Origine del nome “Cardedu”
L’origine del nome “cardedu” richiama chiaramente la pianta della famiglia delle Asteracee, parente del carciofo che nella piana dove sorge il paese è una delle piante spontanee più caratterizzanti del territorio.

Nel ’61 il primo insediamento
E’ ufficialmente nel 1961 quando fu realizzato il primo insediamento abitativo, anche per rispondere all’emergenza abitativa di numerose famiglie sopravvissute al tragico evento di Gairo. I primi edifici ad essere costruiti furono la chiesa parrocchiale, dedicata a San Paolo Apostolo, la caserma dei Carabinieri e gli uffici del Consorzio di Bonifica del Pelau-Buoncammino che dedicò la sua attività alla realizzazione e alla manutenzione dei canali di scolo e alla prima rete viaria del futuro centro abitato.
La Borgata: il primo insediamento residenziale di Cardedu
Il primo quartiere ad essere realizzato fu a est della chiesa, tra l’attuale via Eleonora d’Arborea e via Falconi. Gli edifici erano palazzine plurifamiliari, a 3 piani, disposte tra strade strette e rettilinee, con lotti regolari.
A realizzarle furono cooperative edilizie e piccoli costruttori privati nell’ambito del programma pubblico di nuovo insediamento. Lo stile architettonico è un modernismo edilizio italiano, con influenze di tardo razionalismo, edilizia funzionalista e architettura vernacolare moderna.
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Chiesa di San Paolo a Cardedu: arte e spiritualità nel cuore dell’Ogliastra
La Chiesa di San Paolo è il principale edificio religioso di Cardedu, nel cuore dell’Ogliastra, nella Sardegna centro-orientale. Consacrata al culto cattolico, ospita la parrocchia dedicata a San Paolo e appartiene alla diocesi di Lanusei. La chiesa rappresenta un importante punto di riferimento spirituale e culturale per la comunità locale. Tra gli elementi di maggiore interesse artistico spicca una preziosa Via Crucis realizzata e donata dall’artista ogliastrina Maria Lai, figura simbolo dell’arte contemporanea sarda.


Geografia di Cardedu
Nel 1984 Cardedu abbandona la configurazione di frazione di Gairo e diventa comune autonomo. Nello stesso anno viene eretto lo stemma del paese. Il territorio comunale si estende per circa 2 mila ettari di terreno pianeggiante e collinare, ricco di boschi secolari e vegetazione tipicamente mediterranea, tra cui la suddetta pianta del cardo, che ha dato il nome al paese. Con i suoi 875 metri, il rilievo più alto di Cardedu è Monte Ferru.
L’economia di di Cardedu
Cardedu affonda le sue radici in una tradizione agricola ancora oggi molto importante per l’economia locale. Il territorio si distingue per la produzione di cereali, ortaggi, vino, olive, agrumi e frutta, affiancata da una significativa attività di allevamento, soprattutto ovino e bovino.
A partire dagli anni ’80, grazie al fascino della sua costa incontaminata, Cardedu ha conosciuto una crescente valorizzazione turistica. Mare cristallino, spiagge, grotte, boschi e paesaggi selvaggi sono diventati i principali punti di forza dell’offerta del territorio. Il litorale è inoltre particolarmente apprezzato dagli appassionati di surf e sport acquatici, grazie alla frequente presenza del vento di scirocco che interessa questo tratto di costa.

L’Alluvione del 1951: il più devastante evento meteorologico del Novecento
Tra il 14 e il 19 ottobre 1951 la Sardegna fu colpita dalla più grave alluvione del XX secolo, un evento estremo che interessò circa 8.000 km² di territorio, pari a un terzo dell’isola. Dopo anni di siccità, piogge torrenziali continuarono senza sosta per quasi sei giorni, soprattutto nelle zone dell’Ogliastra e della Sardegna centro-orientale. In molte località si registrarono accumuli eccezionali superiori ai 400-500 mm al giorno, con punte oltre i 1.400 mm complessivi. Fiumi come il Flumendosa esondarono causando crolli di ponti, frane, strade distrutte e interi paesi isolati.
Cause e conseguenze della storica alluvione in Sardegna
L’alluvione del 1951 fu provocata da una rara configurazione meteorologica caratterizzata da forti correnti di scirocco cariche di umidità e aria fredda in quota proveniente dall’Europa orientale. Il contrasto tra masse d’aria generò temporali persistenti e precipitazioni eccezionali per diversi giorni consecutivi. I danni furono enormi: centinaia di abitazioni distrutte, collegamenti ferroviari interrotti e gravi conseguenze per agricoltura e infrastrutture. Località come Muravera, San Vito e Villaputzu subirono devastazioni senza precedenti, mentre i vecchi centri di Gairo e Osini vennero successivamente abbandonati e ricostruiti più a monte.











