Il Neoclassicismo in Sardegna
Il Neoclassicismo in Sardegna si diffuse tra il XVIII e il XIX secolo, in un periodo in cui l’isola faceva parte del Regno di Sardegna sotto i Savoia (1720-1861). Questo stile architettonico e artistico arrivò soprattutto nei principali centri urbani, ma lasciò tracce anche nelle aree rurali. L’estetica neoclassica, caratterizzata da equilibrio, proporzione e sobrietà decorativa, richiamava i modelli dell’arte antica e rinascimentale, segnando profondamente il volto della Sardegna dell’epoca.
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Cronologia
Neoclassicismo in Sardegna
🏺 1740 – Scavi di Pompei
Le scoperte archeologiche promuovono in Europa il ritorno all’Antico (sobrietà, proporzione, ordine), base teorica del Neoclassicismo.
👑 1720–1861 – Influenza sabauda
Inserita nel Regno di Sardegna, l’isola recepisce modelli stilistici e amministrativi piemontesi che favoriscono il linguaggio neoclassico.
🏛 Fine ’700 – Prima diffusione
Nuclei neoclassici in ambito civile e religioso: ville di campagna nobiliari, arredi liturgici e teatri cittadini.
✝️ 1775–1840 – Antonio Cano
Frate, scultore e architetto: dall’Immacolata di S. Maria di Betlemme (Sassari) al rimaneggiamento del Palazzo degli Scolopi (Oristano) e alla Cattedrale di Nuoro. Sintesi tra rococò e purismo neoclassico.
📐 1805–1878 – Gaetano Cima
Protagonista del neoclassicismo sardo: Ospedale S. Giovanni di Dio (Cagliari), lavatoio di Sardara, palazzi e chiese in tutta l’isola. Rigorosa grammatica classica applicata a funzione e decoro urbano.
🎭 Ottocento – Architettura civile
Teatri (es. Teatro Civico), palazzi e ville: ordine, simmetria, moderazione decorativa; citazioni all’antico e al Rinascimento.
📜 Post-1861 – Eredità
Il codice neoclassico permane come lessico di rappresentanza nell’architettura pubblica e privata, definendo l’immagine moderna delle città sarde.
Il Neoclassicismo
Il Neoclassicismo fu una tendenza culturale e artistica che si sviluppò in Europa tra il XVIII e il XIX secolo, in contrapposizione agli eccessi decorativi del tardo barocco e del rococò. Ben presto divenne uno stile riconoscibile in tutte le arti – dalla letteratura al teatro, dalla musica all’architettura – poiché si ispirava direttamente al classicismo greco e romano.
Un ruolo fondamentale ebbe l’archeologia, in particolare le scoperte degli scavi di Pompei avviati nel 1740 da Carlo di Borbone, re di Napoli. Le meraviglie riportate alla luce influenzarono profondamente i circoli culturali italiani ed europei, alimentando l’ideale di un ritorno alla sobrietà, all’armonia e alla monumentalità dell’antichità classica.
Le opere neoclassiche in Sardegna
Numerose testimonianze documentano la diffusione del neoclassicismo in Sardegna. Tra queste:
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le ville signorili delle famiglie nobili, come la Villa d’Orrì a Sarroch, esempio di dimora di campagna elegante e monumentale;
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gli arredi sacri conservati nella chiesa di San Nicola a Sassari;
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il Teatro Civico di Sassari, raffinato esempio di architettura neoclassica in ambito urbano.
Un ruolo di rilievo spetta anche ad Antonio Cano (Sassari 1775 – Cagliari 1840), frate francescano, scultore e architetto, che seppe coniugare il rococò con la purezza neoclassica. Tra le sue opere si ricordano la statua dell’Immacolata nella chiesa di Santa Maria di Betlemme a Sassari, il rimaneggiamento del Palazzo degli Scolopi di Oristano e la progettazione della Cattedrale di Nuoro.
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Cagliari tra architettura e pittura neoclassica
Oltre alla firma di Gaetano Cima nel moderno Ospedale di San Giovanni di Dio, Cagliari custodisce il volto pittorico del neoclassicismo nelle opere di Giovanni Marghinotti (Cagliari, 1798–1865), massimo pittore sardo dell’Ottocento. Tra i suoi capolavori spicca la Battaglia di Sanluri, celebre olio su tela oggi esposto al MUS’A – Museo Sassari Arte, testimonianza della forza narrativa e dell’eleganza formale tipiche del periodo.
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