Tra la fine della dominazione romana e l’inizio di quella bizantina, la Sardegna visse una parentesi storica sotto il controllo dei Vandali, una popolazione di origine germanica.
Per quasi ottant’anni, dal 456 al 534 d.C., l’isola fu governata dai Vandali, giunti nel Mediterraneo dopo una lunga migrazione iniziata – secondo lo storico Tacito – dalle attuali regioni di Romania, Ungheria e Repubblica Ceca, e proseguita fino al Nord Africa.
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📜 Scheda Storica: I Vandali in Sardegna
Periodo: 456 – 534 d.C.
Popolazione dominante: Vandali (origine germanica)
Evento chiave iniziale: Attacco alla Sardegna tra il 456 e il 460 d.C., durante la crisi dell’Impero Romano d’Occidente.
Centro di potere: Caralis (Cagliari), sede della famiglia reale vandalica.
Figura storica: Goda – governatore vandalo che si autoproclamò re nel 533.
Resistenza locale: Barbagia e Gerrei mantennero una semi-indipendenza.
Fine del dominio: 534 d.C. – conquista bizantina guidata da Belisario. Gli ultimi Vandali vennero repressi nel 537 dal generale Salomone.
«La parentesi vandalica in Sardegna rappresenta un capitolo breve ma significativo nella transizione tra mondo romano e bizantino».
⚔️ La discesa dei Vandali in Occidente
Spinti dalla pressione di altre tribù germaniche provenienti dall’Europa orientale, i Vandali attraversarono i confini dell’Impero Romano d’Occidente. Dopo aver sconfitto i Franchi, si stabilirono nella Penisola Iberica già nel 429 d.C., da dove proseguirono la loro espansione verso il Nord Africa e il bacino del Mediterraneo.
🛡️ Vandali in Sardegna: la conquista dell’isola
La Sardegna e la Corsica furono attaccate dai Vandali tra il 456 e il 460 d.C., nel pieno della crisi dell’Impero d’Occidente.
Il sacco di Roma del 455 d.C., operato dai Vandali guidati da Genserico, rappresenta il contesto in cui si inserisce l’espansione vandalica anche verso le isole del Tirreno.
Inizialmente, i Vandali occuparono soltanto alcune zone costiere, mentre l’entroterra dell’isola rimaneva ancora sotto il controllo del generale romano Marcellino, comes della Sardegna.
🏴☠️ L’attacco decisivo e la capitale a Caralis
Nel 472 d.C., un nuovo attacco vandalico fu decisivo: la Sardegna cadde quasi completamente sotto il loro controllo, che si protrasse per circa dieci anni.
In questa fase, Civita (l’attuale Olbia) subì la distruzione del porto, mentre Caralis (Cagliari) fu scelta come capitale amministrativa, divenendo il principale centro del dominio vandalico in Sardegna, nonché sede della famiglia reale vandala.
🏛️ L’amministrazione vandalica: continuità romana
I Vandali in Sardegna mantennero una struttura amministrativa molto simile a quella romana. Il governo centrale era affidato a un prases (governatore), coadiuvato da procuratori per la riscossione dei tributi, da economi reali e da conduttori per la gestione dei latifondi.
Molti terreni agricoli rimasero in mano a proprietari sardo-romani, anche se costretti a pagare tasse elevate al nuovo potere.
🏞️ La Barbagia e l’autonomia delle montagne
Come già accaduto durante il dominio romano, anche sotto il controllo vandalico la Barbagia conservò una forma di semi-indipendenza.
Le zone montuose interne dell’isola furono difficilmente conquistabili e mantennero una certa autonomia anche nella successiva fase bizantina.
👑 Il breve Regno di Goda: la Sardegna indipendente
Nel 533 d.C., in un momento di instabilità all’interno del regno vandalico, il governatore Goda si autoproclamò re della Sardegna. Questo episodio segnò una prima e rara forma di statualità indipendente dell’isola in epoca medievale, un precedente che sarebbe riemerso soltanto secoli dopo con i Giudicati sardi.
Sacco di Roma da parte dei Vandali: 455
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🏛️ L’arrivo dei Bizantini in Sardegna
Nel tentativo di svincolarsi dal controllo del re vandalo Gelimer, il governatore Goda cercò un’alleanza strategica con l’Impero Bizantino per rafforzare la propria autonomia e difendere la Sardegna.
L’imperatore Giustiniano I, impegnato nella campagna di riconquista dell’Occidente, rispose favorevolmente inviando una vasta spedizione militare: 16.000 soldati e 600 navi furono diretti verso le coste dell’Africa settentrionale, cuore del regno vandalo.
Contestualmente, un contingente di 400 soldati bizantini fu inviato a Caralis (Cagliari) per costituire una prima guarnigione difensiva sull’isola. Questo evento segnò il primo concreto intervento bizantino in Sardegna, aprendo la strada alla successiva dominazione imperiale.
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⚔️ La reazione dei Vandali e la fine di Goda
La risposta dei Vandali non si fece attendere. Dopo aver soffocato una grave rivolta in Tripolitania, il re Gelimer inviò in Sardegna suo fratello Tzazo (chiamato anche Tara in alcune fonti) con un contingente armato per reprimere la ribellione del governatore Goda.
La spedizione fu rapida ed efficace: Goda fu catturato e giustiziato, mentre Caralis (Cagliari) tornò sotto pieno controllo vandalo. La città fu presidiata da una nuova guarnigione militare, ristabilendo momentaneamente l’autorità vandalica sull’isola.
🏺 La conquista bizantina dell’Africa e della Sardegna
La sconfitta dei Vandali da parte dei Bizantini era solo questione di tempo. Nel 533 d.C., durante la campagna militare voluta dall’imperatore Giustiniano I, le truppe guidate dal generale Belisario conquistarono Cartagine, infliggendo un colpo decisivo al regno vandalico e riprendendo il controllo della Tripolitania (odierna Libia).
Nel 534 d.C., anche la Sardegna si arrese definitivamente al nuovo potere imperiale, entrando a far parte dell’Esarcato bizantino, assieme ad altre ex province romane riconquistate.

🏞️ Vandali in Sardegna: gli ultimi rifugiati in Barbagia e nel Gerrei
Dopo la conquista bizantina della Sardegna nel 534 d.C., gli ultimi gruppi vandali presenti sull’isola furono costretti ad abbandonare Caralis (Cagliari), dove fino ad allora avevano posseduto terre, abitazioni e incarichi pubblici.
Molti di loro si rifugiarono nelle zone montuose della Barbagia e del Gerrei, nell’entroterra orientale della Sardegna. Lì trovarono riparo dalla nuova autorità bizantina, dando vita a piccoli nuclei isolati di resistenza passiva o di semplice sopravvivenza.
Questo episodio segna l’ultima traccia della presenza vandala in Sardegna, prima del completo assorbimento dell’isola nell’organizzazione amministrativa dell’Impero bizantino.
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⚔️ Vandali in Sardegna: le incursioni su Fordongianus
Nonostante la fuga nelle zone interne, gli ultimi Vandali in Sardegna non si limitarono a vivere isolati. Per diversi anni si resero protagonisti di incursioni piratesche e atti di guerriglia, in particolare contro il centro termale e militare di Fordongianus (l’antica Forum Traiani), situato nell’attuale provincia di Oristano.
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La situazione divenne così grave che nel 537 d.C., l’Impero Bizantino decise di intervenire militarmente. L’imperatore Giustiniano inviò in Sardegna il generale Salomone, uno dei suoi migliori comandanti, con il compito di eliminare definitivamente la presenza vandala sull’isola.
Con questa operazione, la Sardegna venne definitivamente integrata nel sistema imperiale bizantino, ponendo fine alla lunga parentesi vandalica.
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