Il Motore delle unità navali e da diporto rappresenta il cuore delle unità navali e delle imbarcazioni da diporto, determinando prestazioni, consumi, autonomia e sicurezza in navigazione. Dalla scelta tra motori fuoribordo, entrofuoribordo ed entrobordo fino alla valutazione di potenza, efficienza e manutenzione, conoscere il funzionamento e le caratteristiche dei sistemi di propulsione è fondamentale per ogni diportista. Una corretta configurazione del motore consente di ottimizzare velocità, autonomia e affidabilità, riducendo i costi di esercizio e migliorando l’esperienza in mare, sia per uscite giornaliere che per navigazioni più impegnative.
Motore delle unità navali e da diporto elenco degli argomenti:
Il motore è l’organo energetico dell’unità navale.
Rispetto alla posizione nello scafo esistono tre tipi di motore:
- motore entrobordo
- motore fuoribordo
- motore entro-fuoribordo
Rispetto al luogo della combustione esistono due tipi di motore:
- motore endotermico → benzina e diesel
- motore esotermico → macchina a vapore
** In meccanica esistono oltre al motore esotermico, anche quelli elettrici, idraulici, pneumatici e quelli a combustione esterna.
Il motore a scoppio
Nelle unità navali moderne si usa un motore endotermico che dalla combustione interna di sostanza chimica e aria, produce energia. Questo tipo di motore si chiama “motore a scoppio”, anche se tecnicamente la combustione non è un’esplosione ma un processo controllato.
SOSTANZA CHIMICA + ARIA = BENZINA/GASOLIO + ARIA = CARBURANTE + ARIA
Il motore trasforma praticamente
l’energia termica in energia meccanica
Le parti del motore coinvolte nella combustione
Le parti del motore direttamente interessate dalla combustione sono: il pistone, il cilindro e la camera di scoppio (o più propriamente “camera di combustione”).
✔ pistone → riceve direttamente la pressione dei gas
✔ cilindro → contiene il pistone e i gas in combustione
✔ camera di scoppio → sede della combustione

La produzione di energia (versione semplice)
La dinamica che porta la sostanza chimica e l’aria a bruciare per produrre energia è costituita dalla corsa del pistone dentro il cilindro. Dopo che all’interno del cilindro è stata riversata una quantità di carburante e di aria, il pistone muovendosi dal basso verso l’alto va a “schiacciare” o “comprimere” lo spazio che ospita le due sostanze. La pressione prodotta dalla compressione di spazio porta ad un aumento di temperatura tale che innesca un incendio. L’incendio produce poi una sua pressione che spinge di nuovo il pistone verso il basso, il quale, collegato a sua volta all’albero motore, genera il movimento che poi a catena – attraverso un sistema di collegamenti meccanici – viene trasferito all’organo di propulsione che, nel caso della imbarcazione è l’elica.
La produzione di energia (versione tecnica)
Nel motore endotermico la combustione controllata della miscela aria-carburante genera gas in espansione che spingono il pistone. Il movimento del pistone viene trasformato in moto rotatorio dall’albero motore e trasmesso all’elica, che consente la propulsione dell’imbarcazione.
Trasformazione di energia
Il motore trasforma praticamente l’energia termica in energia meccanica
Il carburante brucia → si sviluppa energia termica (calore)
Il calore produce gas ad alta pressione
La pressione spinge il pistone
Il movimento del pistone viene trasmesso all’albero motore
L’albero motore genera il movimento meccanico (es. rotazione dell’elica)
Il ciclo di lavoro
I motori endotermici a seconda del tempo che impiegano a compiere un ciclo di lavoro per la produzione di energia si classificano in due categorie: motore a 2 tempi e motore a 4 tempi.
Il ciclo di lavoro è la sequenza di operazioni che avviene all’interno del cilindro, dall’ingresso della miscela aria-carburante fino alla produzione della spinta che muove il pistone.
Esempio
Nel motore a 4 tempi il ciclo di lavoro comprende:
Aspirazione – entra aria e carburante
Compressione – la miscela viene compressa
Combustione / espansione – l’esplosione spinge il pistone
Scarico – escono i gas combusti
Quando queste fasi sono completate, il ciclo di lavoro è terminato e il processo ricomincia.
Motore a 4 tempi e a 2 tempi
Nel motore a 4 tempi ogni fase avviene in una corsa distinta del pistone: una corsa per aspirare, una per comprimere, una per la combustione e una per lo scarico.
Nel motore a 2 tempi, invece, più fasi avvengono contemporaneamente durante la stessa corsa del pistone.
Per questo si dice che le fasi non sono separate.
Quando il pistone sale, nello stesso tempo:
comprime la miscela nel cilindro
aspira nuova miscela nel basamento
Quando il pistone scende, nello stesso tempo:
avviene la combustione che spinge il pistone
si aprono le luci di scarico ed entrata e avvengono scarico (escono i gas combusti) e riempimento (entra nuova miscela aria-carburante) insieme
Questo è uno dei motivi per cui il 2 tempi è più semplice ma anche meno efficiente: una piccola parte della miscela fresca può uscire insieme ai gas di scarico.
Motore 2 tempi
Salita → compressione nel cilindro + aspirazione nel carter
Discesa → combustione + scarico + travaso
Motore 4 tempi
Aspirazione
Compressione
Combustione-espansione
Scarico
Nel motore a due tempi le quattro fasi del ciclo si svolgono in due corse del pistone sovrapponendosi tra loro, mentre nel motore a quattro tempi le fasi sono separate e richiedono quattro corse del pistone.
Nel motore a 2 tempi, quando il pistone scende:
la luce di scarico è aperta → i gas combusti stanno uscendo
quasi nello stesso momento si apre la luce di travaso → entra la nuova miscela aria-carburante
Per un breve intervallo quindi scarico e riempimento (aspirazione nel cilindro) avvengono insieme.
Non sono perfettamente simultanei per tutta la corsa, ma si sovrappongono parzialmente, ed è proprio questo che si intende quando si dice che nel 2 tempi le fasi non sono separate.
“Nel motore a due tempi scarico e riempimento del cilindro avvengono parzialmente contemporaneamente perché le luci di scarico e di travaso si aprono nello stesso intervallo di corsa del pistone.”
Definizione di tempo
Un tempo è costituito dallo spostamento del pistone dal Punto Morto Superiore (PMS) al Punto Morto Inferiore (PMI) o viceversa.
Spostamento o corsa del pistone
Lo spostamento da PMS a PMI (o viceversa) genera la mezza rotazione (180°) dell’albero motore.
- Nel motore a 4 tempi si fanno due rotazioni complete dell’albero motore: 360×2 = 720° – pari a 4 corse del pistone
- Nel motore a 2 tempi si fa una rotazione completa dell’albero motore: 360×1 = 360° – pari a 2 corse del pistone
Differenza tra motore a 2 tempi e motore a 4 tempi
Nel motore a 2 tempi le fasi non sono separate: aspirazione e scarico avvengono insieme
Pistone che sale (dal PMI al PMS)
Compressione della miscela nel cilindro
Aspirazione della nuova miscela nel carter (basamento)
Pistone che scende (dal PMS al PMI)
Combustione ed espansione (la spinta che produce lavoro)
Scarico dei gas combusti
Travaso / riempimento del cilindro con nuova miscela
Quindi la formulazione corretta è:
“Nel motore a due tempi, durante la salita del pistone avvengono compressione e aspirazione nel carter; durante la discesa avvengono combustione-espansione, scarico e riempimento del cilindro con nuova miscela.”

L’Aspirazione
L’aspirazione è la fase del ciclo di lavoro in cui nel motore entra aria (nei diesel) oppure miscela aria-carburante (nei motori a benzina).
In pratica:
il pistone si muove creando una depressione (vuoto) nel cilindro o nel carter
questa depressione richiama aria o miscela dall’esterno
il cilindro (o il carter nel 2 tempi) si riempie del fluido necessario alla combustione
Il carter
Il carter è l’involucro metallico inferiore del motore che racchiude e protegge gli organi meccanici interni, in particolare:
albero motore
biella
parte inferiore del pistone
Nei motori a 4 tempi il carter contiene soprattutto l’olio lubrificante e gli organi della manovella.
Nei motori a 2 tempi, invece, il carter ha anche un ruolo attivo nel funzionamento del motore, perché ospita temporaneamente la miscela aria-carburante aspirata, che poi viene inviata al cilindro attraverso i travasi.
Aspirazione e travaso nel motore a 2 tempi
due aspirazioni diverse nel motore a 2 tempi.
Nel 2 tempi esistono infatti due momenti differenti:
1. Aspirazione nel carter
Quando il pistone sale:
nel carter si crea depressione
entra nuova miscela aria-carburante nel carter
questa è la vera fase di aspirazione
2. Riempimento del cilindro (travaso)
Quando il pistone scende:
si apre la luce di scarico → escono i gas combusti
si aprono i travasi
la miscela che era stata aspirata nel carter sale nel cilindro
Questo non si chiama propriamente “aspirazione”, ma travaso o riempimento del cilindro.
Aspirazione
È l’ingresso della miscela aria-carburante dall’esterno del motore.
avviene quando si crea una depressione
nel 2 tempi entra nel carter
nel 4 tempi entra direttamente nel cilindro
Aspirazione = miscela che entra nel motore dall’esterno
Travaso
È il passaggio della miscela già aspirata dal carter al cilindro (solo nei motori a 2 tempi).
la miscela non entra dall’esterno
si sposta dall’interno del motore (carter) al cilindro
avviene quando si aprono i travasi
Travaso = miscela che passa dal carter al cilindro
Da ricordare
Aspirazione → esterno → motore
Travaso → carter → cilindro
Fine del ciclo precedente
Quando il pistone scende:
si aprono scarico e travasi
la miscela che era nel carter entra nel cilindro
il cilindro si riempie di miscela fresca
Inizio del ciclo successivo
Quando il pistone risale:
chiude travasi e scarico
la miscela che è già nel cilindro viene compressa
nello stesso tempo nel carter entra nuova miscela (aspirazione)
Quindi:
la miscela presente nel cilindro durante la salita del pistone è quella introdotta nei travasi alla fine del ciclo precedente.
La miscela entra prima nel carter, poi durante la discesa del pistone passa nel cilindro attraverso i travasi; nella successiva salita del pistone questa miscela viene compressa.
Confronto delle fasi
| Motore 2 tempi | Motore 4 tempi |
|---|---|
| Le fasi si sovrappongono tra loro | Le fasi sono separate |
| Aspirazione nel carter, poi travaso nel cilindro | Aspirazione direttamente nel cilindro |
| Una combustione ogni giro di albero | Una combustione ogni due giri di albero |
| Struttura più semplice, più leggero | Struttura più complessa |
| Più potente a parità di cilindrata ma meno efficiente | Più efficiente e consumi minori |
Motore 2 tempi
Salita → compressione nel cilindro + aspirazione nel carter
Discesa → combustione + scarico + travaso
Il ciclo completo richiede 2 corse del pistone
e 2 giro dell’albero motore.
Nel motore a due tempi abbiamo che quando il pistone sale entra miscela nel carter (aspirazione) e avviene la compressione della miscela già presente nel cilindro; quando il pistone scende avviene la combustione, lo scarico dei gas combusti attraverso le luci e il travaso della miscela dal carter al cilindro.
Motore 4 tempi
Aspirazione
Compressione
Combustione-espansione
Scarico
Nel motore a 4 tempi abbiamo l’aspirazione che avviene quando il pistone scende, la compressione quando sale, la combustione quando scende di nuovo e lo scarico quando sale ancora.
Il ciclo completo richiede 4 corse del pistone
e 2 giri dell’albero motore.
Nel motore a due tempi le quattro fasi del ciclo si svolgono in due corse del pistone sovrapponendosi tra loro, mentre nel motore a quattro tempi le fasi sono separate e richiedono quattro corse del pistone.

Valvole e luci
Nel motore a 4 tempi ci sono due tipi di valvole.
Valvola di aspirazione
Si apre durante la fase di aspirazione
Permette l’ingresso di:
miscela aria-carburante nei motori a benzina
solo aria nei motori diesel
Valvola di scarico
Si apre durante la fase di scarico
Permette l’uscita dei gas combusti

Il ruolo del carburatore
La valvola di aspirazione non fa entrare carburante e aria separatamente (nei motori a benzina):
la miscela è già preparata dal carburatore o dal sistema di iniezione
la valvola fa entrare la miscela già pronta
“Nel motore a quattro tempi sono presenti due tipi di valvole: la valvola di aspirazione, che consente l’ingresso della miscela aria-carburante (o dell’aria nei diesel), e la valvola di scarico, che permette l’uscita dei gas combusti.”
Nota utile:
2 tempi → luci (no valvole)
4 tempi → valvole di aspirazione e scarico
Se vuoi, possiamo fare ora lo schema finale completo del ciclo 4 tempi con le valvole aperte/chiuse, che spesso chiedono all’orale.

Le principali luci del motore a 2 tempi
Nel motore a 2 tempi abbiamo 3 tipi di luce: luce di aspirazione, luce di travaso e luce di scarico.
Luce di aspirazione (verso il carter)
Permette l’ingresso della miscela aria-carburante nel carter
Si apre quando il pistone sale e crea depressione nel carter
Luce di scarico
Permette l’uscita dei gas combusti
Si apre durante la discesa del pistone
Luci di travaso
Consentono il passaggio della miscela dal carter al cilindro
Si aprono poco dopo la luce di scarico, sempre durante la discesa
Come funzionano
Il pistone fa da “valvola”:
salendo o scendendo copre o scopre le luci
così regola automaticamente aspirazione, scarico e travaso
Frasi sintetiche
“Nel motore a due tempi le luci sono aperture nel cilindro che, scoperte o chiuse dal movimento del pistone, permettono l’aspirazione della miscela nel carter, lo scarico dei gas combusti e il travaso della miscela dal carter al cilindro.”
“Nel motore a quattro tempi sono presenti valvole di aspirazione, che consentono l’ingresso della miscela aria-carburante (o della sola aria nei motori diesel), e valvole di scarico, che permettono l’uscita dei gas combusti. Nei motori a benzina la miscela viene preparata dal carburatore o dal sistema di iniezione.”
Nota:
Carburatore → tecnologia tradizionale
Iniezione → tecnologia moderna
Il motore diesel
Benzina
Carburante liquido derivato dal petrolio, facilmente infiammabile, utilizzato nei motori ad accensione comandata, nei quali la combustione avviene tramite la scintilla della candela.
Gasolio
Carburante liquido derivato dal petrolio, meno volatile della benzina, utilizzato nei motori diesel ad accensione spontanea, nei quali la combustione avviene per effetto dell’elevata compressione, senza candela.
In sintesi:
Benzina → accensione con candela
Gasolio → accensione per compressione

Il ciclo di lavoro del motore Diesel (4 tempi)
Il motore Diesel funziona quasi sempre a 4 tempi:

** Nel motore Diesel l’accensione del carburante avviene per autoaccensione alla fine della fase di compressione; la terza fase resta la combustione con espansione del pistone.
⚓ COLLEGAMENTO AI MOTORI MARINI DIESEL
Il Diesel è il motore marino per eccellenza, perché:
✅ Vantaggi in ambito nautico
Elevata coppia ai bassi regimi
Consumi ridotti
Grande affidabilità
Adatto a lavoro continuo
Maggiore sicurezza (gasolio meno volatile)
📌 Tipico utilizzo
Motori entrobordo
Navi e imbarcazioni da lavoro
Yacht da crociera
⚠️ Differenza fondamentale tra diesel e il 2 tempi benzina
| Aspetto | Diesel | 2T benzina |
|---|---|---|
| Accensione | Autoaccensione | Candela |
| Aspirazione | Solo aria | Miscela |
| Travasi | ❌ assenti | ✅ presenti |
| Regime | Basso | Alto |
| Coppia | Alta | Più bassa |
La coppia
Il motore diesel sviluppa una maggiore coppia ai bassi regimi rispetto al motore a benzina. Questo avviene perché lavora con rapporti di compressione più elevati e quindi con pressioni di combustione maggiori, che generano una forza più intensa sul pistone.
Nel motore diesel la combustione è progressiva, poiché il carburante viene iniettato e brucia gradualmente durante la fase di espansione. Questo produce una spinta più continua e duratura sul pistone.
In molti motori diesel la corsa del pistone è più lunga, aumentando il braccio della manovella e contribuendo ad aumentare la coppia.
Per queste caratteristiche il motore diesel è adatto a:
lavori pesanti
carichi elevati
funzionamento a bassi regimi
Il motore a benzina, invece, sviluppa meno coppia ai bassi giri ma può raggiungere regimi più elevati, risultando più adatto per velocità e leggerezza.
Cos’è la coppia nel motore
La coppia è dunque la forza di rotazione che il motore genera per far girare l’albero motore.
Nasce così:
la combustione crea pressione sui pistoni
la forza del pistone agisce sulla manovella dell’albero
questa forza diventa rotazione → coppia
In breve:
Coppia = forza sul pistone trasformata in rotazione dell’albero motore
Più coppia = più capacità di spinta (utile per carichi, elica, bassi giri).
Perché il diesel ha più coppia
Il motore diesel sviluppa più coppia perché:
ha un rapporto di compressione più alto
la combustione avviene a pressioni più elevate
la spinta sul pistone è maggiore e più duratura
quindi l’albero motore riceve più forza di rotazione, soprattutto ai bassi regimi
Sintesi
La coppia è la forza di rotazione prodotta dal motore. Il diesel sviluppa più coppia perché l’elevata compressione genera pressioni di combustione maggiori, che producono una spinta più forte sul pistone e quindi una maggiore forza sull’albero motore.

Il momento in fisica
Nel motore la forza lineare del pistone, applicata tramite la biella alla manovella dell’albero motore, genera un momento (coppia) che trasforma il moto rettilineo in moto rotatorio.
Il momento di una forza è la grandezza che misura la capacità di una forza di far ruotare un corpo attorno a un asse o a un punto.
In altre parole:
- Il momento indica quanto una forza tende a far girare qualcosa.

Il rapporto di compressione
Il rapporto di compressione è il rapporto tra il volume del cilindro con pistone al PMI e quello con pistone al PMS e indica quanto l’aria o la miscela viene compressa.
Il rapporto di compressione indica di quante volte si riduce il volume del cilindro quando il pistone passa dal PMI al PMS.
Il rapporto di compressione è:
Volume al PMI ÷ Volume al PMS

Nel motore a benzina il rapporto di compressione è più basso rispetto al diesel.
Valori tipici
Motori a benzina tradizionali: 8:1 – 10:1
Motori a benzina moderni: 10:1 – 12:1
Alcuni motori ad alte prestazioni: fino a 13:1 – 14:1
Perché è più basso?
Perché la miscela aria-benzina:
se compressa troppo
potrebbe autoaccendersi prima della scintilla
Questo fenomeno si chiama detonazione o battito in testa.
Confronto rapido
Benzina: circa 8:1 – 12:1
Diesel: circa 14:1 – 25:1
Il motore a benzina ha un rapporto di compressione più basso del diesel per evitare l’autoaccensione della miscela prima della scintilla della candela.
Cosa vuol dire il rapporto
Un rapporto di compressione 25:1 significa che:
Il volume del cilindro quando il pistone è al PMI è 25 volte più grande del volume quando è al PMS.
In altre parole:
Volume massimo (PMI) = 25
Volume minimo (PMS, camera di combustione) = 1
Quindi:
25 unità di volume vengono compresse fino a 1 unità
Formula
Rapporto di compressione =
Volume al PMI ÷ Volume al PMS
Esempio reale
Se:
Volume al PMI = 500 cm³
Volume al PMS = 20 cm³
→ 500 ÷ 20 = 25:1
Sintesi
Un rapporto di compressione di 25:1 significa che il volume del cilindro viene ridotto a un venticinquesimo quando il pistone passa dal PMI al PMS.
Motore a benzina (accensione comandata)
Aspirazione → entra miscela aria + benzina
Compressione → compressione moderata
Fine compressione → scintilla della candela
Combustione → aumento di pressione
Spinta sul pistone → potenza sviluppata soprattutto ad alti giri
Caratteristiche
Rapporto di compressione: 8:1 – 12:1
Coppia più bassa ai bassi regimi
Motore più veloce e leggero
Motore diesel (accensione spontanea)
Aspirazione → entra solo aria
Compressione → compressione molto elevata
L’aria si scalda molto (alta temperatura)
Iniezione del gasolio → autoaccensione
Pressione molto elevata → forte spinta sul pistone → alta coppia ai bassi regimi
Caratteristiche
Rapporto di compressione: 14:1 – 25:1
Maggiore forza (coppia)
Ideale per carichi e lavoro continuo
Sintesi
Benzina: miscela + candela + giri alti
Diesel: aria compressa + iniezione + più pressione + più coppia ai bassi giri
Catena logica del diesel
Alta compressione → alta temperatura → autoaccensione → alta pressione → maggiore forza sul pistone → maggiore coppia.
La carburazione a iniezione
Il motore Diesel utilizza esclusivamente un sistema di alimentazione a iniezione, mentre il motore a benzina può essere alimentato sia a carburatore sia a iniezione.
L’iniezione nel motore a diesel
Nel motore Diesel:
non esiste carburatore
non esiste miscela aria-carburante in aspirazione
entra solo aria
il gasolio viene iniettato direttamente nel cilindro
l’accensione avviene per autoaccensione
👉 Senza iniezione il Diesel non può funzionare.
Quindi:
✔ Diesel = sempre a iniezione
L’iniezione nel motore a benzina
Nel motore a benzina invece possono esistere due sistemi:
🔹 Carburatore (vecchi motori)
Miscela aria-benzina prima del cilindro
Sistema semplice ma meno preciso
🔹 Iniezione (motori moderni)
La benzina viene dosata da iniettori
Più efficienza, meno consumi, meno emissioni
Può essere:
indiretta (nel collettore)
diretta (nel cilindro)
👉 Quindi:
✔ Benzina = carburatore oppure iniezione
Concetto di iniezione
Iniezione = introduzione del carburante sotto pressione direttamente nel cilindro (o camera di combustione).
Il carburante:
entra polverizzato (a gocce finissime)
ad alta pressione
nel momento preciso necessario alla combustione
Sintesi
Nel motore diesel l’iniezione è l’immissione del gasolio, ad alta pressione e finemente polverizzato, direttamente nella camera di combustione alla fine della fase di compressione.

Il collettore di aspirazione
Il collettore di aspirazione è il componente che distribuisce l’aria (o la miscela aria-carburante) ai vari cilindri del motore.
Come funziona
L’aria entra dal filtro e dal corpo farfallato
Passa nel collettore di aspirazione
Il collettore la distribuisce in modo uniforme a ciascun cilindro
Nei motori a benzina a iniezione
Dipende dal tipo di iniezione:
Iniezione indiretta
Gli iniettori spruzzano il carburante nel collettore
Qui si forma la miscela aria-benzina
La miscela entra poi nel cilindro
Iniezione diretta
Nel collettore passa solo aria
Il carburante viene iniettato direttamente nel cilindro
Sintesi
Il collettore di aspirazione è il condotto che distribuisce l’aria, o la miscela aria-carburante nei sistemi a iniezione indiretta, ai cilindri del motore.

Il collettore di aspirazione e il collettore di scarico
Il collettore è presente sia nei motori a benzina sia nei diesel; quello di aspirazione distribuisce l’aria (o la miscela nei benzina a iniezione indiretta), mentre quello di scarico convoglia i gas combusti verso l’esterno.
L’Alimentazione e lo Scarico
Impianto di alimentazione
L’impianto di alimentazione è l’insieme dei componenti che hanno il compito di:
portare al motore l’aria e il carburante nella giusta quantità e al momento giusto.
Comprende, a seconda del tipo di motore:
serbatoio carburante
pompa carburante
filtro carburante
carburatore (motori vecchi) oppure iniettori (motori moderni)
filtro aria
collettore di aspirazione
Funzione: fornire la miscela aria-carburante (benzina) oppure aria e poi carburante (diesel).
Impianto di scarico
L’impianto di scarico è l’insieme dei componenti che hanno il compito di:
espellere i gas prodotti dalla combustione e ridurre rumore e inquinamento.
Comprende:
collettore di scarico
tubazioni di scarico
silenziatore (marmitta)
catalizzatore (nei motori moderni)
Funzione: allontanare i gas combusti dal motore in modo sicuro ed efficiente.
Sintesi
L’impianto di alimentazione fornisce al motore aria e carburante, mentre l’impianto di scarico provvede all’espulsione dei gas combusti prodotti dalla combustione.
Confronto sintetico benzina / Diesel
| Aspetto | Motore a scoppio (benzina) | Motore Diesel |
|---|---|---|
| Miscela | Aria + carburante | Solo aria |
| Preparazione miscela | Prima del cilindro | Nel cilindro |
| Sistema | Carburatore o iniezione | Iniezione obbligatoria |
| Accensione | Candela | Autoaccensione |
| Regolazione potenza | Quantità di miscela | Quantità di gasolio |
| Scarico | Catalizzatore + marmitta | Catalizzatore + DPF + marmitta |
Motore a benzina
🔧 Impianto di alimentazione
Nei motori a scoppio l’impianto di alimentazione ha il compito di preparare la miscela aria-carburante prima che entri nel cilindro.
Aspirazione dell’aria
Dosaggio del carburante tramite:
carburatore (motori tradizionali)
iniezione (motori moderni)
Formazione della miscela aria-benzina
Immissione nel cilindro
Accensione tramite candela
👉 La potenza si regola variando la quantità di miscela aspirata.
1) Iniezione indiretta (la più tradizionale tra i motori moderni)
L’aria entra nel collettore di aspirazione
Gli iniettori spruzzano la benzina nel collettore, vicino alla valvola di aspirazione
La miscela aria + benzina si forma nel collettore
Poi entra nel cilindro
👉 Qui si può dire che la miscela viene preparata prima di entrare nel cilindro
2) Iniezione diretta (motori più moderni)
Nel cilindro entra solo aria
Gli iniettori spruzzano la benzina direttamente nel cilindro
La miscela si forma dentro la camera di combustione
Iniezione diretta → Gli iniettori spruzzano la benzina direttamente nel cilindro
Iniezione indiretta → Gli iniettori spruzzano la benzina nel collettore
🌬️ Impianto di scarico
Serve a espellere i gas combusti e ridurre rumore e inquinamento:
Valvola di scarico
Collettore di scarico
Catalizzatore
Silenziatore (marmitta)
Motore diesel
🔧 Impianto di alimentazione
Nel motore Diesel l’impianto di alimentazione non prepara una miscela (nella camera di combustione entra solo l’aria e dagli iniettori entra il gasolio a pioggia):
Aspirazione di solo aria
Compressione elevata dell’aria
Iniezione diretta del gasolio nel cilindro
Autoaccensione del carburante (senza candela)
👉 La potenza si regola variando la quantità di gasolio iniettato.
🌬️ Impianto di scarico
Espelle i gas combusti e tratta le emissioni:
Valvola di scarico
Collettore di scarico
Turbina (se presente)
Catalizzatore
Filtro antiparticolato (DPF)
Silenziatore
Motore benzina a iniezione diretta e motore diesel
Differenze fondamentali
Motore benzina a iniezione diretta
Durante l’aspirazione entra aria
La benzina viene iniettata nel cilindro
La combustione avviene grazie alla candela
È un motore ad accensione comandata
Motore diesel
Durante l’aspirazione entra solo aria
L’aria viene compressa molto (rapporto alto)
Il gasolio viene iniettato alla fine della compressione
Il carburante si autoaccende (senza candela)
È un motore ad accensione spontanea
La differenza principale non è l’iniezione, ma il tipo di accensione:
Benzina → candela
Diesel → autoaccensione per compressione
Sintesi
I motori a benzina a iniezione diretta sono simili ai diesel perché il carburante viene iniettato direttamente nel cilindro, ma differiscono perché la combustione avviene tramite candela, mentre nel diesel avviene per autoaccensione dovuta all’elevata compressione.
- Iniezione diretta benzina → Gli iniettori spruzzano la benzina direttamente nel cilindro
- Iniezione indiretta benzina → Gli iniettori spruzzano la benzina nel collettore
- Diesel → Gli iniettori spruzzano il gasolio direttamente nel cilindro
Mal funzionamento degli iniettori
| Problema iniettori | Effetto sul motore |
|---|---|
| Nebulizzazione scarsa | Combustione irregolare |
| Dosaggio errato | Più consumi |
| Iniezione irregolare | Vibrazioni |
| Carburante in eccesso | Fumo nero |
| Carburante non bruciato | Avviamento difficile |
In sintesi
Il cattivo funzionamento degli iniettori provoca una combustione incompleta o irregolare, con perdita di potenza, aumento dei consumi, fumosità allo scarico e funzionamento irregolare del motore.
L’impianto di lubrificazione
Funzioni generali dell’impianto di lubrificazione
L’impianto di lubrificazione ha il compito di:
ridurre attriti e usura
raffreddare le parti meccaniche
pulire da residui e impurità
proteggere dalla corrosione
garantire la tenuta tra pistone e cilindro
L’olio lubrifica componenti come:
albero motore
bronzine
biella
pistoni
distribuzione (albero a camme, punterie)
turbocompressore (se presente)
Motori a scoppio (benzina)
🔧 Tipo di lubrificazione
Nei motori a benzina moderni la lubrificazione è quasi sempre:
a carter umido
l’olio è raccolto nella coppa
una pompa dell’olio lo aspira e lo manda in pressione
Il carter umido è il sistema di lubrificazione più diffuso nelle auto di serie perché è semplice, economico e affidabile nell’uso quotidiano.
I principali pregi
1) Semplicità costruttiva
L’olio è contenuto direttamente nella coppa sotto il motore
Una sola pompa di mandata
Nessun serbatoio esterno o pompe di recupero
→ meno componenti = meno complessità
2) Costi più bassi
Produzione più economica
Manutenzione semplice
Interventi e ricambi meno costosi
Per questo è la scelta ideale per auto di uso normale.
3) Maggiore affidabilità nell’uso quotidiano
Meno parti = meno possibilità di guasti
Sistema robusto e collaudato
Perfetto per guida normale, urbana e autostradale
4) Ingombri ridotti e installazione più semplice
Nessun serbatoio esterno
Layout compatto
Facilita il montaggio su veicoli di grande serie
5) Peso inferiore (in molti casi)
Meno tubazioni e componenti
Sistema più leggero rispetto a un carter secco completo
più raramente a carter secco (motori sportivi)
Il carter secco è utilizzato nei motori sportivi perché garantisce lubrificazione sicura, prestazioni migliori e maggiore affidabilità in condizioni estreme (alte velocità, forti accelerazioni e uso in pista).
Nel sistema a carter secco:
l’olio non resta nella coppa sotto il motore
viene aspirato da una o più pompe di recupero
viene inviato a un serbatoio esterno
una pompa di mandata lo rimette in circolo nel motore
Nel carter secco:
c’è meno olio “agitato” dall’albero motore
si riducono le perdite per sbattimento (windage)
il motore gira più libero → leggero aumento di prestazioni
Nel diesel più sollecitazione
Nel motore Diesel l’olio è più sollecitato rispetto a un motore a benzina perché lavora in condizioni meccaniche, termiche e chimiche più gravose.
Anche nel motore diesel l’olio è normalmente contenuto nel carter (coppa dell’olio), esattamente come nella maggior parte dei motori a benzina.
Diesel standard → olio nel carter (coppa)
Sistema più diffuso → carter umido
Carter secco → solo in applicazioni speciali o ad alte prestazioni
Filtro dell’olio e filtro dell’aria
Filtro dell’olio
È un dispositivo che pulisce l’olio motore trattenendo:
particelle metalliche (usura del motore)
residui di combustione
impurità e morchie
A cosa serve
Mantiene l’olio pulito
Riduce l’usura delle parti meccaniche
Protegge cuscinetti, albero motore, pistoni e turbina (nei motori turbo)
Allunga la vita del motore
Dove si trova
Avvitato direttamente al blocco motore
Oppure dentro un contenitore (portafiltro) collegato al circuito dell’olio
Di solito nella parte bassa o laterale del motore, vicino alla coppa dell’olio
Quando si cambia
→ Ad ogni cambio olio

Filtro dell’aria
È un elemento filtrante (in carta o materiale sintetico) che pulisce l’aria prima che entri nel motore.
A cosa serve
Impedisce l’ingresso di:
polvere
sabbia
insetti
impurità
Garantisce una combustione corretta
Migliora prestazioni, consumi ed emissioni
Protegge cilindri, pistoni e valvole dall’usura
Dove si trova
Dentro una scatola di plastica (air box)
Nella parte superiore del vano motore
Collegato al condotto di aspirazione che porta aria al motore o al turbo
Quando si cambia
→ In genere ogni 15.000–30.000 km (prima se si guida in ambienti polverosi)

Filtro dell’aria e filtro dell’olio
| Filtro | Pulisce | Protegge |
|---|---|---|
| Filtro olio | Olio motore | Parti meccaniche interne |
| Filtro aria | Aria aspirata | Sistema di combustione |
Inconvenienti comuni dell’impianto di lubrificazione
- 🔴 Pressione dell’olio insufficiente 👉 Rischio: grippaggio del motore
- 🔴 Olio degradato o contaminato 👉 Effetti: scarsa lubrificazione e aumento usura
- 🔴 Filtro olio intasato
- 🔴 Consumo eccessivo di olio
- 🔴 Surriscaldamento dell’olio
- 🔴 Lubrificazione insufficiente della turbina (Diesel)
L’impianto di raffreddamento
L’impianto di raffreddamento ha il compito di mantenere il motore entro limiti termici sicuri; un suo malfunzionamento può causare surriscaldamento, perdita di efficienza e gravi danni meccanici.
Motore a scoppio (benzina)
🔧 Tipo di raffreddamento
Nella maggior parte dei casi è:
- a liquido (acqua + antigelo)
- più raramente ad aria (motori piccoli o datati)
🔄 Funzionamento (raffreddamento a liquido)
- Il liquido circola nelle camicie del motore
- Assorbe il calore
- La pompa dell’acqua lo spinge verso il radiatore
- Nel radiatore il calore viene ceduto all’aria
- Il liquido raffreddato torna nel motore
- Il termostato regola la temperatura
- La ventola aiuta il raffreddamento a bassa velocità
Il radiatore
Il radiatore fa parte del circuito di raffreddamento a liquido:
- Nel motore il liquido refrigerante (acqua + antigelo) assorbe il calore prodotto dalla combustione.
- La pompa dell’acqua lo fa circolare verso il radiatore.
- Nel radiatore il liquido passa in tubi sottili e alette metalliche.
- L’aria che attraversa il radiatore (durante la marcia o grazie alla ventola) porta via il calore.
- Il liquido raffreddato ritorna nel motore.
Il radiatore mantiene il motore alla temperatura di esercizio ideale (circa 85–95 °C).
** La ventola
La ventola non è sempre accesa. Si attiva solo quando la temperatura del motore supera un certo valore.

Motore Diesel
🔧 Tipo di raffreddamento
Il principio è lo stesso del benzina, ma:
le temperature e pressioni sono più elevate
l’impianto è più robusto
spesso è presente:
raffreddatore dell’olio
intercooler (nei turbodiesel)
👉 Il Diesel produce più calore e lo concentra maggiormente.
L’intercooler
L’intercooler è uno scambiatore di calore che raffredda l’aria compressa dal turbocompressore prima che entri nel motore.
La parola intercooler deriva dall’inglese ed è composta da due parti:
- inter = “tra”, “in mezzo”
- cooler = “raffreddatore” (da to cool = raffreddare)
👉 Significato letterale: “raffreddatore intermedio” oppure “raffreddatore posto tra due fasi”
Nel motore turbo, l’intercooler è chiamato così perché si trova tra due passaggi dell’aria:
- Compressore del turbo → aria compressa e calda
- Intercooler → raffredda l’aria
- Motore → aria più fredda e densa entra nei cilindri
Quindi è un raffreddamento intermedio nel percorso dell’aria.
Definizione tecnica di intercooler
L’intercooler è uno scambiatore di calore simile al radiatore nella struttura e nel funzionamento, ma raffredda l’aria compressa dal turbocompressore anziché il liquido di raffreddamento del motore.

Radiatore e intercooler
L’intercooler assomiglia molto al radiatore nella forma e la funzione è simile, ma lavorano su fluidi diversi e in parti diverse del motore.
Struttura
Entrambi sono scambiatori di calore
Hanno:
tubi interni
alette metalliche (in alluminio)
Sono posizionati nella parte anteriore del veicolo
Si raffreddano grazie al passaggio dell’aria
👉 Dal punto di vista costruttivo, sono molto simili.
Differenze principali
| Caratteristica | Radiatore | Intercooler |
|---|---|---|
| Cosa raffredda | Liquido di raffreddamento (acqua + antigelo) | Aria compressa dal turbo |
| Parte del sistema | Raffreddamento motore | Aspirazione aria |
| Funzione | Evitare surriscaldamento del motore | Aumentare densità dell’aria e prestazioni |
| Presenza | Tutti i motori raffreddati a liquido | Solo motori turbo |
Funzione: simile ma con obiettivi diversi
Radiatore → Protegge il motore dal surriscaldamento
Intercooler → Migliora:
- potenza
- rendimento
- efficienza della combustione
Entrambi però lavorano con lo stesso principio fisico: trasferire calore dal fluido all’aria esterna
Nel motore diesel
In un motore turbo diesel sono normalmente presenti sia il radiatore sia l’intercooler, perché svolgono funzioni diverse e complementari.
Radiatore
Fa parte del circuito di raffreddamento del motore.
Raffredda il liquido refrigerante
Mantiene il motore alla temperatura di esercizio
Evita il surriscaldamento
👉 Senza radiatore, il motore si danneggerebbe rapidamente.
Intercooler
Fa parte del sistema di sovralimentazione.
Raffredda l’aria compressa dal turbo
Aumenta la densità dell’aria
Migliora potenza, rendimento e consumi
👉 Senza intercooler, il turbo funzionerebbe, ma con meno efficienza e temperature più alte.
Dove si trovano
Nella parte anteriore del veicolo, spesso “impilati”:
Ordine tipico (dall’esterno verso l’interno):
- Intercooler
- Radiatore
- (eventuale) condensatore del climatizzatore
Questo perché tutti devono essere attraversati dal flusso d’aria.
Definizione tecnica
L’intercooler è uno scambiatore di calore simile al radiatore nella struttura e nel funzionamento, ma raffredda l’aria compressa dal turbocompressore anziché il liquido di raffreddamento del motore.
ll turbo
Il turbo (o turbocompressore) è un dispositivo che sfrutta l’energia dei gas di scarico per comprimere l’aria in ingresso al motore, aumentando così la quantità di ossigeno disponibile per la combustione.
Il turbo serve a far entrare più aria nel motore → bruciare più carburante → ottenere più potenza.
Il funzionamento del turbo
- I gas di scarico escono dal motore
- Passano nella turbina
- La turbina gira grazie alla pressione e alla velocità dei gas
- La turbina aziona il compressore (dall’altra parte dell’albero)
- Il compressore spinge aria fresca compressa nel motore
- I gas di scarico, dopo la turbina, continuano verso lo scarico e vengono espulsi
Surriscaldamento Diesel vs benzina
1) Maggiore rendimento termico
Il diesel trasforma più energia in lavoro e meno in calore disperso.
2) Miscela più magra
Il diesel lavora con eccesso di aria
Combustione più “fredda” rispetto al benzina in molte condizioni
3) Regimi di rotazione più bassi
Meno giri → meno attriti → meno calore prodotto
I motori diesel, grazie al maggiore rendimento e al funzionamento con miscela magra, dissipano meno calore rispetto ai motori a benzina e non sono più soggetti a surriscaldamento, anche se lavorano con pressioni e carichi meccanici più elevati.
Le auto che seguono il Giro d’Italia in alta montagna rischiano di surriscaldarsi (fondere) perché il motore lavora in condizioni estreme di carico con raffreddamento insufficiente.
Vediamo perché.
1) Carico massimo del motore
In salita ripida:
il motore lavora con acceleratore molto aperto
deve vincere:
pendenza
peso del veicolo
passeggeri e attrezzature
spesso procede in marce basse e ad alti giri
👉 Più carico = più combustione = più calore prodotto
2) Velocità molto bassa = poco raffreddamento
Durante le tappe alpine:
le auto procedono lentamente
l’aria che attraversa il radiatore è minima
Il radiatore funziona bene quando c’è:
velocità → aria naturale
oppureventola → ma da sola può non bastare sotto carico elevato
3) Aria di montagna più rarefatta
In quota:
l’aria è meno densa
contiene meno ossigeno
ha minore capacità di raffreddamento
👉 Il radiatore disperde meno calore.
4) Effetto “colonna” del convoglio
Le auto del Giro:
sono molte e ravvicinate
ricevono aria già calda dal veicolo davanti
lavorano spesso in prima o seconda marcia per lunghi tratti
5) Possibili conseguenze
Se il sistema di raffreddamento non riesce a smaltire il calore:
temperatura oltre i 110–120 °C
ebollizione del liquido
perdita di pressione
deformazione della testata o fusione del motore
L’impianto elettrico
L’impianto elettrico del motore è il sistema che fornisce, gestisce e distribuisce l’energia elettrica necessaria al funzionamento del veicolo. È fondamentale per l’avviamento, l’accensione, l’alimentazione dei sensori e il controllo elettronico del motore, garantendo prestazioni efficienti, sicurezza e riduzione dei consumi.
I componenti principali dell’impianto elettrico del motore includono:
Batteria, che immagazzina e fornisce energia elettrica.
Alternatore, che ricarica la batteria e alimenta i sistemi durante il funzionamento.
Motorino di avviamento, che avvia il motore.
Centralina elettronica (ECU), che gestisce in modo intelligente accensione, iniezione e parametri di funzionamento.
Sensori e cablaggi, che monitorano dati come temperatura, giri motore e pressione.
Un impianto elettrico efficiente assicura un avviamento rapido, prestazioni ottimali e minori emissioni. La manutenzione periodica di batteria, connessioni e cablaggi è essenziale per prevenire guasti e garantire l’affidabilità del motore nel tempo.

L’impianto elettrico del motore diesel
Nel motore diesel l’impianto elettrico presenta alcune differenze importanti rispetto a quello di un motore a benzina, soprattutto nel sistema di avviamento e nella gestione della combustione.
1. Sistema di preriscaldo (candelette)
La differenza più importante è la presenza delle candelette, che:
Riscaldano la camera di combustione prima dell’avviamento.
Facilitano la partenza a freddo.
Sono gestite da una centralina di preriscaldo collegata alla ECU.
Attivano la tipica spia a spirale sul cruscotto.

Nei motori a benzina questo sistema non esiste perché l’accensione avviene tramite candele e bobine di accensione.
Nel diesel:
Non ci sono candele di accensione né bobine.
La combustione avviene per autoaccensione del gasolio dovuta all’elevata compressione.
Candele e candelette
Le candelette dei motori diesel e le candele dei motori a benzina svolgono entrambe un ruolo legato all’avviamento e alla combustione, ma funzionano in modo completamente diverso. Nei motori diesel, le candelette non producono scintille: il loro compito è riscaldare l’aria nella camera di combustione durante la fase di avviamento (soprattutto a freddo), facilitando l’autoaccensione del gasolio che avviene per effetto dell’elevata compressione.
Nei motori a benzina, invece, la candela è un componente attivo in ogni ciclo del motore: genera una scintilla elettrica tra gli elettrodi che accende la miscela aria-carburante al momento preciso stabilito dal sistema di accensione.
In sintesi, la candeletta aiuta il diesel a raggiungere le condizioni termiche per l’autoaccensione, mentre la candela nei motori a benzina è responsabile direttamente dell’innesco della combustione.
🔧 Candelette (non sono candele di accensione)
Nei Diesel è presente un impianto ausiliario di preriscaldamento:
candelette
servono solo per facilitare l’avviamento a freddo
non accendono la miscela durante il funzionamento normale

Avviamento e batteria più sollecitati
Il motore diesel richiede:
Batterie più potenti
Motorino di avviamento più robusto
Maggior assorbimento elettrico durante l’avviamento (compressione elevata + candelette attive)
Nel motore diesel l’impianto elettrico si differenzia per la presenza delle candelette di preriscaldo, l’assenza del sistema di accensione a scintilla e una gestione elettronica avanzata dell’iniezione ad alta pressione. Una batteria efficiente, una centralina ben funzionante e sensori accurati sono fondamentali per garantire avviamenti affidabili, basse emissioni e prestazioni ottimali.
Differenza fondamentale tra benzina e diesel
| Aspetto | Motore a scoppio | Motore Diesel |
|---|---|---|
| Accensione | Scintilla | Autoaccensione |
| Impianto di accensione | Presente | Assente |
| Candela | Necessaria | Assente |
| Candelette | No | Sì (avviamento) |
| Tipo di combustione | Innescata | Spontanea |
La trasmissione
Nelle barche a motore la trasmissione del moto all’elica avviene tramite una catena meccanica che porta la rotazione dal motore all’acqua, adattando giri, coppia e direzione. Il principio è comune, ma cambia in base al tipo di propulsione.
Motore → Invertitore (riduttore) → Albero di trasmissione → Elica

L’invertitore/riduttore
Si chiama invertitore/riduttore perché questo componente svolge due funzioni fondamentali nel sistema di trasmissione marino:
1) Riduttore (riduzione dei giri)
Il motore gira a un regime relativamente alto (ad esempio 2.000–3.000 giri/min), mentre l’elica lavora in modo più efficiente a un numero di giri molto più basso. Il riduttore abbassa la velocità di rotazione dell’albero, aumentando la coppia e permettendo all’elica di spingere meglio l’acqua senza cavitare.
Perché serve la riduzione dei giri
Il motore gira a migliaia di giri/min
L’elica lavora bene a centinaia di giri/min
Il riduttore adatta il moto per evitare cavitazione e sprechi
2) Invertitore (marcia avanti/indietro)
Permette di invertire il senso di rotazione dell’albero di trasmissione, così l’elica può spingere la barca sia in avanti che in retromarcia. Questa funzione sostituisce il cambio tipico delle auto, offrendo generalmente tre posizioni: avanti, folle e indietro.
- Inserisce marcia avanti, folle e retromarcia.
In sintesi: si chiama così perché riduce i giri del motore e, allo stesso tempo, consente di invertire il senso di marcia dell’elica.
Perché l’invertitore/riduttore aumenta la coppia
L’invertitore / riduttore “aumenta la coppia” nel senso che trasforma la velocità di rotazione in forza di spinta sull’albero e quindi sull’elica.
Ecco l’idea semplice:
Il motore produce una certa potenza. La potenza è data da: Potenza = Coppia × Velocità di rotazione
Se il riduttore diminuisce i giri, per mantenere la stessa potenza disponibile la coppia deve aumentare.
Potenza = forza × velocità lineare (nel pistone)
oppure
Potenza = coppia × velocità angolare (nell’albero)
In sintesi
Il pistone genera forza → l’albero la trasforma in coppia → la potenza del motore è data da coppia × velocità di rotazione.

Esempio pratico
Motore: 3.000 giri/min, coppia 100 Nm
Riduttore 2:1 → uscita: 1.500 giri/min
Coppia in uscita ≈ 200 Nm
Quindi:
meno velocità di rotazione
più forza di torsione sull’albero
Perché è utile in barca
L’elica non ha bisogno di girare velocissima: ha bisogno di spingere molta acqua. Per farlo serve coppia elevata, non tanti giri.
Un modo intuitivo per capirlo:
è come la prima marcia di un’auto o la marcia corta di una bicicletta in salita
pedali più lentamente, ma con molta più forza
L’elica → trasforma la rotazione in spinta sull’acqua
In sintesi: il riduttore rallenta i giri del motore e trasforma quella velocità in maggiore forza rotazionale, permettendo all’elica di spingere l’imbarcazione in modo efficace.
Varianti principali di trasmissione
- ⚓ Linea d’asse o Albero di trasmissione (entrofuoribordo/entro)
- ⚓ Saildrive
- ⚓ Fuoribordo
- ⚓ Piede poppiero (entrofuoribordo)
⚓ Linea d’asse o Albero di trasmissione (entrofuoribordo/entro)
Motore dentro lo scafo
Albero inclinato
Robusta, efficiente, tipica di barche dislocanti

⚓ Saildrive (= guida / vela)
Motore interno
Trasmissione “a L” che esce sotto lo scafo
Più silenziosa e compatta

Il saildrive in italiano è un sistema di trasmissione/propulsione entrobordo per barche a vela collegato direttamente a un gambo (piede) che attraversa lo scafo, trasmettendo la potenza all’elica sottostante.
⚓ Fuoribordo
Motore esterno
Trasmissione interna nel gambale
Invertitore e riduzione integrati
⚓ Piede poppiero (entrofuoribordo)
Motore interno + piede esterno orientabile
Buona manovrabilità

La propulsione a idrogetto (o waterjet) è un sistema di propulsione navale in cui l’imbarcazione viene spinta da un getto d’acqua ad alta velocità, invece che da un’elica esterna.
🔧 Come funziona la propulsione a idrogetto
Il principio è semplice e si basa sulla terza legge di Newton (azione–reazione):
Aspirazione dell’acqua
L’acqua entra da una presa situata sotto lo scafo.Accelerazione interna
Una girante (simile a una pompa centrifuga), azionata dal motore, accelera l’acqua all’interno di un condotto.Espulsione del getto
L’acqua viene espulsa posteriormente attraverso un ugello, generando una spinta in avanti.
👉 La direzione del getto determina avanti, indietro e virata, senza bisogno di timone tradizionale.
Elica vs idrogetto
La propulsione con elica
Come funziona
L’elica ruota e spinge all’indietro una massa d’acqua.
Per il principio di azione e reazione, la barca viene spinta in avanti.
La spinta deriva dalla differenza di pressione generata dalle pale.
Caratteristiche
Alta efficienza a velocità basse e medie.
Ottimo rendimento per barche da dislocamento o semi-plananti.
Sistema semplice, robusto e relativamente economico.
Contro:
Parti rotanti esposte → rischio urti con fondali, detriti o fauna.
Possibile cavitazione e vibrazioni.
Manovrabilità limitata rispetto ai waterjet (si usa timone o orientamento del piede).
Tipici impieghi
Barche da pesca, yacht da crociera, navi mercantili, gommoni tradizionali.
Propulsione a idrogetto (waterjet)
Come funziona
Una pompa aspira acqua da una presa sotto lo scafo.
L’acqua viene accelerata e espulsa ad alta velocità da un ugello.
La spinta deriva dalla variazione di quantità di moto del getto.
Caratteristiche
Ottime prestazioni ad alta velocità.
Grande manovrabilità: l’ugello orientabile permette sterzate rapide e retromarcia tramite deflettore.
Nessuna elica esterna → maggiore sicurezza e minore rischio di danni.
Pescaggio ridotto, ideale per acque basse.
Contro:
Meno efficiente a basse velocità.
Maggior consumo in regime lento.
Sistema più complesso e costoso.
Tipici impieghi
Motoscafi veloci, moto d’acqua, imbarcazioni da soccorso, traghetti veloci, unità militari.
⚠️ Non c’è elica esterna, quindi niente effetto evolutivo come nei sistemi tradizionali.
🚤 Dove si usa la propulsione a idrogetto
Moto d’acqua (jet ski)
Gommoni e imbarcazioni sportive
Mezzi di soccorso marittimo
Navi militari
Traghetti e aliscafi veloci
Differenza chiave in sintesi
| Aspetto | Elica | Idrogetto |
|---|---|---|
| Principio | Spinge acqua con pale | Aspira e spara un getto |
| Efficienza | Migliore a basse velocità | Migliore ad alte velocità |
| Manovrabilità | Buona | Molto elevata |
| Sicurezza | Parti esposte | Nessuna parte rotante esterna |
| Fondali bassi | Rischio urti | Molto adatto |
In breve:
Elica = efficienza e semplicità per uso generale.
Idrogetto = velocità, manovrabilità e sicurezza in condizioni operative più dinamiche.
🆚 Confronto rapido: idrogetto vs elica
| Caratteristica | Idrogetto | Elica |
|---|---|---|
| Elica esterna | ❌ No | ✅ Sì |
| Sicurezza | ⭐⭐⭐⭐ | ⭐⭐ |
| Basse velocità | ⭐⭐ | ⭐⭐⭐⭐ |
| Alte velocità | ⭐⭐⭐⭐ | ⭐⭐⭐ |
| Pescaggio | Molto ridotto | Maggiore |
| Effetto evolutivo | Assente | Presente |
Concetto di autonomia in navigazione in relazione alla quantità di carburante a bordo
Il concetto di autonomia in navigazione indica quanta distanza o quanto tempo un’unità può navigare in sicurezza con il carburante effettivamente disponibile a bordo, tenendo conto dei consumi reali e di un margine di riserva.
L’autonomia dipende da:
- CARBURANTE – quantità di carburante imbarcato
- CONSUMO MOTORE – consumo orario del motore
- VELOCITA’ – velocità di crociera
- MARE E METEO – condizioni operative reali (mare, carico, vento)
📏 Autonomia in tempo e in distanza
- 1️⃣ Autonomia in tempo (ore)
- 2️⃣ Autonomia in distanza (miglia nautiche)
Autonomia in tempo (ore) = Carburante utilizzabile / Consumo orario
📌 Esempio
Carburante utilizzabile: 80 litri
Consumo: 10 L/h
Carburante utilizzabile : Consumo orario → 80 : 10 = 8 ore
➡️ Autonomia = 8 ore
Autonomia in distanza (MN) = Autonomia (ore) × Velocità (nodi)
📌 Esempio
Autonomia: 8 ore
Velocità: 12 nodi
Autonomia (ore) × Velocità (nodi) → 8 x 12 = 96 nodi
➡️ Autonomia = 96 miglia nautiche
Nodo, miglio e velocità terrestre
1 nodo = 1 miglio nautico all’ora
Poiché 1 miglio nautico = 1,852 km, allora: 1 nodo = 1.852 km/h
⚠️ Il concetto chiave: carburante utilizzabile ≠ carburante totale
Non tutto il carburante a bordo va considerato “utilizzabile”. In navigazione si deve sempre prevedere una riserva di carburante del 30%. Ovvero, in diporto nautico esiste una regola pratica chiamata:
Regola dei terzi
1/3 andata
1/3 ritorno
1/3 riserva
Quindi:
66% utilizzabile
33% riserva
Ma anche qui:
è una regola prudenziale, non universale
👉 Quindi: Carburante utilizzabile = carburante totale − riserva
🧠 Autonomia e pianificazione della navigazione
Prima di partire bisogna sempre:
conoscere il consumo medio reale
calcolare l’autonomia con riserva
confrontarla con la distanza prevista
verificare porti alternativi
👉 Se la distanza prevista è vicina al limite di autonomia, la navigazione non è sicura.
📊 Esempio completo
Carburante totale: 120 L
Riserva (30%): 36 L
Carburante utilizzabile: 84 L
Consumo: 12 L/h
Velocità: 15 nodi
Autonomia in tempo (ore) = 84 / 12 = 7 ore
Autonomia in distanza (miglia) = 7 × 15 = 105 MN
🧭 In sintesi
L’autonomia è il rapporto tra carburante disponibile e consumo
Va sempre calcolata con una riserva
Dipende da velocità, mare e assetto
È un concetto fondamentale per la sicurezza della navigazione
- Guarda anche: caratteristiche e parti del motore, su Nauticando.it
Consumo medio per un gommone da diporto
Stima realistica da diporto per:
Gommone: 6 m
Motore: 115 hp 4T
Carburante totale: 100 L
Riserva prudenziale (30%) = 30 L
Carburante utilizzabile: 70 L
Conversione: 1 MN = 1,852 km
I consumi sotto sono valori medi tipici per un 115 hp su un 6 m (carico normale, mare calmo).
Tabella autonomia – Gommone 6 m / 115 hp / 100 L
| Andatura | Velocità (kn) | Consumo (L/h) | Autonomia (h) | Autonomia (MN) | Autonomia (km) |
|---|---|---|---|---|---|
| Dislocamento (minimo) | 6 | 7 | 10,0 | 60 | 111 km |
| Crociera economica | 15 | 12 | 5,8 | 87 | 161 km |
| Crociera ottimale | 20 | 18 | 3,9 | 78 | 145 km |
| Crociera veloce | 25 | 25 | 2,8 | 70 | 130 km |
| Massima (WOT) | 30 | 35 | 2,0 | 60 | 111 km |
Risultato pratico
Per un 6 m con 115 hp:
Autonomia massima realistica: ~85–90 MN
cioè circa 160–165 km
ottenuta a crociera economica (~15 kn)
Questo succede perché:
a bassa velocità fai tante ore ma pochi nodi
ad alta velocità vai veloce ma consumi molto
l’autonomia massima in distanza sta intorno alla crociera economica
Formula usata
Carburante utilizzabile = 100 − 30 = 70 L
Autonomia (h) = 70 / consumo
Distanza (MN) = ore × velocità
Distanza (km) = MN × 1,852






