Il comando, soccorso e assistenza dell’unità navale rappresentano aspetti fondamentali della sicurezza e della responsabilità nella navigazione da diporto e professionale. Il comandante dell’unità è l’autorità a bordo e ha il compito di garantire la sicurezza della navigazione, delle persone imbarcate e della stessa imbarcazione, nel rispetto delle normative marittime vigenti. Tra i suoi obblighi principali rientrano la corretta conduzione dell’unità, la prevenzione delle situazioni di pericolo e il dovere di prestare soccorso e assistenza in mare a chiunque si trovi in difficoltà, quando possibile senza mettere a rischio la propria nave e l’equipaggio. Conoscere le regole su comando, soccorso e assistenza navale è essenziale per chiunque conduca un’unità, sia per la preparazione all’esame della patente nautica sia per una navigazione sicura e responsabile.
Il comandante
Il comandante dell’unità navale è la persona che assume la direzione e la responsabilità della navigazione e della sicurezza dell’imbarcazione, delle persone a bordo e dell’ambiente marino.
Chi è il comandante
È il titolare del comando dell’unità.
Può essere:
il proprietario/conduttore (diporto senza equipaggio)
uno skipper o comandante professionista
Deve avere la patente nautica quando prevista.
Quali sono i suoi principali compiti
1) Sicurezza
Garantire la sicurezza di passeggeri ed equipaggio.
Verificare dotazioni di sicurezza e stato dell’unità.
Decidere se partire o meno in base a meteo e condizioni del mare.
2) Condotta e navigazione
Pianificare la navigazione e la rotta.
Rispettare le norme di navigazione e prevenzione degli abbordi.
Evitare situazioni di pericolo.
3) Responsabilità legale
È responsabile dell’unità durante la navigazione.
Deve prestare soccorso a chi è in pericolo in mare (quando possibile).
Deve rispettare le norme su documenti, limiti di navigazione e uso dell’imbarcazione.
In sintesi:
Il comandante è l’autorità a bordo e risponde della navigazione, della sicurezza e del rispetto delle leggi.
Le operazioni di soccorso, salvataggio e assistenza in mare hanno lo scopo di tutelare la vita umana e la sicurezza della navigazione e si svolgono secondo procedure precise, coordinate dalle autorità marittime.
1) Segnalazione dell’emergenza
Quando un’unità navale si trova in pericolo (avaria, incendio, uomo in mare, via d’acqua, ecc.), il comandante deve:
Lanciare un segnale di soccorso (MAYDAY) via radio VHF sul canale 16.
Utilizzare, se necessario, EPIRB, razzi, fumogeni o altri segnali di emergenza.
Comunicare:
posizione
tipo di emergenza
numero di persone a bordo
condizioni dell’unità
La richiesta viene ricevuta dalla Guardia Costiera, che attiva il sistema di ricerca e soccorso (SAR).
2) Coordinamento dei soccorsi
Le operazioni sono coordinate dal Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) della Guardia Costiera, che:
valuta la gravità della situazione
invia i mezzi più vicini (motovedette, elicotteri, navi, altre unità in zona)
coordina tutte le unità coinvolte fino alla conclusione dell’emergenza
Anche le imbarcazioni nelle vicinanze hanno l’obbligo di prestare assistenza, se possono farlo senza mettere a rischio la propria sicurezza.
3) Intervento e salvataggio
Durante l’intervento si procede a:
recupero delle persone in acqua o in pericolo
evacuazione dall’unità (se necessario)
primo soccorso sanitario
messa in sicurezza dell’imbarcazione, se possibile
La salvaguardia della vita umana ha sempre la priorità rispetto al recupero del mezzo.
4) Assistenza e rimorchio
Se non c’è pericolo immediato per le persone ma l’unità è in difficoltà (guasto al motore, mancanza di carburante, ecc.), si parla di assistenza:
traino o rimorchio verso un porto sicuro
supporto tecnico o logistico
monitoraggio fino al rientro in sicurezza
Queste operazioni possono essere svolte dalla Guardia Costiera o da unità private abilitate.
5) Doveri del comandante
Il comandante deve:
prestare soccorso a chi è in pericolo in mare, se possibile
collaborare con l’autorità marittima
mantenere la calma e garantire la sicurezza delle persone a bordo
seguire le istruzioni del centro di coordinamento.
In sintesi: il soccorso in mare segue una catena organizzata: segnalazione dell’emergenza, coordinamento della Guardia Costiera, intervento dei mezzi disponibili e assistenza fino al completo ritorno in sicurezza, con priorità assoluta alla salvaguardia della vita umana.

Sanzioni per chi omette assistenza
Il comandante di un’unità navale ha l’obbligo di prestare assistenza a persone o unità in pericolo in mare, quando ciò sia possibile senza mettere a rischio la propria nave e le persone a bordo. L’omissione di soccorso costituisce una grave violazione e può comportare sanzioni penali, oltre a eventuali sanzioni amministrative e alla responsabilità civile per i danni causati. La normativa marittima e il Codice della Navigazione prevedono conseguenze severe, poiché la tutela della vita umana in mare rappresenta un principio fondamentale della navigazione.
Nei casi di impossibilità ad agire in assistenza è obbligatorio richiedere soccorso tramite Canale 16 VHF, lanciando il MAYDAY e contattando il CIRM (Centro Internazionale Radio Medico).
Provvedimenti in caso di sinistro
In caso di sinistro marittimo (collisione, incaglio, incendio, avaria grave, via d’acqua, ecc.), il comandante deve innanzitutto adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare la vita delle persone a bordo e limitare i danni all’unità e all’ambiente. Successivamente deve informare l’Autorità Marittima competente (Guardia Costiera), fornendo una relazione sull’accaduto. Se richiesto, dovrà collaborare alle indagini e presentare la documentazione necessaria. Possono essere disposti accertamenti tecnici, ispezioni sull’unità e, nei casi più gravi, provvedimenti amministrativi o giudiziari.
Pericolo di naufragio
Procedura di abbandono della nave (in caso di pericolo di naufragio)
Decisione del comandante
L’abbandono dell’unità deve essere ordinato solo dal comandante, quando la permanenza a bordo rappresenta un pericolo maggiore rispetto all’evacuazione.Lancio dell’allarme
Dare il segnale di emergenza e, se possibile, trasmettere il MAYDAY via radio indicando posizione, situazione e numero di persone a bordo.Preparazione delle persone a bordo
Indossare i giubbotti di salvataggio.
Radunare tutti nei punti di raccolta stabiliti.
Mantenere ordine e calma.
Preparazione dei mezzi di salvataggio
Mettere in mare zattere di salvataggio o scialuppe.
Portare a bordo delle zattere:
dotazioni di emergenza (acqua, razioni, segnali, kit di primo soccorso)
eventuale EPIRB o dispositivi di localizzazione
documenti e mezzi di comunicazione portatili, se disponibili.
Abbandono ordinato dell’unità
Imbarcare prima feriti, bambini e persone con difficoltà.
Evitare di saltare in acqua se non strettamente necessario.
Allontanarsi dall’unità per evitare rischi in caso di affondamento.
Ultimo ad abbandonare
Il comandante lascia la nave per ultimo, dopo aver verificato che nessuno sia rimasto a bordo.Comportamento dopo l’abbandono
Restare uniti e legati alle zattere.
Utilizzare i segnali di soccorso solo quando si avvistano mezzi o unità.
Conservare energie e razionare acqua e viveri.
In sintesi: l’abbandono nave deve essere una decisione estrema, eseguita in modo ordinato, con priorità assoluta alla sicurezza delle persone e sotto il coordinamento del comandante.

Bandiera Victor e Bandiera Whiskey
Le bandiere Victor (V) e Whiskey (W) fanno parte del Codice Internazionale dei Segnali e vengono utilizzate per comunicare richieste di assistenza in mare. La bandiera Victor indica che l’unità necessita di assistenza generale, ad esempio per un’avaria o difficoltà operative, senza che vi sia un pericolo immediato per la vita. La bandiera Whiskey, invece, segnala la necessità di assistenza medica urgente per una persona malata o ferita a bordo. L’utilizzo corretto di queste bandiere consente di comunicare rapidamente situazioni di bisogno e rappresenta un importante strumento per la sicurezza della navigazione.
Victor (V) → richiesta di assistenza generale
Whiskey (W) → richiesta di assistenza medica


Ritrovamento di relitti in mare
Chiunque rinvenga un relitto, un oggetto galleggiante o beni dispersi in mare ha l’obbligo di darne tempestiva comunicazione all’Autorità Marittima e di attenersi alle istruzioni ricevute. Il recupero non autorizzato o l’appropriazione indebita del materiale ritrovato può comportare sanzioni. I relitti e gli oggetti recuperati vengono gestiti secondo le disposizioni del Codice della Navigazione, che disciplina la custodia, l’eventuale restituzione al proprietario e, nei casi previsti, il riconoscimento di un compenso per il recupero effettuato.







