🏰⚓ Storia Moderna della Sardegna
Dal 1492 alla Rivoluzione francese (1789)
L’Età Moderna della Sardegna si colloca tra la fine del Medioevo e l’inizio del mondo contemporaneo. È un periodo segnato da continuità feudali, controllo esterno e lente trasformazioni, in cui l’isola resta ai margini dei grandi processi di sviluppo europeo, pur entrando stabilmente negli equilibri politici degli Stati moderni.
Le fasi dell’Età Moderna
L’Età Moderna in Sardegna comprende due grandi momenti storici:
Dominazione spagnola (aragonese e poi spagnola)
Primo periodo sabaudo (XVIII secolo)
Durante la dominazione iberica, la Sardegna viene amministrata come periferia dell’impero, mentre con il passaggio ai Savoia iniziano i primi tentativi di riforma dello Stato.
L’Età Moderna in Sardegna
Questo periodo è caratterizzato da elementi strutturali molto forti:
Feudalesimo diffuso, che condiziona società, economia e rapporti di potere
Stagnazione economica, con agricoltura arretrata e scarsa industrializzazione
Isolamento politico e culturale rispetto all’Europa in trasformazione
Nel XVIII secolo, con l’arrivo dei Savoia, si avviano però le prime riforme amministrative e fiscali, che pongono le basi per il superamento graduale del sistema feudale.
Il confine con l’Età Contemporanea
📌 L’Età Moderna termina nel 1789, con la Rivoluzione francese, evento simbolico che segna la crisi dell’ordine monarchico e feudale e l’ingresso nel mondo moderno dei diritti, delle costituzioni e delle nazioni.
Questa sezione raccoglie approfondimenti storici, schede tematiche e percorsi di lettura dedicati alla Sardegna spagnola e sabauda, aiutando a comprendere le radici di molte dinamiche politiche e sociali dell’isola contemporanea.












