I comportamenti dell’unità navale descrivono il modo in cui una nave o un’imbarcazione reagisce alle forze fisiche che agiscono durante la navigazione, in particolare in relazione a stabilità, galleggiamento e assetto. Questi tre concetti fondamentali permettono di comprendere perché un’unità resta a galla, come mantiene l’equilibrio e in che modo si dispone rispetto alla superficie dell’acqua in condizioni statiche e dinamiche. La corretta interpretazione di stabilità, galleggiamento e assetto è essenziale per garantire sicurezza, efficienza e comfort di bordo, oltre a rappresentare una conoscenza di base nei programmi di formazione nautica e negli esami per il conseguimento della patente nautica. Lo studio di questi comportamenti consente al comandante di prevenire situazioni di rischio e di gestire consapevolmente l’unità in mare.
Bastione San Remy, la terrazza panoramica di Cagliari e punto d’ingresso al quartiere Castello

Dislocamento
Il dislocamento di un’unità navale è la massa (o peso) dell’acqua che la nave o l’imbarcazione sposta quando galleggia, ed è uguale al peso totale dell’unità stessa in una determinata condizione di carico.
In termini semplici:
👉 quanto pesa la barca = quanta acqua sposta.
Spiegazione tecnica (principio fisico)
Il concetto di dislocamento deriva dal principio di Archimede, secondo cui un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del fluido spostato.
Un’unità navale galleggia quando:
il peso della nave è uguale al peso dell’acqua dislocata
Questo equilibrio determina la linea di galleggiamento.
Cosa comprende il dislocamento
Il dislocamento include:
- struttura dello scafo
- apparato motore
- carburante
- acqua dolce
- equipaggiamenti
- equipaggio e passeggeri
- carico
⚠️ Non è un valore fisso: varia in base al carico.
Tipi di dislocamento
🔹 Dislocamento a vuoto (o leggero)
Peso dell’unità senza carichi, equipaggio e rifornimenti.
🔹 Dislocamento a pieno carico
Peso dell’unità completamente armata e carica, pronta alla navigazione.
Unità di misura
Il dislocamento si esprime in:
chilogrammi (kg) o tonnellate (t)
in ambito nautico: tonnellate metriche
Perché il dislocamento è importante
Il dislocamento influisce su:
- stabilità
- assetto
- pescaggio
- velocità
- consumi
- sicurezza in navigazione
Una variazione di dislocamento comporta una variazione della linea di galleggiamento e del comportamento dell’unità in mare.
Definizione sintetica
Il dislocamento è il peso dell’unità navale, pari al peso dell’acqua da essa spostata quando galleggia.
Galleggiamento
La galleggiamento è la condizione fisica per cui un’unità navale (nave o imbarcazione) rimane a galla sulla superficie dell’acqua grazie all’equilibrio tra il proprio peso e la spinta idrostatica esercitata dal fluido.
Definizione tecnica
Il galleggiamento si basa sul principio di Archimede, secondo cui:
un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del fluido spostato.
Un’unità navale galleggia quando:
la spinta di Archimede è uguale al peso dell’unità
Questo equilibrio determina la linea di galleggiamento dello scafo.
Galleggiamento e unità navale
Nel caso di una nave o imbarcazione:
lo scafo sposta un certo volume d’acqua (dislocamento)
il peso dell’acqua spostata sostiene l’unità
Perché il galleggiamento è fondamentale
Il galleggiamento è essenziale perché:
consente all’unità di restare a galla
influisce su stabilità e assetto
varia al variare del carico
condiziona pescaggio e sicurezza
Definizione sintetica
Il galleggiamento è la condizione di equilibrio per cui un’unità navale rimane a galla grazie alla spinta dell’acqua, pari al peso dell’unità stessa.
Perdita di galleggiamento
Un’imbarcazione perde il galleggiamento quando non è più in grado di mantenere l’equilibrio tra il proprio peso e la spinta idrostatica dell’acqua, cioè quando la spinta di Archimede diventa insufficiente a sostenere il peso dell’unità.
Quando avviene la perdita di galleggiamento
La perdita di galleggiamento si verifica principalmente in questi casi:
🔹 Allagamento dello scafo
Quando l’acqua entra all’interno dell’imbarcazione:
aumenta il peso totale
diminuisce il volume d’aria
la spinta idrostatica non è più sufficiente
👉 causa più comune dell’affondamento.
🔹 Sovraccarico eccessivo
Se l’unità supera il dislocamento massimo previsto:
la linea di galleggiamento sale oltre i limiti di sicurezza
il bordo libero si riduce
l’acqua può entrare a bordo
👉 rischio di perdita progressiva del galleggiamento.
🔹 Danneggiamento strutturale
Ad esempio:
falla nello scafo
rottura di prese a mare
collisioni o urti
👉 compromissione dell’opera viva.
🔹 Distribuzione errata dei pesi
Un cattivo assetto può:
far immergere eccessivamente una parte dello scafo
favorire l’ingresso d’acqua
anticipare la perdita di galleggiamento
Cosa succede quando si perde il galleggiamento
l’unità affonda
oppure resta a galla solo parzialmente
fino al completo sommersione dello scafo
⚠️ Diverso dalla perdita di stabilità: una barca può capovolgersi pur mantenendo il galleggiamento.
Definizione sintetica
Un’imbarcazione perde il galleggiamento quando il suo peso supera la spinta idrostatica dell’acqua, rendendo impossibile il sostegno dell’unità.
La stabilità dell’imbarcazione
Secondo il principio di Archimede quando un’imbarcazione viene messa in acqua, essa sposta una quantità d’acqua pari al volume immerso dello scafo. Per galleggiare, il peso dell’acqua spostata deve essere uguale al peso dell’imbarcazione.
Pertanto, il galleggiamento di un’unità navale avviene quando il suo peso è equilibrato dalla spinta idrostatica generata dall’acqua spostata.
Cosa succede all’acqua quando si mette una barca in acqua?
Quando una barca entra in acqua:
l’acqua di superficie viene spinta via dallo scafo
si sposta in tutte le direzioni disponibili:
ai lati
a prua (davanti)
a poppa (dietro)
contemporaneamente, una parte dell’acqua viene anche spinta verso il basso, perché lo scafo occupa spazio sotto la superficie
👉 L’acqua è incomprimibile: se uno spazio viene occupato, deve spostarsi altrove.
È solo acqua di superficie?
Non solo.
All’inizio vedi soprattutto l’acqua di superficie che si muove e increspa
In realtà si sposta tutta la massa d’acqua corrispondente al volume immerso dello scafo, anche sotto il livello visibile
Questa è la quantità d’acqua che si dice “spostata” (dislocamento).
Perché non affonda?
Perché l’acqua spostata esercita una spinta verso l’alto che cresce man mano che la barca entra in acqua, fino a quando:
peso della barca = peso dell’acqua spostata
A quel punto la barca si ferma e galleggia.
Immagine mentale utile (molto usata nella didattica)
Immagina una vasca piena fino all’orlo:
metti dentro la barca
l’acqua trabocca
l’acqua uscita pesa quanto la barca
Quello è esattamente il principio di Archimede applicato.
Quando una barca viene messa in acqua, l’acqua viene spostata in tutte le direzioni attorno allo scafo; la quantità d’acqua spostata, pari al volume immerso, genera la spinta che consente il galleggiamento.
Come agisce la pressione dell’acqua
L’acqua esercita pressione idrostatica:
su tutta la superficie immersa dello scafo
in tutte le direzioni (perpendicolare alla superficie)
con intensità crescente con la profondità
Quindi la pressione agisce:
sui fianchi
sulla prua
sulla poppa
sul fondo dello scafo
Perché la barca non viene spinta di lato o in avanti?
Perché:
le spinte laterali si annullano tra loro
la spinta in avanti è bilanciata da quella verso poppa
ciò che non si annulla è la componente verticale verso l’alto
👉 La risultante di tutte le pressioni idrostatiche è una forza verticale diretta verso l’alto, chiamata spinta idrostatica (o di Archimede).
Punto di applicazione della spinta
La spinta verticale risultante:
è applicata in un punto chiamato centro di carena
coincide con il baricentro del volume d’acqua spostato
La pressione dell’acqua agisce su tutta la superficie immersa dell’imbarcazione; le componenti orizzontali (avanti, dietro/lato) si equilibrano, mentre la risultante delle pressioni è una forza verticale verso l’alto detta spinta idrostatica.
Sintesi rapida
✔ l’acqua spinge da tutti i lati
✔ le spinte orizzontali si annullano
✔ resta una spinta verticale verso l’alto
✔ questa forza permette il galleggiamento
Cos’è il centro di carena
Il centro di carena è:
il baricentro del volume d’acqua spostato dalla parte immersa dello scafo.
In pratica è il punto:
in cui si può considerare applicata la spinta idrostatica
da cui “parte” la forza verso l’alto che sostiene la barca
Da cosa dipende
Il centro di carena dipende da:
forma dello scafo
volume immerso
assetto dell’imbarcazione
sbandamento o variazioni di carico
👉 Per questo non è fisso: cambia posizione se cambia come la barca sta in acqua.
Cosa NON è
❌ non è il baricentro della barca
❌ non è un punto strutturale
❌ non è sempre nello stesso posto
La spinta idrostatica è applicata nel centro di carena, mentre il peso dell’imbarcazione agisce nel suo baricentro; il galleggiamento si realizza quando le due forze, uguali e opposte, hanno la stessa linea d’azione verticale.
Differenza di comportamento galleggiante tra petroliera e barca a vela
Una petroliera e una barca a vela sono due tipi di imbarcazione totalmente diverse sul piano strutturale e funzionale. Per galleggiare sull’acqua hanno dei comportamenti diversi, perché cambia il modo in cui lo scafo raggiunge il dislocamento necessario.
Di conseguenza, raggiungono il galleggiamento attraverso modalità differenti, pur obbedendo allo stesso principio fisico.
Partiamo dalla struttura:
- la petroliera ha uno scafo largo e piatto, che determina un basso pescaggio in acqua. La parte immersa in acqua resta relativamente vicina alla superficie
- la barca a vela ha uno scafo stretto con sezione a V. Ciò determina un alto pescaggio in acqua. La parte immersa in acqua si sviluppa per diversi metri dalla superficie
Comportamento in acqua:
- la petroliera, essendo larga e piatta produce un dislocamento d’acqua sviluppato in superficie.
- la barca a vela, essendo corta e a V, produce un dislocamento d’acqua sviluppato in profondità.
Gli indici di stabilità dello scafo
Gli indici di stabilità dello scafo sono parametri nautici che permettono di valutare quanto e come un’imbarcazione tende a raddrizzarsi o a ribaltarsi quando viene sbandata da vento, onde o carichi.
Gli indici di stabilità dello scafo sono in tutto sette, ovvero:
- 1️⃣ Baricentro (G – Centro di gravità)
- 2️⃣ Centro di carena (C)
- 3️⃣ Metacentro (M)
- 4️⃣ Altezza metacentrica (GM) ⭐
- 5️⃣ Braccio di stabilità (GZ)
- 6️⃣ Curva di stabilità (curva GZ)
- 7️⃣ Momento raddrizzante
1️⃣ Baricentro (G – Centro di gravità)
È il punto di applicazione della risultante di tutti i pesi presenti sull’imbarcazione, ovvero il punto in cui si considera applicato il peso totale dell’imbarcazione.
Dipende dalla distribuzione dei pesi
Più è basso, maggiore è la stabilità
Si sposta caricando, scaricando o muovendo pesi
📌 Non è un indice di stabilità da solo, ma è fondamentale per calcolarli.
2️⃣ Centro di carena (C)
È il punto di applicazione della risultante di tutte le forze prodotte dalla spinta dell’acqua. E’ pertanto il baricentro del volume d’acqua spostato.
Punto di applicazione della spinta idrostatica
Cambia posizione con l’assetto e con lo sbandamento
📌 Anche questo non è un indice numerico, ma un riferimento essenziale.
3️⃣ Metacentro (M)
È il punto geometrico che è l’incontro tra l’asse verticale del centro di carena in posizione dritta e il centro di carena in posizione di sbandata.
** Il prefisso “meta-” in metacentro deriva dal greco μετά (metá) e significa “oltre”, “al di là”, “successivo” o “che viene dopo”.
Il metacentro descrive come si sposta la spinta idrostatica quando la barca s’inclina.
Quando la barca si inclina il centro di carena si sposta lateralmente e la nuova linea di spinta idrostatica incontra la verticale originale in un punto, quel punto è il metacentro
Esistono due tipi di metacentro:
- il metacentro trasversale – che indica lo sbandamento laterale
- il metacentro longitudinale – che indica lo sbandamento antero-posteriore
- Metacentro trasversale (MT) → rollio
- Metacentro longitudinale (ML) → beccheggio
Questa distinzione dipende dall’asse rispetto al quale la barca ruota e dal piano di sbandamento considerato.
🔹 Metacentro trasversale → Rollio
Il rollio è l’oscillazione laterale (babordo–tribordo)
Avviene attorno all’asse longitudinale
Il metacentro trasversale:
nasce dallo sbandamento laterale
serve a valutare la stabilità trasversale
è quello più importante nella pratica, perché lo sbandamento laterale è il più frequente e pericoloso
👉 Se MT è sopra il centro di gravità (G) → barca stabile
👉 Se MT è sotto G → barca instabile
🔹 Metacentro longitudinale → Beccheggio
Il beccheggio è l’oscillazione prua–poppa
Avviene attorno all’asse trasversale
Il metacentro longitudinale:
nasce da uno sbandamento longitudinale
valuta la stabilità longitudinale
è meno critico nelle barche comuni, perché lo scafo è molto più lungo che largo
👉 Per questo motivo ML è normalmente molto più alto di MT, e il beccheggio raramente porta a perdita di stabilità.
4️⃣ Altezza metacentrica (GM) ⭐
È l’indice di stabilità più importante.
GM = distanza verticale tra baricentro (G) e metacentro (M)
Interpretazione
- GM > 0 → imbarcazione stabile
- GM = 0 → equilibrio instabile
- GM < 0 → imbarcazione instabile (tende a ribaltarsi)
Effetti pratici
- GM grande → barca rigida, raddrizza velocemente
- GM piccolo → barca morbida, oscillazioni lente
5️⃣ Braccio di stabilità (GZ)
È la distanza orizzontale tra:
la linea d’azione del peso
la linea d’azione della spinta idrostatica
📌 È il braccio che genera il momento raddrizzante.
GZ = 0 → nessuna capacità di raddrizzamento
GZ massimo → massima stabilità a quell’angolo
6️⃣ Curva di stabilità (curva GZ)
Rappresenta graficamente:
sull’asse orizzontale → angolo di sbandamento
sull’asse verticale → braccio GZ
Permette di valutare:
stabilità iniziale
stabilità a grandi angoli
angolo di ribaltamento
📌 Fondamentale per navi, meno usata nei piccoli natanti.
7️⃣ Momento raddrizzante
È la forza che riporta la barca in posizione eretta.
Momento raddrizzante = dislocamento × GZ
Più è grande:
più la barca resiste allo sbandamento
🧭 Sintesi rapida (da memorizzare)
| Indice | Cosa indica |
|---|---|
| G | Punto di applicazione del peso |
| C | Punto di applicazione della spinta idrostatica |
| M | Comportamento della spinta allo sbandamento |
| GM | Stabilità iniziale |
| GZ | Capacità di raddrizzamento |
| Curva GZ | Stabilità globale |
| Momento raddrizzante | Forza di recupero |
Regolazione dell’assetto di uno scafo in navigazione
Nelle unità con motore fuori o entro bordo l’assetto dipende principalmete da:
- la posizione in verticale del piede del propulsore
- distribuzione del carico a bordo
Inclinazione del motore – Angolo tra la superficie del mare e il piano orizzontale dello scafo
Assetto appruato:
- piede vicino allo specchio di poppa (posizione negativa)
- carico troppo in avanti
Assetto neutro:
- corretta inclinazione del motore (posizione neutra)
- corretta distribuzione del carico
Assetto appoppato:
- piede lontano dallo specchio di poppa (posizione positiva)
- carico troppo indietro
La corretta inclinazione del motore e la corretta distribuzione del carico può essere verificata osservando l’assetto dello scafo quando è in moto: in condizione ideale l’unità dovrebbe procedere il più possibile parallela alla superficie dell’acqua.
** I passeggeri e i pesi mobili devono essere spostati per correggere anche un’eventuale sbandamento trasversale. Qualunque scafo che sbanda a dritta devia la prua verso dritta e viceversa.
Principali tipi di carene
Le carene possono essere divise in tre tipi a seconda del comportamento che devono avere in acqua.
carene plananti – chiglia piatta o leggermente a V – planano, cioè escono facilmente dall’acqua e sviluppano grandi velocità. Sono stabili in acque tranquille e instabili in acque agitate.
carene dislocanti – forma tona o a V profonda – rimangono sempre immerse in acqua durante la navigazione, non planano, fendono facilmente l’acqua e la spostano a destra e a sinistra. Non hanno doti di velocità, ma hanno grandi sabilità in acque agitate.
carene semiplananti o semidislocanti – sono il compromesso tra le due soluzioni di sopra e per questo è il tipo più usato nel diporto.
carena catamarano – carena costituita da due chiglie collegate da un ponte. E’ particolarmente stabile.
Il timone
Il timone è l’organo di governo della barca. Esso serve a far cambiare direzione allo scafo.
Il timone è il sistema di governo
Due soluzioni timoniere
Il sistema di governo dell’imbarcazione varia in base al tipo di motorizzazione: nelle unità con motore entrobordo è presente un timone tradizionale, mentre nelle unità con motore fuoribordo o entro-fuoribordo la funzione di timone è svolta dal piede del motore.
Gruppo poppiero
Nelle barche con motore fuoribordo o entro-fuoribordo (gruppo poppiero) il timone è costituito dal piede stesso del motore.
👉 Non c’è un timone tradizionale separato, perché:
la direzione è controllata orientando il piede
l’elica spinge l’acqua nella direzione voluta
la barca cambia rotta per azione combinata di spinta ed orientamento

Imbarcazioni entrobordo
Il timone nelle imbarcazione con motore entrobordo è posto nella parte poppiera, ed è costituito da una robusta pala che può essere:
| Configurazione | Posizione | Tipica di |
|---|---|---|
| Passante con losca | Attraversa lo scafo | Dislocanti, vela |
| Sospeso | Sotto la carena | Barche moderne |
| Sullo specchio | Esterno | Barche tradizionali |

La pala è composta da due facce:
- la faccia frontale – la parte anteriore dove agisce la pressione dell’acqua
- la faccia dorsale (o spalla) – la parte posteriore
Il comando del timone
Il timone passante e quello sospeso sono normalmente comandati dalla ruota in plancia; il timone esterno sullo specchio di poppa è generalmente comandato dalla barra.
| Tipo di timone | Posizione | Tipo di motorizzazione tipica | Comando tipico | Note |
|---|---|---|---|---|
| Passante con losca | Attraversa lo scafo, a poppa | Entrobordo | Ruota in plancia | Timone tradizionale |
| Sospeso sotto carena | Sotto la parte poppiera | Entrobordo | Ruota in plancia | Spesso bilanciato |
| Esterno sullo specchio | Fissato allo specchio di poppa | Entrobordo (piccole unità) | Barra in poppa |
Comportamento del timone in marcia avanti
- comando a barra = barra a dritta → timone a sinistra → prua a sinistra → poppa a dritta
- comando a barra = timone a sinistra → prua a sinistra → poppa a dritta → barra a dritta
- comando a barra = prua a sinistra → barra a dritta → timone a sinistra → poppa a dritta
- comando a barra = poppa a dritta → prua a sinistra → timone a sinistra → barra a dritta
- comando a ruota = ruota a dritta → prua a dritta → poppa a sinistra → timone a dritta
- comando a ruota = timone a dritta → prua a dritta → ruota a dritta → poppa a sinistra
- comando a ruota = prua a dritta → ruota a dritta → timone a dritta → poppa a sinistra
- comando a ruota = poppa a dritta → prua a sinistra → timone a sinistra → ruota a sinistra
pala del timone a sinistra, poppa destra e prua a sinistra
I concetti chiave comuni sono che: prua e poppa,
vanno in direzioni opposte; timone e prua,
vanno nella stessa direzione
** l’insieme di leve e tiranti che collegano il timone alla ruota si chiama “agghiaccio“.
Effetti del timone
La pala del timone quando viene immersa in acqua ed inclinata di un certo angolo rispetto alla corrente dell’acqua produce due effetti:
- una spinta laterale
- una spinta frenante
Queste due spinte danno così origine a:
- una riduzione della velocità
- uno spostamento laterale della poppa sul lato opposto a quello dell’accostata (accostata = cambio di rotta) → accostamento a dritta della barca → spostamento a sinistra della poppa
- uno sbandamento e un leggero appruamento dello scafo
Il flusso dell’acqua
Quando il timone è dritto (in posizione cioè neutra) il flusso dell’acqua ha un andamento parallelo all’asse longitudinale della pala. Quando il timone viene accostato (o angolato), la pala esercita una pressione sull’acqua da lato dell’accostamento e ciò crea una depressione su quello opposto, determinando una forza idrodinamica del timone che tende a riportarlo in posizione neutra.
** L’effetto di ritorno verso la posizione neutra dipende dalla forma della pala e dalla posizione dell’asse del timone, ed è più marcato nei timoni non bilanciati.
Accostamento e virata
🔹 Accostamento (o accostata)
È il termine tecnico corretto.
Cosa indica
l’atto di governo con cui si modifica la rotta
ottenuto agendo su timone o piede del motore
può essere piccolo o grande
👉 È l’azione di base del governo della barca.
Esempio
Accostare a dritta di 10 gradi.
🔹 Virata
È una manovra più ampia e completa.
Cosa indica
una rotazione significativa della barca
spesso fino a una nuova rotta ben diversa
può comprendere una o più accostate
👉 In pratica: una virata è una sequenza di accostamenti.
Esempio
Virata di 180° per invertire la rotta.
Governabilità e manovrabilità
Governabilità ≠ Manovrabilità
Governabilità
La governabilità è la capacità dell’imbarcazione di mantenere e correggere la rotta grazie all’azione del timone (o dei sistemi di governo).
🧭 In pratica
Una barca è governabile quando:
risponde in modo chiaro ai comandi del timone;
mantiene una rotta stabile;
corregge facilmente deviazioni causate da vento, corrente o mare.
📌 Dipende da
Velocità (il timone lavora bene solo con flusso d’acqua)
Superficie ed efficienza del timone
Flusso dell’elica sul timone
Forma della carena
Stato del mare
👉 Nota chiave
Una barca può essere governabile anche se gira lentamente: l’importante è che obbedisca al timone.
Manovrabilità
La manovrabilità è la capacità della barca di cambiare posizione, direzione e assetto nello spazio, soprattutto a bassa velocità.
🧭 In pratica
Una barca è manovrabile quando:
accosta rapidamente;
gira in poco spazio;
entra ed esce dal posto barca con facilità;
sfrutta bene marcia avanti, indietro ed effetto evolutivo.
📌 Dipende da
Tipo di elica (destrorsa/sinistrorsa)
Numero di eliche (monoelica vs bielica)
Bow thruster / stern thruster
Rapporto peso–dimensioni
Distribuzione dei volumi
Velocità molto basse o nulle
👉 Nota chiave
Una barca può essere manovrabile anche senza timone efficace, sfruttando solo motore ed elica.
** Bow thruster =propulsore di prua, serve a spostare lateralmente la prua
** Stern thruster = propulsore di poppa, serve a spostare lateralmente la poppa
🔁 Differenza sintetica
| Aspetto | Governabilità | Manovrabilità |
|---|---|---|
| Funzione | Mantenere e correggere la rotta | Cambiare posizione e direzione |
| Ambito | Navigazione | Manovre (porto, ormeggio) |
| Velocità tipica | Media / alta | Molto bassa |
| Elemento chiave | Timone | Motore + elica |
| Domanda chiave | “La barca segue il timone?” | “La barca si muove come voglio?” |
🧠 Frase-chiave da ricordare
La governabilità riguarda il controllo della rotta, la manovrabilità il controllo dello spazio.
L’efficacia del timone è legta alla velocità della corrente che impatta sulla pala.
- la governabilità è maggiore quando l’imbarcazione ha più velocità
- la manovrabilità quando ha poco abbrivio ma il motore è in accelerazione
Per lo stesso motivo quando la barca in un fiume, essa è molto più manovriera procedendo controcorrente che non in favore di essa.
** Abbrivio
L’abbrivio è il movimento residuo di un’imbarcazione che continua a spostarsi per inerzia, anche quando motore ed elica non spingono più.
👉 In altre parole: la barca si muove ancora anche se non sta accelerando.
Effetto evolutivo dell’elica
- Questo effetto si produce indipendentemente dal’azione del timone
- Non è un errore di manovra: è un effetto fisico inevitabile.
L’effetto evolutivo è uno “sculamento” laterale della poppa, dovuto alla rotazione dell’elica che genera una spinta trasversale oltre a quella longitudinale.
Perché si genera
L’effetto nasce da tre cause combinate:
- 1️⃣ Spinta asimmetrica delle pale
- 2️⃣ Elica che spinge acqua anche di lato
- 3️⃣ Scarsa efficacia del timone a bassa velocità
1️⃣ Spinta asimmetrica delle pale
Quando l’elica gira:
le pale non lavorano tutte nello stesso modo
la pala che scende lavora in acqua più “compatta” (acqua meno aerata)
la pala che sale lavora in acqua più “disturbata”
👉 Risultato: una spinta laterale netta.
La pala discendente dell’elica spinge più acqua lateralmente da un lato, generando una spinta trasversale sulla poppa.
Elica destrorsa
• AVANTI → poppa a destra
• INDIETRO → poppa a sinistra
Elica destrosa e timone a destra
Nell’elica destrosa l’acqua viene “caricata” a destra e spinta a sinistra, questo porta la poppa a dritta. Così come se il timone va a dritta la poppa va a sinistra.
Nell’elica destrosa in marcia avanti l’acqua viene spinta lateralmente verso sinistra, generando una reazione che tende a portare la poppa a dritta; analogamente, un timone accostato a dritta devia il flusso verso dritta e provoca lo spostamento della poppa verso sinistra.
| Sistema | Acqua spinta | Reazione | Poppa |
|---|---|---|---|
| Elica destrosa (avanti) | a sinistra | spinta a dritta | a dritta |
| Timone a dritta | a dritta | spinta opposta | a sinistra |
2️⃣ Elica che spinge acqua anche di lato
L’elica:
non spinge solo indietro
imprime all’acqua un moto elicoidale
una parte della spinta è laterale
👉 Questa componente laterale agisce direttamente sulla poppa.
3️⃣ Scarsa efficacia del timone a bassa velocità
L’effetto evolutivo è più evidente quando:
la barca è ferma o quasi
il timone non è ancora investito da un flusso efficace
il motore lavora “di colpo” (marcia avanti o indietro)
Direzione dell’effetto (regola pratica)
Dipende dal senso di rotazione dell’elica.
🔹 Elica destrorsa
marcia avanti → poppa tende a destra
marcia indietro → poppa tende a sinistra
🔹 Elica sinistrorsa
marcia avanti → poppa tende a sinistra
marcia indietro → poppa tende a destra
📌 Nei quiz di patente nautica, si fa quasi sempre riferimento a un’elica destrorsa.
Quando è più marcato
L’effetto evolutivo aumenta:
a bassa velocità
con marcia indietro
con accelerazioni brusche
su barche monoelica
- con pescaggio elevato o carena profonda, perché l’elica sta più in profondità dove l’acqua ha un flusso più stabile e continuo – meno areata – e la resa di pressione sulla pala più bassa è maggiore.
genera una spinta più uniforme e intensa, quindi amplifica anche la componente laterale
L’effetto evolutivo aumenta a bassa velocità, in marcia indietro, con accelerazioni brusche, sulle unità monoelica e su imbarcazioni con pescaggio elevato o carena profonda, poiché l’elica lavora in acqua più stabile e produce una spinta laterale più marcata.
Timone vs elica
| Timone | Effetto evolutivo |
|---|---|
| Dipende dal flusso sull pala | Dipende dalla rotazione dell’elica |
| Agisce soprattutto in moto | Agisce soprattutto da fermo |
| È controllabile | È prevedibile ma non eliminabile |
👉 Il timone governa, l’elica “spinge anche di lato”.
Effetto compensativo del timone su quello evolutivo dell’elica:
Elica destrosa, spinge la poppa a dritta; il timone per compensare vira a dritta e spinge la poppa va a sinistra
A basse velocità la spinta laterale dell’elica rimane, mentre le forze che la contrastano diminuiscono.
Vediamo perché, punto per punto.
1️⃣ Il timone diventa poco efficace
Il timone funziona solo se è investito da un flusso d’acqua significativo.
A velocità medio-alta → flusso forte → il timone compensa lo sculamento
A bassa velocità / fermo → flusso debole → il timone non corregge
👉 Risultato: l’effetto evolutivo “vince”.
2️⃣ La spinta trasversale dell’elica non scompare
Anche a bassi giri:
l’elica continua a ruotare
genera una componente laterale della spinta
soprattutto in retromarcia
👉 Quella spinta rimane attiva anche quando la barca quasi non avanza.
3️⃣ Meno velocità = meno stabilità direzionale
Con l’aumento della velocità:
la carena crea resistenza laterale
aumenta l’inerzia direzionale
la barca tende a “filare dritta”
A basse velocità tutto questo svanisce.
4️⃣ In retromarcia la carena lavora “male”
In retro:
la forma dello scafo non è progettata per stabilizzare
il flusso è disordinato
la poppa è libera di scartare
👉 Altro motivo per cui lo sculamento è evidente.
🧠 Riassunto in una riga (da memorizzare)
A bassa velocità l’elica spinge di lato, ma timone e carena non riescono più a contrastarla.
Lo scartamento laterale della poppa è più evidente a basse velocità perché diminuisce l’efficacia del timone e della carena, mentre la componente trasversale della spinta dell’elica rimane attiva.
Uso pratico (manovra consapevole)
Un buon comandante non combatte l’effetto evolutivo, lo sfrutta:
per accostare la poppa in porto
per facilitare l’ormeggio
per ruotare la barca in spazi stretti
L’effetto evolutivo è la tendenza della poppa a spostarsi lateralmente (poppa che scarta) a causa della rotazione dell’elica. È più evidente a basse velocità, indipendente dal timone e dipende dal senso di rotazione dell’elica e dal regime del motore.
1️⃣ Cosa significa “elica destrorsa”
Un’elica è destrorsa quando, vista da poppa, in marcia avanti ruota:
in senso orario
Questo è un dato costruttivo e geometrico:
dipende dall’inclinazione delle pale
non cambia mai, qualunque sia la marcia inserita
👉 Il “senso” (destrorsa/sinistrorsa) non dipende dalla direzione della spinta, ma dalla geometria dell’elica.
2️⃣ Cosa succede quando inserisci la marcia indietro
Quando passi da avanti a indietro:
il motore inverte il senso di rotazione
l’elica gira in senso opposto
ma le pale restano le stesse
📌 Risultato:
l’elica non diventa sinistrorsa
lavora in condizioni idrodinamiche peggiori
genera più turbolenza e più effetto evolutivo
👉 È come usare una vite al contrario: la vite non cambia tipo, ma lavora peggio.
3️⃣ Perché l’effetto evolutivo cambia lato
Qui nasce l’equivoco 👇
Con elica destrorsa:
avanti → poppa tende a destra
indietro → poppa tende a sinistra
Questo accade perché:
cambia la direzione della spinta
cambia quale pala è “discendente” e quale “ascendente”
non perché l’elica diventi sinistrorsa
📌 È la dinamica del flusso, non il tipo di elica, a cambiare.
Analogie vite sul tassello/elica sull’acqua
🔧 La vite (meccanica)
penetra in un solido
sfrutta attrito e resistenza del materiale
avanza perché “scava” nel tassello
🌊 L’elica (idrodinamica)
lavora in un fluido
non penetra nulla
accelera e devia l’acqua
riceve per reazione una forza di spinta
👉 L’elica spinge l’acqua all’indietro, non “si avvita” in essa.
4️⃣ Schema concettuale (molto importante)
| Caratteristica | Avanti | Indietro |
|---|---|---|
| Tipo di elica | Destrorsa | Destrorsa |
| Senso di rotazione | Orario | Antiorario |
| Spinta longitudinale | In avanti | All’indietro |
| Effetto evolutivo | Poppa a destra | Poppa a sinistra |

Il senso di rotazione dell’elica inverte passando dalla marcia avanti a quella indietro, ma il tipo di elica (destrorsa o sinistrorsa) resta invariato, essendo una caratteristica costruttiva.
Sintesi finale
✔ elica destrorsa = geometria fissa
✔ avanti/indietro = senso di rotazione variabile
❌ non esiste un’elica che “diventa” sinistrorsa
✔ cambia solo la direzione della spinta e dell’effetto evolutivo
l’effetto evolutivo dovuto alla rotazione dell’elica viene in parte compensato dal timone
significa che:
👉 la spinta laterale dell’elica non agisce nel vuoto, ma interagisce con:
il flusso d’acqua generato dall’elica
la pala del timone
la carena dello scafo
Questa interazione può ridurre, deviare o bilanciare parzialmente lo spostamento laterale della poppa.
1️⃣ Cosa fa l’elica (richiamo rapido)
L’elica:
spinge acqua all’indietro
le imprime un moto elicoidale
genera una componente laterale → effetto evolutivo (poppa che scarta)
Questa spinta laterale è indipendente dal timone.
2️⃣ Come interviene il timone (punto centrale)
Quando l’elica gira, il getto d’acqua:
investe direttamente il timone
anche a bassa velocità della barca
Se il timone:
è in asse
oppure leggermente orientato
succede questo:
🔹 Il flusso dell’elica colpisce la pala del timone
crea pressione su un lato
genera una forza laterale opposta
che contrasta in parte l’effetto evolutivo
👉 Il timone non annulla l’effetto evolutivo, ma lo smorza.
3️⃣ Ruolo della carena
Una parte del getto dell’elica:
non colpisce il timone
ma impatta sulla carena e sulla poppa
La carena:
devia il flusso
dissipa energia
introduce resistenze asimmetriche
👉 Anche questo contribuisce a limitare lo scarto laterale puro.
4️⃣ Quando la compensazione funziona davvero
La compensazione è efficace soprattutto quando:
la barca ha un minimo di moto
il timone è investito dal getto dell’elica
si usa marcia avanti dolce
È invece scarsa o nulla quando:
la barca è ferma
si dà marcia indietro
il timone non è investito dal flusso
📌 Ecco perché in retromarcia l’effetto evolutivo domina.
Formula concettuale 1
L’effetto evolutivo è massimo quando l’elica lavora da sola; diminuisce quando il flusso generato investe il timone e la carena, che producono forze idrodinamiche opposte.
Formula concettuale 2
L’effetto evolutivo dovuto alla rotazione dell’elica viene in parte compensato dal timone perché il flusso d’acqua spinto dall’elica investe la pala del timone e la carena, generando forze idrodinamiche che contrastano lo spostamento laterale della poppa.
Sintesi finale chiarissima
✔ l’elica crea una spinta laterale
✔ il timone, se investito dal flusso, genera una forza opposta
✔ la carena contribuisce a dissipare e deviare il getto
❌ la compensazione non è totale
❌ in retromarcia quasi non esiste
Movimento relativo di prua e poppa nelle manovre di accostata
Durante le manovre di ormeggio e di accostata, la poppa descrive un arco di evoluzione sensibilmente maggiore rispetto alla prua, poiché il centro di rotazione dell’imbarcazione è spostato verso prua e perché l’effetto evolutivo dell’elica è maggiore a basse velocità.
Questo scarto può essere sfruttato dal conduttore, che utilizza la poppa per accostare, sapendo che la prua seguirà successivamente nella direzione opposta.
Sintesi concettuale finale
✔ centro di rotazione spostato verso prua
✔ poppa = grande arco di movimento
✔ prua = movimento ridotto e ritardato
Timone di compensato o semicompensato
Compensato, significato
Si chiama timone compensato perché le forze idrodinamiche che agiscono sulla pala si compensano parzialmente tra loro, riducendo lo sforzo necessario per mantenerlo angolato.
In nautica, i termini timone compensato e timone semicompensato indicano la posizione dell’asse di rotazione del timone rispetto alla pala, e spiegano quanta forza serve al timoniere per governare l’imbarcazione.
- timone compensato è un timone in cui il 20-35% della pala si trova davanti all’asse di rotazione
- timone semicompensato è un timone in cui il 10-20% della pala si trova davanti all’asse di rotazione
📊 Tabella comparativa
| Caratteristica | Ordinario | Semicompensato | Compensato |
|---|---|---|---|
| Pala davanti all’asse | 0% | 10–20% | 20–35% |
| Sforzo al timone | Alto | Medio | Basso |
| Stabilità direzionale | Molto alta | Alta | Media |
| Prontezza di risposta | Bassa | Media | Alta |
| Facilità in manovra | Bassa | Buona | Ottima |
| Sensibilità | Ridotta | Buona | Molto alta |
Un timone si dice compensato quando parte della pala è posta anteriormente all’asse di rotazione, così da ridurre lo sforzo necessario alla manovra grazie all’equilibrio delle forze idrodinamiche.
🧠 Schema mnemonico rapido
Ordinario → stabile ma duro
Semicompensato → equilibrato
Compensato → leggero e rapido
Il timone ordinario ha tutta la pala dietro l’asse di rotazione ed è molto stabile ma richiede maggiore sforzo; il timone semicompensato rappresenta un compromesso tra stabilità e maneggevolezza; il timone compensato riduce lo sforzo grazie a una parte della pala posta davanti all’asse.
🔹 Timone ordinario (non compensato)
Definizione
Timone in cui tutta la pala è posta dietro l’asse di rotazione, che coincide con il bordo d’attacco.
Caratteristiche
0% di pala davanti all’asse
Massima stabilità direzionale
Sforzo elevato al timone
Risposta lenta ma progressiva
Vantaggi
Grande controllo in navigazione rettilinea
Comportamento prevedibile
Robusto e semplice
Svantaggi
Duro in manovra
Poco adatto a barche moderne o veloci
Tipico di
Imbarcazioni tradizionali
Navi e barche da lavoro
Scafi lenti e dislocanti
🔸 Timone semicompensato
Definizione
Timone con una piccola porzione della pala davanti all’asse di rotazione, che resta comunque arretrato rispetto al bordo d’attacco.
Caratteristiche
10–20% della pala davanti all’asse
Buon equilibrio tra stabilità e maneggevolezza
Sforzo medio
Sensibilità progressiva
Vantaggi
Più leggero dell’ordinario
Ancora stabile
Ottimo in manovra e in crociera
Svantaggi
Non leggerissimo come il compensato
Meno “reattivo” in sportivo
Tipico di
Barche a vela da crociera
Motovelieri
Imbarcazioni polivalenti
🔹 Timone compensato
Definizione
Timone in cui una parte significativa della pala è davanti all’asse di rotazione, così che le forze idrodinamiche si compensano.
Caratteristiche
20–35% della pala davanti all’asse
Sforzo molto ridotto
Risposta rapida
Minore stabilità intrinseca
Vantaggi
Timone leggero
Manovre precise
Ottimo controllo a basse velocità
Svantaggi
Può risultare “nervoso”
Richiede attenzione e sensibilità
Tipico di
Barche a vela moderne
Imbarcazioni veloci
Scafi sportivi
Dinamica del timone compensato e supercompensato
Nel timone compensato e semicompensato una parte delle forze idrodinamiche lavora “a favore” della rotazione, invece che opporsi: questo riduce il momento resistente che il timoniere deve vincere con barra o ruota.
1️⃣ Da dove nasce la “durezza” del timone
Quando accosti il timone:
l’acqua preme sulla pala;
la forza idrodinamica applicata dietro l’asse crea un momento torcente resistente;
questo momento tende a raddrizzare il timone;
la barra/ruota deve vincere quel momento → timone “duro”.
👉 Più superficie dietro l’asse, più il timone è duro.
2️⃣ Cosa cambia nel timone compensato
Nel timone compensato (o semicompensato):
una parte della pala è davanti all’asse di rotazione;
su quella parte l’acqua esercita una forza che genera un momento opposto;
questo momento:
non raddrizza il timone,
ma aiuta la rotazione.
👉 I due momenti si sottraggono.
Il timoniere non deve più vincere. Momento totale = momento resistente – momento compensante
Il mozzo
Il mozzo dell’elica è la parte centrale dell’elica che collega le pale all’asse motore. È un elemento meccanico e idrodinamico fondamentale, senza il quale l’elica non potrebbe né trasmettere potenza né lavorare correttamente sull’acqua.
Trasmettere coppia e potenza all’elica
Il mozzo:
si innesta sull’asse (o sull’albero del piede nei fuoribordo)
trasferisce la coppia motrice alle pale
garantisce un collegamento solido e concentrico
👉 Senza mozzo non esisterebbe una rotazione efficace delle pale.
Trasmettere coppia significa:
trasferire la rotazione e il momento torcente dal motore all’elica senza perdite o slittamenti.
👉 Il mozzo non crea la coppia, ma:
la riceve dall’asse
la trasmette alle pale
Schema concettuale:
Il mozzo è:
l’interfaccia meccanica
il punto in cui la coppia diventa lavoro idrodinamico
Dalla coppia alla spinta (collegamento con Newton)
Il percorso è questo:
il motore genera coppia
la coppia fa ruotare l’elica
le pale accelerano l’acqua all’indietro
l’acqua reagisce spingendo la barca in avanti
👉 Il mozzo serve solo al punto 2, ma senza di lui tutto il resto non avviene.
Perché il termine “coppia” trae in inganno
Nel linguaggio comune:
“coppia” = due cose che lavorano insieme ❌
In fisica:
“coppia” = rotazione prodotta da una forza ✔️
Stessa parola, significato completamente diverso.
Definizione
Il mozzo dell’elica è l’elemento che trasmette la coppia motrice dall’asse alle pale, consentendo la trasformazione dell’energia meccanica rotatoria in spinta idrodinamica.
Le pale orientate
Le pale orientate dell’elica servono a trasformare la rotazione dell’asse in spinta longitudinale, cioè a far avanzare (o arretrare) l’imbarcazione in modo efficiente e controllabile. L’orientamento non è casuale: è studiato per sfruttare al meglio l’acqua come “massa di reazione”.
Perché le pale sono orientate (e non dritte)
Le pale sono inclinate rispetto al piano di rotazione: ruotando, “avvitano” l’acqua all’indietro.
Per reazione, la barca viene spinta in avanti (terza legge di Newton: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria).
👉 Senza orientamento (pale dritte) l’elica mescolerebbe l’acqua, ma non produrrebbe spinta utile.
L’elica NON “spinge la barca”
È importante chiarirlo:
👉 l’elica non spinge direttamente la barca, ma spinge l’acqua.
Le pale, essendo inclinate:
intercettano una massa d’acqua
la accelerano all’indietro (le danno quantità di moto)
la pala esercita una forza sull’acqua
l’acqua viene:
spinta all’indietro
leggermente messa in rotazione (scia elicoidale)
Fisicamente:
l’elica aumenta la quantità di moto dell’acqua verso poppa
Reazione: spinta in avanti della barca
Per la terza legge di Newton:
l’acqua esercita sulla pala una forza uguale e opposta
questa forza è diretta in avanti
la forza si trasmette:
pala → mozzo → asse → scafo
👉 Risultato: la barca avanza
Perché l’inclinazione delle pale è fondamentale
Se le pale fossero perpendicolari all’asse:
l’acqua verrebbe soprattutto fatta girare
poca massa sarebbe accelerata all’indietro
la reazione longitudinale sarebbe minima
Con pale inclinate:
la forza ha una componente assiale
l’acqua viene accelerata all’indietro
la reazione ha una componente in avanti
più acqua si accelera → più spinta si ottiene
Il passo dell’elica
L’orientamento determina il passo.
Il passo dell’elica è la distanza teorica che l’elica percorrerebbe in un giro completo. Esso dipende dall’inclinazione delle pale: maggiore è l’inclinazione, maggiore è il passo. A parità di condizioni, un passo maggiore consente una maggiore velocità potenziale della barca.
Questo perché il passo dell’elica dipende direttamente dall’angolo con cui sono inclinate le pale rispetto al piano di rotazione.
- Passo teorico – avanzamento ideale se l’acqua fosse un solido
- Passo effettivo – avanzamento reale se l’acqua è un liquido
Passo teorico-Passo effettivo = regresso
Se prendi una pala e:
la inclini poco → passo corto
la inclini molto → passo lungo
👉 A ogni giro:
pala poco inclinata → avanza poco
pala molto inclinata → avanza molto
👉 l passo dell’elica è la distanza teorica che l’elica avanzerebbe in un giro completo, se l’acqua fosse solida.
👉 Il passo dell’elica descrive quanta “strada teorica” compie l’elica a ogni giro completo
Passo lungo → più velocità, meno accelerazione
Passo corto → più spinta, migliore accelerazione e manovra
È come una vite: più è “ripida”, più strada fa a ogni giro.
Velocità ≠Accelerazione
🔹 Velocità è: quanto vai veloce in un dato momento
🔹 Accelerazione è: quanto rapidamente si cambia velocità
Velocità
Esempio:
- 5 nodi
- 15 nodi
- 25 nodi
👉 È uno stato.
Accelerazione
Esempio:
- da 0 a 10 nodi in 5 secondi → alta accelerazione
- da 0 a 10 nodi in 20 secondi → bassa accelerazione
👉 È un processo.
Passo dell’elica, velocità e accelerazione
Passo lungo
a ogni giro l’elica “vorrebbe” avanzare molto
richiede più coppia al motore
il motore fatica a salire di giri
👉 Risultato:
accelerazione bassa (ci mette più tempo a partire)
velocità finale più alta (se il motore riesce a spingerla)
Passo corto
a ogni giro l’elica “avanza poco”
richiede meno coppia
il motore sale di giri facilmente
👉 Risultato:
accelerazione elevata
velocità massima più bassa
Diametro e passo dell’elica
👉 Il diametro decide quanta acqua “prendi”, il passo decide quanto la “spingi” a ogni giro.
Se aumenti troppo entrambi, il motore non ce la fa; se li riduci entrambi, sprechi potenza.
Diametro e passo dell’elica sono legati perché insieme determinano quanta acqua l’elica muove e come la muove. Non sono parametri indipendenti: cambiare uno costringe a rivedere l’altro per mantenere carico corretto, rendimento e sicurezza del motore.
Perché sono fisicamente collegati
🔹 Diametro = massa d’acqua coinvolta
diametro maggiore → più superficie di disco
più acqua intercettata a ogni giro
più spinta potenziale, ma più carico
🔹 Passo = accelerazione impressa all’acqua
passo maggiore → l’acqua viene spinta più forte all’indietro
maggiore richiesta di coppia
rischio di sotto-giri e cavitazione se eccessivo
👉 Se aumenti diametro e passo, chiedi al motore:
di muovere più acqua
più velocemente
→ carico enorme ❌
Il compromesso obbligato
Per questo, in pratica:
| Se aumenti… | Devi ridurre… | Perché |
|---|---|---|
| Diametro | Passo | muovi più acqua, quindi la spingi meno |
| Passo | Diametro | spingi forte, quindi meno acqua |
È una regola di equilibrio, non una convenzione.
Un’analogia chiarissima
Immagina di spingere:
una pala larga nella sabbia → tanta resistenza → movimenti corti
una pala stretta → puoi spingerla più lontano
👉 pala larga = diametro grande
👉 movimento lungo = passo lungo
In sintesi:
👉 Il diametro stabilisce quanta acqua muovi
👉 Il passo stabilisce quanto la acceleri
👉 Motore e scafo impongono il limite
Il numero delle pale
il numero di pale dell’elica influenza in modo diretto le prestazioni e il comportamento della barca, anche se non determina da solo la velocità massima. È uno dei parametri che vanno bilanciati con diametro, passo, potenza del motore e tipo di scafo.
🔹 Più pale = più superficie attiva / meno velocità / più accelerazione
A parità di diametro e passo, un maggior numero di pale aumenta la superficie attiva dell’elica, migliorando accelerazione e regolarità della spinta, ma tende a ridurre la velocità massima per l’aumento della resistenza idrodinamica.
Effetti sulle prestazioni
Elica a 2 pale
massima efficienza teorica
minore resistenza
velocità massima più alta
scarsa spinta a basse velocità
vibrazioni più marcate
👉 Tipica di barche leggere e veloci.
Elica a 3 pale (la più comune)
buon compromesso generale
spinta regolare
buon controllo in manovra
leggera perdita di velocità rispetto a 2 pale
👉 Standard su molte barche da diporto.
Elica a 4 pale
eccellente spinta a bassa velocità
migliore accelerazione
minore cavitazione
più controllo in retromarcia
lieve perdita di velocità massima
👉 Ideale per barche pesanti o con carene profonde.
Elica a 5 pale
spinta molto fluida
vibrazioni minime
usata su barche professionali o di lusso
maggiore resistenza → velocità massima inferiore
Collegamento con cavitazione ed effetto evolutivo
più pale → carico distribuito → meno cavitazione
più pale → flusso più uniforme → effetto evolutivo più controllabile
meno pale → flusso più aggressivo → più rischio di cavitazione
Perché più pale riducono la velocità massima
Ogni pala:
genera spinta ✔️
ma anche resistenza ❌
Più pale = più attrito idrodinamico.
Non esiste “il numero migliore” in assoluto
Dipende da:
peso della barca
tipo di scafo
regime del motore
uso (velocità vs manovra)
Il numero di pale dell’elica influisce sulla distribuzione della spinta, sulla regolarità del funzionamento e sul rendimento, ma deve essere valutato insieme a diametro e passo.
👉 Poche pale → più velocità, meno controllo
👉 Più pale → più spinta e regolarità, meno velocità massima
L’ogiva (detta anche cappellotto o cono del mozzo)
L’ogiva dell’elica (detta anche cappellotto o cono del mozzo) è la parte conica che chiude anteriormente o posteriormente il mozzo dell’elica. Non è un elemento estetico: svolge funzioni idrodinamiche e protettive molto precise.
👉 L’ogiva dell’elica non aumenta direttamente la spinta, ma:
migliora l’efficienza idrodinamica
riduce cavitazione e vibrazioni
protegge parti meccaniche vitali
Relazione Newton/cavitazione/effetto evolutivo
Collegamento azione–reazione (Newton), cavitazione ed effetto evolutivo in un unico quadro coerente. In realtà sono tre facce dello stesso fenomeno: il modo in cui l’elica interagisce con l’acqua.
Newton = l’acqua restituisce una forza uguale e contraria all’elica (reazione)
Cavitazione = la cavitazione dell’elica è un fenomeno fisico per cui, attorno alle pale, si formano bolle di vapore quando, per effetto della rotazione dell’elica, la pressione dell’acqua scende troppo. Queste bolle collassano subito dopo, generando rumore, vibrazioni e danni, formando cavità di vapore.
Effetto evolutivo = l’effetto evolutivo (in inglese propeller walk) è il fenomeno per cui la rotazione dell’elica genera una spinta laterale sulla poppa, facendo tendere la barca a spostarsi di lato, soprattutto a basse velocità e in manovra.
🧭 SCHEMA UNICO – TIMONE, ELICA, PRUA E POPPA
(elica destrosa – caso più comune)
1️⃣ MARCIA AVANTI – TIMONE ATTIVO
📌 Regola fissa
Timone e prua vanno sempre dalla stessa parte (in avanti).
2️⃣ MARCIA AVANTI – PARTENZA (effetto evolutivo)
Timone al centro – elica avanti
➡️ poppa a sinistra (domina il timone)
➡️ prua a
3️⃣ MARCIA INDIETRO – EFFETTO EVOLUTIVO (DOMINANTE)
⚠️ Il timone conta pochissimo
📌 Vale indipendentemente dalla posizione del timone (a bassa velocità).
4️⃣ MARCIA INDIETRO – TIMONE
📌 In retromarcia:
comanda l’elica, non il timone
🧠 TABELLA RIASSUNTIVA DEFINITIVA
| Situazione | Poppa | Prua | Chi comanda |
|---|---|---|---|
| Avanti + timone sinistra | Destra | Sinistra | Timone |
| Avanti + timone destra | Sinistra | Destra | Timone |
| Avanti + partenza | Sinistra | Destra | Effetto evolutivo |
| Indietro (elica destrosa) | Destra | Sinistra | Effetto evolutivo |
⚓ TRUCCO MNEMONICO
Avanti = timone
Indietro = elica
Lo scafo della barca può essere idealmente suddiviso in due macrozone funzionali:
circa 1/3 anteriore, corrispondente alla zona di prua, e circa 2/3 posteriori, comprendenti la zona centrale e la zona di poppa.
Il centro di rotazione dello scafo, detto anche asse di rotazione, è una linea immaginaria trasversale posta approssimativamente tra la zona di prua e la zona centrale.
Durante le manovre a bassa velocità, la barca tende a ruotare attorno a questo punto: la poppa, essendo più distante dal centro di rotazione, descrive un arco di ampiezza maggiore rispetto alla prua, risultando quindi la parte dello scafo che compie lo spostamento laterale più marcato e che richiede maggiore attenzione in manovra.
🧭 Frase chiave
In manovra la prua guida, ma è la poppa che “viaggia” di più.
Differenza tra ormeggiare e accostare
In nautica, accostare e ormeggiare indicano due fasi diverse della manovra e non sono sinonimi.
→ Accostare significa avvicinare l’imbarcazione a una banchina, a un posto barca o a un’altra unità mentre la barca è ancora in movimento, utilizzando timone, motore ed effetti idrodinamici come il centro di rotazione e l’effetto evolutivo dell’elica.
→ Ormeggiare, invece, è la fase finale e statica della manovra, in cui l’imbarcazione, già correttamente posizionata, viene arrestata e fissata mediante cime, spring e parabordi. In pratica, si accosta per posizionare la barca, si ormeggia per renderla stabile e sicura: comprendere questa differenza è fondamentale per eseguire manovre precise, controllate e in sicurezza, soprattutto negli ormeggi di poppa e nelle manovre in spazi ristretti.
Accostata → ✔️ motore e timone sono ancora determinanti
Ormeggio → ✔️ l’azione volontaria è minima o nulla
Non è una sfumatura linguistica: è una differenza funzionale reale.
Accostata: fase attiva (dinamica)
Durante l’accostata:
la barca è ancora in moto;
motore e timone governano la traiettoria;
usi consapevolmente:
colpi di marcia avanti/indietro,
angolo di timone,
effetto evolutivo dell’elica,
centro di rotazione.
👉 Qui stai “guidando” la barca.
Ormeggio: fase passiva (di assorbimento)
Durante l’ormeggio:
la velocità è quasi nulla;
il motore è:
al minimo,
in folle,
o spento;
il timone ha efficacia trascurabile;
contano soprattutto:
cime,
parabordi,
inerzia residua,
piccoli assestamenti.
👉 Qui non governi più la traiettoria, ma controlli la stabilizzazione.
Regola tecnica finale
In accostata governi la traiettoria.
In ormeggio gestisci l’inerzia residua.

Manovra di ormeggio
La manovra di ormeggio è l’insieme delle operazioni con cui l’unità viene condotta e arrestata presso un punto fisso, compensando vento, corrente ed effetto evolutivo mediante motore, timone e cime.
🧭 MANOVRE DI ORMEGGIO
| Fattore | Caso | Effetto / Problema | Strategia di manovra |
|---|---|---|---|
| Tipo di ormeggio | Di prua | Controllo facile in avanti | Gestire abbrivio, arresto dolce |
| Di poppa | Retromarcia critica | Allineare prima di arrivare | |
| Di fianco | Deriva laterale | Uso sistematico degli spring | |
| Marcia | Avanti | Prua attiva | Correzioni con timone |
| Indietro | Poppa attiva | Effetto evolutivo dominante | |
| Elica | Destrorsa | Retro → poppa a sinistra | Esporre lato dritta |
| Sinistrorsa | Retro → poppa a destra | Esporre lato sinistra | |
| Lato banchina | Dritta | Compensa poppa a sinistra | Favorisce allineamento |
| Sinistra | Compensa poppa a destra | Favorisce allineamento | |
| Vento | In prua | Rallenta | Migliora controllo |
| In poppa | Accelera | Anticipare arresto | |
| Al traverso | Sposta lateralmente | Entrare controvento | |
| Corrente | In prua | Migliora governo | Manovra stabile |
| In poppa | Riduce controllo | Maggior anticipo | |
| Al traverso | Deriva costante | Angolo + cime | |
| Cime | Spring prua | Blocca avanti | Motore contro cima |
| Spring poppa | Blocca indietro | Rotazione controllata | |
| Punto fisso | Banchina | Attracco diretto | Controllo fine |
| Corpo morto | Tensione continua | Regolare lunghezze | |
| Ancora | Rotazione attorno catena | Dosare catena | |
| Regola d’oro | — | Forza dominante | Manovrare contro vento/corrente |
Comportamenti dell’unità navale: l’Ormeggio
Ormeggio di poppa (effetto evolutivo dominante)
- Ormeggio di poppa – elica sinistrosa → esporre alla banchina il giardinetto di dritta
- Ormeggio di poppa – elica destrosa → esporre alla banchina il giardinetto di sinistra
Ormeggio di prua (effetto evolutivo dominante trascurabile, controllare timone e abbrivio)
- Ormeggio di prua – elica sinistrosa → esporre alla banchina il mascone di sinistra
- Ormeggio di prua – elica destrosa → esporre alla banchina il mascone di dritta
Ormeggio di fianco (controllare lato banchina, effetto evolutivo, senso di marcia)
- Ormeggio di fianco – elica sinistrosa – banchina a sinistra → esporre alla banchina il mascone di sinistra
- Ormeggio di fianco – elica sinistrosa – banchina a dritta → esporre alla banchina il giardinetto di dritta
- Ormeggio di fianco – elica destrosa – banchina a sinistra → esporre alla banchina il giardinetto di sinistra
- Ormeggio di fianco – elica destrosa – banchina a dritta → esporre alla banchina il mascone di dritta
Comportamenti dell’unità navale: Accostare
Nell’accostata di poppa, essendo la manovra svolta in retromarcia, l’effetto evolutivo dell’elica è determinante: con elica sinistrorsa la poppa tende a dritta e conviene entrare da dritta; con elica destrorsa la poppa tende a sinistra e conviene entrare da sinistra.
- Accostare di poppa – elica sinistrosa → poppa a dritta, entrare da dritta
- Accostare di poppa – elica destrosa → poppa a sinistra, entrare da sinistra
Accostata di poppa → retromarcia → effetto evolutivo → lato di ingresso
La cavitazione
La cavitazione è un fenomeno idrodinamico che prende il nome dalla formazione di cavità, ovvero zone di vuoto, generate quando la pressione sull’elica scende al di sotto della pressione di vapore dell’acqua. In tali condizioni si formano bolle di vapore acqueo che collassano violentemente al ripristino della pressione, causando perdita di rendimento, vibrazioni ed erosione delle pale. Il fenomeno può essere favorito da un’elica non correttamente dimensionata, da un numero di giri eccessivo o da un errato accoppiamento tra elica, motore e scafo.
La cavitazione non è la formazione di bolle d’aria, ma di bolle di vapore acqueo dovute a una caduta di pressione sull’elica.
Due eliche controrotanti
L’impiego di eliche controrotanti consente di annullare l’effetto evolutivo e di migliorare la regolarità del flusso propulsivo; tale configurazione, se correttamente progettata, non aumenta la cavitazione e può anzi contribuire a ridurla grazie a una migliore distribuzione del carico sulle pale.
Le eliche controrotanti annullano l’effetto evolutivo e non aumentano la cavitazione, salvo difetti di progettazione o funzionamento.
Unità navale bielica
Un’unità navale bielica (due eliche su due assi distinti) presenta numerosi vantaggi rispetto a una monoelica.
✅ 1. Migliore manovrabilità
Le eliche possono lavorare in modo differenziale:
una avanti, una indietro
La nave può:
ruotare quasi su sé stessa
accostare con precisione
Effetto evolutivo molto ridotto o compensato
✅ 2. Maggior controllo a basse velocità
Fondamentale in:
porti
canali
manovre di ormeggio
Minore dipendenza dal timone
Maggior sicurezza in condizioni difficili
✅ 3. Ridondanza e sicurezza
Se un’elica o un motore si guasta:
l’unità resta comunque governabile
Vantaggio importante per:
unità da lavoro
navi passeggeri
navigazione professionale
✅ 4. Migliore distribuzione della potenza
La spinta è divisa su due eliche
Minore carico su ogni elica
Migliore efficienza complessiva
Minori vibrazioni
✅ 5. Riduzione degli effetti parassiti
Effetti evolutivi contrapposti
Flussi più simmetrici sullo scafo
Maggiore stabilità direzionale
⚙️ Posizione dell’elica destrorsa su un’unità bielica
Nelle unità navali bielica, l’elica destrorsa è generalmente installata sul lato di dritta, mentre l’elica sinistrorsa sul lato di sinistra.
❓ Perché questa disposizione?
🔹 1. Compensazione degli effetti evolutivi
In marcia avanti:
l’elica destrorsa tende a spingere lateralmente in un senso
l’elica sinistrorsa nel senso opposto
Montandole simmetricamente:
gli effetti laterali si annullano
la nave procede più diritta
🔹 2. Simmetria del flusso idrodinamico
I flussi prodotti dalle eliche:
investono lo scafo in modo equilibrato
riducono imbardata e sbandamento
Migliore rendimento propulsivo
🔹 3. Migliore risposta in manovra differenziale
Avanti su una elica e indietro sull’altra:
la nave ruota attorno a un punto quasi centrale
Se le eliche fossero “incrociate”:
la manovra sarebbe meno prevedibile
🔹 4. Standard progettuale e costruttivo
Questa configurazione:
è diventata standard navale
semplifica progettazione, collaudi e addestramento
Riduce comportamenti asimmetrici inattesi
🧠 Schema mentale rapido
Bielica =
più controllo
più sicurezza
effetti laterali compensati
→ destrorsa a dritta, sinistrorsa a sinistra
📝i vantaggi del bielica
Un’unità navale bielica presenta maggiore manovrabilità, sicurezza e controllo alle basse velocità; in tale configurazione l’elica destrorsa è generalmente installata sul lato di dritta e quella sinistrorsa sul lato di sinistra, così da compensare gli effetti evolutivi e garantire simmetria propulsiva.
- Guarda anche: I mestieri di bordo, dal sito della Marina Militare
🧭 TABELLA COMPARATIVA MONOELICA VS BIELICA
| Aspetto | Monoelica | Bielica |
|---|---|---|
| Numero eliche | 1 | 2 |
| Manovrabilità a bassa velocità | Limitata | Molto elevata |
| Uso del timone | Fondamentale | Meno determinante |
| Effetto evolutivo | Presente e dominante in retro | Compensato |
| Manovra differenziale | Non possibile | Possibile (avanti/indietro) |
| Rotazione sul posto | Difficile | Quasi sul posto |
| Facilità di ormeggio | Media–bassa | Alta |
| Sicurezza (ridondanza) | Nessuna | Alta (una elica di riserva) |
| Efficienza a velocità di crociera | Buona | Buona |
| Consumi | Più contenuti | Maggiori |
| Costi di acquisto | Inferiori | Superiori |
| Costi di manutenzione | Più bassi | Più elevati |
| Spazio richiesto | Ridotto | Maggiore |
| Complessità meccanica | Bassa | Alta |
| Uso tipico | Diporto medio-piccolo | Navi, yacht, lavoro |
✅ PREGI E DIFETTI IN SINTESI
🔹 MONOELICA
Pregi
semplicità costruttiva
costi ridotti
minori consumi
manutenzione più facile
Difetti
manovre portuali più difficili
forte effetto evolutivo in retromarcia
nessuna ridondanza
minor controllo con vento/corrente
🔹 BIELICA
Pregi
manovrabilità superiore
compensazione effetti laterali
possibilità di manovra differenziale
maggiore sicurezza
controllo eccellente in porto
Difetti
costi più elevati
maggiore complessità
consumi superiori
manutenzione più onerosa
🧠 SCHEMA MENTALE RAPIDO
Monoelica = semplicità ed economia
Bielica = controllo, sicurezza e precisione
Guarda anche: i ruoli operativi in manovra, dal sito della Marina Militare






































