Sicurezza della navigazione: principi, regole e responsabilità in mare
La sicurezza della navigazione è l’insieme di regole, comportamenti e dotazioni che permettono di navigare riducendo al minimo i rischi per le persone, le unità e l’ambiente marino. Comprende la corretta condotta dell’imbarcazione, la conoscenza delle norme di prevenzione, l’efficienza delle dotazioni di sicurezza e la capacità di gestire le situazioni di emergenza, come incendio, uomo a mare o avaria. Una navigazione sicura non dipende solo dalle condizioni meteo o dal mezzo utilizzato, ma soprattutto dalla preparazione del comandante, dall’attenzione dell’equipaggio e dal rispetto delle regole di prudenza. La sicurezza della navigazione è un tema centrale nello studio per la patente nautica e rappresenta la base per una navigazione responsabile, consapevole e rispettosa della vita umana in mare.
Le dotazioni di sicurezza sono l’insieme di attrezzature obbligatorie per legge che devono essere presenti a bordo delle unità da diporto per garantire la salvaguardia della vita umana in mare. La loro presenza varia in base a:
tipo di unità
numero di persone a bordo
distanza massima dalla costa
Navigare senza le dotazioni previste comporta sanzioni e, soprattutto, rischi gravi per l’equipaggio.
Le dotazioni di sicurezza delle unità da diporto rappresentano un elemento essenziale per la tutela della vita umana in mare. La normativa italiana stabilisce quali attrezzature devono essere presenti a bordo in base alla distanza massima di navigazione dalla costa, al tipo di unità e al numero di persone imbarcate.
Navigare senza le dotazioni previste comporta sanzioni amministrative e, soprattutto, gravi rischi per la sicurezza dell’equipaggio.
Dotazioni obbligatorie in base alla distanza dalla costa
Le dotazioni di bordo aumentano progressivamente con l’aumentare della distanza dalla costa. Le navigazioni più impegnative richiedono strumenti di soccorso, segnalazione e comunicazione sempre più completi.
A seguire l’elenco delle 22 dotazioni di bordo obbligatorie e non per la navigazione a seconda della tipologia di mezzo, di viaggio e di distanza dalla costa:
Zattera di salvataggio non costiera
Zattera di salvataggio costiera
Cintura di salvataggio
Salvagente anulare con sagola
Boetta luminosa
Boetta fumogena
Fuochi a mano SEI QUA PIPPONE
Razzi a paracadute
Apparecchi di segnalazione sonora
Bussola e Tabella delle deviazioni
Cassetta pronto soccorso
Carte nautiche e strumenti di carteggio
Binocolo
Orologio
Barometro
Apparato VHF
Strumento di radio posizionamento
Riflettore radar
E.P.I.R.B.
Fanali regolamentari
Sistema di pompaggio
Estintori
Zattera di salvataggio non costiera
La zattera di salvataggio è un mezzo collettivo di abbandono della nave, costituito da un battello gonfiabile custodito in un contenitore, che si apre rapidamente tramite una cima di attivazione o dispositivo automatico. Serve a mantenere in vita l’equipaggio o i passeggeri dopo l’abbandono dell’unità, garantendo galleggiabilità, protezione dalle intemperie e dotazioni di sopravvivenza fino ai soccorsi.
Punti chiave da ricordare
Uso: evacuazione e sopravvivenza in mare in caso di emergenza grave.
Apertura: automatica o manuale tramite cima di apertura (gonfiaggio rapido con bombola di gas).
Capacità:omologata per un numero massimo di persone indicato dal costruttore.
Protezione: tenda superiore contro freddo, vento, sole e spruzzi; fondo isolante termico.
Sicurezza:più camere d’aria indipendenti, cime perimetrali, scaletta o rampa di accesso, sistema anti-rovesciamento.
Dotazioni essenziali:
segnali di soccorso (razzi, fumogeni, luce)
kit di pronto soccorso
coltello e kit di riparazione
pagaie e ancora galleggiante
acqua e razioni (nelle versioni d’altura)
Manutenzione: revisione ogni due anni obbligatoria presso centri autorizzati.
Normativa: conforme agli standard di sicurezza (es. SOLAS per unità soggette).
Zattera di salvataggio costiera
La zattera di salvataggio costiera è un mezzo collettivo di abbandono destinato alla navigazione entro 12 miglia dalla costa. È contenuta in un involucro rigido o sacca e si gonfia rapidamente tramite cima di attivazione. Serve a garantire la galleggiabilità e la sicurezza delle persone a bordo dopo l’abbandono dell’unità, in attesa di soccorsi generalmente rapidi in ambito costiero.
Punti chiave da ricordare
Campo di impiego: navigazione oltre 6 miglia e fino a 12 miglia dalla costa (nautica da diporto).
Apertura: gonfiaggio automatico tramite bombola di gas azionata con cima di apertura.
Capacità: omologata per un numero massimo di persone (deve coprire tutte quelle a bordo).
Caratteristiche principali:
camere d’aria multiple per sicurezza
cime perimetrali di presa
scaletta o sistema di risalita
fondo isolante
generalmente priva di dotazioni complete d’altura (equipaggiamento ridotto).
Dotazioni essenziali (tipiche):
kit di base per la sopravvivenza
segnali di soccorso minimi
coltello e attrezzatura di sicurezza
eventuale ancora galleggiante.
Differenza rispetto alla zattera d’altura: minori dotazioni (di norma senza razioni e acqua o con equipaggiamento ridotto), progettata per tempi di attesa soccorsi più brevi.
Manutenzione: revisione dopo 3 anni e poi ogni 2 obbligatoria presso centri autorizzati secondo le scadenze del costruttore e normativa vigente.
Zattera di salvataggio costiera
Cintura di salvataggio
La cintura di salvataggio (o giubbotto salvagente) è un dispositivo individuale di sicurezza progettato per mantenere una persona a galla e, nei modelli omologati, per mantenerla con le vie respiratorie fuori dall’acqua, anche in caso di perdita di conoscenza.
Punti chiave da ricordare
Obbligo: deve esserci una cintura di salvataggio per ogni persona a bordo.
Omologazione: deve essere conforme alle norme vigenti (marchio CE/omologazione).
Caratteristiche principali:
adeguata spinta di galleggiamento (es. 100N o 150N per la nautica da diporto)
colore ad alta visibilità
dotata di fischietto
luce di segnalazione (nei modelli previsti o per navigazioni più impegnative)
sistema di chiusura sicuro e regolabile.
Tipologie:
a galleggiamento fisso (in schiuma)
autogonfiabile (manuale o automatico).
Taglia: deve essere adatta al peso della persona (obbligo di giubbotti per bambini se presenti a bordo).
Utilizzo: da indossare in caso di emergenza o quando le condizioni meteo-marine lo richiedono.
Cintura di salvataggio per unità navali
Salvagente anulare con sagola
Il salvagente anulare con sagola è un dispositivo di sicurezza destinato al recupero rapido di una persona caduta in mare. Viene lanciato verso il naufrago e, grazie alla cima galleggiante fissata all’anello, consente di mantenerlo a galla e di recuperarlo a bordo.
Punti chiave da ricordare
Funzione: soccorso immediato in caso di uomo a mare (MOB).
Sagola:
deve essere galleggiante (realizzato in poliuretano solitamente)
lunghezza minima circa 30 metri
Caratteristiche del salvagente:
forma anulare, materiale galleggiante
colore ad alta visibilità (arancione o simile)
facilmente accessibile e pronto all’uso.
Utilizzo:
Lanciare il salvagente verso la persona in mare.
Lasciare scorrere la cima.
Recuperare il naufrago tirando la sagola.
Obbligo: previsto tra le dotazioni di sicurezza per la nautica da diporto (in base alla distanza dalla costa).
Salvagente anulare
Boetta luminosa
La boetta luminosa elettrica è un dispositivo di segnalazione da collegare al salvagente anulare che, a contatto con l’acqua, si attiva automaticamente emettendo una luce. Serve a individuare rapidamente una persona caduta in mare, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o di notte.
Punti chiave da ricordare
Funzione: segnalare e rendere visibile la posizione dell’uomo a mare (MOB).
Attivazione:
automatica al contatto con l’acqua
luce continua o lampeggiante.
Installazione: fissata al salvagente anulare tramite supporto a sgancio rapido.
Caratteristiche:
galleggiante
luce ad alta intensità e visibilità a distanza
autonomia sufficiente per le operazioni di soccorso.
Obbligo: prevista tra le dotazioni di sicurezza per la nautica da diporto (per navigazioni oltre determinate distanze dalla costa).
Boetta luminosa
Boetta fumogena
La boetta fumogena è un dispositivo di segnalazione da collegare al salvagente anulare che, a contatto con l’acqua, emette fumo colorato ad alta visibilità. Serve a indicare con precisione la posizione dell’uomo a mare, soprattutto di giorno.
Punti chiave da ricordare
Funzione: segnalare la posizione del naufrago durante le operazioni di recupero (MOB).
Attivazione:automatica al contatto con l’acqua.
Segnalazione: emissione di fumo arancione ben visibile a distanza.
Utilizzo: particolarmente efficace di giorno e con mare mosso o visibilità ridotta.
Installazione: fissata al salvagente anulare tramite supporto a sgancio rapido.
Caratteristiche: galleggiante e con autonomia sufficiente per consentire il recupero.
La boetta fumogena si attiva automaticamente a contatto con l’acqua ed emette fumo arancione per segnalare la posizione dell’uomo a mare, soprattutto di giorno.
Boetta luminosa e boetta fumogena
Boetta luminosa → notte / scarsa visibilità
Boetta fumogena → giorno
Spesso luminosa + fumogena sono installate insieme sul salvagente anulare.
Boetta fumogena
Distanza dalla costa
Dotazioni di sicurezza obbligatorie
Entro 300 m
Giubbotti di salvataggio, dotazioni minime di bordo
Entro 1 miglio
Giubbotti per tutti, salvagente anulare con cima, pompa di sentina o mezzo di esaurimento, estintore
2 razzi a paracadute, 2 fuochi a mano, 1 boetta fumogena, bussola, carte nautiche o GPS
Entro 12 miglia
4 razzi a paracadute, 4 fuochi a mano, 2 boette fumogene, VHF, ancora, strumenti completi
Oltre 12 miglia
Zattera di salvataggio, EPIRB o localizzatore, VHF fisso, dotazioni ridondanti, riflettore radar
Distanza in miglia nautiche
Distanza in chilometri
1 miglio
1,852 km
3 miglia
5,556 km
6 miglia
11,112 km
12 miglia
22,224 km
12 miglia ≈ 22 km dalla costa segnano il passaggio alla navigazione d’altura.
Mezzi di salvataggio individuali e collettivi
I giubbotti di salvataggio devono essere presenti in numero pari alle persone a bordo, essere omologati e facilmente accessibili. Per i bambini sono obbligatori giubbotti di taglia adeguata.
Il salvagente anulare con cima consente il recupero rapido di una persona in mare, mentre la zattera di salvataggio, obbligatoria oltre le 12 miglia, permette la sopravvivenza in caso di abbandono dell’unità.
Segnali di soccorso e segnalazione
I segnali di soccorso servono a richiamare l’attenzione delle altre unità o dei mezzi di soccorso:
razzi a paracadute per segnalazioni a lunga distanza
fuochi a mano per segnalazioni ravvicinate
boette fumogene per segnalazioni diurne
Tutti i dispositivi devono essere in corso di validità.
Dotazioni antincendio e sicurezza tecnica
Le unità da diporto devono essere dotate di:
estintori omologati
pompa di sentina o mezzo di esaurimento
ancora con cima o catena
cime e parabordi
Queste attrezzature consentono di affrontare incendi, allagamenti e avarie.
Strumenti di navigazione e comunicazione
Bussola, carte nautiche o GPS, apparato VHF e segnalatori acustici sono fondamentali per la sicurezza della navigazione e per la gestione delle emergenze, soprattutto nelle navigazioni oltre le 6 e 12 miglia.
Responsabilità del comandante
Il comandante dell’unità è responsabile della presenza, dell’efficienza e dell’accessibilità delle dotazioni di sicurezza. Avere le dotazioni a bordo non basta: devono essere pronte all’uso e funzionanti.
Le attenzioni dovute
Le dotazioni di sicurezza non sono un semplice obbligo normativo, ma uno strumento indispensabile per navigare in modo consapevole e responsabile. Conoscere l’equipaggiamento richiesto in base alla distanza dalla costa è fondamentale per la sicurezza propria e degli altri.
L’argomento in dettaglio
Dotazioni di sicurezza in base alla distanza dalla costa
La normativa distingue le dotazioni obbligatorie in funzione della navigazione consentita:
▶ Entro 300 metri dalla costa
Mezzi di salvataggio individuali (giubbotti)
Dotazioni minime di bordo
⚠️ Navigazione limitata, tipica di tender o attività balneari.
▶ Entro 1 miglio dalla costa
Giubbotti di salvataggio per ogni persona a bordo
Salvagente anulare con cima
Pompa di sentina o altro mezzo di esaurimento
Estintore (se previsto)
▶ Entro 3 miglia dalla costa
Tutte le dotazioni precedenti
Fanali regolamentari
Segnali sonori (fischietto o tromba)
▶ Entro 6 miglia dalla costa
Razzi a paracadute a luce rossa (2)
Fuochi a mano a luce rossa (2)
Boetta fumogena galleggiante (1)
Bussola
Carte nautiche o strumenti elettronici equivalenti
▶ Entro 12 miglia dalla costa
Razzi a paracadute (4)
Fuochi a mano (4)
Boette fumogene (2)
Apparato VHF
Ancora con cima o catena
Strumenti di navigazione completi
▶ Oltre 12 miglia dalla costa
Tutte le dotazioni precedenti
Zattera di salvataggio omologata
EPIRB o dispositivo di localizzazione
VHF fisso
Dotazioni ridondanti di sicurezza
Mezzi di salvataggio individuali e collettivi
Giubbotti di salvataggio
Devono essere:
omologati
in numero pari alle persone a bordo
della taglia corretta
👉 I bambini devono avere giubbotti specifici.
Salvagente anulare
Deve essere facilmente accessibile
Dotato di cima galleggiante
Utile per il recupero uomo a mare
Zattera di salvataggio
Obbligatoria per la navigazione oltre le 12 miglia, consente la sopravvivenza in caso di abbandono dell’unità.
Segnali di soccorso e segnalazione
I segnali di soccorso servono a richiamare l’attenzione di altre unità o dei mezzi di soccorso:
Razzi a paracadute → segnalazione a lunga distanza
Fuochi a mano → segnalazione ravvicinata
Boette fumogene → segnalazione diurna
⚠️ Devono essere in corso di validità.
Dotazioni antincendio e di sicurezza tecnica
Estintori omologati (numero e capacità variabili)
Pompa di sentina o secchio con cima
Ancora adeguata al tipo di fondale
Cime e parabordi
Queste dotazioni permettono di affrontare incendi, allagamenti e avarie.
Strumenti di navigazione e comunicazione
Bussola magnetica
Carte nautiche aggiornate o GPS cartografico
Apparato VHF (obbligatorio oltre 6 o 12 miglia)
Mezzi di segnalazione sonora
Essenziali per orientamento, sicurezza e richiesta di soccorso.
Controllo e responsabilità del comandante
Il comandante dell’unità è sempre responsabile:
della presenza
dell’efficienza
dell’accessibilità delle dotazioni
👉 Avere le dotazioni a bordo non basta: devono essere pronte all’uso.
In sintesi
Le dotazioni di sicurezza variano con la distanza dalla costa
Servono a prevenire e gestire le emergenze
Sono obbligatorie per legge
Sono un elemento centrale della sicurezza della navigazione
Sviluppo degli incendi e classi di fuoco in barca e in navigazione
A bordo di un’unità da diporto, lo sviluppo di un incendio è particolarmente rapido e pericoloso a causa degli spazi ristretti, della presenza di carburanti, impianti elettrici e materiali infiammabili.
Un incendio nasce quando sono presenti contemporaneamente combustibile, comburente (ossigeno) e una sorgente di innesco (triangolo del fuoco), come scintille elettriche, surriscaldamenti del motore o fiamme libere.
In navigazione o all’ormeggio, le vibrazioni, le perdite di carburante e la scarsa ventilazione possono accelerare la propagazione delle fiamme e dei fumi tossici, rendendo essenziale un intervento immediato e mirato.
Per questo motivo, gli incendi a bordo vengono classificati in base al materiale coinvolto:
classe A (materiali solidi come legno, tessuti e arredi),
classe B (liquidi infiammabili come benzina, gasolio e oli),
classe C (gas infiammabili come GPL o metano)
classe E (apparecchiature elettriche sotto tensione).
Conoscere le classi di fuoco è fondamentale per scegliere il corretto estintore di bordo e intervenire in sicurezza, evitando l’uso di mezzi di spegnimento inappropriati che potrebbero aggravare la situazione o mettere a rischio l’equipaggio.
🔥 Sviluppo degli incendi a bordo – Scheda riassuntiva
A bordo di una barca l’incendio si sviluppa molto rapidamente per spazi chiusi, ventilazione ridotta e presenza di carburanti.
Il fuoco nasce quando sono presenti combustibile, ossigeno e innesco (triangolo del fuoco).
Le principali cause d’incendio in navigazione sono:
perdite di carburante o vapori di benzina,
cortocircuiti e impianti elettrici difettosi,
surriscaldamento del motore,
uso improprio di fornelli o fiamme libere.
Fumi e gas tossici possono rendere l’ambiente inagibile in pochi minuti.
È fondamentale intervenire subito, utilizzando l’estintore adatto alla classe di fuoco.
Usare un estintore sbagliato può peggiorare l’incendio e mettere in pericolo l’equipaggio.
🔥 Classi di fuoco a bordo
Classe di fuoco
Materiali coinvolti
Esempi tipici in barca
Estintore consigliato
Classe A
Materiali solidi
Legno, tessuti, imbottiture, arredi
Acqua nebulizzata, Schiuma
Classe B
Liquidi infiammabili
Benzina, gasolio, oli, vernici
Schiuma, Polvere
Classe C
Gas infiammabili
GPL, metano
Polvere
Classe D
Metalli combustibili
Magnesio, sodio, alluminio in polvere
CO₂ (Anidride carbonica), Polvere
Classe E
Apparecchi elettrici sotto tensione
Quadri elettrici, motore elettrico, impianto di bordo
CO₂ (Anidride carbonica), Polvere
Classe F
Oli e grassi alimentari
Olio di frittura, grassi da cucina
Schiuma
Effetti dei materiali estinguenti:
Acqua → raffreddamento
Schiuma → soffocamento e raffreddamento
Polvere → inibizione della combustione
CO2→ soffocamento
⚠️ Nota importante
Mai usare acqua su incendi di classe B o E.
A bordo sono generalmente presenti estintori a polvere perché efficaci su più classi di fuoco.
Gli estintori devono essere facilmente accessibili e regolarmente controllati.
❌ Perché NON usare acqua sugli incendi di classe B e classe E
🔥 Classe B – Liquidi infiammabili
(Benzina, gasolio, oli, solventi)
L’acqua non spegne i liquidi infiammabili.
Benzina e gasolio galleggiano sull’acqua.
Gettando acqua:
il liquido incendiato si espande,
le fiamme si propagano più velocemente,
l’incendio può “scappare” fuori dal punto iniziale.
Su una barca questo può significare:
coinvolgimento immediato del vano motore,
esplosione dei vapori,
perdita totale del controllo della situazione.
👉 Risultato: l’acqua aggrava l’incendio di classe B.
⚡ Classe E – Apparecchi elettrici sotto tensione
(Quadri, impianto elettrico, batterie, motore elettrico)
L’acqua è conduttrice di elettricità.
Usarla su parti sotto tensione può causare:
folgorazione dell’operatore,
cortocircuiti,
arco elettrico,
propagazione dell’incendio.
In ambiente marino, con umidità e superfici metalliche:
il rischio elettrico è molto più elevato.
👉 Risultato: grave pericolo per la vita dell’equipaggio.
🔺 Cos’è il triangolo del fuoco
Il triangolo del fuoco rappresenta le tre condizioni indispensabili perché un incendio possa nascere e svilupparsi. Questi tre elementi sono: combustibile, comburente (ossigeno) e sorgente di innesco (calore o scintilla). Se anche uno solo di questi elementi viene a mancare, il fuoco non può accendersi oppure si spegne. A bordo di un’unità da diporto, il triangolo del fuoco è particolarmente rilevante perché carburanti, impianti elettrici e fonti di calore sono spesso presenti in spazi ristretti e poco ventilati. Le tecniche di spegnimento degli incendi si basano proprio sull’eliminazione di almeno uno dei tre lati del triangolo: raffreddamento (togliere calore), soffocamento (togliere ossigeno) o separazione del combustibile.
Triangolo del fuoco
Gli estintori
🧯 Tipi di estintore: caratteristiche e usi
Gli estintori si distinguono in base all’agente estinguente contenuto e sono progettati per spegnere specifiche classi di incendio. A bordo delle unità da diporto, la scelta dell’estintore è fondamentale perché gli incendi possono coinvolgere carburanti, impianti elettrici e materiali solidi in spazi ristretti. Ogni estintore agisce eliminando uno o più elementi del triangolo del fuoco: raffreddamento, soffocamento o separazione del combustibile. Conoscere tipi, caratteristiche e limiti d’uso degli estintori è essenziale sia per la sicurezza reale sia per rispondere correttamente alle domande d’esame della patente nautica.
🧯 Scheda riassuntiva – Tipi di estintore
Estintore ad acqua
Estintore a polvere
Estintore a CO2
Estintore schiuma
🔴 1. Estintore ad acqua
Agente: acqua
Azione: raffreddamento
Classi di fuoco: A
Usi: materiali solidi (legno, carta, tessuti)
Vietato su: classi B ed E
⚠️ Non indicato a bordo per incendi elettrici o carburanti
🟡 2. Estintore a schiuma
Agente: miscela schiumogena
Azione: soffocamento + raffreddamento
Classi di fuoco: A – B
Usi: incendi di liquidi infiammabili
Limiti: non adatto su impianti elettrici sotto tensione
⚪ 3. Estintore a polvere
Agente: polveri chimiche
Azione: inibizione della combustione
Classi di fuoco: A – B – C – E
Usi: estintore più versatile
✅ Il più diffuso a bordo
⚠️ Riduce la visibilità e sporca gli impianti
⚫ 4. Estintore a CO₂ (anidride carbonica)
Agente: gas CO₂
Azione: soffocamento
Classi di fuoco: B – E
Usi: quadri elettrici, motori elettrici
✅ Non lascia residui
⚠️ Poco efficace in ambienti aperti
📊 Tabella riepilogativa – Estintori e utilizzo
Tipo di estintore
Classi di fuoco
Uso principale
Note importanti
Acqua
A
Materiali solidi
Mai su B ed E
Schiuma
A – B – F
Liquidi infiammabili
No su elettrico
Polvere
A – B – C – D – E
Uso universale
Sporca, ma efficace
CO₂
B – D – E
Elettrico e carburanti
Non raffredda
🧠 Frase da ricordare
Gli estintori si classificano in base all’agente estinguente e devono essere utilizzati solo sulle classi di incendio per cui sono omologati.
Modalità di utilizzo degli estintori
🧯 Utilizzo corretto degli estintori a bordo
L’uso corretto dell’estintore è fondamentale per spegnere un principio di incendio senza mettere a rischio l’equipaggio o peggiorare la situazione. Prima di intervenire è necessario mantenere la calma, valutare il tipo di incendio e assicurarsi di avere una via di fuga alle spalle. L’estintore va utilizzato solo su focolai iniziali, avvicinandosi con cautela e operando controvento quando possibile. È indispensabile dirigere il getto alla base delle fiamme e non verso l’alto, muovendo l’erogazione in modo controllato e progressivo. In ambiente nautico, particolare attenzione va posta agli incendi elettrici e ai vapori di carburante, evitando l’uso di estintori non idonei. Un intervento tempestivo e corretto può prevenire danni gravi e garantire la sicurezza a bordo.
🧯 Scheda riassuntiva – Come usare correttamente un estintore
✅ Prima dell’uso
Identificare la classe di incendio
Scegliere l’estintore adatto
Assicurarsi una via di fuga libera
Posizionarsi sopravento
▶️ Durante l’uso
Togliere la sicura
Impugnare l’estintore saldamente
Dirigere il getto alla base delle fiamme
Azionare l’estintore con getti brevi e controllati
Avanzare solo se l’incendio diminuisce
⛔ Cosa NON fare
Non usare l’estintore su incendi già estesi
Non dirigere il getto verso l’alto
Non usare acqua su incendi di classe B ed E
Non voltare mai le spalle al fuoco senza via di fuga
🔚 Dopo lo spegnimento
Sorvegliare l’area per evitare riaccensioni
Aerare i locali
Sostituire o revisionare l’estintore usato
🧠 Frase chiave
L’estintore va utilizzato solo su focolai iniziali, agendo alla base delle fiamme e mantenendo sempre una via di fuga.
Contro vento, sottovento e sopra vento
Se il vento proviene dalle spalle dell’operatore, la schiena è sopravento e il volto è sottovento; se si cammina nella stessa direzione del vento, si procede a vento a favore.
Incendio a bordo: compiti del comandante e dell’equipaggio
L’incendio a bordo è una delle emergenze più gravi in navigazione. La tempestività, l’organizzazione e il rispetto delle procedure sono fondamentali per contenere il rischio e salvaguardare vite umane e unità. Il comandante assume la direzione delle operazioni, mentre l’equipaggio collabora seguendo ordini precisi e coordinati.
Ruolo del comandante in caso di incendio a bordo
Il comandante è il responsabile assoluto della sicurezza dell’unità e delle persone a bordo. In caso di incendio deve:
Mantenere la calma e valutare rapidamente tipo, posizione e intensità del fuoco.
Dare l’allarme all’equipaggio e ai passeggeri.
Ridurre i rischi immediati, rallentando o fermando l’unità se necessario.
Spegnere o isolare le fonti di alimentazione (motore, carburante, impianto elettrico).
Coordinare l’uso degli estintori e delle dotazioni antincendio.
Decidere l’eventuale abbandono dell’unità, solo se l’incendio non è controllabile.
Operazioni immediate dell’equipaggio
L’equipaggio deve agire in modo ordinato, seguendo le indicazioni del comandante:
Indossare i giubbotti di salvataggio, se ordinato.
Allontanare i passeggeri dalla zona dell’incendio.
Preparare e utilizzare gli estintori più adatti (a polvere, CO₂, schiuma).
Chiudere prese d’aria, boccaporti e sportelli per limitare l’ossigeno.
Tenere pronti mezzi di segnalazione e comunicazione.
Incendio nel vano motore: procedure specifiche
L’incendio nel vano motore è particolarmente pericoloso. Le operazioni corrette sono:
Spegnere immediatamente il motore.
Chiudere l’alimentazione del carburante.
Non aprire il cofano per evitare l’afflusso di ossigeno.
Monitorare la situazione prima di riaprire il vano.
Uso corretto degli estintori a bordo
Gli estintori devono essere sempre accessibili e in efficienza. In caso di incendio:
Puntare alla base delle fiamme, non alla sommità.
Agire controvento, se possibile.
Utilizzare brevi scariche controllate.
Non esaurire tutti gli estintori su un solo punto senza risultato.
Comunicazioni di emergenza e richiesta di soccorso
Se l’incendio non è sotto controllo, il comandante deve:
Trasmettere un MAYDAY via radio VHF sul canale 16.
Comunicare posizione, tipo di emergenza e numero di persone a bordo.
Preparare i mezzi di salvataggio (zattera, razzi, boetta luminosa).
Abbandono dell’unità: ultima risorsa
L’abbandono dell’unità è sempre l’ultima scelta. Deve avvenire solo su ordine del comandante e dopo aver:
Indossato i giubbotti di salvataggio.
Recuperato la zattera e i mezzi di segnalazione.
Lanciato il MAYDAY.
Abbandonato l’unità sopravento, se possibile.
Prevenzione incendi a bordo
La prevenzione è parte integrante della sicurezza nautica:
Controllo periodico di impianto elettrico e carburante.
Corretta ventilazione del vano motore.
Presenza e manutenzione delle dotazioni antincendio.
Formazione dell’equipaggio sulle procedure di emergenza.
Segnali luminosi di soccorso a bordo
I segnali luminosi di soccorso sono dotazioni di sicurezza obbligatorie sulle unità da diporto. Servono a segnalare una situazione di pericolo e a rendere l’imbarcazione o le persone in mare visibili ai soccorritori, soprattutto di notte o con scarsa visibilità.
Principali segnali luminosi presenti a bordo:
Razzi a paracadute a luce rossa
Visibili a grande distanza
Usati per segnalare emergenza a navi o soccorsi lontani
Fuochi a mano a luce rossa
Visibilità a distanza medio-breve
Si usano quando il mezzo di soccorso è già in vista
Boetta luminosa galleggiante
Segnala la posizione di una persona caduta in mare
Deve restare accesa e visibile sull’acqua
Luce stroboscopica o lampeggiante
Applicata al giubbotto di salvataggio
Facilita l’individuazione della persona in mare di notte
Regole fondamentali di utilizzo:
Usare i segnali solo in caso di reale emergenza
Impiegarli in modo mirato e non simultaneo
Accompagnarli, se possibile, con una richiesta di soccorso via radio
La conoscenza e il corretto uso dei segnali luminosi di soccorso sono fondamentali per la sicurezza in mare e rientrano tra gli argomenti chiave per la patente nautica.
Mini tabella riassuntiva – Segnali luminosi di soccorso
Segnale luminoso
Colore
Quando si usa
A cosa serve
Razzo a paracadute
Rosso
Soccorso lontano
Segnalare emergenza a grande distanza
Fuoco a mano
Rosso
Soccorso in vista
Indicare con precisione la posizione
Boetta luminosa
Bianca
Uomo a mare
Segnalare il punto di caduta in acqua
Luce stroboscopica
Bianca
Persona in mare di notte
Aumentare la visibilità del naufrago
Da ricordare: 👉 Rosso = pericolo e richiesta di soccorso 👉 Bianco = localizzazione e visibilità
Soccorso lontano e soccorso vicino
Nel linguaggio della sicurezza in mare e della patente nautica, con i termini soccorso lontano e soccorso vicino si indica la distanza del mezzo di soccorso rispetto all’unità in difficoltà. Questa distinzione serve a scegliere il segnale luminoso più efficace.
Soccorso lontano
Si parla di soccorso lontano quando:
Non si vede alcuna nave o mezzo di soccorso nelle vicinanze
I soccorritori sono a grande distanza
È necessario attirare l’attenzione da molto lontano
Segnale tipico:
Razzo a paracadute a luce rossa
Sale in quota
Resta visibile per diversi secondi
È percepibile a molti chilometri di distanza
👉 Serve a farsi individuare, non a indicare il punto preciso.
Soccorso vicino
Si parla di soccorso vicino quando:
Il mezzo di soccorso è già visibile
La nave, l’elicottero o l’unità SAR è nelle immediate vicinanze
Occorre indicare con precisione la posizione
Segnale tipico:
Fuoco a mano a luce rossa
Visibile a breve/media distanza
Indica il punto esatto dell’emergenza
👉 Serve a guidare il soccorso, non a richiamarlo.
Differenza chiave da ricordare per l’esame
Soccorso lontano = devo farmi vedere Soccorso vicino = devo farmi localizzare
Richiesta di soccorso in mare: come funziona e cosa fare in caso di emergenza
La richiesta di soccorso in mare comprende l’insieme delle operazioni e delle comunicazioni che devono essere attivate quando un’unità navale si trova in una situazione di pericolo grave e immediato per le persone a bordo. Conoscere correttamente queste procedure è fondamentale per la sicurezza della navigazione ed è un argomento centrale nello studio della Patente Nautica.
Quando si deve richiedere soccorso in mare
Il soccorso va richiesto esclusivamente in presenza di un’emergenza reale, quando vi è rischio per la vita umana. I casi più comuni sono:
incendio a bordo
affondamento o via d’acqua non controllabile
collisione o incaglio pericoloso
uomo in mare
grave emergenza sanitaria
avaria con unità alla deriva in condizioni meteo-marine avverse
Non va confuso il soccorso con la richiesta di assistenza, che riguarda situazioni non critiche e prive di pericolo immediato.
SOCCORSO ≠ RICHIESTA DI ASSISTENZA
⚠️ Soccorso ≠ Assistenza
MAYDAY → pericolo immediato per la vita
PAN-PAN → situazione non grave (avaria, difficoltà)
Fasi operative della richiesta di soccorso
Valutazione dell’emergenza
Il comandante, o chi ne assume le funzioni, deve:
valutare rapidamente la gravità della situazione
tutelare la sicurezza delle persone a bordo
decidere se attivare la procedura di soccorso
Una decisione tempestiva è essenziale per il buon esito delle operazioni.
Trasmissione del messaggio di soccorso MAYDAY
Il segnale internazionale di soccorso è MAYDAY e viene trasmesso tramite radio VHF sul canale 16.
Il messaggio deve seguire una struttura precisa:
MAYDAY ripetuto tre volte
nome dell’unità ripetuto tre volte
posizione geografica
natura dell’emergenza
numero di persone a bordo
eventuali richieste specifiche
informazioni utili sull’unità
Esempio di messaggio MAYDAY:
“MAYDAY MAYDAY MAYDAY Qui motonave Stella del Mare, Stella del Mare, Stella del Mare Posizione 40 gradi 15 minuti Nord, 9 gradi 30 minuti Est Incendio a bordo Quattro persone a bordo Richiediamo soccorso immediato”
🔹 MAYDAY → Canale 16 → posizione chiara → tipo emergenza → persone a bordo
Coordinamento dei soccorsi
La richiesta di soccorso viene ricevuta e gestita dalla Guardia Costiera, che coordina le operazioni di ricerca e soccorso marittimo (SAR) impiegando:
unità navali
mezzi aerei
navi mercantili presenti in zona
Il comandante deve mantenere il contatto radio e attenersi alle istruzioni ricevute.
Segnali di soccorso visivi e sonori
In caso di difficoltà radio o per rafforzare la richiesta di soccorso, possono essere utilizzati i segnali previsti dalle norme internazionali:
razzi a paracadute a luce rossa
fuochi a mano a luce rossa
boette fumogene arancioni
bandiera “N sopra C”
segnali acustici prolungati
segnali ottici con specchio o torcia
Questi dispositivi fanno parte delle dotazioni di sicurezza obbligatorie a seconda dei limiti di navigazione.
Comportamento dell’equipaggio in attesa dei soccorsi
Durante l’attesa dei soccorsi è fondamentale:
mantenere la calma
far indossare i giubbotti di salvataggio
preparare la zattera di salvataggio se necessario
evitare manovre inutili o pericolose
seguire scrupolosamente le istruzioni ricevute via radio
Una gestione ordinata dell’equipaggio aumenta le probabilità di successo del soccorso.
Differenza tra richiesta di soccorso e richiesta di assistenza
Soccorso
Assistenza
Pericolo immediato
Nessun pericolo per la vita
Uso del MAYDAY
Uso del PAN-PAN
Coordinamento SAR
Supporto tecnico o traino
Emergenza grave
Avaria non critica
PAN-PAN deriva dal francese “panne”, che significa guasto, avaria, problema tecnico.
MAYDAY deriva dall’espressione francese “m’aider” (pronuncia: medé), che significa “aiutatemi”.
Importanza della richiesta di soccorso nella sicurezza della navigazione
La richiesta di soccorso in mare è una responsabilità primaria del comandante. Una comunicazione corretta, tempestiva e completa consente di ridurre i tempi di intervento e di salvaguardare la vita delle persone a bordo. La conoscenza delle procedure di emergenza rappresenta uno degli aspetti più importanti della formazione nautica.
Saper riconoscere una situazione di emergenza e attivare correttamente la richiesta di soccorso è fondamentale per ogni navigante. La sicurezza in mare si basa su preparazione, lucidità e rispetto delle procedure internazionali.
Tabella riassuntiva – Richiesta di soccorso in mare
Fase
Cosa fare
Punti chiave da ricordare
Situazione
Valutare l’emergenza
Pericolo grave e immediato per le persone
Tipo di chiamata
Trasmettere MAYDAY
Solo in caso di rischio per la vita
Canale radio
VHF Canale 16
Canale internazionale di emergenza
Messaggio
Inviare comunicazione strutturata
MAYDAY ×3 – Nome ×3 – Posizione – Emergenza – Persone
Autorità SAR
Attendere istruzioni
Coordinamento della Guardia Costiera
Segnali alternativi
Usare segnali visivi/sonori
Razzi, fuochi a mano, fumogeni, bandiera N/C
Equipaggio
Mettere in sicurezza le persone
Giubbotti indossati, calma, ordine
In attesa del soccorso
Mantenere contatto radio
Seguire istruzioni, evitare manovre inutili
Soccorso vs assistenza
Distinguere la gravità
MAYDAY = pericolo vita / PAN-PAN = difficoltà
Regola d’oro
Priorità assoluta
Prima le persone, poi l’unità
Cos’è l’autorità SAR (Search and Rescue)
L’autorità SAR è l’ente responsabile del coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso in mare (e in generale in ambienti aeronautici e terrestri), quando vi è pericolo per la vita umana.
SAR significa Search And Rescue, cioè Ricerca e Soccorso.
Cosa fa concretamente l’autorità SAR
L’autorità SAR:
riceve le richieste di soccorso (MAYDAY)
valuta la gravità dell’emergenza
coordina tutti i mezzi disponibili
dirige le operazioni fino alla conclusione del soccorso
Non soccorre sempre direttamente, ma organizza e dirige il soccorso.
Chi è l’autorità SAR in Italia
In Italia l’autorità SAR marittima è la Guardia Costiera, attraverso i Centri di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) e le Capitanerie di Porto.
Mezzi coordinati dall’autorità SAR
Sotto il coordinamento SAR possono operare:
unità navali della Guardia Costiera
elicotteri e mezzi aerei
navi mercantili in zona
altre unità da diporto
servizi sanitari e di emergenza
Quando interviene l’autorità SAR
L’autorità SAR interviene quando:
è stato lanciato un MAYDAY
c’è pericolo reale per la vita umana
una situazione evolve da urgenza a emergenza
Frase chiave
👉 L’autorità SAR coordina, dirige e gestisce le operazioni di ricerca e soccorso per la salvaguardia della vita umana in mare.
Tabella comparativa – PAN-PAN e MAYDAY
Aspetto
PAN-PAN
MAYDAY
Significato
Urgenza
Soccorso
Origine del termine
Panne (francese: guasto)
M’aider (francese: aiutatemi)
Gravità
Media
Massima
Pericolo per la vita
❌ No
✅ Sì
Quando si usa
Situazione seria ma controllabile
Pericolo grave e immediato
Esempi tipici
Avaria motore, difficoltà di governo, unità alla deriva con mare calmo
Incendio, affondamento, uomo in mare, collisione
Segnale radio
PAN-PAN ×3
MAYDAY ×3
Canale radio
VHF canale 16
VHF canale 16
Autorità coinvolta
Monitoraggio
Guardia Costiera (SAR)
Tipo di intervento
Assistenza
Soccorso immediato
Evoluzione possibile
Può diventare MAYDAY
Emergenza in atto
Errore grave
Usarlo in caso di pericolo vita
Ritardarlo quando serve
Incaglio, avaria e uomo in mare: gestione delle emergenze a bordo
La sicurezza della navigazione dipende dalla capacità del comandante e dell’equipaggio di riconoscere e gestire correttamente le situazioni di emergenza. Tra le più comuni e pericolose rientrano l’incaglio, l’avaria e l’uomo in mare. Conoscerne le procedure operative è fondamentale sia nella pratica nautica sia per il superamento dell’esame di Patente Nautica.
Incaglio: cos’è e come intervenire
Cos’è l’incaglio
Si parla di incaglio quando l’unità navale resta bloccata sul fondo (sabbia, scogli, bassi fondali) perdendo la libertà di manovra. Può avvenire per:
errore di navigazione
fondali bassi non segnalati
mare formato o vento forte
avvicinamento eccessivo alla costa
Operazioni da svolgere in caso di incaglio
Le azioni devono essere progressive e razionali:
Fermare il motore per evitare danni all’elica o all’asse
Valutare lo stato dell’unità (via d’acqua, sbandamento)
Controllare la marea, il vento e il moto ondoso
Tentare il disincaglio solo se non vi è pericolo:
alleggerendo l’unità
usando l’ancora per fare forza
Richiedere assistenza se necessario (PAN-PAN)
Richiedere soccorso (MAYDAY) se c’è rischio per le persone
⚠️ Mai forzare il disincaglio con motore a piena potenza.
Avaria: definizione e gestione
Cos’è un’avaria
L’avaria è un guasto tecnico che compromette il funzionamento dell’unità, senza necessariamente mettere in pericolo immediato la vita delle persone.
Le più comuni:
avaria al motore
avaria al timone
avaria all’impianto elettrico
avaria all’impianto di raffreddamento
Come comportarsi in caso di avaria
Ridurre la navigazione o fermare l’unità
Segnalare la propria presenza (fanali, segnali diurni)
Evitare la deriva verso zone pericolose
Comunicare la situazione via radio:
PAN-PAN se non c’è pericolo per la vita
MAYDAY se la situazione peggiora
L’avaria può trasformarsi rapidamente in emergenza se accompagnata da maltempo o traffico intenso.
Uomo in mare: l’emergenza più critica
Cos’è l’uomo in mare
La situazione di uomo in mare si verifica quando una persona cade in acqua da un’unità in navigazione o alla fonda. È una delle emergenze più gravi perché coinvolge direttamente la vita umana.
Procedura corretta “Uomo in Mare”
Le azioni devono essere immediate e coordinate:
Gridare “UOMO IN MARE” per allertare tutti
Indicare visivamente la persona in acqua (mai perderla di vista)
Lanciare mezzi di galleggiamento
Ridurre la velocità e manovrare controvento
Avvicinarsi con cautela mantenendo il controllo dell’unità
Recuperare la persona dal lato sottovento
Se il recupero non è possibile o la persona scompare:
trasmettere MAYDAY
comunicare posizione e dinamica
attendere istruzioni dall’autorità SAR
Comunicazioni e autorità di soccorso
In caso di emergenza grave, la richiesta di soccorso viene gestita dall’Guardia Costiera, che coordina le operazioni di Search and Rescue (SAR) impiegando unità navali, mezzi aerei e altre navi in zona.
Differenza tra incaglio, avaria e uomo in mare
Situazione
Gravità
Tipo di chiamata
Incaglio senza pericolo
Media
PAN-PAN
Avaria tecnica
Variabile
PAN-PAN
Incaglio con rischio
Alta
MAYDAY
Uomo in mare
Massima
MAYDAY
Importanza della preparazione nautica
La gestione corretta di incaglio, avaria e uomo in mare si basa su:
conoscenza delle procedure
rapidità decisionale
comunicazioni chiare
rispetto delle priorità
👉 Prima la sicurezza delle persone, poi l’unità.
Ogni navigante deve essere in grado di affrontare le emergenze con lucidità e competenza. La conoscenza delle procedure operative non è solo un obbligo d’esame, ma una responsabilità fondamentale per la sicurezza in mare.
Tabella riassuntiva – INCAGLIO
Aspetto
Contenuto essenziale
Cos’è
Unità bloccata sul fondo (sabbia, scogli, bassi fondali)
Cause comuni
Errore di rotta, fondali bassi, mare o vento forte
La manovra di Williamson è una manovra standard di recupero dell’uomo in mare, utilizzata quando la persona cade in acqua senza essere mantenuta costantemente in vista, oppure di notte o con scarsa visibilità.
👉 Il suo scopo è riportare l’unità esattamente sulla rotta inversa, tornando nel punto presunto della caduta.
Quando si usa la manovra di Williamson
È particolarmente indicata:
se l’uomo in mare non è più visibile
con scarsa visibilità (notte, nebbia)
su unità medio-grandi
quando non si può improvvisare una virata immediata verso la persona
Sequenza base della manovra di Williamson
Fasi operative standard
Timone tutto da un lato (destra o sinistra)
Raggiunti 60° dalla rotta iniziale
Timone tutto dall’altro lato
Raggiunti 180° dalla rotta iniziale
Timone al centro
L’unità ritorna sulla rotta inversa, passando vicino al punto di caduta
📌 Punto chiave da esame: 👉 Il cambiamento di 180° consente di tornare sulla rotta opposta a quella originaria
Modalità esecutiva con BARCA GRANDE
Caratteristiche
grande inerzia
tempi di risposta più lenti
spazi di manovra ampi
Esecuzione
manovra progressiva e regolare
timone deciso ma senza bruschezza
attenzione al ritardo di risposta dello scafo
ideale quando la persona non è visibile
✅ È la manovra preferibile per navi e barche di grandi dimensioni
Modalità esecutiva con BARCA PICCOLA
Caratteristiche
risposta rapida
elevata manovrabilità
ridotta inerzia
Esecuzione
spesso non necessaria se l’uomo è a vista
più efficace una virata immediata o un giro stretto
la Williamson si usa solo se si perde il contatto visivo
⚠️ Su barche piccole, la Williamson è secondaria rispetto alla manovra diretta.
Williamson con vento: sopravento e sottovento
Recupero SOPRAVENTO/CONTROVENTO (consigliato se la barca è grande):
l’unità si avvicina controvento e sopravvento
maggiore controllo della velocità
il vento frena l’imbarcazione
elica lontana dalla persona
✅ È la modalità più sicura
Recupero SOTTOVENTO/VENTO A FAVORE (consigliato se la barca è piccola)
l’unità viene spinta dal vento
si evita che la barca venga investa l’uomo a mare perché spinta dal vento
⚠️ Da evitare se possibile, soprattutto con mare formato.
Williamson = uomo in mare non a vista
riporta la barca sulla rotta inversa
ideale per barche grandi
su barche piccole → solo se si perde il contatto visivo
recupero sempre sopravento
Frase chiave
👉 La manovra di Williamson consente di tornare sulla rotta inversa per recuperare un uomo in mare non più visibile.
Differenza tra rotta, traiettoria, senso e direzione di marcia
Termine
Cos’è
Riferimento
Rotta
Linea teorica pianificata
Carta nautica
Traiettoria
Percorso reale seguito
Movimento effettivo
Direzione di marcia
Dove punta la prua
Orientamento
Senso di marcia
Avanti / indietro / traverso
Tipo di movimento
Comportamento da adottare in mare in caso di peggioramento del mare
Il peggioramento delle condizioni meteomarine rappresenta una delle situazioni di maggiore rischio per la sicurezza della navigazione. Saper riconoscere i segnali di un mare in aumento e adottare comportamenti corretti e tempestivi è fondamentale per prevenire incidenti, tutelare l’incolumità delle persone a bordo e mantenere il controllo dell’unità. Questo tema è centrale nello studio della Patente Nautica e nella pratica della navigazione da diporto.
Riconoscere il peggioramento del mare
I segnali più comuni di un deterioramento delle condizioni sono:
aumento della forza e della costanza del vento
onde più alte, ripide e ravvicinate
cambiamento rapido della direzione del vento
abbassamento della pressione atmosferica
riduzione della visibilità (pioggia, foschia, nubi basse)
👉 Anticipare il problema è sempre più sicuro che affrontarlo.
Prime azioni da adottare
Alla comparsa dei primi segnali di mare in peggioramento, il comandante deve:
ridurre la velocità per evitare colpi violenti sullo scafo
mettere in sicurezza le persone (giubbotti di salvataggio pronti o indossati)
chiudere o fissare tutto ciò che può muoversi a bordo
verificare la rotta e la distanza da costa, secche e ostacoli
La prudenza iniziale è decisiva per evitare l’evoluzione in emergenza.
Condotta dell’unità con mare formato
Navigazione con mare di prua
affrontare l’onda con angolo leggermente obliquo
evitare l’impatto diretto
mantenere velocità moderata e costante
Navigazione con mare al traverso
situazione critica e potenzialmente pericolosa
rischio di rollio accentuato
correggere la rotta per evitare onde sul fianco
Navigazione con mare di poppa
controllare la velocità per evitare l’ingavonamento
governare con attenzione per evitare straorze (prua girata verso il vento)
mantenere sempre il controllo della direzione
Decisioni strategiche: rientro, ridossamento o attesa
In base alla situazione, il comandante può decidere di:
rientrare in porto se vicino e in sicurezza
raggiungere un ridossamento naturale (costa sottovento, insenatura)
allontanarsi dalla costa pericolosa se il mare lo impone
⚠️ Forzare la navigazione verso una costa sopravento è spesso più pericoloso che restare al largo.
Sicurezza delle persone a bordo
In caso di mare in aumento è fondamentale:
far sedere o assicurare le persone
vietare spostamenti inutili
mantenere ordine e calma
informare l’equipaggio sulle manovre in corso
Il panico è un fattore di rischio tanto quanto il mare.
Comunicazioni e richiesta di assistenza
Se la situazione diventa critica:
trasmettere PAN-PAN in caso di difficoltà senza pericolo immediato
trasmettere MAYDAY se vi è rischio per la vita umana
mantenere il contatto radio sul VHF canale 16
Le comunicazioni devono essere chiare, sintetiche e tempestive.
Errori da evitare assolutamente
aumentare la velocità per “scappare” dal mare
sottovalutare i primi segnali di peggioramento
avvicinarsi troppo alla costa con mare sopravento
lasciare l’equipaggio senza istruzioni
Principio fondamentale di sicurezza
👉 Con mare in peggioramento, la priorità assoluta è la sicurezza delle persone, non la destinazione.
Saper osservare
Affrontare correttamente il peggioramento del mare significa saper osservare, decidere e manovrare con prudenza. La preparazione teorica unita al buon senso nautico consente di ridurre i rischi e trasformare una situazione potenzialmente pericolosa in una navigazione controllata e sicura.
Tabella – Mare rispetto all’unità navale
Tipo di mare
Da dove arriva l’onda
Zona della barca interessata
Rischi principali
Comportamento consigliato
Mare di prua
Frontale
Prua
Colpi violenti, perdita di velocità
Ridurre velocità, affrontare l’onda leggermente di lato
Mare di mascone
Avanti-laterale
Mascone (tra prua e fianco)
Rollio e beccheggio combinati
Rotta obliqua, velocità moderata
Mare di traverso
Laterale
Fianco
Rollio accentuato, instabilità
Evitare se possibile, correggere la rotta
Mare di giardinetto
Dietro-laterale
Giardinetto (tra poppa e fianco)
Straorzate, perdita di governo
Velocità controllata, governo attento
Mare di poppa
Da dietro
Poppa
Ingavonamento, perdita di controllo
Ridurre velocità, mantenere direzione
Cosa sono i flaps (o trim tabs)
I flaps (detti anche trim tabs) sono alette mobili installate a poppa, una a sinistra e una a destra, fissate allo specchio di poppa dell’imbarcazione. Possono essere meccanici, elettrici o idraulici e vengono comandati dal pilota tramite appositi comandi in plancia.
👉 Il loro compito principale è modificare l’assetto longitudinale e trasversale della barca durante la navigazione
I flaps delle imbarcazioni
A cosa servono i flaps
I flaps servono a:
regolare l’assetto longitudinale (prua alta o prua bassa)
ridurre il beccheggio
correggere lo sbandamento laterale
facilitare l’entrata in planata
migliorare comfort e sicurezza
ottimizzare consumi e visibilità
⚠️ I flaps non aumentano la potenza, ma migliorano l’efficienza della navigazione.
Principio di funzionamento
Abbassando i flapp la poppa sale e la prua scende
👉 Abbassando un flap, la poppa di quel lato sale e la prua scende 👉 Alzando un flap, l’effetto diminuisce
Flap sinistro giù → la barca scende di prua a sinistra
Flap destro giù → la barca scende di prua a destra
Regolazione dei flaps con mare contrario
Mare contrario (onda di prua o di mascone)
Con mare che arriva di fronte, l’obiettivo è non “piantarsi” nell’onda.
Regolazione consigliata:
flaps leggermente alzati
prua un po’ più alta
velocità moderata
Perché:
evita che la prua affondi nell’onda
riduce colpi violenti sullo scafo
migliora la sicurezza e il comfort
⚠️ Flaps troppo abbassati con mare contrario → prua troppo bassa = rischio colpi duri e ingavonamento
Regolazione dei flaps con mare favorevole
Mare favorevole (onda di poppa o di giardinetto)
Con mare che spinge da dietro, l’obiettivo è mantenere controllo e direzionalità.
Regolazione consigliata:
flaps leggermente abbassati
prua più bassa
velocità ben controllata
Perché:
migliora la stabilità direzionale
riduce il rischio di straorzate
aiuta a “leggere” l’onda davanti
⚠️ Con mare di poppa, troppa velocità + flaps errati = perdita di governo
Flaps e sbandamento laterale
Se la barca è sbandata (carico o vento):
abbassare il flap dal lato opposto allo sbandamento
la barca si raddrizza
👉 Esempio: barca sbandata a destra → abbassare flap sinistro
Tabella riassuntiva – Uso dei flaps con il mare
Condizione del mare
Regolazione flaps
Assetto consigliato
Effetto
Mare contrario
Poco o per nulla abbassati
Prua leggermente alta
Meno colpi sull’onda
Mare di mascone
Regolazione fine
Assetto equilibrato
Navigazione morbida
Mare di traverso
Uso minimo
Stabilità
Riduce rollio
Mare favorevole
Leggermente abbassati
Prua più bassa
Maggior controllo
Sbandamento
Flap opposto allo sbandamento
Barca dritta
Miglior assetto
Errori comuni da evitare
usare i flaps come “acceleratore”
abbassarli troppo con mare formato
dimenticarsi dei flaps durante variazioni di mare
correggere assetto con il timone invece che con i flaps
Regola d’oro
👉 I flaps servono a governare l’assetto, non la velocità.
Osservazione didattica
Un uso corretto dei flaps migliora sicurezza, comfort ed efficienza della navigazione. Saperli regolare in funzione del moto ondoso contrario o favorevole è una competenza fondamentale per ogni comandante responsabile.
Vento di prua → tende a schiacciare la prua
Vento di poppa → tende a schiacciare la poppa
👉 L’effetto reale nasce dalla combinazione vento + onda + velocità.
🧠 Flaps e vento – 6 regole secche
1️⃣ Vento/mare di prua → prua schiacciata → flaps alti 2️⃣ Vento/mare di poppa → poppa schiacciata → flaps leggermente abbassati 3️⃣ Vento laterale da dritta → sbandamento → flap sinistro abbassato 4️⃣ Vento dal giardinetto sinistro → spinta a sinistra → flap destro abbassato 5️⃣ Vento dal mascone di dritta → spinta a dritta → flap sinistro abbassato 6️⃣ Regola d’oro → abbassi il flap dal lato che vuoi far SALIRE
L’ancora galleggiante
L’ancora galleggiante è un dispositivo di sicurezza utilizzato in navigazione per ridurre la deriva e rallentare l’unità quando non è possibile o sicuro proseguire la marcia. A differenza dell’ancora tradizionale, non si ancora al fondale, ma lavora in acqua creando resistenza idrodinamica.
È costituita da una sacca o cono in tessuto robusto, collegata all’imbarcazione tramite una cima e spesso dotata di un galleggiante e di una cima di recupero. Una volta calata in mare, l’ancora galleggiante si riempie d’acqua e oppone resistenza al movimento della barca, mantenendola più stabile e con la prua orientata al mare.
👉 Utilizzi principali:
Ridurre la deriva con vento e mare formato
Stabilizzare l’assetto in caso di avaria al motore
Limitare lo scarroccio durante operazioni di emergenza
Migliorare la sicurezza in attesa di soccorsi
L’ancora galleggiante è una dotazione consigliata nella navigazione d’altura e rappresenta un importante strumento di sicurezza passiva.
🌊 Mettersi alla cappa: manovra di sicurezza
⚓ Significato nautico (letterale)
Dal punto di vista etimologico e concettuale, mettersi alla cappa significa:
“Mettersi sotto una copertura”, “porsi in una condizione di riparo” rispetto al vento e alle onde.
Non vuol dire fermarsi del tutto, ma ridurre l’azione violenta degli elementi, accettandola e controllandola.
Mettersi alla cappa è una manovra di sicurezza che consente di mantenere l’imbarcazione in assetto stabile con mare e vento forte, riducendo rollio, beccheggio e velocità. È una tecnica fondamentale, soprattutto in caso di maltempo, stanchezza dell’equipaggio o necessità di attendere condizioni migliori.
Nelle imbarcazioni a motore, la cappa si realizza generalmente ponendo la prua contro vento e contro mare, con motore al minimo o spento, spesso aiutandosi con un’ancora galleggiante per mantenere l’orientamento.
Nelle imbarcazioni a vela, la cappa classica prevede:
Randa leggermente cazzata
Fiocco controvento
Timone bloccato sopravento
In questo modo la barca avanza lentamente di lato, ma resta stabile e governabile.
👉 Vantaggi del mettersi alla cappa:
Riduce lo stress strutturale sull’imbarcazione
Migliora la sicurezza dell’equipaggio
Consente di riposare o risolvere un’emergenza
Limita la deriva e il rischio di traversia
Mettersi alla cappa è una manovra chiave per la sicurezza della navigazione e rientra tra le conoscenze fondamentali richieste per la patente nautica.
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