Monte Lerno è il massiccio granitico di 1094 metri in territorio di Pattada che domina l’omonimo lago artificiale del Lago Lerno. Si tratta di un angolo di Sardegna molto apprezzato dagli appassionati di escursionismo e fotografia naturalistica, tra laghi artificiali e una copertura vegetale fitta e impenetrabile che lo rendono uno scrigno di biodiversità. A monte Lerno trovano casa anche specie animali simbolo della Sardegna come cervi, mufloni, cinghiali, volpi e varie specie di uccelli, dal germano che nelle falde umide dei laghi artificiali all’aquila reale, padrona delle cime più alte. Il territorio di Monte Lerno lambisce con la sua copertura forestale la SS 128 Bis Pattada-Ozieri e la SS 389 Pattada-Budduso.

Monte Lerno – Scheda geografica, naturalistica e ambientale
Denominazione ufficiale: Monte Lerno
Localizzazione: Sardegna centro-settentrionale, territorio comunale di Pattada (SS)
Altitudine massima: circa 1.094 metri s.l.m.
Coordinate geografiche approssimative: 40°35′N – 9°07′E
Contesto territoriale: Area montana interna del Logudoro, ai margini del massiccio del Goceano
Caratteristiche morfologiche:
Rilievo granitico dalle forme arrotondate e panoramiche, con versanti boscosi, valloni interni e altopiani naturali. Il territorio alterna zone rocciose affioranti a radure erbose e aree umide stagionali.
Idrografia:
Importante bacino idrico dell’area è il Lago Lerno, invaso artificiale formato dallo sbarramento sul Rio Mannu. Il lago contribuisce alla regolazione idrica e arricchisce il paesaggio montano con habitat di interesse naturalistico.
Vegetazione:
Presenza diffusa di boschi di leccio, sughera e roverella, con macchia mediterranea composta da corbezzolo, lentisco, fillirea, erica e ginestra. Nelle quote più elevate si trovano pascoli e arbusteti montani.
Fauna selvatica:
Ambiente favorevole a cinghiale sardo, volpe, lepre, martora, rapaci diurni e notturni. L’area ospita anche numerose specie di piccoli passeriformi e rettili tipici degli ecosistemi mediterranei interni.
Valore ambientale:
Monte Lerno rappresenta uno dei principali polmoni verdi del territorio di Pattada, con elevata biodiversità, aria salubre e paesaggi di grande pregio naturalistico. È meta ideale per trekking, mountain bike, escursionismo e turismo lento.
Patrimonio storico-archeologico:
Nell’area sorgono testimonianze del passato nuragico come il celebre Nuraghe Lerno, complesso megalitico tra i più importanti del nord Sardegna.
Panorami e fruizione:
Dalle quote più aperte si osservano il Lago Lerno, i boschi circostanti e vaste porzioni del Logudoro e del Goceano. Il monte è spesso sede di eventi sportivi, raduni outdoor e manifestazioni legate alla natura.
Monte Lerno
Monte Lerno ha un’origine geologica molto antica, come dimostra la forma tondeggiante delle sue cime risultato di un lungo processo di erosione (Pleistocene e Olocene). Le formazioni rocciose di questo importante rilievo del Logudoro potrebbero risalire tra 307 e 281 milioni di anni fa.
La cima più alta di Monte Lerno è Punta Campanile (1094 mt), che si trova in località Badu Onu. Il substrato granitico di cui è composto fa parte del Batolite Sardo-Corso che è una propaggine del vasto complesso intrusivo che interessa l’Europa meridionale.
Monte Lerno si estende su una dorsale contigua che oltre a culminare nella cima più alta di Punta Campanile (1094 m.s.l.m.) presenta altri rilievi, come Punta Selvapinta, Punta Balestrieri e Colzu Caddinu che superano tutte i 900 m.s.l.m.
Aspetto vegetazionali di Monte Lerno
La copertura boschiva estesa non su tutti i 2902 ettari di territorio a causa degli incendi che in passato hanno interessato l’area, è costituita dalla presenza di lecci e sugherete soprattutto concentrate in località Trataxis. Abbondante il sottobosco, dove corbezzolo, cisto ed erica dominano il taglio basso della montagna. Agrifoglio, acero minore e tasso invece si presentano più in alto, così come castagno e roverella.

La reintroduzione del cervo
Grazie a un’attenta politica di protezione e reintroduzione del cervo sardo-corso nei vari territori montani dell’isola, anche nell’area boschiva attorno a Monte Lerno a partire dagli anni ’80, la sotto specie endemica del cervo europeo, è diventato una presenza costante. Grazie ai periodici censimenti a cura dell’Ente Foreste della Sardegna è stato più volte dimostrato come questa specie, introdotta dall’uomo in epoca preistorica, abbia ritrovato nelle campagne del Monte Lerno le condizioni naturali per una ideale sopravvivenza, anche grazie alla fitta e ricca boscaglia, l’assenza di predatori naturali e la pacifica convivenza con l’uomo.

Il muflone
Un’altra specie animale che arricchisce la biodiversità e l’ecosistema di Monte Lerno è quella del muflone. Questo simbolo della Sardegna più selvaggia ha trovato pure qui uno spazio di vita e proliferazione, grazie anche a un progetto di reintroduzione voluto dall’ex Azienda Foreste Demaniali della Sardegna diventata poi Ente Foreste della Sardegna. Animale agile e diffidente, il muflone è attivo soprattutto nelle ore più fresche della giornata, all’alba e al tramonto, quando è possibile trovarlo al pascolo di erbe, foglie e arbusti. Questo mammifero selvatico come noto è un grande arrampicatore e nei declivi irregolari di Monte Lerno trova gli spazi adatti per manifestare tutte le sue innate capacità di spostamento su terreni impervi e ripidi pendii.
- Guarda anche: il monte Lerno su Sardegna Foreste
Dall’aquila reale al gufo, al germano reale
Altre specie di notevole interesse naturalistico che popolano il territorio di Monte Lerno sono sicuramente quelle degli uccelli, che variano dal germano reale che popola le aree attorno ai laghi artificiali ai vari rapaci, come l’aquila reale, l’astore e la poiana. In notturna invece la rassegna si completa del barbagianni, il gufo comune, l’assiolo e la civetta. Questa varietà di specie di uccelli fa sì che Monte Lerno sia un luogo di osservazione scientifica e amatoriale degli uccelli (birdwatching).









