negli spazi comuni, protocolli scolastici, coinvolgimento famiglie.Educazione digitale, privacy impostazioni, segnalazioni/ban, tracciabilità delle prove, supporto psicologico.
RiferimentiLinee educative su convivenza civile e piani anti-bullismo nelle scuole.Legge 71/2017 sul cyberbullismo: tutela dei minori, rimozione contenuti illeciti, procedure scolastiche.
Cosa fare subitoParlare con adulto/Docente referente, documentare episodi, attivare protocollo scolastico.Salvare prove (screenshot, URL), segnalare su piattaforme, richiedere rimozione, informare scuola e genitori.

Il Piano Nazionale per l’Educazione al Rispetto contrasto al bullismo

Il Piano Nazionale per l’Educazione al Rispetto è un’iniziativa del Ministero dell’Istruzione (MIUR) introdotta nel 2017 con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto, della tolleranza e dell’inclusione all’interno delle scuole italiane.

Si tratta di un insieme di linee guida e azioni educative rivolte a studenti, insegnanti e famiglie per contrastare fenomeni come:

  • il bullismo e il cyberbullismo,

  • le discriminazioni basate su genere, orientamento sessuale, religione, disabilità, etnia,

  • la diffusione di stereotipi e pregiudizi,

  • la mancanza di rispetto delle differenze.

Il Piano si collega a principi costituzionali (art. 2, 3, 34 della Costituzione) e a impegni internazionali assunti dall’Italia, e si inserisce nel quadro più ampio dell’educazione alla cittadinanza attiva e ai diritti umani.

In pratica, nelle scuole vengono proposti:

  • percorsi didattici che favoriscono il rispetto reciproco,

  • attività di sensibilizzazione contro la violenza di genere e l’omofobia,

  • progetti interdisciplinari su convivenza civile, parità e inclusione,

  • formazione dei docenti su metodologie inclusive.

👉 In sintesi, è uno strumento che mira a rendere la scuola un luogo in cui ogni studente possa sentirsi accolto e valorizzato, imparando il rispetto delle persone e delle differenze come valore fondamentale di convivenza civile.

  • Guarda anche: Bullismo e cyberbullismo nel sito del Miur

Normativa contro bullismo e cyberbullismo in Italia

La normativa contro bullismo e cyberbullismo in Italia è stata rafforzata negli ultimi anni per tutelare i minori e promuovere una scuola inclusiva e sicura. Oltre alla Legge 107/2015, che impone alle scuole di inserire nel PTOF azioni concrete per la parità di genere e il contrasto delle discriminazioni, sono stati introdotti strumenti specifici come la Legge 71/2017 sul cyberbullismo, il DPR 235/2007 con il Patto educativo di corresponsabilità e la Legge 92/2019 che ha reso obbligatoria l’educazione civica. A queste disposizioni si aggiungono le Linee guida MIUR per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di violenza tra pari. L’obiettivo comune è garantire un ambiente scolastico basato su rispetto, inclusione e cittadinanza attiva, proteggendo studenti e studentesse da ogni forma di prevaricazione, dentro e fuori la rete.

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